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  1. L’Europa ritrova speranza quando l’uomo è il centro e il cuore delle sue istituzioni. Ritengo che ciò implichi l’ascolto attento e fiducioso delle istanze che provengono tanto dai singoli, quanto dalla società e dai popoli che compongono l’Unione. Purtroppo, si ha spesso la sensazione che sia in atto uno “scollamento affettivo” fra i cittadini e le Istituzioni europee, sovente percepite lontane e non attente alle diverse sensibilità che costituiscono l’Unione. Affermare la centralità dell’uomo significa anche ritrovare lo spirito di famiglia, in cui ciascuno contribuisce liberamente secondo le proprie capacità e doti alla casa comune. È opportuno tenere presente che l’Europa è una famiglia di popoli 14 » e – come in ogni buona famiglia – ci sono suscettibilità differenti, ma tutti possono crescere nella misura in cui si è uniti. L’Unione Europea nasce come unità delle differenze e unità nelle differenze. Le peculiarità non devono perciò spaventare, né si può pensare che l’unità sia preservata dall’uniformità. Essa è piuttosto l’armonia di una comunità.
    http://w2.vatican.va/content/francesc...sco_20170324_capi-unione-europea.html
    Tags: , , by M. Fioretti (2017-04-14)
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  2. Al di là dei proclami, la posta in gioco è alta per un altro motivo. Che si intreccia a doppio filo con la trattativa sulla correzione del deficit italiano. Se la proposta della Commissione passasse, infatti, in un attimo dovrebbe essere archiviato il tira e molla sui fondi “fuori dal patto di Stabilità“. E il governo di Paolo Gentiloni non potrebbe più sostenere che il disavanzo sia aumentato perché Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan, nella legge di Bilancio per il 2017 varata lo scorso dicembre, hanno dovuto stanziare risorse per le spese eccezionali rese necessarie dai terremoti. Una carta giocata anche nel rapporto sui Fattori rilevanti per la dinamica del debito inviato a Bruxelles mercoledì sera insieme alla lettera di risposta del titolare del Tesoro: vi si legge che tra incentivi per le riqualificazioni antisismiche e investimenti per la ricostruzione il conto ammonta allo 0,2% del pil, pari all’aggiustamento chiesto dall’Europa. Ma se i soldi li mettesse tutti la Ue l’esecutivo dovrebbe soltanto spedire a Palazzo Berlaymont le fatture delle spese affrontate per la ricostruzione e a fronte di quelle pezze d’appoggio arriverebbero i versamenti. Cifre presumibilmente molto inferiori rispetto a quelle rivendicate fino a questo momento. Insomma, a Palazzo Chigi la proposta della Ue conviene meno che ai terremotati.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/...erche-ai-partiti-non-conviene/3364320
    Tags: , , by M. Fioretti (2017-02-04)
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  3. elenco bandi ue
    http://programmicomunitari.formez.it/bandi#.WF5FzinDMXY.linkedin
    Tags: , , by M. Fioretti (2017-01-20)
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  4. Finalmente l’Italia cesserà di essere l’unico paese europeo in cui il Parlamento è composto da due camere eguali, con gli stessi poteri e praticamente la stessa composizione. Il superamento del cosiddetto “bicameralismo paritario” servirà per ridurre il costo degli apparati politici e per rendere l’attività del Parlamento più rapida ed efficace. La Camera dei Deputati darà e toglierà la fiducia al governo, il Senato rappresenterà prevalentemente le istanze e i bisogni di comuni e regioni.

    Il Senato diverrà finalmente il luogo della rappresentanza delle regioni e dei comuni, che potranno così intervenire direttamente nel procedimento legislativo attraverso i sindaci e i consiglieri che ne faranno parte. Per troppi anni, la loro limitata capacità di partecipazione alla formazione delle leggi dello Stato ha causato ritardi, conflitti e contenziosi. In più, il nuovo Senato dei sindaci e dei consiglieri sarà investito di una funzione molto importante: parteciperà alle decisioni dirette alla formazione e all’attuazione degli atti normativi e delle politiche dell’Unione europea e ne verificherà l’impatto sui territori. E’ un compito decisivo, che consentirà all’Italia di rispettare “i patti”, di non commettere infrazioni e di evitare multe salate.
    http://www.bastaunsi.it/le-ragioni-del-si
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  5. La Brexit è stata, nonostante la mole di dati (falsi) portati per spiegare quanto la Gran Bretagna avrebbe potuto tornare ad essere grande qualora avesse lasciato la UE, solo una battaglia contro immigrati e immigrazione. Non solo il Regno Unito – quando a guidarlo era Cameron – non ha mai accettato di dover prendere parte al sistema di ripartizione dei richiedenti asilo ma anche i cittadini europei che lavorano e vivono oltremanica. Questa è da tempo anche la linea sposata dalla May, che quando era titolare dell’Home Office aveva invocato la cessazione degli accordi di Shengen. Theresa May vuole quindi la botte piena e la moglie ubriaca, ma già l’anno scorso una portavoce dell’Unione le rispose che “la libera circolazione dei cittadini europei è parte integrante del mercato unico e un elemento centrale del suo successo”, ricordando a colei che all’epoca era Ministro dell’Interno del Regno Unito che il pacchetto delle quattro libertà fondamentali su cui si fonda la UE sono – oltre alla libera circolazione delle merci – la libera circolazione delle persone, dei capitali e la libera prestazione dei servizi. In poche parole non sembra assolutamente possibile che il Regno Unito sia in grado di stipulare con l’Unione un accordo sull’accesso al Mercato Unico che non preveda anche la libera delle persone. I pochi esempi disponibili (gli accordi con Norvegia e Svizzera) lo dimostrano ma la May ha anche detto che non vuole un accordo sulla falsa riga di quelli esistenti ma un nuovo modello che dia al paese la massima libertà possibile.
    http://www.nextquotidiano.it/hard-bre...are-larticolo-50-del-trattato-lisbona
    Tags: , , , , , , , , by M. Fioretti (2016-10-21)
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  6. Come forse molti avranno sentito l’imprenditore ( che in realtà di nome fa Natale, ma si è ribattezzato Oscar, de gustibus) ha detto che il grano italiano è una schifezza, inadatto a fare la pasta e che bisogna approvvigionarsi di frumento ogm dal Canada dove se ne produce tanto e della qualità giusta per il maccarone, cosa per la quale il Ttip è una mano santa.

    Ora è piuttosto strano che il luogo dove è nata la pasta non produca il grano adatto, anzi diciamo che è una vera cazzata, detta da uno che di cibo non capisce una minchia come del resto ci si aspetta da chi ha curato l’impresa paterna Unieuro, (“l’ottimismo è il profumo della vita!, ricordate?) appropriandosi poi di un’eredità marginale e mai coltivata in proprio, ma certamente i costi e il prezzo non sono confrontabili con le grandi produzioni di massa del nord america: quindi la questione riguarda più da vicino il profitto che la qualità. Se finora è stata importata la metà del grano duro necessario tanto vale smantellare la produzione italiana e importare tutto, magari anche un grano che fornisce pasta molto diversa da quella originale e più simile al gusto americano che a quello nostro. Con la conseguenza a medio termine che non avrà più alcun senso comprare a costi alti la pasta italiana visto che è uguale a quella prodotta worldwide. Ma a Farinetti non interessa il futuro, bensì l’immediato presente. Il fatto è che questo figlio di papà, nato con la pappa, anzi anzi con la pasta fatta, è assurto a gloria nazionale con l’idea di Eataly, ovvero con centri dove si smerciano a costo elevato prodotti di nicchia, produzioni artigiani o presunte tali e insomma tutto il birignao medio borghese emergente del mangiar bene che una volta si sostanziava nell’andar dal contadino o mangiare nella trattoria da camionisti e poi nell’adorazione degli chef: cibo griffato, destinato a chi vuol darsi un tono e non avendo educazione al gusto vuole la garanzia della firma e il visto di autenticità. Spesso anche se non sempre, si tratta di pura speculazione, di operazioni acchiappa citrulli, ma sta di fatto che Farinetti ha cavalcato l’onda del cibo di nicchia e le suggestioni della tradizione, intuendo perfettamente lo spirito del tempo, ma adesso improvvisamente e forse per l’esaurirsi di questa spinta, si libera dei panni che gli hanno fruttato bei soldini e si converte alle produzioni di massa. E diventerà il leader della pasta di Gragnano (possiede il pastificio Afeltra) con grano ogm canadese, brevettato dalla Monsanto per resistere agli erbicidi con glifosato, recentemente dichiarato cancerogeno dall’Organizazione mondiale della sanità e coltivato su appezzamenti di terreno comprati da società saudite.

    La conversione di Farinetti al grano canadese venuta l’altro giorno subito dopo le limitazioni poste all’uso dei glifosati da parte del ministero della salute e le sue insistenze sul Ttip che cominciano già a giugno scorso, forse non sono casuali: Berlino ha buttato sul piatto del trattato transatlantico l’acquisto di Monsanto da parte della Bayer, anche se la cosa non può essere dichiarata pubblicamente visto che il 90% dei tedeschi è avverso all’uso dei glifosati. Ma certo una volta in vigore il Ttip la Monsanto Bayer potrebbe agevolmente chiedere ed ottenere la revisione di ogni legislazione prudente o contraria agli ogm e sopratutto agli erbicidi di questa classe cui spesso è correlata la variazione genetica apportata a mais e cereali perché vi resistano. Tanto più che essendo ormai la Monsanto europea costringerebbe tutti i Paesi membri ad adeguarsi automaticamente. A questo approda alla fine il progetto chic e sciocc di Eataly; avremo anche il glifosato di nonna Clotilde fabbricato con la cura e le attenzioni di una volta? Il personaggio degli appalti senza gara e dei licenziamenti facili, dei salari da fame nei presunti altarini del mangiar bene, ne sarebbe capace, perché invece di essere un tempio del cibo italiano, la sua impresa che ormai declina verso l’hamburgheria ostentata, ne è la negazione più clamorosa, il suo annegamento verso la standardizzazione made in Usa. Ed è stata l’ennesima vera bugia che ci siamo raccontati.
    https://ilsimplicissimus2.com/2016/08.../farinetti-colto-con-le-mani-in-pasta
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  7. è soprattutto l’Unione in crisi, il suo tema e quello dell’incontro. “Se è vero che l’Europa si evolve di crisi in crisi, la Brexit è una grande opportunità” azzarda. Però scandisce: “Siamo fortemente critici verso l’Unione, ma non abbiamo mai pensato di uscirne”. Ribadisce la rotta dopo il caos post-Brexit, con il M5s che nelle ore seguenti il voto si incartato su linea e reazioni, e nel quale in tanti avevano esultato per l’uscita della Gran Bretagna. “Siamo cresciuti con i valori fondativi dell’Unione, lo dico a chi ci definisce populisti ed anti-europeisti” giura.

    Poi elenca i nodi: i poveri che aumentano, in Italia e non solo, Bruxelles troppo lontana (“I cittadini non sono mai stati consultati sui provvedimenti più impattanti”). Sull’immigrazione vuole la redistribuzione dei migranti per i vari Paesi: “Ma parlare di quote suona algido”. Poi arriva la tirata anti-euro: “L’Europa della moneta unica ha abdicato al valore della solidarietà”. In fondo inevitabile, per un Movimento che ha raccolto le firme contro l’euro. E ce n’è anche per la Turchia: “Diamo i soldi per accogliere i migrani siriani a un Paese che non rispetta i diritti umani, neanche in casa propria”. Di Maio ringrazia, la gente applaude. Tocca a Spadaro, che parla dell’Unione come di “una casa che non regge”. Il candidato ascolta. Attento, al futuro.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/...e-moderato-anti-euro-convinto/2935524
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  8. Can a Member State’s decision to withdraw be reversed?

    We asked our witnesses whether it was possible to reverse a decision to withdraw. Both agreed that a Member State could legally reverse a decision to withdraw from the EU at any point before the date on which the withdrawal agreement took effect. Once the withdrawal agreement had taken effect, however, withdrawal was final. Sir David told us: “It is absolutely clear that you cannot be forced to go through with it if you do not want to: for example, if there is a change of Government.” Professor Wyatt supported this view with the following legal analysis:

    “There is nothing in the wording to say that you cannot. It is in accord with the general aims of the Treaties that people stay in rather than rush out of the exit door. There is also the specific provision in Article 50 to the effect that, if a State withdraws, it has to apply to rejoin de novo. That only applies once you have left. If you could not change your mind after a year of thinking about it, but before you had withdrawn, you would then have to wait another year, withdraw and then apply to join again. That just does not make sense. Analysis of the text suggests that you are entitled to change your mind.”

    ... There is nothing in Article 50 formally to prevent a Member State from reversing its decision to withdraw in the course of the withdrawal negotiations. The political consequences of such a change of mind would, though, be substantial.

    So, to sum up, even if the UK triggers Article 50 we can still cancel that decision if, for instance, there was a change of government. But the government would be up against the clock: It would have to make that U-turn before the rest of the EU voted on the Article 50 request, and before the two-year deadline elapsed.
    http://uk.businessinsider.com/brexit-how-does-article-50-work-2016-7
    Tags: , , by M. Fioretti (2016-07-24)
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  9. Leaving the EU is so difficult, and the consequences are so economically damaging, that it may be easier for prime minister Theresa May's government to endlessly delay the process rather than to actually leave.

    Morgan Stanley economists Jacob Nell and Melanie Baker published a fascinating note to investors this morning in which they attempt to figure out how the UK will actually leave the EU, and what the UK's post-Brexit relationship with Europe will look like. Nell and Baker do not make any specific predictions about how the UK will leave the EU, but they do point out two key facts:

    The EU will not give the UK a deal in which Britain gets access to the single market but opts out of the "freedom of movement" requirement that lets EU migrants into the country. In fact, the EU cannot give this deal to the UK because it would represent an existential threat to the EU itself: If one country gets access to the single market while controlling its own immigration borders, then every country in the EU will want to do the same.
    Leaving the EU will cause such massive damage to the UK economy that it might be political suicide for any government to actually leave despite the fact that a majority of people voted Leave in the EU Referendum.

    brexit Immigration from the EU isn't that bad anyway. Morgan Stanley

    You can sum up the problem in 10 easy steps:

    The Conservative government has a small majority of just 12 seats.
    Prime minister Theresa May is pro-Remain.
    A majority of MPs are pro-Remain. "Parliament had a clear pro-Remain bias since over 70% of all MPs and over 50% of Conservative MPs supported Remain," according to Morgan Stanley.
    The government faces a general election in 2020, right after the UK — in theory — leaves the EU.
    One million UK voters live in EU countries. The vast majority of them will vote against any government that threatens their EU residency status.
    Reduced access to the single market will hurt the economy. The mere prospect of it is already triggering a recession in the second half of this year.
    Do the Tories really want to go into the 2020 election defending a policy that hurts the economy and increases unemployment?
    The EU will not offer the UK a "special deal" featuring full access to the single market but control of UK borders because such a deal would encourage other nations to leave. Nationalist movements, and anti-EU sentiment, are on the rise across Europe.
    The EU can withdraw the UK's bank "passport" that gives UK financial services firms access to the single market. Do the Tories want to go into 2020 defending a policy that decimates The City, which (according to Morgan Stanley) pays 11% of the UK's entire tax base?
    Triggering Article 50 is reversible! Not many people know this. But the UK can formally trigger its Article 50 request and then withdraw the request before Brexit actually takes place, if the country wants to.
    http://uk.businessinsider.com/brexit-...-consequences-may-never-happen-2016-7
    Tags: , , , by M. Fioretti (2016-07-23)
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  10. The accession of the 10 additional member states (most of which were formerly Communist countries in Eastern Europe) on 1 May 2004 changed the character of the EU permanently. There was now such a diversity of opinions and priorities that the ever-closer union agenda quickly became impossible to fulfill. After a few false starts, Brussels soon turned most of its energies toward refining and attempting to improve upon the core areas of the EU — primarily the free market elements — which had support from all quarters. And the rest of the time, Brussels was focused on the euro, which is a problematic currency but one which member states joined entirely at their own choice (and which Britain wisely stayed away from).

    What’s so important about this change in trajectory is that it was exactly what Britain fought for. We supported the expansion of the EU to Eastern Europe and elsewhere precisely because we knew that doing so would head off deeper integration. Britain got what we wanted and (along with other supporters of the expansion) changed the character of the EU permanently.

    But I don’t think you paid any attention to that. I think you saw this referendum as a chance to fight a battle you have wanted to fight for decades, since a time when the opponent was someone completely different.

    I dare say it’s as if you decided to attack France in 1827 because of the threat
    https://medium.com/extra-extra/a-note...o-voted-leave-85b8c169b0ce#.kakjarnql
    Tags: , , , , by M. Fioretti (2016-07-11)
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