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  1. Tutti dal notaio. Per una rievocazione del «metodo Marino» da applicare sul neo eletto governatore della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. Solo che questa volta, a differenza di quanto accadde al sindaco, la maggioranza per far scattare il «tana libera tutti» ci sarebbe già senza aiuti esterni. Ovvero i 26 consiglieri di opposizione che hanno perso sì le elezioni, ma hanno comunque un voto in più in consiglio rispetto alla coalizione di centrosinistra per via dell’anatra zoppa, partorita dalle urne (anche qui è colpa della legge elettorale adottata nel Lazio).

    La mossa a sorpresa, come risulta a Il Messaggero, è già in fase avanzata ma l’esito è ancora da scrivere. Lo sprint parte dal civico Sergio Pirozzi, forte della copertura politica di Matteo Salvini sempre più alla conquista del Centro-Sud. In queste ore sono stati già contattati i leader degli altri due macro gruppi: Stefano Parisi e Roberta Lombardi. Entrambi confermano a questo giornale l’esistenza del piano. Ma con delle differenze.

    LE MOSSE
    La neo capogruppo grillina si è presa «un po’ di tempo» per parlarne con gli altri eletti del M5S (10 in tutto) e soprattutto con il capo politico Luigi Di Maio. Anche nel frastagliato fronte di Parisi (composto dai gruppi di Energie per l’Italia, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Noi con l’Italia: 15 consiglieri) inizia a serpeggiare la pazza idea, seppur con qualche distinguo. Pirozzi e Salvini (che conta 4 consiglieri eletti nel Lazio) aspettano solo la proclamazione dell’ufficio elettorale centrale per lanciare una conferenza stampa che sarà seguita da una manifestazione sotto la Regione al grido «tutti dal notaio: ritorniamo al voto». Una questione di pochi giorni, «poi scopriremo i giochi», dice il sindaco di Amatrice.

    In caso di dimissioni di massa delle minoranze, Zingaretti decadrebbe subito, verrebbero riconvocate le elezioni entro sessanta giorni e il governatore non si potrebbe più ripresentare. Dietro a questo scenario esplosivo non c’è solo il sindaco di Amatrice, ma appunto proprio il leader della Lega pronto a usare questa carta per mandare anche un messaggio a Berlusconi e a Forza Italia sul tavolo parlamentare. Ovvero: mai con il Pd, né al governo né in Regione, in versione «stampella» a Zingaretti.

    LO STATUTO
    In queste ore di sospetti, c’è poi un articolo che passa di chat in chat: è il 43 dello statuto del Consiglio regionale del Lazio. Al paragrafo 2 spiega che «l’approvazione della mozione di sfiducia» da parte della metà più uno dei consiglieri «comporta le dimissioni della giunta regionale e lo scioglimento del consiglio». Questa è la seconda ipotesi, preferita al momento da Parisi, per far saltare il governatore dem. Ma avrebbe una premessa: la partenza dei lavori dell’Aula e di tutta la macchina regionale, dalla giunta alle presidenze delle commissioni. Terreni di accordo tra il centrosinistra e le minoranze, rappresentate al momento da ben 7 gruppi, per non parlare delle varie correnti interne ai 5 Stelle o a Forza Italia.

    Fin qui lo scenario, poi c’è anche un pezzo di realtà molto prosaica: un consigliere regionale nel Lazio guadagna circa 7mila euro al mese, netti. Non proprio una miseria, un motivo che potrebbe spingere più di un eletto a darsi malato davanti al notaio e magari assente per motivi personali il giorno di un’eventuale sfiducia in Aula.
    Dall’altra parte della barricata, poi, c’è Zingaretti: il presidente che sogna la segreteria del Pd in questa fase così complicata ha interesse a far scoprire le opposizioni. E quindi aspetta di capire se sono davvero intenzionate a staccare la spina o se sarà possibile, al contrario, trovare un’«intesa programmatica» su quattro temi portanti del Lazio (sanità, rifiuti, trasporti, sociale). Di sicuro, da quando ha vinto le elezioni, in controtendenza con il resto del Paese e con un centrosinistra largo comprensivo di Leu, il fratello del commissario Montalbano non fa che ripetere: «Se c’è un accordo bene, altrimenti si va tutti a casa». Oggi Zingaretti incontrerà la sindaca grillina Virginia Raggi per un vertice amministrativo che sarà guardato con molta attenzione anche fuori dal Campidoglio. La partita di poker è appena iniziata. E mai come questa volta i destini del Lazio si intrecciano con quelli del governo.
    https://www.ilmessaggero.it/primopian...issioni_massa_nuovo_voto-3606770.html
    Tags: , , , , , by M. Fioretti (2018-03-15)
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  2. all’interno della riserva, vi sono le spallette boschive di Castel Romano, 21 ettari di bosco misto (Quercia, Cerro e Leccio, Corbezzolo, Lentisco, Fillirea, Ginestra, Perastro, Prugnolo), con presenza di numerose specie faunistiche. Il territorio è di proprietà della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli (Propaganda Fide), ente religioso impegnato nelle missioni nel mondo, con sede in un bellissimo palazzo (possedimento extraterritoriale della Santa Sede) con affaccio su Piazza di Spagna. Questo ente – per la gestione della proprietà agricola – ha creato una tal società agricola Le Tenute s.r.l. Appare evidente ciò dal fatto che Monsignor Viale Ermes Giovanni, Rappresentante della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, è anche amministratore della società.

    Ora, cosa accade? Accade che Roma Natura abbia autorizzato il taglio dei 21 ettari di bosco, evidentemente ritenendo prevalenti gli interessi economici della congregazione religiosa rispetto alla tutela della natura. Il fatto non è passato inosservato agli occhi di chi ama l’Agro romano (e vorrebbe che diventasse Patrimonio dell’Umanità), nonché all’associazione ambientalista Gruppo di intervento giuridico, che il 9 febbraio ha inoltrato agli enti competenti (Ministero, Soprintendenza, RomaNatura) una richiesta di accesso agli atti, anche perché non risulta che sussista il nulla osta paesaggistico.
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2018...ono-sulla-tutela-della-natura/4154846
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  3. Non solo Ostia. Se Roma da quasi 60 anni è progressivamente presa d’assalto da mafie indigene e straniere, che hanno ampliato a dismisura il proprio potere socio-economico, la cerchia extraurbana non se la passa certo meglio. Per non parlare del Lazio. Insomma una Capitale e una regione soffocate dalla criminalità organizzata. La presenza di Cosa nostra, Camorra, ‘Ndrangheta, Sacra corona unita, mafie straniere ed ex della banda della Magliana sono – solo per limitarci ad una sintesi – è di casa a Roma. E altrettanto si può dire per Ostia, dove oggi tutti scoprono le famiglie Fasciani e Spada. E dove è stato previsto (in un vertice ieri in Prefettura a Roma) un aumento del numero di forze dell’ordine a presidio del territorio, dopo gli episodi criminosi degli ultimi giorni. Già negli anni Ottanta, però, proprio la Banda della Magliana aveva in Ostia un punto fisso di riferimento non solo per il traffico di droga ma anche per quello di armi. Non solo Ostia, però, si diceva. Ed ecco dunque che le consorterie criminali (non sempre inquadrabili in consorterie mafiose) si snodano da sud a nord di Roma.
    http://www.ilsole24ore.com/art/notizi...2102.shtml?uuid=AEzJy6ID&refresh_ce=1
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  4. Come testimonia anche il II Rapporto svolto dall’Osservatorio per la sicurezza e la legalità della Regione Lazio e presentato con Libera a luglio 2016, la forza dei Casamonica e degli Spada si estende anche nell’area dei Castelli romani, in particolare a Ciampino, Albano, Lariano, Castelgandolfo, Vermicino, Marino e Grottaferrata. Sempre al netto del fatto che le tradizionali mafie del Sud non disdegnano alcuna area geografica. Ivi inclusa quella dei Castelli. Tra Rocca Priora, Ariccia, Genzano e Monte Porzio Catone, ad esempio, vengono segnalate le presenze radicate di esponenti delle famiglie Molè (della Piana di Gioia Tauro) e Mazzagatti (Oppido Mamertina). Gli affari sono sempre gli stessi, a partire dal traffico di droga e poi estorsioni ed usura. I proventi vengono poi riciclati anche in attività commerciali e imprenditoriali pulite. Come è successo poche ore fa ad Ostia, anche nella zona dei Castelli non sono mancate negli ultimi due anni in particolare intimidazioni violente e sparatorie.
    http://www.ilsole24ore.com/art/notizi...rino-mafie-182102.shtml?uuid=AEzJy6ID
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  5. Il degrado comincia nel 2008, quando Veltroni e Rutelli perdono le elezioni e sul tetto di Roma si insedia la destra di Alemanno. Invece di fare opposizione, gli sconfitti trattano con i nuovi arrivati e i loro amici poco raccomandabili. «Hanno avuto paura di perdere le poltrone», geme Ileana Argentin. Parole chiave: consociativismo e spartizione. Sotto accusa la manovra d’aula (poi abolita da Marino) che divideva la torta tra i consiglieri. Tra gli indiziati c’è Umberto Marroni, allora capogruppo, rimproverato da chi non lo ama di «essersi accordato con Alemanno in cambio delle briciole
    http://roma.corriere.it/notizie/crona...7ee-10c7-11e5-b09a-9f9a058e6057.shtml
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  6. La Lazio rischia l'esclusione dalle Coppe”, afferma Baranca, chiudendo un ragionamento che inizia con la fine della latitanza di Hristiyan Ilievski, meglio conosciuto come il capo degli 'zingari'.

    “Se ne parla da alcune settimane, ossia da quando Ilievski ha deciso di tornare in Italia e di parlare ai magistrati di Cremona”, racconta Baranca a margine della conferenza stampa di questa mattina all'eurocamera in cui sono state denunciate oltre 50 partite truccate in Europa, dai preliminari di Europa League fino al campionato svedese, passando per 4 incontri del Catania in Serie B e altri 8 tra Lega Pro e Coppa di Lega Pro.
    http://espresso.repubblica.it/attuali...lusione-dalle-coppe-1.215282?ref=twhe
    Tags: , , , , by M. Fioretti (2015-06-09)
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  7. L'utilizzo delle spiagge e il diritto alla balneazione spetta a tutti.

    In base all'art.1, comma 251, della Legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Finanziaria 2007), i titolari delle concessioni dell'area marittima demaniale hanno "l'obbligo di consentire il libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia antistante l'area ricompresa nella concessione, anche al fine di balneazione".

    La Regione Lazio approvando nel 2009 il "Regolamento di disciplina delle diverse tipologie di utilizzazione delle aree demaniali marittime per finalità turistico-ricreative" n.11 in attuazione della legge-quadro sul turismo, ha ribadito in modo chiaro e inequivocabile il diritto al libero accesso alle spiagge e alla balneazione, così come previsto dalle norme nazionali.

    Ciò significa che i gestori degli stabilimenti balneari che hanno in concessione i servizi di spiaggia non possono proibire il transito e la sosta sulla battigia (striscia di sabbia di 5 metri dalla riva del mare) che è a disposizione di tutti e sulla quale, tuttavia, non si può installare nulla ad uso personale (es. ombrelloni, sdraio, ecc.): l'accesso al mare e il passeggio devono essere lasciati liberi per chiunque.
    http://www.regione.lazio.it/rl_turismo/?vw=contenutidettaglio&id=84
    Tags: , , , by M. Fioretti (2015-05-06)
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  8. I dataset geografici al momento pubblicati sono 47, tutti tematici. Infatti mancano tutti i dati che aspettavamo con ansia e che sono la base descrittiva del territorio regionale: carta tecnica e database topografico in formato vettoriale e raster, ortofoto e modello digitale di elevazione. Per questo non ci sono scuse che tengano, leggi regionali o quant'altro. Non si può neanche dar colpa al tempo, visto che la gestazione (studio, capitolato, specifiche tecniche) e la realizzazione del progetto vanno avanti da più di due anni. La presenza di una legge nazionale pubblicata a dicembre del 2012 dovrebbe mettere da parte qualsiasi resistenza locale alla pubblicazione dei dati geografici di base.
    Questo aspetto decisamente negativo, spero venga risolto in men che non si dica. Vorrei proprio capire cosa racconterà la Regione ai professionisti del territorio (architetti, ingegneri, geometri, geologi, urbanisti e pianificatori, ecc.) nella fase di disseminazione e formazione che è anch'essa da poco iniziata.
    http://www.rivistageomedia.it/2015040...la-regione-lazio-pregi-e-difetti.html
    Tags: , , by M. Fioretti (2015-04-08)
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  9. Una delle aree più preziose del territorio, dal punto di vista paesaggistico e naturalistico, sembra sia destinata a sparire. La segnalazione arriva da Marco Antonini, ex Presidente del WWF Lazio e memoria storica della Riserva di Decima Malafede. Ad esser minacciata, risulterebbe infatti esser una delle foreste che ne fanno parte.

    ADDIO AL BOSCO - "Nei giorni scorsi l’ente Romanatura ha autorizzato il taglio di migliaia di querce secolari di alto fusto nel bosco detto di Capocotta, ma questa scelta – ci ha spiegato il naturalista – va contro le finalità dell’area protetta". A farne le spese sarebbero quindi gli alberi della foresta di Capocotta. "Il taglio è già iniziato ed ha sostituito i canti degli uccelli già in nidificazione, con l'orrido frastuono delle motoseghe. L'ultimo bosco di alto fusto della Campagna Romana sta cadendo al suolo".
    http://eur.romatoday.it/altre/taglio-...pocotta-riserva-decima-malafede-.html
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  10. Nell'ente di Zingaretti 4,3 miliardi di costi sanitari evitabili senza tagliare servizi a cittadini, ma la regione non è ancora riuscita ad accentrare la gestione della spesa. E la controllata San.Im, nata per rimettere in sesto i conti, ha finito per creare solo passività
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/...rato-storace-finanza-creativa/1188457
    Tags: , , , by M. Fioretti (2014-12-22)
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