Tags: elezioni 2013*

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  1. Un altro indizio ancora più inconfessabile porta a logiche spartitorie di banche e consigli di amministrazione. Come diceva Flaiano in Italia non si può fare la rivoluzione perché ci conosciamo tutti, e quando Berlusconi ha minacciato bluffando che avrebbe portato il conflitto in ogni angolo del paese, in tutti i modi e con tutti i mezzi, molti gli hanno creduto ed hanno preferito sottomettersi ancora una volta alle sue richieste.

    Il PD e le sue correnti avrebbero vista la loro atavica fame di poltrone soddisfatta, Berlusconi avrebbe avuto il proprio salvacondotto e una nuova forza e un nuovo potere per le sue aziende. E gli italiani? Beh, di loro chi se ne importa? Sono 20 anni che fanno questo e ancora li votano. Certo il PD con questa cosa fa il suo ultimo giro di giostra, anche perché i suoi elettori non hanno i sintomi dell’innamoramento tipico degli elettori di Berlusconi (gli innamorati si sa perdonano tutto), e questa volta i vari Bersani Finocchiaro ecc. la pagano.
    http://www.termometropolitico.it/4287...l-finale-del-romanzo-quirinale.html/3
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  2. nel 2013 quasi due elettori su cinque (39,1%) hanno cambiato la scelta del 2008, tradendo il partito votato allora. È un dato che risulta ancor più eclatante se si considera il confronto internazionale: infatti analizzando le 279 elezioni legislative che si sono tenute in 16 paesi europei dal 1945 al 2013, il dato italiano dello scorso anno si colloca al terzo posto. L’emorragia di voti dei principali partiti è stata davvero impressionante: il Pdl, che aveva trionfato nel 2008, ha perso 6,3 milioni di elettori; il Pd ne ha persi 3,5 milioni, la Lega Nord ha più che dimezzato il proprio elettorato perdendo 1,6 milioni di voti, e così via.
    http://www.corriere.it/politica/14_ap...bac-cd05-11e3-8231-7e1a669c55f6.shtml
    Tags: , , , by M. Fioretti (2014-04-26)
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  3. Da Giuliano Amato a Piero Grasso. Da Prodi a Marini. Da D'Alema alla Cancellieri. A pochi giorni dalla prima votazione, ecco chi sono i big al centro delle trattative. Ciascuno con il suo punto forte e il suo punto debole
    http://espresso.repubblica.it/dettaglio/quirinale-i-12-nomi-forti/2204700
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  4. Continuo a incontrare amministratori del Pd veramente validi e innovativi e chiedo loro come mai il Pd non faccia dei loro successi una bandiera. Perché Bersani in campagna elettorale non ha raccontato delle eccellenze dentro il Pd? Quanti voti in più avrebbe preso se avesse mandato in televisione quelli che sono riusciti a cambiare il rapporto tra cittadini inventando forme di democrazia diretta, sistemi di solidarietà e cooperazione, economia alternativa, cultura, efficienza amministrativa…

    E perché non esiste un gruppo di lavoro che aiuta tutti i comuni governati dal Pd a replicare le esperienze di successo? Perché poi (mistero) tutti questi amministratori non sono riusciti a connettersi e diventare una forza rinnovatrice all’interno del partito? Quando vedo che alla direzione nazionale partecipano ancora persone come la Jervolino che ha contribuito ad affondare Napoli, mi sento male.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/...-partito-sullorlo-del-suicidio/557131
    Tags: , , , by M. Fioretti (2013-04-12)
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  5. Come si elegge il presidente della Repubblica? A 30 giorni dalla scadenza del mandato del presidente in carica...
    http://www.blitzquotidiano.it/opinion...lezioni-2013-domande-risposte-1494371
    Tags: , by M. Fioretti (2013-04-11)
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  6. he irony of course is that, had the M5S not taken quite so many votes from those mainstream parties, it would now be focused solely on settling into a parliamentary opposition role and acclimatizing to institutional life. Instead, it is having to justify its refusal to help provide the country with a governing majority. Sudden and enormous success brings sudden and enormous challenges.
    http://theconversation.edu.au/too-muc...g-for-italys-five-star-movement-12491
    Tags: , by M. Fioretti (2013-03-13)
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  7. Berlusconi: «Non si può eleggere un capo dello Stato che non sia di garanzia anche per noi. Una figura di parte sarebbe un vulnus inaccettabile». E, ovviamente, impedirebbe qualsiasi intesa anche su un eventuale governo tecnico-istituzionale-presidenziale che potesse rendersi necessario, perché a quel punto «resterebbe solo il voto».
    E che tutto ruoti attorno all'elezione del capo dello Stato e alle conseguenti «garanzie» lo fa capire benissimo lo stesso Berlusconi, con una nota. «Per il Quirinale il centrodestra non ha bisogno di chiedere a nessuno, e tanto meno alla sinistra, "candidati in prestito", perché, dopo tanti presidenti di un solo colore, ha invece diritto a rivendicare un candidato diverso e di altra estrazione», dice l'ex premier respingendo le ricostruzioni giornalistiche che danno il Pdl favorevole a un'eventuale elezione di D'Alema. Indiscrezioni che nascono secondo Berlusconi da «beghe interne al Pd inventate per mascherare l'eterna lotta di potere» che caratterizza la sinistra.
    http://www.corriere.it/politica/13_ma...314-8ba4-11e2-8351-f1dc254821b1.shtml
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  8. Pd e Pdl hanno perso consensi soprattutto dove ne avevano ricevuti di più nel 2008. Mentre quella espressa nel voto grillino è una protesta generalizzata a tutto il paese e a tutte le classi di reddito, che al Sud pesca soprattutto dal bacino del Pdl e al Nord da quello del Pd. Il voto giovanile.

    La protesta espressa nel voto al M5S – a differenza di quella che aveva trovato rappresentanza in altri partiti politici emersi dal niente in passato – è, come si è visto, un fenomeno chiaramente nazionale. È anche un fenomeno che non ha una particolare connotazione ideologica, nel senso che il partito di Grillo prende voti tra elettori precedentemente di centrodestra o di centrosinistra. Inoltre, a differenza di quanto si vede nel caso degli altri partiti, non esiste mai una forte correlazione tra le caratteristiche socio-economiche dei comuni e i voti per Grillo (a conferma di recenti sondaggi che mostrano la connotazione interclassista del voto al M5S)
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/.../come-voto-ha-cambiato-partiti/528435
    Tags: , , , , by M. Fioretti (2013-03-13)
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  9. chi sono i veri perdenti? Scrutando meglio l’orizzonte tre sono le sagome che s’intravedono: Eugenio Scalfari, Massimo D’Alema e Giorgio Napolitano.
    Il primo ha impiegato la sua prestigiosa firma, il “suo” giornale e le sue residue energie in una guerra senza quartiere a Beppe Grillo e a quella misteriosa creatura che il fondatore di Repubblica (in buona compagnia) da anni chiama “antipolitica”.
    Il secondo, dopo una lunga e non meno prestigiosa carriera che 7 anni fa lo portò ad un passo dal Colle, si è visto costretto a seguire l’esempio del gemello diverso, Walter Veltroni, annunciando la “sua” volontà di non ricandidarsi. Prenotando in cambio un posto (mancato?) da ministro, dicono i ben informati.
    Il terzo, primario ideatore e garante del governo traghettatore, ha visto sfumare l’impresa di un Caronte bis. E, con essa, il premio Nobel per la quadratura del cerchio.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/...nfitti-che-non-erano-candidati/528666
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  10. in nessun modo l’appello chiede la fiducia ad un governo Bersani: l’appello chiede un governo. Con la sola condizione che non comprenda il Pdl.

    Ci siamo rivolti al Movimento 5 stelle perché la dichiarata aspirazione a raggiungere il 100 %, oltre ad essere inquietante, fa capire che questa legislatura appena nata è già data per morta. E a noi questo sembra uno spreco atroce. Dopo vent’anni si può cambiare: e non è affatto detto che nuove elezioni ravvicinate permettano di cambiare meglio e di più. E se un paese allo sbando riconsacrasse invece l’eterno Caimano? L’appello si chiude così: «Avete detto: ‘Lo Stato siamo noi’. Avete svegliato in Italia una cittadinanza che vuole essere attiva e contare, non più delegando ai partiti tradizionali le proprie aspirazioni. Vale per voi, per noi tutti, la parola con cui questa cittadinanza attiva si è alzata e ha cominciato a camminare, nell’era Berlusconi: ‘Se non ora, quando?’».

    Ed è quello che ripetiamo: se non ora, quando? Non abbiate paura di cambiarlo davvero, questo Paese.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/...-nostro-appello-a-beppe-grillo/528907
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