Tags: costituzione*

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  1. Mai un voto, a mia memoria, è stato sottoposto a pressioni così esagitate, improprie e depistanti: più che una campagna referendaria sembra una nobile gara a chi ci tratta meglio da stupidi
    http://www.internazionale.it/opinione...11/29/referendum-costituzionale-si-no
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  2. Anche a voler tralasciare il fatto pur rilevante che questo Parlamento è stato eletto con una legge elettorale dichiarata incostituzionale, resta che la nostra Costituzione non prevede l’approvazione di una nuova costituzione, neppure ad opera di un’ipotetica assemblea costituente che decidesse a larghissima maggioranza, ma solo singoli e puntuali emendamenti.

    Se, come lei sostiene, questa riforma ha travalicato i limiti dell’articolo 138 perché il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella non ha esercitato la facoltà di rinviare la legge alle Camere e chiedere una nuova deliberazione?

    È una domanda che in molti abbiamo sollevato e non ha ancora avuto alcuna risposta. Il presidente Sergio Mattarella avrebbe ben potuto, in base all’articolo 87 della Costituzione, inviare un messaggio alle Camere per ricordare taluni principi elementari: come la necessità che le riforme costituzionali siano approvate con la più ampia maggioranza parlamentare e, per altro verso, il potere del Parlamento di approvare, in sede di revisione, singoli emendamenti, e non una quantità eterogenea di modifiche, a garanzia dell’omogeneità del quesito referendario più volte richiesta dalla Corte costituzionale onde consentire agli elettori di esprimere consenso o dissenso a specifiche revisioni. Ed è paradossale che di questi abusi di potere si sia fatto addirittura promotore il precedente Presidente della Repubblica, che pure aveva giurato fedeltà alla Costituzione del 1948 e che di questa avrebbe dovuto essere il garante.

    Per il modo in cui è stata approvata questa riforma è un oltraggio all’idea stessa di costituzione: le costituzioni dei paesi democratici sono patti di convivenza, stabiliscono pre-condizioni che devono garantire tutti: qualunque costituzione degna di questo nome è tendenzialmente frutto di un consenso generale. Nel ’48, pur nella contrapposizione ideologica fra cattolici, comunisti e liberali, la nostra Carta venne approvata da una maggioranza amplissima: 453 voti a favore e 62 contrari.

    Invece che cosa è la riforma di Renzi-Boschi?

    È una costituzione approvata da una minoranza, e cioè da un partito che alle ultime elezioni ha preso il 25% dei voti, corrispondente a circa il 15% degli elettori. Questi elettori, grazie ad una legge elettorale dichiarata incostituzionale (il “Porcellum”, ndr) sono stati trasformati in maggioranza. Non solo. È una costituzione approvata strozzando il dibattito parlamentare, a colpi di “canguri” e “tagliole”, fino all’approvazione in un’aula semivuota per l’Aventino delle opposizioni. Per votare No a questa nuova costituzione basterebbe leggerla. Ma è precisamente questo che il quesito referendario, formulato in termini ingannevoli e accattivanti, impedisce di fare.

    Viene davvero superato il bicameralismo paritario, come riportato nel quesito sottoposto a referendum?
    NO

    Cosa farà se il No, da lei sostenuto, dovesse perdere?

    La vittoria del sì, accoppiandosi alla nuova legge elettorale (“Italicum”, ndr), sancirebbe la trasformazione della nostra democrazia parlamentare in un sistema interamente incentrato sull’esecutivo. Il Parlamento si trasformerebbe in un mero organo di ratifica: praticamente, anziché essere il Governo a dover ricevere e mantenere la fiducia dal Parlamento, avremmo dei parlamentari che dovrebbero guadagnarsi la fiducia del Governo, se non vorranno rischiare lo scioglimento della Camera e la loro non rielezione. Perciò, se dovesse vincere il Sì, bisognerebbe puntare a una riforma della legge elettorale in senso puramente proporzionale, senza premi di maggioranza né soglie di accesso al Parlamento. Purtroppo, su questa possibilità, non mi faccio illusioni.
    http://www.glistatigenerali.com/legis...boschi-intervista-con-luigi-ferrajoli
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  3. Si sostiene che la revisione risulterebbe necessaria per rimediare alle incertezze determinate dalla riforma del 2001, che sarebbero adesso risolte con la cancellazione dell’attuale potestà legislativa “concorrente”, in base alla quale lo Stato è competente a formulare i principi fondamentali della materia e la Regione è competente a varare la normativa di dettaglio, che ha dato luogo al proliferare del contenzioso innanzi alla Corte Costituzionale.

    Non si sottace altresì che si è voluto introdurre dei correttivi per rimediare alla non esaltante gestione politica delle Regioni.

    Obiettivi anche generalmente condivisibili, che però nascondono e realizzano un disegno ben diverso, fortemente neocentralistico, che tradisce il principio fondamentale sancito dall’art. 5. E tale nuovo disegno viene realizzato senza la necessaria e chiara esplicitazione, anche nei confronti dei cittadini, senza un mandato popolare forte, e con una formulazione del testo ricca di contraddizioni che rischiano di non risolvere, o addirittura accentuare, proprio i difetti della riforma del 2001.
    http://www.leggioggi.it/2016/10/26/re...cambia-per-regioni-e-autonomie-locali
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  4. L’esistenza di questi corsi di preparazione a pagamento è contraddittoria con il sistema scolastico italiano e anticostituzionale. Sarebbe compito della Repubblica, quindi, assicurarsi che i test vengano aboliti o semplificati, per permettere a tutti gli studenti di accedere agli studi universitari, in tutte le facoltà. La nostra Costituzione prevede uno specifico impegno dello Stato, articolo 3, comma 2: “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. Il silenzio dello Stato al riguardo ha favorito la fuga delle menti migliori, che cercano e trovano l’apprezzamento per i loro meriti e le loro fatiche in Paesi stranieri.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/premi...-intervenga-contro-i-test-di-medicina
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  5. La riforma non riguarda la Prima Parte della Costituzione (Diritti e Doveri dei Cittadini), ma solo la Seconda Parte (Ordinamento della Repubblica)

    1. Questi i punti essenziali della Riforma:

    a) La fiducia è data e può essere tolta dalla sola Camera dei Deputati, come avviene in tutte le democrazie parlamentari. Oggi per la fiducia occorre il consenso di entrambe le Camere, ma per sfiduciare un governo e farlo cadere basta il voto di una sola delle due Camere (è una eccezione in tutto il panorama delle democrazie parlamentari).

    b) I componenti del Senato sono 95 elettivi (invece degli attuali 315) e 5 nominati dal Presidente della Repubblica, più gli ex presidenti della Repubblica.

    c) Sono previsti due distinti procedimenti legislativi; uno bicamerale, come oggi, che riguarda solo poche leggi di particolare importanza (ad esempio le leggi costituzionali) ed uno monocamerale che riguarda tutte le altre leggi: il Senato può proporre entro tempi assai brevi ( da 10 a 40 giorni, a seconda dei casi) modifiche ai testi approvati dalla Camera sulle quali quest'ultima decide in via definitiva. Ci sarà maggiore rapidità e soprattutto più chiarezza.

    d) Il Senato svolge una intensa attività di controllo: sulle politiche pubbliche, sull'attuazione delle leggi, sull'attività delle pubbliche amministrazioni, sull'impatto nei territori delle politiche della Unione Europea.

    e) La riforma prevede che i decreti legge debbano contenere misure immediatamente applicabili, e di contenuto specifico, omogeneo e corrispondente al titolo. Cesserà quindi l'abuso dei decreti legge che oggi possono riguardare qualunque materia e possono dettare regole anche per materie tra loro eterogenee.

    f) Oggi il Capo dello Stato non riesce, di fatto, a rinviare alle Camere una legge di conversione di un decreto legge perché altrimenti farebbe scadere il termine dei 60 giorni
    http://www.huffingtonpost.it/luciano-...te-/le-ragioni-del-si_b_11591296.html
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  6. Se si rimuovono le cause storico-politiche, il riformismo istituzionale diventa una metafisica senza tempo e senza realtà. Tutto è cominciato quando sono finiti i vecchi partiti, che nel bene e nel male comunque avevano governato il Paese, sia in maggioranza sia dall’opposizione. Da allora il ceto politico non è stato capace o non ha voluto rigenerare strutture politiche adeguate ai nuovi tempi e ha scaricato tale incapacità sulle istituzioni. Si è trasformata una crisi politica in una crisi costituzionale. Alcuni politici si sono dati l’alibi dicendo che volevano spostare le montagne ma le procedure parlamentari lo impedivano.
    La decadenza di una nazione comincia quando l'attivismo delle soluzioni oscura la consapevolezza dei problemi. Negli anni della grave caduta della produttività economica, si è parlato solo della produttività legislativa. Da molto tempo l'Italia non riesce ad aprirsi al mondo nuovo, non accede alla società della conoscenza, eppure il discorso pubblico di destra e di sinistra si occupa di un piccolo problema di tecnica parlamentare, fino a ingigantirlo come il principale ostacolo da rimuovere sulla via del progresso. Che il Paese non si possa governare a causa del bicameralismo è la più grande panzana raccontata al popolo italiano nel secondo Novecento. Senza temere il ridicolo, l’establishment promette che il nuovo articolo 70 aumenterà il PIL; ora si promette anche la lotta al terrorismo e altro ancora! È un sacco vuoto che può essere riempito di ogni cosa.
    http://waltertocci.blogspot.it/2016/0...oto-no-referendum-lettera-aperta.html
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  7. Gli articoli 70, 71 e 72 sono il cuore della riforma costituzionale che sarà sottoposta a referendum nel prossimo autunno. Sono considerati i tre articoli centrali per la disapplicazione del bicameralismo perfetto, insieme all’articolo 73 che in breve prevede che i decreti siano approvati dalla Camera anziché che da entrambe le Camere e che la legge elettorale viene sottoposta preventivamente al parere della Corte costituzionale con tempi e modi. La parte della formazione delle leggi della Costituzione è modificata in modo incisivo anche all’articolo 77 che riscrive i poteri di decreto del governo. Ma ilfattoquotidiano.it si è concentrato sugli articoli 70, 71 e 72 perché sono il simbolo dell’operazione di riscrittura della riforma, con una trasformazione evidente. In questo passaggio sono diventati molto più complicati e quindi ilfatto.it ha provato a tradurli. Il risultato della “traduzione” – sia pure con i margini d’errore del caso – è comunque un testo di là dall’essere semplice.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/...ma-detto-in-modo-chiaro-forse/2932586
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  8. Ad Ottobre si andrà a votare per un referendum confermativo sulla riforma costituzionale. La legge in questione è complessa, difficile da districare e piena di argomenti importanti, sui quali però non si ha sempre competenza o capacità di comprensione, specie se si è un po’ indietro con l’educazione civica. D’altronde non siamo tutti costituzionalisti o avvocati, e non siamo sempre in grado di capire le implicazioni immediate e future di una riforma così immensa e, per certi versi, epocale.

    Per cercare quindi di arginare la confusione e fornire a tutti la possibilità di capire chiaramente la Riforma, ho deciso di scrivere questo articolo per spiegare il contenuto del Referendum nella maniera più semplice e immediata possibile, in modo che anche un bambino di 4 anni e Salvini possano capire su cosa si va a votare. Cercherò di volta in volta di spiegare i contenuti e le ragioni dietro questa Riforma, e cosa succede se vincerà il “Sì” oppure il “No”.

    Siccome è molto lunga, ho suddiviso la spiegazione della Riforma in diverse parti a seconda dei temi, così da agevolare la lettura. Non ho la pretesa di illustrare la Riforma nei dettagli, ma mi concentrerò su tutto ciò che ritengo sia essenziale e importante. Tenete bene a mente che si vota con un Sì o con un No a TUTTA la Riforma in blocco, e non si votano le parti singolarmente.
    http://www.lastessamedaglia.it/2016/0...dum-di-ottobre-spiegato-facile-facile
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  9. La revisione costituzionale è invecchiata prima di nascere. È rivolta al passato, sigilla il presente e non dice nulla al futuro del Paese.
    Le decisioni più importanti sono rinviate o nascoste. È rinviata la diminuzione del numero delle Regioni. È nascosta la cancellazione del Senato. È negata la riduzione del numero dei deputati.

    Diventa più conflittuale il rapporto tra Stato e Regioni, poiché entrambi i livelli sono dotati di competenze definite esclusive, che non possono trovare alcuna mediazione dopo la cancellazione della legislazione concorrente. Il superamento delle piccole Regioni, invece, avrebbe creato macroregioni più adatte a cooperare con la politica nazionale e a muoversi nello spazio europeo. Il governo ha promesso di realizzarle con una prossima revisione costituzionale, ammettendo clamorosamente che oggi si approva una legge non risolutiva.

    Il nuovo procedimento legislativo è farraginoso. Aumentano i conflitti di competenza e si producono nuovi contenziosi presso la Consulta. Palazzo Madama diventa un dopolavoro per amministratori locali, un’assemblea senza prestigio che cercherà di riguadagnare i poteri perduti ricorrendo allo scambio consociativo con il governo. Se doveva cadere così in basso era più dignitoso abolire il Senato. In una sola Camera sarebbe stato ineludibile definire i contrappesi del sistema maggioritario: votazioni qualificate sui diritti fondamentali, poteri di iniziativa delle minoranze, controllo dell’attività governativa. Il monocameralismo ben temperato è preferibile a un bicameralismo pasticciato.
    http://waltertocci.blogspot.it/2016/0...rma-costituzionale-che-non-e.html?m=1
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  10. Non dimentichiamo che il Porcellum venne dichiarato incostituzionale proprio perché determinava una «illimitata compressione della rappresentatività» del Parlamento, «alterando il circuito democratico fondato sul principio di eguaglianza». Vizi, questi, che ricompaiono nell’Italicum e di cui si occuperà la Corte costituzionale. Poiché, tuttavia, l’abbassamento della soglia di garanzia è evidente, risolvendosi in una vera espropriazione per i cittadini, questi hanno la possibilità di reagire nel momento in cui si esprimeranno con il voto referendario.

    Stando sempre attenti al merito, si incontrano due questioni paradossali. Persino accesissimi sostenitori della riforma riconoscono che poi saranno necessari aggiustamenti, altri condizionano il loro voto a cambiamenti della legge elettorale. Ma come? Si dice che stiamo combattendo la madre di tutte le battaglie, stiamo traghettando la Repubblica dal buio alla luce e invece sembra che si possano ancora cambiare le carte in tavola in una affannosa ricerca di consenso, ribadendo quella logica di inciucio preventivo all’origine dei tanti vizi della riforma.
    http://temi.repubblica.it/micromega-o...he-la-storia-2/#.V0SUaiarnm0.facebook
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