Tags: burocrazia*

113 bookmark(s) - Sort by: Date ↓ / Title / Voting /

  1. il “combinato disposto” (come dicono i giuristi) tra una normativa bulimica e sovrabbondante che, come un tumore maligno, si sta mangiando l’organizzazione degli uffici e la “pancia” del Paese a cui si tributano liturgie sotto forma di quegli sciagurati shift tra fisiologia e patologia che ci hanno portato ad avere paura di qualsiasi scelta autonoma e responsabile del dirigente, fanno sì che alla fine è meglio star fermi che rischiare. Meglio avere un ordine che avere un’iniziativa. Meglio porre un quesito che firmare. E il bello è che chi se la ride e prolifica felice, in quest’epoca di emiparesi della mano che regge la penna, è proprio la corruzione che la sua strada la trova sempre e anche il suo dirigente (o politico o entrambi) che firma.

    Le prove di questa situazione e le esperienze sono ormai così diffuse che non c’è bisogno di citarle, basti ricordare il crollo delle gare d’appalto dopo l’introduzione del nuovo codice (se non capisco, mi astengo) o il rifiuto di delibera dirigenziale per acquisti sottosoglia (se scelgo io rischio, chi me lo fa fare!). Siamo di fronte ad una specie di obiezione di coscienza, diremmo con un sorriso, se questo non mandasse alla malora un bel numero di piccole imprese. Oppure l’avversione profonda per qualsiasi scelta di autonoma responsabilità: non si fanno quindi dialoghi competitivi né vere partnership pubblico-privato perché è meglio che a decidere chi scegliere sia un algoritmo, piuttosto che un superpagato dirigente generale. Si sceglie di fare concorsi pubblici con quiz e quizzetti piuttosto che con un colloquio esplorativo e una prova sul campo: così chi sceglie è un correttore automatico!

    Sono questi i temi su cui vorremmo si applicasse una nuova legge sulla dirigenza: porre le condizioni perché sia possibile esercitare scelte basate sul proprio sapere e sulla propria coscienza, in forma autonoma, responsabile e trasparente. Altrimenti continueremo ad avere un apparato burocratico che giudica un’operazione dal suo svolgimento tecnico e non dalla vita o dalla morte del paziente.
    E’ ora di dire basta! Cambiamo strada e paradigma, scegliamo l’efficacia piuttosto che l’efficienza
    http://www.forumpa.it/riforma-pa/la-b...ocrazia-difensiva-fa-danni-fermiamola
    Voting 0
  2. Per quanto riguarda poi la tipologia di professionisti ricercati, dalle job description pubblicate emerge poca consapevolezza dei meccanismi della pubblica amministrazione e delle figure che sono davvero necessarie per digitalizzarla: avremo nel team lo sviluppatore di mobile e app ma non un esperto di semplificazione dei procedimenti amministrativi, si ricerca l'esperto in business metrics e analytics ma non quello in informatica giuridica, benché nel "nuovo" Codice dell'Amministrazione digitale si preveda espressamente che Cdo, dirigenti, funzionari pubblici e persino cittadini (previsione quest'ultima forse esagerata) debbano possedere delle competenze in questa disciplina. A meno che, a voler pensar male, anche gli esperti di informatica giuridica non siano stati già scovati e messi sotto contratto senza passare attraverso alcuna candidatura pubblica ...o magari anche loro sono dei "buoni samaritani" (e quindi selezionati pro bono e senza procedure trasparenti)? A tal proposito, che fine farà il Direttore generale di AgID, Antonio Samaritani? Deve ritenersi commissariato anche lui? E che senso ha rafforzare nella riforma del Cad tutte le competenze di AgID, se poi intendiamo metterla "sotto sequestro" per ben tre anni?
    http://www.huffingtonpost.it/andrea-l...-digitale-piacentini-_b_12307846.html
    Voting 0
  3. È possibile fermare questa emorragia?
    "Il numero è enorme ma può salire ancora vertiginosamente se non si mette mano ai tanti problemi 'in campo': i ritardi nei pagamenti comunitari, la burocrazia asfissiante, i prezzi all’origine in caduta libera e le vendite sottocosto, le incognite dell'embargo russo, gli investimenti bloccati, la difesa del “Made in Italy”, la cementificazione del suolo, l’abbandono delle aree rurali, i danni da fauna selvatica. Sono ancora troppi i problemi non risolti: dalla burocrazia ai prezzi sul campo, che schiacciano inesorabilmente il reddito, impedendo innovazione e sviluppo. Basti pensare che solo la macchina amministrativa - tra ritardi, lungaggini, disservizi e inefficienze - sottrae all’agricoltura 4 miliardi di euro. Ogni azienda è costretta a produrre ogni anno 4 chilometri di materiale cartaceo per rispondere agli obblighi burocratici, 'bruciando' oltre 100 giornate di lavoro. Per non parlare del crollo vertiginoso dei prezzi alla produzione e della forbice esorbitante nella filiera tra i listini all’origine e quelli al consumo".

    Quanto resta, rispetto al prezzo pagato dal consumatore, nella tasche di chi produce?
    "In media per ogni euro speso dal consumatore finale, solo 15 centesimi vanno nelle tasche del contadino. Solo per fare alcuni esempi le arance sono pagate agli agricoltori il 40% in meno di un anno fa: ovvero 18 centesimi al chilo, contro i 2 euro al supermercato, con un rincaro che dal campo alla tavola tocca il 1111%. O ancora un agricoltore, per pagarsi il biglietto del cinema, deve vendere 30 chili di melanzane che oggi 'valgono' 26 centesimi al kg (-61% in un anno), mentre al consumatore vengono proposte a 1,90 euro con un ricarico del 731%".
    http://inchieste.repubblica.it/it/rep...ella_tempesta_perfetta-140737337/?rss
    Voting 0
  4. irrompe nella vita delle P.A., una legislazione che, se ben interpretata, potrebbe aiutare i Sindaci a cambiare:

    le modalità di dialogo con i cittadini;
    l’architettura informatica dell’Ente;
    la struttura organizzativa dell’Ente;
    la cultura gestionale dell’Ente.

    Mi riferisco al DPCM 13/11/2014 che, finalmente, detta le regole tecniche per formare, trasmettere, conservare i documenti –gli atti- informatici delle PA. Naturalmente il combinato disposto dei diversi provvedimenti fa si che “Le PA formano gli originali dei propri documenti con mezzi informatici”.

    Insomma, basta con la carta nelle PA. Tutto bene dunque??? Si, se non ci limitiamo a digitalizzare l’esistente. Questa volta, l’esistente non è digitalizzabile. La stragrande maggioranza delle Amministrazioni ha ad esempio risposto in modo assolutamente burocratico alla redazione del “Piano di informatizzazione” prescritto dalla Legge. Un fac simile è girato tra molte Amministrazioni. I risultati sono di fronte agli occhi di tutti. Ma, “siamo apposto con la legge”.
    http://www.pionero.it/2015/05/02/perc...i-devono-darsi-una-strategia-digitale
    Voting 0
  5. L’assessore comunale alla Legalità - già pm antimafia a Palermo - sta per varare il suo piano anticorruzione. Il suo obiettivo: ridimensionare l’enorme potere dei dirigenti. Uno degli strumenti in campo è l’autocertificazione con cui ciascun dirigente dovrà comunicare all’amministrazione il proprio stato patrimoniale e chiarire eventuali conflitti d’interesse con società contraenti con Roma Capitale. Un altro è il piano di rotazione.

    Lei sostiene che i burocrati siano più corrotti dei politici. Perché?
    Perché il potere decisionale è concretamente nelle loro mani. L’unico momento in cui un politico può gestire direttamente i fondi è durante le cosiddette manovre d’aula, quando è nella facoltà d’indirizzare un determinato flusso di denaro verso chi vuole.

    Come se ne esce?
    Scegliendo una classe dirigente autonoma dalla politica e investendo nella formazione. Se si formano dirigenti capaci di elaborare atti amministrativi con criteri oggettivi, si elimina il potere discrezionale

    Lei è stato attaccato per aver detto che i dirigenti sono scarsi
    È un’affermazione che ripeterei. Quando ho letto come venivano assegnati alcuni appalti mi è venuta la pelle d’oca. Dunque delle due l’una: o i dirigenti erano scarsi o erano in mala fede. Strumentalizzazioni a parte, stanno emergendo figure capaci, finora restate nell’ombra che stanno lavorando bene. Oggi chioserei: i dirigenti che ho trovato a capo delle strutture amministrative erano scarsi.


    Ci sono aree particolarmente a rischio corruzione
    Ce ne sono. Ho fatto una scoperta inquietante. L’ufficio del Comune che si occupa dell’abbattimento delle tasse, cioè quello che annulla le cartelle esattoriali e in cui girano montagne di euro, non era ritenuto un settore a rischio corruzione

    Quale situazione ha trovato nel municipio di Ostia?
    Una situazione totalmente fuori controllo. Le norme approvate erano illegali. Ho trovato tra gli atti, ordinanze di demolizione di manufatti abusivi mai eseguite. La qualità dei provvedimenti era davvero scadente

    Infatti, a Ostia s’è presentato con le ruspe
    Sono un tecnico, non dipendo dal consenso elettorale. Non m’importa di scontentare qualcuno. Quando sono arrivato sul litorale con le ruspe per demolire alcuni chioschi abusivi mi aspettavo le barricate. Dovevo abbattere strutture produttive e immaginavo di trovare gli scudi umani. E invece non c’era nessuno

    Perché?
    Semplicemente non se lo aspettavano. Credevano che nessuno facesse sul serio.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/...tta-la-corruzione-senza-pieta/1629931
    Voting 0
  6. Affrontando il tema della governance gli ho spiegato un po’ chi ha le redini del comando, insomma chi disegna strategie, chi le attua, chi decide, ecc. Dopo avermi ascoltato a lungo mi ha liquidato con un: ‘siete tutti matti da legare‘.

    Da un lato è paradossale ma allo stesso tempo fantastico ed esaltante che le attività di deploy conseguenti agli switch-off siano demandate al Digital Champion e alla sua rete associativa (leggasi Fatturazione elettronica). Può bastare tutto ciò?

    quando passammo dalla televisione analogica a quella digitale furono proprio i Digital Champion a salvarci da qual switch-off. Quei Digital Champion erano i nipoti che installavano alle nonne i decoder, li configuravano e smanettavano nella giungla dei firmware televisivi. Una pagina storica. Che si ripete troppo spesso.
    http://www.pionero.it/2015/03/31/la-complessita-della-governance
    Voting 0
  7. Un'altra ferita è stata fatta alle politiche d'innovazione in Italia, la cui credibilità era già, storicamente, claudicante. Alessandra Poggiani si dimetterà oggi dalla guida dell'Agenzia per l'Italia Digitale. Dopo appena sette mesi di lavoro. Dopo che già il suo predecessore, Agostino Ragosa, aveva dovuto affrettare l'abbandono dell'Agenzia, rispetto ai termini previsti (il mandato durerebbe tre anni, ma si accettano scommesse su chi riuscirà ad andare a fondo). Agenzia che per altro nasce dalle ceneri di un caos multi-ente (ha incorporato le competenze dell'Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l'innovazione, di DigitPA, del Dipartimento per l'innovazione tecnologica).

    Ma sembra che in Italia dopo un passo verso la centralizzazione ne debba seguire per forza uno in senso opposto: ricordiamoci quello che ha detto Del Rio, a ottobre: l'Agid ha "una governance da manicomio" e Poggiani che a margine di quell'evento (Between, a Capri) mi confermava che era vero e che era difficile lavorare in quel modo.

    Poi adesso sarebbe compito scivoloso fare dietrologia sui veri motivi dell'abbandono di Poggiani (secondo cui non sarebbe vero che a spingerla in questa decisione sia la difficile governabilità dell'Agenzia).

    Resta infatti comunque vero che l'Agenzia- e quindi in generale la governance del digitale in Italia- ha un problema di autorità. Si può discutere solo su quanto sia grave questo problema, ma c'è. Lo dimostrano tanti fatti, che gli addetti ai lavori conoscono bene: le lungaggini per l'approvazione dello Statuto dell'Agid e, solo a febbraio, la sua pianta organica; il sotto dimensionamento dell'organico (rispetto ai numeri contenuti nello Statuto). Eccetera eccetera.
    http://www.agendadigitale.eu/infrastr...le-fatiche-del-dopo-poggiani_1424.htm
    Voting 0
  8. Senatrice Lanzillotta come nasce l’esigenza di istituire questa nuova figura? Non bastano quelle che già sono previste nelle amministrazioni, come i responsabili Ict ad esempio?

    Sono partita da una riflessione, ovvero che nella PA italiana sono state fatte importanti riforme, dal punto di vista tecnologico e organizzativo; riforme che si sono bloccati perché portate avanti da dirigenti abituati a lavorare in un modo non confacente alle esigenze dell’innovazione. In sintesi quei progetti, pur ambiziosi, si sono arenati nelle routine. L’altra riflessione che mi ha portato a proporre l’emendamento riguarda la governance dell’innovazione, troppo concentrata nelle mani del ministro della Funzione Pubblica mentre la “rivoluzione digitale” non impatta solo sul settore pubblico, ma investe lo sviluppo del Paese in tutte le sue declinazioni: industriale, amministrativo e sociale.

    Quindi gli attuali responsabili Ict non bastano?

    Quelle sono figure prettamente tecniche, i manager previsti dal subemendamento sono figure più articolate.

    Che ruolo dovranno svolgere questi manager e che competenze dovranno avere?

    Il manager, alle dirette dipendenze dell'organo politico e dotato di competenze tecnologiche e organizzative, avrà un ruolo chiave nella riforma della Pubblica amministrazione attraverso una più efficace governance del processo di digitalizzazione, cui dovrà corrispondere un cambiamento dei processi e degli assetti organizzativi. Se questi “agenti dell’innovazione” si diffonderanno in tutte le PA italiane, centrali e non, si potrà creare un network di esperti che parlano lo stesso linguaggio e in grado di eliminare quei muri e quelle barriere che bloccano la collaborazione tra PA andando, al contempo, a dare slancio alla diffusione di standard per l’interoperabilità.

    Ma il manager per la transizione al digitale non andrebbe a replicare la funzioni dell’Ufficio ad hoc previsto dal Cad?

    La nuova figura sostituirà l'ufficio dirigenziale previsto dal Codice dell'amministrazione digitale,
    http://www.corrierecomunicazioni.it/p...ell-innovazione-si-passa-ai-fatti.htm
    Voting 0
  9. Si sono costruite le condizioni di funzionamento essenziali poiché la differenza vera, la reale innovazione è che il documento informatico non è il risultato di una trasformazione dal cartaceo-analogico, ma è nativamente una transazione, un tracciato-record che nasce elettronico e come tale può essere completamente elaborato, per poi essere consolidato e conservato elettronicamente come documento. Questa innovazione si realizza soltanto attraverso una reale e profonda revisione dei processi.

    Le regole tecniche definite nel decreto mettono inoltre a sistema l’assetto generale che si era iniziato a comporre con le norme sulla PEC e sul protocollo informatico, in un quadro organico che si compone anche degli altri progetti di innovazione come

    la fatturazione elettronica, con cui si è realizzato un cambiamento profondo nei processi sia pubblici che privati;
    l’Indice Pubblico delle Amministrazioni, che ha obbligato le amministrazioni a censirsi e a rendersi raggiungibili in modo elettronico dai cittadini attraverso la PEC;
    il Processo Civile Telematico (PCT), che ha avviato una condizione di consapevolezza e introdotto vantaggi percepibili per tutti gli attori del processo, dai tribunali ai magistrati ai professionisti;
    i pagamenti elettronici, con un approccio che pretende che l’intero percorso sia online, senza passaggi cartacei che rendono inutile la digitalizzazione, con una percezione chiara e immediata dei vantaggi che così si ottengono.

    La PA è così obbligata a procedere nel percorso di cambiamento, con cittadini sempre più sensibili ai vantaggi al punto da richiederlo e pretenderlo.
    http://www.agendadigitale.eu/egov/132...lo-switch-off-sta-cambiando-la-pa.htm
    Voting 0
  10. La categoria forense che chiede al Ministro della Giustizia un esonero ad hoc sulla formazione, la gestione, la copia, la trasmissione e la conservazione del documento informatico. Ma la normativa fa già acqua da tutte le parti, per esempio mancano specifiche disposizioni sulle modalità di conservazione a norma dei documenti informatici notificati e depositati telematicamente. Gli atti processuali sono a rischio di nullità, perché i documenti non consolidati e i fascicoli non opportunamente conservati non sono validi
    http://www.agendadigitale.eu/egov/135...ematico-in-fatto-di-conservazione.htm
    Voting 0

Top of the page

First / Previous / Next / Last / Page 1 of 12 Online Bookmarks of M. Fioretti: tagged with "burocrazia"

About - Propulsed by SemanticScuttle