Tags: berlusconi ineleggibile*

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  1. Un numero maggiore di norme contenutisticamente peggiorative dei diritti sociali, invece, sono state fatte dal centrosinistra, ma già molto prima di Renzi: il Jobs Act ha le sue radici nel pacchetto Treu del 1997; e poi, soprattutto, dalle larghe intese che sostenevano il governo Monti (pareggio di bilancio, fiscal compact, leggi Fornero). Poi Renzi ci ha messo il suo con il decreto Poletti e il Jobs Act.

    Non sono nella zucca di Landini, ma quando dice che «Renzi sta facendo come il governo Letta e quello Monti, anche con un peggioramento rispetto al governo Berlusconi» (questa la frase testuale) penso si riferisca a questa "linea rossa" di scelte economiche: centrosinistra, centrodestra, larghe intese, governo Renzi-Alfano. Che in effetti in termini di politiche sociali (quelle a cui, suppongo, si riferisce primariamente il leader Fiom) sono sulla stessa traccia.

    Renzi peggio di Berlusconi, quindi?

    Sarebbe una sciocchezza, appartenendo il primo alla storia criminale e il secondo a quella politica.

    Tuttavia dal punto di vista appunto delle politiche sociali, la continuità tra centrosinistra, centrodestra, larghe intese e governo Renzi pare purtroppo poco discutibile.

    E qui sta la questione principale, oggi, per tutte e tutti.
    http://gilioli.blogautore.espresso.re.../renzi-peggio-di-berlusconi/?ref=twhe
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  2. in un Paese normale la mano di chi scrive una legge non può essere ignota come quella di un killer.

    L’aspetto più inquietante – anche se, purtroppo, non anche quello che sorprende di più – dell’intera vicenda è che, a dieci giorni da quando qualcuno è riuscito ad infilare nel testo di un decreto legge una manciata di caratteri di portata così tanto dirompente, il nome di questo qualcuno sia etichettato, sfortunatamente a ragione, da giornali e commentatori politici come un giallo.

    E’ un fatto democraticamente insostenibile perché mette a nudo l’intrinseca debolezza dei processi di governo della Repubblica e l’insicurezza del ponte di comando.

    Quello che si è consumato il 24 dicembre è un attentato alla Repubblica nella sua più alta espressione ovvero nell’esercizio del suo potere legislativo è esattamente come se un attentatore si fosse intrufolato nella cabina di comando di un aeroplano e lo avesse dirottato.

    ora, è urgente che il governo racconti – senza nessuna reticenza e senza neppure un istante di ulteriore ritardo – cosa è accaduto esattamente il 24 dicembre, chi è riuscito a “piegare” ad obiettivi anti-democratici il potere legislativo che, in via eccezionale, la Costituzione affida all’Esecutivo.

    Ed è poi altrettanto urgente che i processi di produzione normativa siano radicalmente ristrutturati anche attraverso l’utilizzo dell’informatica, che le azioni di chi mette le mani sul testo di una legge siano tracciate, secondo per secondo, bit per bit e che, mai più, ci si possa ritrovare a domandarsi chi è l’autore di una legge dello Stato.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/...iallo-sullautore-di-una-legge/1313343
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  3. Con maniacale cura nel selezionare le parole più adatte, l’avvocato Franco Coppi fa un’annotazione al momento dei saluti: “Mi chiede se la polemica sul 3% per i reati fiscali e sul mio assistito Silvio Berlusconi c’entri con la partita per il Quirinale? E io le rispondo di sì, altrimenti perché Matteo Renzi promette che la pratica sarà rinviata a presidente eletto e dopo la fine dei servizi sociali a Cesano Boscone?”
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/...a-norma-segnale-per-quirinale/1318110
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  4. L’ex premier cercherà di rallentare i tempi per giocarsi tutto nella partita per il Quirinale.

    la battaglia sulla legge elettorale si trascinerà ai supplementari con la corsa al Colle. E siccome (quasi) tutti in Parlamento sono tifosi del Consultellum che non piace a Renzi, (quasi) tutti punteranno su un capo dello Stato che non piaccia a Renzi. Ecco l’ultima vera partita che può giocare Berlusconi, ormai politicamente debole nel Paese ma non del tutto nel Palazzo. Si vedrà quale sarà il destino di Forza Italia, che ne sarà dell’intesa con Alfano che il Cavaliere si dice pronto ad incontrare. Il Mundial ora si disputa nel cortile del Quirinale, e nell’ambigua e lenta dissolvenza del Patto del Nazareno l’ex premier cercherà tempo e modi per dare quella che lui spera sia la sua penultima zampata, per evitare insomma i titoli di coda.
    D’altronde, sulla presidenza della Repubblica - come ha spiegato ieri sera Bersani ai suoi - «bisognerà prepararsi a una lunga serie di votazioni». Con il Pd in fibrillazione, con la Lega che vorrà segnalarsi, con i Cinquestelle che cercheranno la rivincita, Renzi non potrà stare tanto sereno.
    http://www.corriere.it/politica/14_no...55e-746f-11e4-ab92-90fe0200e999.shtml
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  5. Aveva ragione Travaglio. La sentenza della Corte d’Appello ha escluso la concussione per costrizione perché (diversamente dal Tribunale) non ha ritenuto esistessero valide prove di minacce, neppure implicite, rivolte da Berlusconi a Ostuni; e ha escluso la concussione per induzione perché non esisteva prova della sussistenza di un indebito vantaggio atteso da Ostuni come conseguenza della sua acquiescenza alle richieste di Berlusconi.

    Il riconoscimento pieno della lungimiranza del condirettore del Fatto Quotidiano non mi impedisce di dire che la Corte d’Appello ha sbagliato e che attendo una mia riabilitazione dalla Cassazione; che, se non arriverà, sarà causa di mia eterna vergogna. Ciò dico per due motivi.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/...uby-qualcosa-ancora-non-torna/1168448
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  6. È evidente, come spiega il quotidiano di via Solferino, che la scelta del giudice non può essere che l’estremo dissenso dal verdetto – non condiviso con i giudici Lo Curto e Alberto Puccinelli – e dalle sue motivazioni. Andato molto probabilmente in minoranza in camera di consiglio – il collegio è composto da due giudici e appunto un presidente – Tranfa ha dovuto quindi leggere quel verdetto davanti a tutti e poi come prescrive la legge, dopo 90 giorni, mettere la firma non potendo sottrarsi. Quindi dopo aver vergato i motivi in cui si annullava la condanna a 7 anni per l’ex Cavaliere ha scelto di andare in pensione con ben 15 mesi di anticipo. Forse pesava ancora sul magistrato aver dovuto anche leggere, in qualità di presidente, il dispositivo della sentenza il 18 luglio scorso e averla di fatto consegnata alla storia giudiziaria.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/...la-ii-corte-tranfa-si-dimette/1158507
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  7. “il nuovo reato” “richiede necessariamente il concorso di due soggetti: il pubblico ufficiale inducente (B., ndr)e l’extraneus (Ostuni, ndr) opportunisticamente complice del primo”. Il primo c’è, il secondo no. Dunque il primo è salvo: “mancando la condizioni per una riqualificazione dei fatti in una diversa ipotesi di reato”, alla Corte d’appello non resta che “assolvere l’imputato dal delitto ascrittogli perché il fatto non sussiste”. Cioè sussisteva quando fu commesso, ma poi l’imputato e i suoi presunti avversari l’hanno reso impunibile. E ora chi paga e chiede scusa per tutte le balle che ha raccontato?
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/...esso-ruby-avevamo-ragione-noi/1158741
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  8. In un collegio di Tribunale o di Appello accade tutti i giorni che su una singola ordinanza o sulla sentenza a fine processo, uno dei giudici vada in minoranza rispetto agli altri due, è l’assoluta fisiologia nel segreto della camera di consiglio. Ma a giudicare dal clamoroso gesto delle dimissioni, nel processo Berlusconi-Ruby la qualità del dissidio fra i tre componenti sembra avere raggiunto per Tranfa livelli che deve aver giudicato incompatibili finanche con la possibilità di continuare ad amministrare la giustizia, a pronunciare sentenze e a celebrare processi a imputati comuni usando lo stesso metro di valutazione e il medesimo standard probatorio utilizzati per analizzare le prove a favore o contro l’ex premier, e per infine assolverlo.
    http://www.corriere.it/cronache/14_ot...0a2-55ba-11e4-8d72-a992ad018e37.shtml
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  9. Tutto ciò premesso, si capisce che la sentenza della Corte d’Appello di Milano non è dovuta alla presunta mancanza di un “vantaggio personale” prospettato ai funzionari di polizia; ma alla ritenuta mancanza della condotta di costrizione o induzione da parte di B. L’assoluzione perché il fatto non sussiste significa che è mancata la prova di pressioni psicologiche, di allusioni ai poteri di B. da cui i funzionari di Polizia potevano dedurre possibili vantaggi personali; il che non vuol dire che essi non lo abbiano sperato, come aspettativa autonoma. Così come è mancata la prova vi siano state pressioni o allusioni a conseguenze negative sulla carriera; che possono essere state temute, ma indipendentemente dalle intenzioni o dalle azioni di B. Improbabile? Sì, molto; ma il processo è fatto di prove, non di pregiudizi. Così era prima della Legge Severino e così è ora.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/...o-i-fatti-e-la-legge-severino/1071987
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  10. se così andarono le cose (non pare esservi prova che siano andate diversamente) non si può imputare a B. la naturale propensione al servaggio dei suoi interlocutori.Ma la richiesta era illegittima; proporla ed eseguirla non dovrebbe essere penalmente rilevante? Sì, in effetti lo era; fino al 1990. Compiere atti contrari a leggi o regolamenti per soddisfare un interesse personale proprio o di altri era reato. Ed era un ottimo sistema per contrastare la corruzione: spesso era difficile provare la dazione di una somma di danaro o comunque il corrispettivo per un’attività illegale compiuta dal pubblico ufficiale; e, niente corrispettivo, niente corruzione. Ma l’abuso d’ufficio stava nelle cose, nei documenti, insomma nell’attività compiuta dal pubblico ufficiale; ed era punito con la stessa pena della corruzione: fino a 5 anni. Come ho detto, un buon sistema. Troppo buono. Il Parlamento all’unanimità lo modificò (in piena Mani Pulite, guarda che coincidenza): l’interesse per cui si abusava dell’ufficio doveva essere di natura patrimoniale; se non riguardava roba di soldi non era reato. E si capisce bene, tornando a B., che affidare Ruby a Minetti non era cosa di soldi. Sicché lui e i suoi accoliti hanno commesso un abuso d’ufficio penalmente irrilevante.

    Quanto alla prostituzione minorile, B è stato assolto perché il fatto non costituisce reato. Che vuol dire che il fatto è stato commesso ma che manca l’elemento soggettivo, il dolo. In un reato del genere il dolo può riguardare solo due cose: la qualità di prostituta di Ruby e la sua età di infra diciottenne. Escluso che B. potesse avere dubbi sulla prima, è ragionevolmente possibile che non abbia avuto dubbi nemmeno sulla seconda. Chiunque abbia visto qualche fotografia della signorina non si è certamente posto il problema della sua età: una venticinquenne in fiore, questa è l’impressione che dava. Ora, chi si accoppia con una prostituta minorenne non può difendersi sostenendo che non immaginava si trattasse di una ragazzina. Ma l’errore deve essere colpevole: non si chiede la carta di identità a una donna fatta e finita, dagli atteggiamenti che più adulti non possono essere. La formula assolutoria però ha una conseguenza importante: il fatto non costituisce reato significa che il fatto c’è stato, B. ha avuto rapporti mercenari con Ruby. E dunque tutti i testimoni che lo hanno negato hanno detto il falso; e B. che li ha istigati ne dovrà rispondere anche lui. Credo sia evidente a tutti che, quando succederà (come deve succedere), Tv e giornali organici al miliardario rispolvereranno la teoria della cospirazione: avete visto, è stato assolto con formula piena ma la Boccassini (e Md e i comunisti e chiunque altro sia critico nei suoi confronti) continuano l’assedio… Ma resisteremo; e B. sarà il prossimo Presidente della Repubblica.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/...giusta-i-testimoni-sono-falsi/1066397
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