mfioretti: storia* + islam*

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  1. insegnamento della storia. Il progetto, non definitivo, del Consiglio superiore prevede di distinguere tra moduli obbligatori e moduli facoltativi. La nascita dell’Islam rientra ad esempio tra i primi mentre, fanno notare i detrattori della riforma, lo studio degli Illuministi e della storia del cristianesimo medievale sarà facoltativo. Con il rischio che i professori scelgano arbitrariamente, su basi ideologiche, di non integrare nel programma degli elementi fondamentali della storia francese.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/...igatorio-studio-nascita-islam/1699884
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  2. Sebbene l’impianto teocratico dell’Islam - cioè la congiunzione tra ciò che è politico e ciò che è spirituale - sia ben sedimentato nella Umma, vale a dire nella comunità islamica globale, imputare il sorgere di tali movimenti estremisti/terroristici alla sola reazione antioccidentale o a cause quali la povertà e lo sfruttamento è riduttivo e semplicistico.



    Fin dalle sue origini, l’Islam è stato attraversato ciclicamente da ondate di integralismo e di intolleranza, cui si sono alternate stagioni di grande apertura. Basti pensare ai kharigiti del primo secolo islamico che combattevano per un’ideologia purista e integralista.


    Di converso, lo Stato islamico medievale, in alcune sue fasi, fu flessibile e tollerante. Cosa dire del sufismo che un tempo ispirava i musulmani alla pacifica convivenza? Una duttilità che si manifestò, peraltro, anche nel Novecento (almeno fino agli anni Settanta) quando in Medio Oriente le donne erano libere, ad esempio, di circolare senza il velo. Ecco perché oggi è indispensabile il contributo di musulmani che sappiano vincere le spinte intransigenti che si alimentano di un pensiero mitologico acritico, imposto mediante il monopolio culturale.

    In questi anni, i paesi occidentali hanno fatto poco o niente per aiutare la società civile musulmana a uscire dall’immobilismo e sostenere politicamente e finanziariamente l’intellighenzia islamica moderata. Una sfida che, visti i tempi, deve vedere in prima fila chi fa informazione raccontando la verità dei fatti, andando al di là di ogni genere di manicheismo. Ad esempio, non si capisce come mai nell’areopago mainstream del “villaggio globale”, la stampa occidentale sia sempre così distratta rispetto ad altri scenari come quello nigeriano.

    A questo proposito, sovviene però un interrogativo: è prudente utilizzare la satira in un contesto geopolitico così incandescente? Tradizionalmente, l’obiettivo di questo genere letterario associato al vignettismo consiste nell’accertare quanto una società sia sufficientemente in grado di tirare la corda. La redazione di Charlie Hebdo, prescindendo dalle possibili controindicazioni determinate dal terrorismo, aveva assunto com’è noto questo indirizzo editoriale, ottenendo un risultato che - alla prova dei fatti - ha generato un fiume di sangue.

    Ecco che allora il cordoglio per le vittime non può prescindere dal giudizio sull’opportunità di brandire le matite per difendere il pluralismo culturale e religioso.
    http://temi.repubblica.it/limes/come-...ivilta-dopo-la-strage-di-parigi/67596
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  3. Non possiamo dire che i fanatici dell’ISIS o i due fratelli che hanno sterminato a colpi di kalashnikov la redazione di Charlie Hebdo siano pochi pazzi isolati: e non solo per l’evidente capacità organizzativa che c’è dietro, ma anche, e soprattutto, perché nella gran parte dei Paesi a maggioranza islamica le vignette di Charlie Hebdo sarebbero punite con la morte. Così come il proselitismo, qualora voi voleste provare a ragionare e a convincerli a convertirsi ad altra religione, o l’apostasia, se li convinceste e dichiarassero di non essere più musulmani. Non sono “pochi pazzi isolati”: sono persone che applicano le loro leggi, mettono in pratica ciò che nella loro cultura giuridica è normale e ovvio. I Fenici erano un grande popolo di inventori e commercianti. Nessuno ne può negare l’importanza storica e culturale. Tuttavia avevano anche il costume di sacrificare bambini agli dei Baal e Astarte. Furono i Siracusani che, dopo la vittoria di Imera, imposero ai nemici, come condizione di pace, che smettessero di praticare quella crudele usanza. Venne meno così una tradizione secolare, ma fu forse un male? Montesquieu, nel suo “Lo spirito delle leggi” lo definisce “Il più bel trattato di pace della storia”, E gli Inglesi, che certamente occuparono l’India in modo cruento, imposero ai locali di cessare la pratica di bruciare vive le vedove perché non sopravvivessero ai mariti. Questa era una pratica considerata di grande valore religioso, ma la sua scomparsa non ha poi impedito agli indiani di continuare a essere indù. Non stiamo lottando per il diritto di satira, ma per quello a non essere condannati a morte per blasfemia. Forse l’Occidente avrebbe dovuto cominciare a lottare trent’anni fa, quando aveva il coltello dalla parte del manico, per diffondere la libertà di opinione e di religione, anziché considerarla una questione di affari interni ai singoli stati. Sarebbe stato un bel vedere avanti.
    https://chinonmuore.wordpress.com/2015/01/08/206-meu-amigo-charlie-hebdo
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  4. La nostra epoca è schizofrenica: bracca il minimo peccato contro le donne e, per fare questo, milita per la femminilizzazione dell’ortografia delle funzioni, la parità nelle assemblee, la teoria di genere, il colore dei giocattoli nelle bancarelle di Natale; la nostra epoca prevede che ci si arrabbi se si continua a rifiutare auteure o professeure (femminili di autore e professore ), ma fa dell’islam una religione di pace, di tolleranza e di amore, quando invece il Corano è un libro misogino quanto può esserlo la Bibbia o il Talmud. Se si vuole continuare a essere misogini con la benedizione dei sostenitori del politicamente corretto, l’islam alla Houellebecq è la soluzione!».

    In una sua prima intervista alla «Paris Review», Houellebecq decreta la fine dell’Illuminismo e il grande ritorno della religione (l’islam, ma non solo). In quanto pensatore ateo, qual è la sua reazione?
    «Credo che abbia ragione. I suoi romanzi colgono quel che fa l’attualità del nostro tempo: il nichilismo consustanziale alla nostra fine di civiltà, la prospettiva millenarista delle biotecnologie, l’arte contemporanea fabbricata dai mercati, le previsioni fantasticate della clonazione, il turismo sessuale di massa, i corpi ridotti a cose, la loro mercificazione, la tirannia democratica, la sessualità fine a se stessa, l’obbligo di un corpo performante, il consumismo sessuale, eccetera. Quindi, utilizzare i progressi incontestabilmente compiuti dall’islam in terra d’Europa per farne una fiction sull’avvenire della Francia è un buon modo per pensare a quel che è già
    http://www.corriere.it/cultura/15_gen...282-94b2-11e4-b882-edd16a1de18c.shtml
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  5. A otto anni di distanza, la Lezione di Ratisbona appare sotto una luce molto diversa. Infatti, coloro che la lessero per davvero nel 2006, compresero che, lungi dall’aver fatto una “gaffe”, Benedetto XVI aveva analizzato, con la precisione dello studioso, due domande chiave, la cui risposta avrebbe influenzato profondamente la guerra civile che sta tuttora infuriando all’interno del mondo islamico; una guerra il cui esito determinerà se, nel XXI Secolo, l’islam sarà sicuro per i suoi fedeli e per il mondo.

    La prima domanda chiave riguarda la libertà di religione. I musulmani possono trovare, all’interno del loro bagaglio culturale e spirituale, argomenti islamici a favore della tolleranza religiosa (compresa la tolleranza nei confronti di chi si converte ad altre religioni)? Questo auspicabile sviluppo, che il papa suggerì, potrebbe richiedere molto tempo (anche secoli) per elaborare una più completa teoria islamica della libertà religiosa.
    http://www.papaboys.org/macche-gaffe-ratisbona-ratzinger-laveva-previsto
    Tags: , , , by M. Fioretti (2014-09-26)
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  6. ciò che «più di ogni altro fattore mi ha allontanato dalla Chiesa -spiega- è la legittimazione dell'islam come vera religione di Allah come vero Dio, di Maometto come vero profeta, del Corano come testo sacro, delle moschee come luogo di culto».

    LA SVOLTA - «Sono invece convinto - aggiunge - che l'Islam sia un'ideologia intrinsecamente violenta così come è stata storicamente conflittuale al suo interno e bellicosa al suo esterno. Ancor più sono convinto che l'Europa finirà per essere sottomessa all'islam, così come è già accaduto a partire dal Settimo secolo
    http://www.corriere.it/politica/13_ma...27c-9528-11e2-84c1-f94cc40dd56b.shtml
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