mfioretti: storia* + fascismo*

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  1. mussoliniCon questo articolo sfatiamo i grandi cavalli di battaglia usati da vecchi e nuovi fascistelli, nostalgici di quel “grand’uomo” di Benito Mussolini. E’ sufficiente una minima verifica storica dei fatti per portare a galla la verità. Buona lettura.
    http://www.matteogracis.it/quando-cer...l-duce-basta-cazzate-sfatiamo-il-mito
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  2. «Libertà? Questo Paese non ama la libertà. Ama l’abitudine, il conservatorismo, ama tirare avanti».

    Parole dure di chi, ancora diacono, venne mandato dal cardinale Schuster, nel 1944, a benedire i corpi dei partigiani ammazzati dai nazifascisti a Milano, in piazzale Loreto. «Sognavamo un’Italia diversa, democratica e libera. Sognavamo un’Italia religiosa ma non clericale. Oggi c’è un fascismo strisciante, mediatico. La stampa impone un pensiero, una realtà. Per noi la libertà era un sogno. Oggi contro di noi, contro la libertà, non ci sono di certo i mitra, ma molti limiti, troppi».

    Dopo l’8 settembre 1943, don Barbareschi fondò, con uomini di valore come Mario Apollonio, Carlo Bianchi, Dino Del Bo, Teresio Olivelli, il musicologo Claudio Sartori e David Maria Turoldo, un giornale clandestino, e il nome di quella testata dice tutto dell’anelito di libertà che quel gruppo e tanti altri italiani sentivano: Il ribelle. «Bisogna tornare ad amare la libertà, non i miti odierni del successo e del denaro, perché quando si cammina verso un mito si fallisce. Il fascismo sta tornando, ed è un nuovo fascismo. Vuole un esempio? Oggi non si ama più la persona, ma il gruppo, la massa. Non si pensa al bene comune ma a quello privato. Quando vedo nei cortei uomini e donne che urlano sempre gli stessi slogan, penso che alla fine quelle persone vivranno per lo slogan stesso, senza interrogarsi nel profondo. O si vive come si pensa, o si finisce a pensare per come si vive».
    http://www.famigliacristiana.it/artic...lla-liberta-il-bene-piu-prezioso.aspx
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  3. Correva l’anno 1936, e quella che sarebbe diventata una delle penne piu’ prestigiose d’Italia scriveva nel numero di gennaio del periodico “Civilta’ Fascista” un articolo in cui si sosteneva che “non si sarà mai dei dominatori, se non avremo la coscienza esatta di una nostra fatale superiorità. Coi negri non si fraternizza. Non si può, non si deve. Almeno finché non si sia data loro una civiltà“.

    ...

    Per smentire il “cosi’ fan tutti” associato alla sottomissione delle donne, all’acquisto di minorenni, alla pratica del “madamato” basta una semplice controprova che sgretola in un attimo quel “tutti” cosi’ perentorio. E pur essendo cosa comune a quei tempi comprare persone di cui disporre liberamente, e avere rapporti sessuali con dodicenni, c’e’ sempre in ogni epoca della storia qualche “imputato Seneca” che spinge la civilta’ lontano dalla barbarie.

    Ma evidentemente non tutti i tipi di “fraternizzazione” erano sgraditi a Montanelli, come ha raccontato il diretto interessato in una intervista rilasciata a Enzo Biagi per la Rai nel 1982: “aveva dodici anni, ma non mi prendere per un Girolimoni, a dodici anni quelle li’ erano gia’ donne. L’avevo comprata a Saganeiti assieme a un cavallo e un fucile, tutto a 500 lire. (…) Era un animalino docile, io gli (sic) misi su un tucul con dei polli. E poi ogni quindici giorni mi raggiungeva dovunque fossi insieme alle mogli degli altri ascari“.
    http://gubitosa.blogautore.espresso.r...montanelli/comment-page-1/#comment-35
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  4. le vicende del confine Italo-Jugoslavo sono state utilizzate a pretesto di questa operazione, al fine di equiparare l’esercito partigiano jugoslavo a quello fascista, nascondendo le responsabilità storiche dell’Italia nel periodo fascista, facendo passare i carnefici per vittime, i liberatori per invasori. Nel 2004 in Italia su pressione delle forze di destra, e con la complice accettazione dei partiti di centrosinistra, è stata istituita la “Giornata del Ricordo” che il 10 febbraio di ogni anno commemora le vittime del confine orientale nelle foibe e gli esuli dai territori istriani e dalmati.

    La questione delle foibe, viene completamente manipolata. Le ‘vittime’ processate dai partigiani, (non più di 700 documentate) erano state in buona parte a loro volta carnefici, tanto che i premiati per il Giorno del Ricordo sono in prevalenza militi repubblichini. Il numero delle vittime aumentato decine e decine di volte rispetto alle stime storiche, al fine di equiparare artificiosamente le vicende del confine Italo –Jugoslavo con la portata dei crimini nazi-fascisti. Viene rimosso il legame con il regime fascista della stragrande maggioranza dei prigionieri politici uccisi per rappresaglia, e addebitati ai partigiani delitti comuni al fine di gonfiare arbitrariamente il numero delle vittime, e dare l’impressione di una guerra etnica contro gli italiani. Così anche le motivazioni e i numeri del famigerato “esodo” sono anch’essi inventati e strumentalizzati. Le autorità Jugoslave, al contrario di quanto viene detto sulla presunta ed inventata pulizia etnica, fecero di tutto per far rimanere la popolazione italiana in Jugoslavia, come negare e ritardare il rilascio dei necessari documenti per l’espatrio. Decine di migliaia di italiani continuarono a vivere in Jugoslavia ed oltre un migliaio addirittura vi emigrò dall’Italia.

    Al contrario nulla viene detto dell’italianizzazione forzata, dei campi di concentramento, della sistematica uccisione dei dissidenti politici, della vera guerra etnica che anni prima il regime fascista combatté contro le popolazioni jugoslave dei territori annessi all’Italia.
    http://www.contropiano.org/interventi...sui-fatti-del-confine-italo-jugoslavo
    Tags: , , by M. Fioretti (2014-02-10)
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  5. , dell’intolleranza nei confronti della minoranza slovena (peraltro autoctona a Trieste e in Friuli nella sua gran parte da almeno 800 anni), della cancellazione delle responsabilità italiane nei territori poi diventati Slovenia e Croazia.

    Non ho mai letto sui libri di testo, a scuola, dei lager fascisti nell’attuale Croazia. Non sapevo che l’Italia fascista contasse più campi di concentramento della stessa Germania nazista, ignoravo che nel campo di Rab, in Croazia (dove sono morti migliaia di Sloveni, in gran parte deportati dai rastrellamenti di Ljubljana) la mortalità quotidiana superasse quella di Dachau (dove trovò la morte il fratello di mio nonno). Oggi lo so, ma non ho mai assistito alla celebrazione di quel ricordo, di quelle persone, all’ammissione di quelle colpe. Come ricordare in modo maturo e sereno le vittime delle foibe? Come non dire che quel naturale fenomeno carsico – una grotta verticale – venne utilizzato dagli stessi fascisti, che per primi lo utilizzarono nei territori di Istria e Dalmazia per uccidere e occultare corpi, dedicando alla foiba addirittura una canzone dove questa compare come musa ispiratrice?
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/...do-sempre-al-netto-delle-colpe/875917
    Tags: , , by M. Fioretti (2014-02-10)
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  6. Villette a schiera o perché no, una bella spa al posto della struttura che diede rifugio agli orfani ebrei di mezza Europa. L’annuncio per venderla è anche in cinese, la petizione per salvarla è internazionale, lo smacco planetario. Il cemento rischia d’inghiottire quel che resta della “Sciesopoli” di Selvino, sulle Prealpi bergamasche, edificio-simbolo di un significativo contrappasso della persecuzione antisemita: la colonia nata per forgiare i “figli della Lupa”, allevati nel culto del Duce, che divenne centro di prima accoglienza e reinserimento sociale per i bimbi liberati dall’orrore dei lager e delle persecuzioni nazifasciste. E presto sarà tutt’altro, per la gioia di chi vorrà dire un giorno: “ecco, non è mai successo”.

    La struttura è in stato d’abbandono da 25 anni nonostante sia meta di pellegrinaggio dei superstiti che lì trovarono ragioni per sopravvivere ai traumi della Shoah. La lapide che nel 1983 ricordava questa storia è sparita, all’interno caloriferi e lampadari sono stati depredati, gli arredi d’epoca devoluti a una comunità assistenziale. Erba alta e sterpaglie fanno da cornice ai giardini mentre dalle finestre si intravedono carte sparse sui pavimenti con i nomi dei ragazzi che sono passati di qui, cartoline e disegni ingialliti, polvere e vetri rotti. Restano le mura, ma anche quelle potrebbero sparire, vendute a investitori russi, cinesi o arabi per farne non si sa cosa, un’hotel o un centro benessere. Forse villette.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/...i-lager-salviamo-la-sciesopoli/858559
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  7. Pur provando ribrezzo per il linguaggio da spacconi, bisogna tuttavia riconoscere che il principio proletario fu uno dei cinque fondamentali della dottrina fascista. Gli altri quattro furono il principio totalitario, il principio bellicista (o nazionalismo bellicista), il principio della superiorità etica dello stato e il principio corporativo. A questi ne andrebbe aggiunto un sesto che non fu però di pretta marca fascista, bensì importato dalla Germania, il principio razziale.
    http://gabrieledamiani.blogspot.it/20...radossi-del-principio-proletario.html
    Tags: , , by M. Fioretti (2013-10-12)
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  8. Non vedo infatti nessun legame tra il fascismo e il movimento di Beppe Grillo. Tutti i movimenti di protesta, sia a destra sia a sinistra, presentano similitudini come il culto del capo o i rituali di partecipazione. Se uno vuole vedere in tutto questo affinità col Ffascismo può farlo ma mi pare azzardato. Io non le trovo perché, per dirla come il Guicciardini, i fenomeni sono destinati a non ripetersi mai
    http://espresso.repubblica.it/dettagl...l-m5s-fascista-non-scherziamo/2202004
    Tags: , , , by M. Fioretti (2013-03-07)
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