mfioretti: storia*

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  1. La zona fu chiamata “Colonia Draconis” da papa Gregorio IV (827-844) per la presenza di molti grossi rettili colubridi chiamati Draconi dagli abitanti della zona.
    In zona era molto forte il culto della dea Giunone Regina, simboleggiata appunto dalla dracona. Gregorio IV, per debellare il culto pagano, introdusse nella zona la leggenda di San Giorgio, che sconfisse il drago a cui era stata offerta in sacrificio la figlia del re di Libia.
    Il culto di San Giorgio prese piede nella zona, e tutt’oggi ne abbiamo testimonianza nella vicina chiesa di San Giorgio, lo stesso quartiere San Giorgio e il casale edificato nella zona.

    Nel corso dei secoli la zona mutò il nome prima in Dragone (nome leggibile ancor oggi su molte cartine topografiche), per poi essere volgarizzato in quello attuale solo negli ultimi decenni del 1900, quando si sviluppò il quartiere.
    http://iltaoaroma.altervista.org/dragona
    Tags: , , , by M. Fioretti (2018-01-12)
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  2. L’altare della patria è uno dei monumenti più famosi e fotografati di Roma.

    Molti romani chiamano il Vittoriano “macchina da scrivere”, ripetono che è brutto e lo associano al fascismo ma in realtà non c’entra proprio niente né con Mussolini né con il ventennio della sua dittatura.

    Vuoi saperne di più su questo monumento della capitale? Si parte!
    https://arttrip.it/altare-della-patria-quello-non-sai-sul-vittoriano
    Tags: , , by M. Fioretti (2017-12-16)
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  3. mussoliniCon questo articolo sfatiamo i grandi cavalli di battaglia usati da vecchi e nuovi fascistelli, nostalgici di quel “grand’uomo” di Benito Mussolini. E’ sufficiente una minima verifica storica dei fatti per portare a galla la verità. Buona lettura.
    http://www.matteogracis.it/quando-cer...l-duce-basta-cazzate-sfatiamo-il-mito
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  4. Il Cavallo di Troia non era un cavallo, ma una nave. È quanto sostiene, da circa un anno, un nostro “cervello in fuga”, l’archeologo navale Francesco Tiboni, dottore di ricerca dell’Università di Marsiglia, collaboratore di diverse università e enti stranieri ed italiani.



    L’equivoco millenario sarebbe nato da un errore nella traduzione dei testi successivi a Omero, ai quali si ispirò lo stesso Virgilio (avvalendosi di un traduttore) per comporre l’Eneide. Secondo Tiboni, il manufatto realizzato dai greci per penetrare nelle mura di Troia non sarebbe stato letteralmente un cavallo, in greco hippos, bensì un tipo di nave fenicia che veniva abitualmente chiamata “Hippos”, appunto.



    Plinio il Vecchio sembra spiegare il perché di questa denominazione riferendo che tale imbarcazione fu inventata da un maestro d’ascia fenicio il cui nome era Hippus. Queste navi, non a caso, erano dotate di una caratteristica polena: una testa equina.
    http://www.lastampa.it/2017/11/01/cul...ve-Kp8VGrSBy5yTIgara5cmHM/pagina.html
    Tags: , , , by M. Fioretti (2017-11-03)
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  5. perché per settant’anni non si era più parlato del ruolo della Brigata nella resistenza italiana? Un articolo apologetico sulla “Stampa” ammette alla fine che la Brigata si chiamava palestinese, e che “viene chiamata ebraica oggi per evitare equivoci”. Eppure non basta. C’è qualcos’altro.

    Semplicemente era sparita perché la maggior parte dei combattenti erano di paesi diversi dall’Italia, erano partiti dalla Palestina e volevano tornarci subito dopo la guerra, per continuare la lotta per impossessarsi di una terra in cui erano minoranza. E ci sono tornati, praticamente tutti. Probabilmente, molti di loro oggi sono morti, e i sopravvissuti dovrebbero essere non moltissimi e tutti sui novanta anni. Nelle foto, quelli che sfilavano sembravano invece anziani, ma non vecchi. Ci si può domandare se sono stati fatti venire dallo Stato di Israele, o se qualcuno ha scelto la strada della rievocazione facendo sfilare una parte della comunità ebraica locale sotto le insegne apparentemente più rispettabili di una formazione partigiana inesistente. Se fosse così, potrei augurarmi che le comunità ebraiche (soprattutto quella romana che ho conosciuto meglio) ritornino alle loro origini antifasciste e democratiche, che da molti anni sembravano dimenticate, e sostituite da aggressioni in stile fascista a qualche kefia comparsa nelle adiacenze del Portico di Ottavia a Roma, o da spedizioni vocianti e insultanti alla sede centrale del PRC e di Liberazione in via del Policlinico…
    https://ilmarxismolibertario.wordpres...ia-brigata-ebraica-di-antonio-moscato
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  6. Il servizio della tv inglese sul compleanno dell'Europa passa dal paesino in cui i nazisti trucidarono 560 persone. Tra gli intervistati uno dei superstiti, Enrico Pieri, 83 anni. Il giornalista Allan Little: "Non abbiamo posti della memoria come questi, in Regno Unito: forse per questo gli inglesi non vedono che l'Ue è un progetto di pace e non solo un blocco commerciale"
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/...mo-avuto-stragi-come-stazzema/3487015
    Tags: , , , by M. Fioretti (2017-03-31)
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  7. geografia, cartografia, latino, storia, tutto insieme
    http://pelagios.org/maps/greco-roman
    Tags: , , , by M. Fioretti (2016-12-15)
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  8. Non c’è niente di resistente come i caratteri di stampa. A guardarli da vicino trasportano ancora scalpellini romani, stampatori rinascimentali, artisti novecenteschi e inventori di computer. Verba volant, scripta manent, dicevano quelli. Mentre la stampa cambiava, i libri sono restati immobili e i loro vecchi interni in Simoncini Garamond, nel frattempo, sono ridiventati nuovi.
    http://www.ilpost.it/2015/10/22/font-libri-garamond
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  9. sin dall’inizio, lì dove i gesuiti si sono trovati — tanto in Europa quanto nelle missioni — hanno avuto un rapporto fecondo con le culture, anche apprendendo le lingue o valorizzando l’umanesimo, specialmente con la loro pedagogia. Il motto che li ha guidati è quello di Ignazio: «cercare e trovare Dio in tutte le cose».

    La loro «militanza» proverbiale, allora? Essa è stata ben colta ed espressa da Paolo VI, ripreso poi sia da Benedetto XVI sia da Francesco: «Ovunque nella Chiesa, anche nei campi più difficili e di punta, nei crocevia delle ideologie, nelle trincee sociali, vi è stato e vi è il confronto tra le esigenze brucianti dell’uomo e il perenne messaggio del Vangelo, là vi sono stati e vi sono i Gesuiti».
    http://www.cyberteologia.it/2016/10/chi-sono-i-gesuiti
    Tags: , , by M. Fioretti (2016-10-22)
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  10. Non è stato una cosa diffusa, e soprattutto non era affatto la posizione ufficiale della sinistra italiana. La posizione vera della Sinistra italiana è piuttosto quella di don Milani, che ricordava ai figli degli operai e dei contadini che loro dovevano studiare il doppio rispetto ai figli di papà.
    Riporto anch’io un mio ricordo personale: ho vent’anni meno del senatore Monti, e quando avevo 14-15 anni, all’inizio degli anni ’70, quindi ancora molto vicini al 1968, del sei politico già si parlava al passato. Ovviamente io non facevo l’università, ma avevo professori giovani, c’erano amici e fratelli maggiori che andavano all’università, e del sei politico e degli esami autogestiti non se ne parlava proprio più. Ripeto: era il 1972, quattro anni dopo il ’68.
    In seguito, ho letto e ascoltato interventi dei testimoni diretti di quel periodo. Tutti concordano su una cosa: che il sei politico e gli esami autogestiti furono limitati ad alcune scuole e ad alcune facoltà ben precise. Nel dettaglio: nessuna laurea a carattere scientifico o tecnico. Al sei politico fu interessata la facoltà di sociologia di Trento, dove insegnava Monti, e altri corsi universitari di Lettere, Filosofia. E non in tutte le Università. La cosa si spiega facilmente: dato che era impossibile tenere il segreto, nessuna impresa avrebbe mai e poi mai assunto un ingegnere o un medico che si fosse laureato in quel modo.
    http://deladelmur.blogspot.it/2012/11/il-sei-politico.html
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