mfioretti: stampa*

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  1. Non c’è niente di resistente come i caratteri di stampa. A guardarli da vicino trasportano ancora scalpellini romani, stampatori rinascimentali, artisti novecenteschi e inventori di computer. Verba volant, scripta manent, dicevano quelli. Mentre la stampa cambiava, i libri sono restati immobili e i loro vecchi interni in Simoncini Garamond, nel frattempo, sono ridiventati nuovi.
    http://www.ilpost.it/2015/10/22/font-libri-garamond
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  2. Il Giornale, quotidiano diretto da Alessandro Sallusti, nel commentare l’attentato di Parigi dove sono morte 12 persone ha descritto il settimanale Charlie Hebdo come un giornale “anti Islam“. Quel titolo era un’idiozia totale. Un’arma in mano a chi utilizza strumentalmente la religione per altri scopi. Il quotidiano di Milano in un secondo momento ha modificato il titolo.

    Charlie Hebdo era un giornale “anti”, che sovente usava la satira in modo improprio e neppure tanto gradevole. Come quando disegnò Cristo e Dio uniti in un rapporto anale (foto). In quell’occasione fu il mondo cattolico a indignarsi. Un gruppo di associazioni chiese alla Santa Sede di elevare una protesta vibrante presso il governo francese per impedire il ripetersi della pubblicazione di vignette blasfeme definite dai cattolici “una vergogna”.

    Di quella vignetta oggi non se ne parla più. Tra le decine e decine di disegni che i media nazionali hanno mostrato all’opinione pubblica manca proprio questa. E, in generale, tutte quelle che prendevano di mira (spesso offendendola) la religione cattolica. Ora, dopo la protesta di migliaia di lettori, qualche testata si accorge della dimenticanza, che dimenticanza però non è. Il messaggio è chiaro: bisogna colpire l’Islam, demonizzare una religione e i comportamenti di milioni di persone che nulla hanno a che fare con il terrorismo e il fondamentalismo.
    http://spondasud.it/2015/01/le-porcat...e-strumentalizzazioni-anti-islam-6266
    Tags: , , , by M. Fioretti (2015-01-10)
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  3. Oscurato il sito dell’Ora della Calabria, il quotidiano diretto da Luciano Regolo che, nelle settimane scorse, ha denunciato pubblicamente le pressioni subite dal suo editore Alfredo Citrigno per non pubblicare la notizia di un’inchiesta della Procura della Repubblica di Cosenza sulle consulenze d’oro pagate dall’Azienda sanitaria. Pressioni su cui, adesso, stanno indagando i magistrati ma che, soprattutto, hanno scatenato una feroce polemica che ha portato alle dimissioni dell’ex sottosegretario alle Infrastrutture Tonino Gentile.

    Nel registro degli indagati è finito Umberto De Rose, lo stampatore del quotidiano che aveva telefonato a Citrigno per convincerlo a bloccare la notizia dell’indagine a carico di Andrea Gentile, figlio del senatore del Nuovo Centro Destra. Il messaggio era chiaro: “Perché devi farti un nemico che poi, ferito come un cinghiale a morte, colpisce per ammazzare?”. “Questi ora sfornano il governo e va sottosegretario. Ma chi cazzo te lo fa fare?”. Dopo quella polemica, la società editrice del giornale calabrese è stata messa in liquidazione per via dei debiti contratti proprio con De Rose che, adesso, rischia di rilevare il giornale di Citrigno.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/...gentile-oscurato-anche-il-sito/957622
    Tags: , , , , by M. Fioretti (2014-04-19)
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  4. Magari l'ha dettato per telefono; oppure ha mandato una mail; in ogni caso non è lui il problema. Il problema è la cinghia di trasmissione tra le cose un po' imprecise che un giornalista stimato può permettersi di buttar giù in modo approssimativo e l'articolo che il lettore pagante dovrebbe leggere il mattino dopo. Questo pezzo è rivolto alla redazione: per favore, fate un po' di fact checking. Un minimo. Prendete uno stagista, dategli in mano un notebook - oppure ditegli di portarselo da casa. Non è un lavoro difficilissimo: si tratta di verificare con un po' di pazienza quando compia gli anni Zuckerberg, quanto effettivamente fatturi Facebook: cose così. E soprattutto questo pezzo è rivolto al correttore di bozze, se ancora esiste: per favore, fa' qualcosa. Tu sei importante. Se non conosci tu la punteggiatura, fidati, non la conosce più nessuno. Sei l'ultimo argine tra la lingua italiana e, come si dice adesso? la barbaria, ecco: dopo di te la barbaria.
    http://leonardo.blogspot.it/2014/02/ma-ci-sara-un-correttore-torino.html
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  5. Marsala.it ha tradito la missione informativa mistificando la realtà per colpire politicamente l’amministrazione comunale o, al contrario, quest’ultima, oggi, nega la veridicità di fatti “scomodi”, raccontati dal quotidiano online locale? A questo punto, non resta che attendere che i Giudici facciano il loro lavoro ed accertino chi, in questa brutta storia, mente e chi dice la verità. Frattanto, qui, non resta che pubblicare integralmente la lettera del sindaco così da dare spazio anche a tale diversa versione dei fatti.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/...a-del-sindaco-adamo-e-risposta/636730
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  6. L'assemblea di tutti i parlamentari Cinque stelle decide per l'espulsione della senatrice dissidente, ma senza diretta streaming: 79 sì, 42 no e 9 astenuti. Inutile la riunione preliminare delle colombe per provare a salvare la dissidente. Crimi chiede la cacciata, ma voto finale sarà della Rete. Morra: "Chi fomenta minacce in Rete è fuori dal Movimento". Falchi all'attacco, Di Stefano: "Via gli elementi nocivi e tossici"
    http://www.repubblica.it/politica/201...onto_dossier_sui_dissidenti_-61259414
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  7. Che rapporti ha avuto Giuseppe Orsi con la stampa? Normale comunicazione istituzionale o qualcosa in più? Se lo chiedono in queste ore i magistrati che indagano sul presidente e amministratore delegato di Finmeccanica - in carcere con l'accusa di corruzione internazionale - alla luce di nuovi elementi acquisiti durante le perquisizioni effettuate dopo l'arresto, il 12 febbraio, in oltre 40 tra sedi dell'azienda e abitazioni private.
    PROMESSE ED ELARGIZIONI. Nella casa romana del braccio destro di Orsi, Alessandro Toci, a Campo dei Fiori, secondo quando risulta a Lettera43.it i carabinieri hanno trovato e sequestrato una lista nella quale compaiono i nomi di numerosi giornalisti, anche di importanti testate nazionali, che sarebbero stati avvicinati con la promessa - e in alcuni casi, si sospetta, con la concreta elargizione - di pagamenti in contanti.
    La notizia non è stata confermata a Lettera43.it ufficialmente, ma è frutto di indiscrezioni provenienti da fonte autorevole e, per questo, il nostro giornale ha deciso di pubblicarla.

    Nessun giornalista risulta al momento indagato e i magistrati stanno ora cercando di capire se quell'elenco di cronisti, suddivisi per testata, sia un semplice appunto interno o se vi siano stati anche passaggi di denaro.
    http://www.lettera43.it/economia/azie...a-lista-di-giornalisti_4367584023.htm
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  8. er affrontare la concorrenza del giornalismo online e altri media virtuali, i direttori dei giornali si sentono obbligati ad abbassare le loro ambizioni intellettuali per aumentare il numero dei lettori.

    Risultato? I collaboratori culturali vengono messi alla porta e sostituiti con giornalisti incaricati di massificare i contenuti culturali, sotto forma di servizi di costume e altri pezzi preconfezionati e facili da ingurgitare sul bus o in metropolitana. Il fenomeno che oggi colpisce Svenska Dagbladet è in atto da tempo nella redazione di Dagens Nyheter, di Göteborgs-Posten e di altre pubblicazioni sparse per il mondo.

    Allo stesso tempo ciò che sta accadendo può essere visto come la fase finale di una lunga “lotta di classe” tra due categorie di collaboratori della stampa quotidiana. La prima è composta da giornalisti cresciuti nelle redazioni dei telegiornali e delle riviste della sfera mediatica. Si tratta di una classe storicamente “inferiore”, che però si è ormai impossessata delle pagine culturali. La seconda classe è quella dei collaboratori culturali che hanno studiato all’università o nel parnaso letterario, una classe a lungo considerata “superiore” che tuttavia è sul punto di essere estromessa dalla stampa quotidiana.

    Il declino delle pagine culturali ha cominciato a diventare evidente attorno al 2000, e da allora si è allargato seguendo la stessa dinamica in tutti i grandi quotidiani mentre i lettori disdicevano gli abbonamenti ai giornali
    http://www.presseurop.eu/it/content/a...06091-la-cultura-e-diventata-un-lusso
    Tags: , , , by M. Fioretti (2013-01-02)
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  9. Chi è a capo dei principali gruppi editoriali italiani? Da chi è composto il consiglio d’amministrazione? Chi sono i principali azionisti? I dati e i numeri della stampa nella nostra infografica realizzata in esclusiva per Yahoo!
    http://www.linkiesta.it/giornali-italiani#ixzz2GGXMgWgL
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  10. Non è la stampa a essere in crisi, quanto un'idea di informazione ormai superata dagli eventi.

    Siamo davanti a un’evoluzione che non è imputabile esclusivamente a internet. La storia delle tecnologie è la storia della fluidificazione dell’informazione: gli esseri umani aspirano a essere parte integrante di questo flusso, e a vedere in questo panta rei (in greco antico “tutto scorre”) non tanto una costante, quanto un’esortazione.

    Ironia vuole che proprio i giornali in formato cartaceo, nati alla fine del XVII secolo, abbiamo avuto un ruolo decisivo in questa fluidificazione, perché facevano circolare l’informazione molto più rapidamente dei libri in uso fino ad allora. In seguito vennero la digitalizzazione e la connessione informatica.

    Sul cartaceo come in internet l’informazione scritta appare sotto forma di articoli, e ciò corrisponde a un’abitudine ormai invalsa, a un modo di consumare l’informazione. Ma anche l’articolo potrebbe cambiare, dato che anche in questo caso l’opinione pubblica si aspetta una fluidificazione. L’informazione deve dare l’impressione di essere “aggiornata” in diretta. A essere in crisi non è la carta stampata, bensì l’informazione statica, l’articolo immutabile nel tempo.

    I media cartacei che paiono soffrire meno sono quelli che si sottraggono alla pressione della fluidificazione, allontanandosi dall’informazione vera e propria. La rivista Landlust è considerata un successo e si occupa di tematiche che la tengono a distanza di sicurezza dall’attualità tradizionale. L’Economist, le cui versioni online e in cartaceo sono prese spesso a modello, liquida l’attualità internazionale in poche righe sulla sua edizione stampata, e tutto il resto del giornale è fatto di analisi, reportage e articoli di opinione, contenuti che aiutano a comprendere meglio il flusso dell’informazione invece di immobilizzarlo in un dato momento X sotto forma di resoconto.

    A prescindere dal mezzo utilizzato, l’articolo di informazione non può più accontentarsi di descrivere il mondo. Anche sul web, si percepisce una progressiva fluidificazione dell’informazione, che preannuncia la fine dell’articolo di attualità immutabile al quale eravamo abituati. L’attualità non sopporta l’immobilismo.
    http://www.presseurop.eu/it/content/article/3124351-il-giornale-che-scorre
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