mfioretti: sicurezza*

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  1. L’Osservatorio di Pavia nota infine un fatto elementare che però visto l’andazzo italiano tanto elementare non è: “In tv, il 2017 conferma l’esistenza di una correlazione tra la cornice in cui il fenomeno è raccontato e la percezione dei cittadini di quel fenomeno, in particolare la sicurezza. Tra gennaio e novembre 2017 si registra un incremento della paura nei confronti dei migranti e profughi in associazione alla maggiore presenza di notizie legate alla criminalità e all’afflusso dall’Africa sulle nostre coste: il 43 per cento, dieci punti in più rispetto al 2015”. Dato conclusivo: “Sui telegiornali la visibilità del fenomeno migratorio si attesta su 3.713 notizie dedicate al tema dell’immigrazione, quasi mille notizie in più rispetto al 2016, con un incremento del 26 per cento”. E le stesse proporzioni si trovano nell’infotainment. “La paura fa ascolti – è la conclusione dello studio – ma essa è spesso provocata da bufale non prontamente smentite, da toni allarmisti, da spettacolarizzazioni strumentali”.


    La dinamica è dunque chiara, l’industria del rancore non conosce sosta, il mostro dell’allarmismo non può smettere di essere alimentato ma allo stesso tempo dovrebbe essere evidente che l’industria del rancore non si limita solo a dare spazio eccessivo ad alcuni fenomeni che andrebbero forse ridimensionati ma omette sistematicamente di ricordare che l’allarmismo è semplicemente fondato sul nulla. Proprio così: sul nulla.


    Segnatevi questi dati perché nessun talk-show ve li darà mai tutti così in sequenza. Pronti? Via. Nel 2017 in Italia ci sono stati il 9,2 per cento di delitti in meno rispetto al 2016. Gli omicidi sono calati dell’11,8 per cento, le rapine dell’11 per cento, i furti del 9,1 per cento, le persone espulse per motivi di sicurezza sono state il 62 per cento in più rispetto al 2016, gli sbarchi nel nostro paese sono calati del 34 per cento, il numero dei migranti rimpatriati è aumentato del 19,6 per cento (5.300 nel 2016 a 6.340 nel 2017), le vittime in mare, come ha ricordato Paolo Gentiloni nella conferenza stampa di fine anno, sono diminuite dalle 4.405 del 2016 alle 2.832 del 2017.



    Avete capito dove vogliamo arrivare: nel 2017, a fronte di una situazione in continuo miglioramento, anche dal punto di vista economico, of course, con il pil in crescita, l’occupazione in crescita, la produzione industriale in crescita, l’export in crescita, la fiducia dei consumatori in crescita, l’informazione televisiva che cosa ha fatto? Facile: ha contribuito ad alimentare ogni giorno una clamorosa e scriteriata industria dello sfascio che al posto di raccontare l’Italia vera, semplicemente quella, ha raccontato con grande regolarità un’Italia che non esiste. Il tutto ovviamente in un contesto delirante in cui le stesse trasmissioni che hanno raccontato agli italiani allarmi farlocchi non perdevano occasione per interrogarsi con grande serietà e severità su come combattere i professionisti delle post verità e delle fake news.
    https://www.ilfoglio.it/politica/2018...e-numero-171560/?paywall_canRead=true
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  2. Da queste brevi considerazioni appare quindi evidente l'inutilità dell'emendamento che andrebbe a sovrapporsi a norme già esistenti, senza incidere in alcun modo sulle ipotesi di diffusione di intercettazioni (non si applicherebbe, per capirci, al caso della diffusione delle presunte telefonate del governatore della Sicilia Crocetta). Infatti, qualora si sia in presenza di diffusione “al fine di recare danno o alla reputazione o all'immagine altrui” si applicherà la normativa in materia di diffamazione, mentre nel caso di diffusione di registrazioni indebitamente effettuate potrà applicarsi l'art. 615 bis c.p.
    Inoltre, già oggi la punibilità è esclusa in caso di utilizzo delle registrazioni in un procedimento giudiziario o per l'esercizio di un diritto.

    È da notare, però, che l'emendamento in questione appare più restrittivo rispetto all'ordinamento vigente, prevedendo l'esclusione della punibilità nel solo caso di “esercizio del diritto di difesa”, e non negli altri casi di esercizio di un diritto, come il diritto di cronaca.
    Fermo restando che l'emendamento dovrà comunque essere soggetto ad interpretazione sistematica, quindi raccordato con l'intero ordinamento giuridico in conseguenza della quale comunque si avrebbe l'esclusione della punibilità in caso di esercizio del diritto di cronaca, però potrebbe portare confusione finendo per essere un nuovo ed ulteriore strumento di indebita pressione (oltre alle querele temerarie) sui giornalisti che si vedrebbero, probabilmente, denunciati per aver diffuso registrazioni di conversazioni alle quali hanno partecipato (quindi lecite) se effettuate di nascosto. Questo perché in teoria “fraudolentemente” potrebbe essere interpretato nel senso che la registrazione sia stata effettuata con modalità che non hanno permesso ai soggetti partecipanti di sapere che la conversazione veniva registrata.

    In realtà la normativa in materia va a tutelare principalmente le interferenze nella vita privata, e la giurisprudenza si è attestata sull'orientamento che la presenza dell'interlocutore (che registra) comporta la piena consapevolezza dell'interferenza nella sua vita privata, e tale consapevolezza esclude il carattere insidioso ed occulto della registrazione, e questo anche nel caso in cui l'interlocutore non sia a conoscenza di tale registrazione.

    Infine occorre notare che l'attività giornalistica non è diretta al fine di recare danno alla reputazione o all’immagine altrui (altrimenti non è attività giornalistica!) quanto piuttosto a diffondere informazioni e idee su questioni di interesse generale.
    Come ha chiarito la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (caso Haldimann c. Swiss ed altri) 6 sono i criteri per bilanciare il diritto alla libertà di informazione e il diritto al rispetto della vita privata: il contributo a un dibattito di interesse generale, la reputazione della persona e l'oggetto della relazione, il comportamento precedente della persona, come sono state ottenute le informazioni e la loro veridicità, il contenuto, la forma e l'impatto della diffusione e la gravità della sanzione inflitta.
    http://www.valigiablu.it/intercettazioni-lennesima-norma-inutile-e-dannosa
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  3. Esplora il significato del termine: Due mesi dopo la Cnn ha denunciato che in generale il personale aeroportuale americano riesce ad accedere agli hangar o alle piste di decollo senza passare attraverso alcun varco di sicurezza. Solo due scali — il Miami International e quello Orlando — hanno installato controlli per gli impiegati. Il punto è proprio questo: in linea generale esisterebbe un regolamento internazionale che stabilisce, per ogni aeroporto, l’installazione di sistemi di verifica per chi ci lavora all’interno. Ma poi ognuno finisce per muoversi su base discrezionale. E, soprattutto, sulla base dei soldi a disposizione: se non sono tanti si appalta il lavoro a ditte private e si risparmia sulla dotazione. L’unico elemento comune è un minimo di lavoro su quello che gli assunti hanno fatto in passato. Soprattutto: se hanno commesso reati e riportato condanne. » Due mesi dopo la Cnn ha denunciato che in generale il personale aeroportuale americano riesce ad accedere agli hangar o alle piste di decollo senza passare attraverso alcun varco di sicurezza. Solo due scali — il Miami International e quello Orlando — hanno installato controlli per gli impiegati. Il punto è proprio questo: in linea generale esisterebbe un regolamento internazionale che stabilisce, per ogni aeroporto, l’installazione di sistemi di verifica per chi ci lavora all’interno. Ma poi ognuno finisce per muoversi su base discrezionale. E, soprattutto, sulla base dei soldi a disposizione: se non sono tanti si appalta il lavoro a ditte private e si risparmia sulla dotazione. L’unico elemento comune è un minimo di lavoro su quello che gli assunti hanno fatto in passato. Soprattutto: se hanno commesso reati e riportato condanne.
    http://www.corriere.it/esteri/15_nove...b94-87f6-11e5-91a7-6795c226a8af.shtml
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  4. se vengono i ladri a casa? In qualsiasi abitazione puoi trovare oggetti per difenderti, senza utilizzare un' arma letale, magari di notte, magari al buio. Con il rischio di colpire un parente o uno disarmato o uno che scappa: per la legge italiana un uomo che fugge, anche armato, non rappresenta più una minaccia. Sparandogli, si risponde di omicidio. Ma potresti mirare alle gambe! Nelle gambe ci sono punti vitali e poi certe imprese le fanno solo gli attori. Già può essere complicato centrare una sagoma in qualsiasi punto a dieci metri di distanza, a quindici diventa arduo. Figurarsi colpire lo spazio ristretto di una gamba.
    http://ricerca.repubblica.it/repubbli...idiale-beretta-che-non-porto-piu.html
    Tags: , , , by M. Fioretti (2015-10-26)
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  5. come si fa a vivere questa schizoide contrapposizione tra il non avere limiti (o comunque predicare di non averli) e contemporaneamente insistere su una sicurezza quasi maniacale in tutto ciò che facciamo?

    Il no limits è ciò che gli inglesi chiamano attitudine al risk taking (attitudine ad assumersi rischi); invece l’essere “sicuri” (una condizione che non esiste mai, quasi per definizione) è probabilmente assimilabile all’over confidence, altra espressione inglese per dire stra-confidenza in noi stessi o, meglio, nei mezzi di cui disponiamo per aumentare la nostra sicurezza.

    I limiti ci sono per tutti, ciascuno ha i suoi, ogni gruppo di individui ha i suoi. Questo dev’essere chiaro. Non si può dire il contrario, non si può scherzare (o semplicemente esagerare a uso marketing). No limits è una vera e propria bestemmia, è un’iperbole pari a quella di chi paragona l’essenza della massima divinità a quella suina. Chi tutti i giorni profferisce questa bestemmia è l’apparato pubblicitario, il marketing in generale.

    Qualunque oggetto di cui noi ci dotiamo è in grado di darci un servizio, più o meno utile o più o meno superfluo: ma non ci può garantire la sicurezza. Questa la si ottiene invece (ma sempre solo parzialmente) con la modestia, grande impegno, tanta fatica, talvolta con dolore, in molti anni di esperienze. Questi sono gli elementi catalizzatori del rinforzo di ogni sicurezza individuale. Così è sempre stato e sempre sarà, ce lo dice anche il buon senso.

    In un momento storico come questo, in cui quasi sembra di ravvisare una maggiore importanza delle parole rispetto ai fatti, credo sia essenziale fare estrema attenzione alle parole che usiamo. Le magnifiche iniziative del Club Alpino Italiano comprese nel marchio “Montagna sicura” sono indubbiamente lodevoli, contribuiscono alla consapevolezza degli appassionati, sono vive e di successo, varie ed efficaci. Con le sezioni “Sicuri in falesia”, Sicuri sulla neve”, ecc. Ma hanno un peccatuccio originale che ne vizia il messaggio: il nome, “montagna sicura”. Anche qui si vogliono i signori Rossi? Non credo il CAI voglia questo. E dunque, perché (come ormai sostengo inutilmente da mesi) non cambiare quel nome aggiungendo semplicemente un “più”? “Montagna più sicura”.

    Riflettiamoci. Noi stiamo dando importanza alle parole. Queste volano, vanno a maggior velocità dei fatti. Dunque abbiamo bisogno di precisione: non possiamo “bestemmiare” una montagna sicura quando sappiamo perfettamente che non potrà mai esserlo, neppure in una percentuale che vi si avvicini più di tanto: noi sappiamo questo, mentre i destinatari del messaggio non lo sanno e prendono purtroppo alla lettera quanto asserito.

    E il cambio di nome non deve passare in sordina, al contrario dev’essere manifesto, come a sottolineare un’evoluzione nel linguaggio, una nuova presa di coscienza da parte del sodalizio.
    http://www.banff.it/la-bestemmia-del-no-limits
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  6. La dottoressa mi inquadra già alla distanza. Visita giornalmente una cinquantina di persone presso la clinica oculistica dell’ospedale di R., ma sa esattamente chi sono io e – ancora più strabiliante – si ricorda la mia patologia. Non ha bisogno di consultare la cartella, dice che ha in testa l’esatta fotografia del mio occhio.

    Ha circa quarantacinque anni, è attenta, meticolosa e concentrata ogni attimo che trascorriamo insieme. Intorno a lei, in una danza di pazienti che entrano ed escono dalle stanze del corridoio, ci sono una decina di specializzandi. Sono quelli che chiamano ad alta voce i vari numeri in sala d’attesa, eseguono il controllo della vista, dispensano le gocce per dilatare la pupilla, osservano utilizzare i macchinari per imparare domani quello che i dottori sanno oggi. E fanno tutto questo tra una chat e un messaggio.

    Su dieci – tutti intorno ai ventisette anni – otto maneggiano impazienti il loro smartphone, custodito tipo reliquia nella tasca del camice. Svolgono i loro compiti in bilico fra due realtà contemporanee, che viaggiano su due binari paralleli.
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    Il secondo che le gocce sono state somministrate, controllano lo schermo del telefono. Finito di riportare il risultato del test, tirano fuori il telefono dalla tasca.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/...artphone-dai-luoghi-di-lavoro/1379868
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  7. "Attenzione, è appena passato dai campi un tizio con giacchetto rosso e felpa bianca. Andava verso il centro anziani". Ancora: "Via Filippo Cavolini, avvertiti dai vicini, stanno girando. Uno era dietro la nostra macchina. Abbiamo chiamato i carabinieri, occhi aperti". E, infine, un messaggio secco: "Prendeteli!". Funziona così il "controllo del vicinato", il sistema di vigilanza nato negli Stati Uniti. Stanchi di ricevere visite indesiderate in casa, i residenti della corona di quartieri che compone la periferia sud di Roma lo hanno subito adottato.
    Tor dè Cenci, Spinaceto, Trigoria, Vallerano, Fonte Laurentina, Falcognana, Molino, Divino Amore, Spregamore: ogni zona si è dotata di un gruppo su WhatsApp. Una chat per difendere la propria abitazione e quella dei vicini dai ladri in tempo reale, sfiorando lo schermo di uno smartphone. Poche e semplici le regole da seguire per guardarsi le spalle a vicenda: tra un messaggio e l'altro, gli amministratori delle chat ricordano più volte che si deve scrivere solo per inviare segnalazioni e non per commentare
    http://roma.repubblica.it/cronaca/201...o_le_ronde_di_whatsapp-105939039/?rss
    Tags: , by M. Fioretti (2015-01-28)
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  8. Nel 2003 l’Italia è rimasta al buio per un guasto causato dalla presunta caduta di un albero in territorio elvetico: un attacco hacker sarebbe ben peggiore dell’ipotetico abbattimento di una ciclopica sequoia sulle linee di trasmissione dell’elettricità. Chi vuole rinfrescare la memoria può dare un’occhiata al programma televisivo “Blackout”, il “docu-drama” della rete inglese Channel 4 che racconta le conseguenze di una eventuale interruzione dell’erogazione dell’energia elettrica in Gran Bretagna a seguito di un attacco cibernetico. Alcune ricostruzioni sul modello delle fiction e spezzoni di cronaca sono abilmente mescolati per fornire una prospettiva che non si può fare a meno di considerare.
    http://nova.ilsole24ore.com/progetti/minacce-elettriche
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  9. A Messina, denuncia da tempo l’ingegnere Sciacca, il viadotto Ritiro su cui passa l’autostrada Messina-Palermo è in condizioni pessime: «Lo hanno costruito col cemento depotenziato e già due anni fa una commissione di esperti ha detto che rischiava di crollare. È ancora li. Solo un po’ alleggerito: auto e camion passano su una sola corsia. Se viene giù quel viadotto, si abbatterà su un’area dove vivono migliaia di persone. Se ne parlo porto “scutra”? Me ne infischio. Non parlarne: questo è criminale. Aspettiamo il disastro?
    http://www.corriere.it/cronache/14_ot...dc8-5827-11e4-9d12-161d65536dad.shtml
    Tags: , by M. Fioretti (2014-10-20)
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  10. Esplora il significato del termine: Lo standard Nfc per effettuare pagamenti è diffuso in tutto il mondo, ma all’estero la comunicazione è affidabile in quanto non è utilizzata per le transazioni economiche: un esempio su tutti quello francese in cui la metropolitana funziona con abbonamento con carta Nfc. In Italia, ci chiarisce Chiesa, «hanno invece applicato il protocollo Nfc anche alle transazioni economiche senza però aver implementato la criptatura. Senza autenticazione né cifratura è possibile rubare in chiaro tutti i dati e poi con quelli effettuare acquisti on-line.» » Lo standard Nfc per effettuare pagamenti è diffuso in tutto il mondo, ma all’estero la comunicazione è affidabile in quanto non è utilizzata per le transazioni economiche: un esempio su tutti quello francese in cui la metropolitana funziona con abbonamento con carta Nfc. In Italia, ci chiarisce Chiesa, «hanno invece applicato il protocollo Nfc anche alle transazioni economiche senza però aver implementato la criptatura. Senza autenticazione né cifratura è possibile rubare in chiaro tutti i dati e poi con quelli effettuare acquisti on-line.»
    http://www.corriere.it/inchieste/repo...af0-1100-11e4-beef-e3441e67d81c.shtml
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