mfioretti: renzi*

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  1. Sperare che il significato di un voto simile venga minimamente compreso a sinistra è auto-lesionismo. Alle 23.01 di domenica è partito il solito refrain vittimistico: “è colpa degli elettori!” Senza concentrarsi sull’origine sociale e le fratture di classe che un voto di questo tipo cela dietro le apparenze accomodanti (“sono tutti fascisti”!). Un vero e proprio voto di classe. Di una classe alienata, smobilitata, incattivita, razzista: certo. Ma che utilizza parole e concetti presi dal campo avverso pur di esprimere dissenso. Sperare che nel vuoto cosmico della sinistra, nell’assenza di idee progressive comprensibili, di presenza sociale, di riferimenti culturali, quella stessa classe magicamente esprima un rifiuto cosciente e indipendente dal mainstream politico vuol dire confondere la realtà per la propria rappresentazione immaginaria.
    http://www.militant-blog.org/?p=15160
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  2. Quando? “Dopo la formazione del governo” annuncia in una conferenza stampa nel tardo pomeriggio il segretario dem, che non concede domande ai tanti giornalisti presenti nella sede del ‘Nazareno’ a Roma. A difendere le posizioni di Renzi c’è Matteo Richetti, mentre Gianni Cuperlo è molto critico: “Annunciare le dimissioni, ma posticipandole all’insediamento del nuovo Parlamento e dopo la formazione del Governo, rischia di essere una modalità che non funziona per affrontare i problemi del PD. Non dobbiamo cambiare solo un gruppo dirigente, ma dobbiamo anche riflettere su come ricostruire un radicamento sociale e un’identità forte di un partito che l’esito di queste elezioni hanno messo fortemente in discussione”.

    Altro punto dolente la totale mancanza di autocritica di Matteo Renzi nell’analisi del voto che ha portato il Pd sotto la soglia del 20%. Il Segretario dei democratici ha sì ammesso la pesante sconfitta ma solo questo e per Cuperlo non basta: “L’analisi della sconfitta oggi non c’è stata e l’analisi del voto non è stata fatta che per noi deve coincidere con un’analisi molto seria della società italiana e di ciò che è avvenuto in questo i anni. Senza questo non ne verremo a capo” avverte Cuperlo.

    Quella di Cuperlo non è l’unica voce critica: “La decisione di Renzi di dimettersi e contemporaneamente rinviare la data delle dimissioni non è comprensibile. Serve solo a prendere ancora tempo”. Lo dice il capogruppo Pd Luigi Zanda. “Le dimissioni di un leader sono una cosa seria, o si danno o non si danno. E quando si decide, si danno senza manovre”. Serve “collegialità che è l’opposto dei caminetti” e “annunciare le dimissioni e rinviarne l’operatività per continuare a gestire il partito e i passaggi istituzionali delle prossime settimane è impossibile da spiegare”.
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2018...iona-non-ce-stata-autocritica/4205985
    Tags: , , , by M. Fioretti (2018-03-06)
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  3. La dichiarazione di Grasso sull'eventuale governo di scopo con Renzi e Berlusconi ha scatenato un'accesissima polemica politica, portando il leader di LeU a pubblicare una precisione su Facebook: "Si stanno diffondendo informazioni fuorvianti su una presunta disponibilità di Liberi e Uguali a un Governo con PD e Forza Italia. Voglio essere molto chiaro: non siamo disponibili ad alcun Governo di larghe intese. Se non ci sarà una maggioranza coesa, l’unico scopo possibile per un Governo è cambiare la legge elettorale e tornare rapidamente al voto".

    Anche Nicola Fratoianni è intervenuto per commentare le polemiche scaturite dalla dichiarazione: "La legge elettorale è materia di discussione parlamentare. Se dopo il voto ci sarà la necessità di formularne un'altra, saremo disponibili a discuterne, come è ovvio, in Parlamento con tutti. Senza alcun bisogno di partecipare a governi. Tanto meno di larghe intese!".
    https://www.fanpage.it/grasso-se-matt...verno-di-scopo-con-renzi-e-berlusconi
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  4. Ora, credetemi. Scrivo tutto questo senza un minimo di soddisfazione. Nessuna. Vorrei che ci fosse in Italia un normale partito di sinistra, come Syriza o come la Linke, e invece ci ritroviamo con questo sgorbietto utile a far fare un ultimo giro di giostra a una classe dirigente arrivata al capolinea più o meno nel 2011. Vorrei che ci fosse in Italia un vero partito conservatore, come la CDU o come il Partido Popular, e invece ci ritroviamo con una cosa a metà tra Moira Orfei e Alba Dorata. Tutti i paesi europei fanno i conti con movimenti estremisti, populisti, anti-immigrati, eccetera, ma noi siamo gli unici in cui questi movimenti contano tutti insieme – M5S più Lega più FdI – quasi il 50 per cento dei voti, secondo i sondaggi. Quasi il 50 per cento. Per cui senza dubbio questa è l’offerta politica che ci meritiamo e che avrà la meglio il 4 marzo: e d’altra parte non vedo a sinistra e a destra del PD tutto questo struggersi davanti alla scheda elettorale. Mi sembrano tutti piuttosto entusiasti di votare le opzioni di cui sopra. Gli unici che andranno a votare col mal di pancia sono quelli che andranno a votare l’unico partito normale di questo paese, che peraltro lo ha reso incontestabilmente migliore di come fosse cinque anni fa nonostante quel risultato elettorale balordo e nonostante Matteo Renzi dal 4 dicembre 2016 a oggi abbia sbagliato tutto quello che poteva sbagliare.

    Questo non è un post che invita a votare Partito Democratico. Questo è un post che prende atto con enorme preoccupazione del fatto che oggi in Italia la democrazia sia mutilata non dai presunti “poteri forti” – semmai dalla loro pavida abdicazione – bensì dall’impossibilità di esercitare una vera scelta tra opzioni politiche anche molto diverse ma che non facciano temere tragedie. Perché di questo si parla, e se non ne avete la percezione forse pensate che un governo Salvini o uno Salvini-Meloni-Di Maio non possano davvero accadere (in questo caso chiedete agli americani) oppure siete come me, privilegiati quanto basta da sapere che ve la caverete in ogni caso.
    https://www.ilpost.it/francescocosta/2018/02/19/guardiamoci-negli-occhi
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  5. scopro che dalla lunga notte dei coltelli del Pd - con la stesura delle liste terminata solo alle 4 del mattino e la minoranza che polemicamente non ha partecipato al voto - tu sei uscito sì senza paracadute, ma candidato nel collegio di Sesto Fiorentino. Che, permettimi, è cosa assai ben diversa dalla candidatura a Roma. E', insomma, uno dei pochissimi collegi dove il Partito Democratico è (abbastanza) sicuro di spuntarla.

    Chiariamoci, Roberto: quando ho letto il tuo post di ieri, oltre all'apprezzamento per la tua scelta, ho avvertito un altro sentimento. Il dispiacere perché con ogni probabilità il Parlamento italiano, al di là di come ognuno di non la pensi, avrebbe perso uno dei suoi membri più validi. Allo stesso modo, oggi mi sento rinfrancato dal pensiero che nella prossima legislatura - lunga o corta che sia - tra i banchi ci sarà ancora un Giachetti.

    E però... però al di là della coerenza che resta per la scelta di correre solo nell'uninominale, farlo in un collegio blindato, lontano dalla tua città, nella quale hai corso persino come sindaco e che (parole tue) "è il territorio dove vivo da 50 anni", rende un po' meno veritiera la seconda parte della tua lettera a Renzi, quella in cui spiegavi che Marco (Pannella) ti ha insegnato che "è nei momenti difficili che bisogna crederci, anche rischiando", e concludevi dicendo che "io ci credo, io amo la politica. È la mia vita. E so che questo amore e questa passione possono fare la differenza. So che faranno la differenza. Se vogliamo cambiare le cose dobbiamo metterci in gioco, dobbiamo osare, dobbiamo crederci".

    In un altro punto della lettera confessavi a Renzi di non avergli detto nulla fino alla fine sapendo che la carne è debole e c'era il rischio che riuscissero a farti desistere dalle tue convinzioni. Alla fine, parzialmente, è stato così. Ecco, a costo di perderti da parlamentare, io avrei preferito che la carne fosse stata un po' più forte.
    http://www.iltempo.it/velenitaly/2018...on-c-e-ma-neanche-il-coraggio-1047078
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  6. La direzione ha approvato l'elenco a tarda notte. All'ultimo rientrano in corsa Damiano, Fioroni e la Pollastrini. Fuori Andrea Martella, coordinatore dell'area Orlando. Spuntano il costituzionalista Stefano Ceccanti e il portavoce di Gentiloni, già uomo comunicazione di Renzi, Filippo Sensi. Beatrice Lorenzin correrà per la Camera a Modena, Riccardo Nencini ad Arezzo. Non c'è la giornalista Chirico e salta Di Pietro. Provenzano, vicedirettore Svimez: "Giornata gestita in maniera vergognosa, rifiuto la candidatura". Proteste dal Veneto alla Sicilia
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2018...ie-cuperlo-rinuncia-al-seggio/4119719
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  7. C’è quello che ti dice, ho il mutuo da pagare, l’altro che ti fa sapere che gli manca una legislatura per la pensione
    http://www.lastampa.it/2018/01/27/ita...ne-UG7YQ35Qni0lJ67JLHw5dP/pagina.html
    Tags: , , , , , by M. Fioretti (2018-01-27)
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  8. Fitch dal canto suo aveva avvertito: “La vittoria del no al prossimo referendum costituzionale sarebbe vista come uno shock negativo per l’economia e il merito di credito italiano”. Moody’s era convinta che “le prospettive per ulteriori riforme dipenderanno dal risultato del referendum”. Molto più misurata Standard&Poor’s, secondo cui la bocciatura del ddl Boschi non avrebbe comportato “effetti significativi sul merito di credito, a meno che non porti a uno stop alle riforme strutturali”.

    …e com’è andata davvero: pil e occupati in salita, rendimenti Btp in calo – Come è andata davvero? Dopo le dimissioni di Renzi e un giro di consultazioni durato pochi giorni, l’11 dicembre il capo dello Stato Sergio Mattarella ha dato a Paolo Gentiloni l’incarico di formare il nuovo esecutivo, di fatto quasi una fotocopia del precedente. Niente elezioni anticipate: la legislatura andrà a scadenza naturale. L’economia, trainata dalla ripresa europea, secondo l’Istat ha accelerato: il pil è previsto in aumento dell’1,5% contro il +0,9% del 2016. Lo 0,6% in più dunque: esattamente la spinta (“il 6% del pil in dieci anni”) che l’allora ministra Maria Elena Boschi stimava sarebbe arrivata dalle “riforme politiche e istituzionali” poi bocciate dagli italiani. Poco male: ora la Boschi attribuisce il risultato alle altre “riforme portate avanti dal Governo dei mille giorni in poi”, assicurando che la crescita “non è frutto del caso o un miracolo“. E Renzi festeggia: “Quando siamo partiti il pil era al 2% ma aveva il meno davanti: -2%. Istat oggi dice che nell’ultimo anno il pil è stato quasi al 2%”.
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2017...l-no-lapocalisse-non-ce-stata/4009257
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  9. La vittoria del ‘no’ al referendum costituzionale del 4 dicembre dello scorso anno doveva essere una catastrofe per la politica e soprattutto per l’economia italiana. O, almeno, questo era il messaggio lanciato da molti sostenitori del ’sì’ prima del voto poi finito con una schiacciante vittoria dei contrari alla riforma costituzionale voluta dall’allora presidente del Consiglio Matteo Renzi. C’era chi parlava di caos politico nel paese, di rischio di nuove elezioni e conseguente ingovernabilità, chi di calo del Pil, dell’occupazione e più in generale di un netto peggioramento della situazione economica del paese.
    https://www.fanpage.it/se-vince-il-no...bile-come-stanno-le-cose-un-anno-dopo
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  10. Nell’ultima settimana, due articoli pubblicati su due testate americane, BuzzFeed News e New York Times, hanno riproposto al centro dell’attenzione mediatica e politica il tema della propaganda e della disinformazione online nel nostro paese.

    In Italia, questi due articoli si sono inseriti in un rinnovato dibattito sul rischio che le fake news possano inquinare e condizionare la campagna elettorale del prossimo anno. A riaccendere l’interesse su questo tema è stato, in particolare, il segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi, che durante l’ultima Leopolda, ha citato i due articoli per invitare a battersi contro le fake news, dicendo di “aver sgamato Cinque Stelle e Lega Nord” e annunciando che “ogni 15 giorni il Pd presenterà un rapporto ufficiale sulle schifezze in rete”.

    Abbiamo provato a seguire le fila delle questioni aperte e a ricostruire il contesto e il dibattito a seguito di questi due articoli.
    http://www.valigiablu.it/disinformazione-inchieste-renzi
    Tags: , , , , , , by M. Fioretti (2017-11-28)
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