mfioretti: mmt*

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  1. La Mmt è una di quelle strane interpretazioni del sistema economico che diventano di moda quando c'è crisi e si sogna una facile soluzione», sentenzia Michele Boldrin, docente alla Washington University di Saint Louis e tra i sette promotori, con Oscar Giannino e altri, del movimento "Fermare il declino". Barnard ribatte: «Parliamo di una teoria elaborata da stimati accademici dell'Università del Missouri-Kansas. E che ha tra i suoi precursori grandi studiosi come Abba Lerner e Hyman Minsky. Invece di ridicolizzare l'Mmt, gli economisti che la osteggiano dovrebbero studiare il funzionamento della moneta moderna».

    Sarà anche così. Ma su quale base si può sostenere che se lo Stato fa spesa pubblica non si indebita? O che è possibile un Italia con disoccupazione zero? «Lo Stato immette liquidità per pagare, per esempio, la costruzione di un'autostrada. Il privato che fa i lavori incassa come contropartita i soldi dello Stato. Perciò è vero che il debito dello Stato è il reddito del cittadino, è la sua ricchezza», spiega Barnard. Ma in questo modo lo Stato non si è indebitato? «Nient'affatto: un Paese con sovranità monetaria può sempre onorare i suoi debiti emettendo nuova liquidità. Da decenni la moneta non è più vincolata a un bene fisico, come era l'oro, ma è una creazione "virtuale" dello Stato, che perciò non può mai fare default». Così non si rischia però un aumento dell'inflazione? «Se la spesa pubblica è fatta per investimenti produttivi, con la massa monetaria aumentano di pari passo i beni e servizi prodotti, perciò non si ha eccesso di moneta», dice ancora Barnard. «E questo processo può proseguire fino al raggiungimento della piena occupazione. Soltanto se si crea liquidità anche una volta raggiunte piena occupazione e massima capacità produttiva, allora l'inflazione diventa un problema. Ma non prima».

    Tutto molto semplice, tutto molto bello. Troppo per essere credibile, secondo Boldrin. Che spiega: «Se lo Stato immette liquidità per fini non produttivi, non può che creare moneta a fronte del nulla, cioè inflazione. Se invece finanzia un'attività produttiva, allora, certo, aiuta l'economia. Ma per raggiungere questo scopo non c'era bisogno di inventare una teoria chiamata Mmt. Bastava prenderne una che esiste da secoli e che porta il nome di socialismo». «Macché socialismo», risponde Barnard. «Questo si chiama "fare l'interesse pubblico". Lo Stato indirizza sì l'attività economica. Che però è esercitata dai privati, cui spettano i profitti».
    http://espresso.repubblica.it/affari/...1/26/news/quei-pazzi-dell-mmt-1.48557
    Tags: , by M. Fioretti (2017-05-15)
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  2.  For a small but committed group of economists, academics, and activists who adhere to a doctrine called Modern Monetary Theory (MMT), though, #mintthecoin was the tip of the economic iceberg. The possibility of a $1 trillion coin represented more than mere monetary sophistry: It drove home their foundational point that fiat currency is a social construct, and that there are therefore no fiscal limits on how much a sovereign currency-issuing nation can spend.

     To a layperson, MMT can seem dizzyingly complex, but at its core is the belief that most of us have the economy backward. Conventional wisdom holds that the government taxes individuals and companies in order to fund its own spending. But the government—which is ultimately the source of all dollars, taxed or untaxed—pays or spends first and taxes later. When it funds programs, it literally spends money into existence, injecting cash into the economy. Taxes exist in order to control inflation by reducing the money supply, and to ensure that dollars, as the only currency accepted for tax payments, remain in demand.

    It follows that currency-issuing governments could (and, depending on how you lean politically, should) spend as much as they need to in order to guarantee full employment and other social goods. MMT’s adherents like to point out that the federal government never “runs out” of money to fund the military, but routinely invokes budget constraints to justify defunding social programs. Money, in other words, isn’t a scarce commodity like silver or gold. “To people who’ve worked in financial markets, who work at the Fed, this isn’t controversial at all,” says Galbraith, who, while not an adherent, can certainly be described as “MMT-friendly.”



    According to this small but increasingly vocal cohort of economists, including Bernie Sanders’s former chief economic adviser, once we change the way we think about money, we can provide for everyone: We don’t have to “find” the money to “pay” for universal health care by “cutting” the budget elsewhere. In fact, our government already works that way: Spending must precede taxation, or there would be no dollars in the economy to tax. It’s the political will to spend on certain things, not the money to afford it, that’s lacking.
    https://www.thenation.com/article/the...star-appeal-of-modern-monetary-theory
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