mfioretti: fascismo*

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  1. As the visualization below shows, Michele, the bot pretending to be a fascist, enjoyed a radically different news feed experience from the others:
    Total number of posts seen by each bot (the wider the bar, the more posts), grouped by how many times the posts were repeated (the higher up the bar, the more times).

    Fash-bot Michele is shown a much smaller variety of posts, repeated way more often than normal — it saw some posts as often as 29 times in the 20 days represented in the data set.

    I mostly agree with studies such as Political polarization? Don’t blame the web, especially because the opposite belief is a kind of techno-determinism I feel doesn’t take into account a lot of political complexity. But the data above displays a frightening situation: the Michele bot has been segregated by the algorithm, and only receives content from a very narrow political area. Sure, let’s make fun of fascists because they see mostly pictures or because they are ill-informed, but these people will vote in 31 hours. Not cool.

    If you were curious what posts the Facebook algorithm deemed so essential that they had to be shown 29 times each (once a day or more, on average — each), here they are, all three of them. The third is peculiar, with its message that “mass media does not give us a platform, they never even mention our name, but people still declare they will vote for us. Mass media is a scam, spread the word”.
    https://medium.com/@trackingexposed/t...es-fascists-from-reality-d36739b0758b
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  2. mussoliniCon questo articolo sfatiamo i grandi cavalli di battaglia usati da vecchi e nuovi fascistelli, nostalgici di quel “grand’uomo” di Benito Mussolini. E’ sufficiente una minima verifica storica dei fatti per portare a galla la verità. Buona lettura.
    http://www.matteogracis.it/quando-cer...l-duce-basta-cazzate-sfatiamo-il-mito
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  3. Le colonie, strutture situate in contesti marini o montani e destinate al soggiorno di bambini ed adolescenti per lo svolgimento di attività ludiche e ricreative, nascono nella prima metà del XIX secolo. Il loro massimo sviluppo avviene però durante il Fascismo, quando le colonie diventano il fiore all'occhiello del programma igienista del Regime, ed oltre allo scopo ludico e ricreativo assumono anche quello propagandistico. Per questo motivo durante il Ventennio viene intensificata l'attività delle colonie estive con la costruzione di nuove moderne strutture in stile razionalista, soprattutto lungo la riviera romagnola.

    Oggi, in gran parte, queste strutture risultano abbandonate al proprio destino. Solo la colonia Agip di Cesenatico viene ancora utilizzata per lo scopo per cui era stata progettata. Gli spazi della colonia Principe Umberto di San Benedetto del Tronto sono utilizzati per alcuni corsi di laurea dell'Università di Camerino, mentre la Colonia Le Navi di Cattolica ospita un acquario. Il resto delle strutture è abbandonato al proprio destino, nei migliori dei casi ci sono in piedi progetti di riqualificazione, mentre per altre si aspetta che crollino per liberarsi da scomodi vincoli architettonici e poter riedificare liberamente.
    http://www.fabiogubellini.it/progetti/un-estate-fa
    Tags: , by M. Fioretti (2016-12-10)
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  4. There is something even more fundamental at stake, something that explains why, to paraphrase an internet stranger (sorry, stranger, I don’t remember who you are) commenting on a friend’s Facebook post: “plenty of people of color are impoverished and alienated by neoliberalism without losing their damn minds.”

    Quite. We are in fact dealing with a white people thing, which is to say, a person-of-European-descent thing. To be white in America is to inherit Europe’s deeply conflicted cultural, philosophical, and political baggage. Fascism has deep roots in European thought, and — it has been argued more than once, by Hannah Arendt among others — is written into the DNA of modern liberal democracy, or will be as long as liberal democracies are rooted in a territorially bounded conception of nationhood. As long as the legitimacy of a state’s sovereignty depends upon the idea of the nation, an imagined community that feels real in our bones, as long as we peddle in words like ethnicity, culture, or belonging, as long as we feel like home has something to do with place, and home means self-determination, then our fascist potential is always there, lurking just under the surface.
    http://www.seattlereviewofbooks.com/reviews/the-fascist-within
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  5. «Libertà? Questo Paese non ama la libertà. Ama l’abitudine, il conservatorismo, ama tirare avanti».

    Parole dure di chi, ancora diacono, venne mandato dal cardinale Schuster, nel 1944, a benedire i corpi dei partigiani ammazzati dai nazifascisti a Milano, in piazzale Loreto. «Sognavamo un’Italia diversa, democratica e libera. Sognavamo un’Italia religiosa ma non clericale. Oggi c’è un fascismo strisciante, mediatico. La stampa impone un pensiero, una realtà. Per noi la libertà era un sogno. Oggi contro di noi, contro la libertà, non ci sono di certo i mitra, ma molti limiti, troppi».

    Dopo l’8 settembre 1943, don Barbareschi fondò, con uomini di valore come Mario Apollonio, Carlo Bianchi, Dino Del Bo, Teresio Olivelli, il musicologo Claudio Sartori e David Maria Turoldo, un giornale clandestino, e il nome di quella testata dice tutto dell’anelito di libertà che quel gruppo e tanti altri italiani sentivano: Il ribelle. «Bisogna tornare ad amare la libertà, non i miti odierni del successo e del denaro, perché quando si cammina verso un mito si fallisce. Il fascismo sta tornando, ed è un nuovo fascismo. Vuole un esempio? Oggi non si ama più la persona, ma il gruppo, la massa. Non si pensa al bene comune ma a quello privato. Quando vedo nei cortei uomini e donne che urlano sempre gli stessi slogan, penso che alla fine quelle persone vivranno per lo slogan stesso, senza interrogarsi nel profondo. O si vive come si pensa, o si finisce a pensare per come si vive».
    http://www.famigliacristiana.it/artic...lla-liberta-il-bene-piu-prezioso.aspx
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  6. Molti ignorano le ragioni dell'istituzione del quorum. Per i Costituenti l'Italia doveva essere antifascista e una delle eventualità più pericolose da evitare era il superamento della sovranità del Parlamento da parte del voto popolare. Sembra una contraddizione, ma non lo è. Il fascismo, come tutti i populismi, faceva appello al consenso che aveva nel popolo e non necessitava di un Parlamento. La democrazia (il potere del popolo) doveva essere esercitata dai rappresentanti del popolo eletti tramite i partiti, che dovevano essere i luoghi principali di elaborazione politica del paese. Il referendum diventa una possibilità nella Costituzione perché gli stessi partiti ritenevano che il loro potere dovesse avere un bilanciamento, ma che, per rovesciare le deliberazioni del Parlamento, ci volesse almeno un quorum consistente, che in una prima bozza era addirittura di due terzi.

    Pertanto il quorum non nasceva affinché non votando si potesse partecipare di fatto al referendum, ma perché il rovesciamento della decisione del Parlamento doveva essere un evento straordinario, sostanziato e voluto. E non si può pretendere di sfruttare il traino delle elezioni amministrative e politiche per conquistare il quorum: questi sono ragionamenti da palinsesto di Canale 5 che traina il "prime time" con "Striscia l'immondizia". Il quorum te lo devi guadagnare.

    Non solo, quando diciamo che "votare è un dovere", lo è in maniera diversa dal pagare le tasse o dal rispettare il semaforo rosso. Votare non è un obbligo. Lo è nelle dittature, dove il duce della situazione ha bisogno di dire che il 100% dei suoi cittadini ha votato. Ecco perché nella Costituzione antifascista non è un obbligo.
    http://stradeonline.it/diritto-e-liberta/1946-il-quorum-questo-sconosciuto
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  7. Correva l’anno 1936, e quella che sarebbe diventata una delle penne piu’ prestigiose d’Italia scriveva nel numero di gennaio del periodico “Civilta’ Fascista” un articolo in cui si sosteneva che “non si sarà mai dei dominatori, se non avremo la coscienza esatta di una nostra fatale superiorità. Coi negri non si fraternizza. Non si può, non si deve. Almeno finché non si sia data loro una civiltà“.

    ...

    Per smentire il “cosi’ fan tutti” associato alla sottomissione delle donne, all’acquisto di minorenni, alla pratica del “madamato” basta una semplice controprova che sgretola in un attimo quel “tutti” cosi’ perentorio. E pur essendo cosa comune a quei tempi comprare persone di cui disporre liberamente, e avere rapporti sessuali con dodicenni, c’e’ sempre in ogni epoca della storia qualche “imputato Seneca” che spinge la civilta’ lontano dalla barbarie.

    Ma evidentemente non tutti i tipi di “fraternizzazione” erano sgraditi a Montanelli, come ha raccontato il diretto interessato in una intervista rilasciata a Enzo Biagi per la Rai nel 1982: “aveva dodici anni, ma non mi prendere per un Girolimoni, a dodici anni quelle li’ erano gia’ donne. L’avevo comprata a Saganeiti assieme a un cavallo e un fucile, tutto a 500 lire. (…) Era un animalino docile, io gli (sic) misi su un tucul con dei polli. E poi ogni quindici giorni mi raggiungeva dovunque fossi insieme alle mogli degli altri ascari“.
    http://gubitosa.blogautore.espresso.r...montanelli/comment-page-1/#comment-35
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  8. le vicende del confine Italo-Jugoslavo sono state utilizzate a pretesto di questa operazione, al fine di equiparare l’esercito partigiano jugoslavo a quello fascista, nascondendo le responsabilità storiche dell’Italia nel periodo fascista, facendo passare i carnefici per vittime, i liberatori per invasori. Nel 2004 in Italia su pressione delle forze di destra, e con la complice accettazione dei partiti di centrosinistra, è stata istituita la “Giornata del Ricordo” che il 10 febbraio di ogni anno commemora le vittime del confine orientale nelle foibe e gli esuli dai territori istriani e dalmati.

    La questione delle foibe, viene completamente manipolata. Le ‘vittime’ processate dai partigiani, (non più di 700 documentate) erano state in buona parte a loro volta carnefici, tanto che i premiati per il Giorno del Ricordo sono in prevalenza militi repubblichini. Il numero delle vittime aumentato decine e decine di volte rispetto alle stime storiche, al fine di equiparare artificiosamente le vicende del confine Italo –Jugoslavo con la portata dei crimini nazi-fascisti. Viene rimosso il legame con il regime fascista della stragrande maggioranza dei prigionieri politici uccisi per rappresaglia, e addebitati ai partigiani delitti comuni al fine di gonfiare arbitrariamente il numero delle vittime, e dare l’impressione di una guerra etnica contro gli italiani. Così anche le motivazioni e i numeri del famigerato “esodo” sono anch’essi inventati e strumentalizzati. Le autorità Jugoslave, al contrario di quanto viene detto sulla presunta ed inventata pulizia etnica, fecero di tutto per far rimanere la popolazione italiana in Jugoslavia, come negare e ritardare il rilascio dei necessari documenti per l’espatrio. Decine di migliaia di italiani continuarono a vivere in Jugoslavia ed oltre un migliaio addirittura vi emigrò dall’Italia.

    Al contrario nulla viene detto dell’italianizzazione forzata, dei campi di concentramento, della sistematica uccisione dei dissidenti politici, della vera guerra etnica che anni prima il regime fascista combatté contro le popolazioni jugoslave dei territori annessi all’Italia.
    http://www.contropiano.org/interventi...sui-fatti-del-confine-italo-jugoslavo
    Tags: , , by M. Fioretti (2014-02-10)
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  9. , dell’intolleranza nei confronti della minoranza slovena (peraltro autoctona a Trieste e in Friuli nella sua gran parte da almeno 800 anni), della cancellazione delle responsabilità italiane nei territori poi diventati Slovenia e Croazia.

    Non ho mai letto sui libri di testo, a scuola, dei lager fascisti nell’attuale Croazia. Non sapevo che l’Italia fascista contasse più campi di concentramento della stessa Germania nazista, ignoravo che nel campo di Rab, in Croazia (dove sono morti migliaia di Sloveni, in gran parte deportati dai rastrellamenti di Ljubljana) la mortalità quotidiana superasse quella di Dachau (dove trovò la morte il fratello di mio nonno). Oggi lo so, ma non ho mai assistito alla celebrazione di quel ricordo, di quelle persone, all’ammissione di quelle colpe. Come ricordare in modo maturo e sereno le vittime delle foibe? Come non dire che quel naturale fenomeno carsico – una grotta verticale – venne utilizzato dagli stessi fascisti, che per primi lo utilizzarono nei territori di Istria e Dalmazia per uccidere e occultare corpi, dedicando alla foiba addirittura una canzone dove questa compare come musa ispiratrice?
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/...do-sempre-al-netto-delle-colpe/875917
    Tags: , , by M. Fioretti (2014-02-10)
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  10. Villette a schiera o perché no, una bella spa al posto della struttura che diede rifugio agli orfani ebrei di mezza Europa. L’annuncio per venderla è anche in cinese, la petizione per salvarla è internazionale, lo smacco planetario. Il cemento rischia d’inghiottire quel che resta della “Sciesopoli” di Selvino, sulle Prealpi bergamasche, edificio-simbolo di un significativo contrappasso della persecuzione antisemita: la colonia nata per forgiare i “figli della Lupa”, allevati nel culto del Duce, che divenne centro di prima accoglienza e reinserimento sociale per i bimbi liberati dall’orrore dei lager e delle persecuzioni nazifasciste. E presto sarà tutt’altro, per la gioia di chi vorrà dire un giorno: “ecco, non è mai successo”.

    La struttura è in stato d’abbandono da 25 anni nonostante sia meta di pellegrinaggio dei superstiti che lì trovarono ragioni per sopravvivere ai traumi della Shoah. La lapide che nel 1983 ricordava questa storia è sparita, all’interno caloriferi e lampadari sono stati depredati, gli arredi d’epoca devoluti a una comunità assistenziale. Erba alta e sterpaglie fanno da cornice ai giardini mentre dalle finestre si intravedono carte sparse sui pavimenti con i nomi dei ragazzi che sono passati di qui, cartoline e disegni ingialliti, polvere e vetri rotti. Restano le mura, ma anche quelle potrebbero sparire, vendute a investitori russi, cinesi o arabi per farne non si sa cosa, un’hotel o un centro benessere. Forse villette.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/...i-lager-salviamo-la-sciesopoli/858559
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