mfioretti: fact checking* + bufale*

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  1. Un fatto falso che pronuncia una verità vera. È uno dei grimaldelli più usati, da secoli, per scassinare le coscienze.

    Se lo mettete in mano al Pentagono ne escono cose molto raffinate. Se lasciate fare a degli amateur vi ritrovate con la notizia che Obama è nato in Kenya: fatto falso che però, indubbiamente, dà un design molto funzionale alla sensazione, per molti nettissima, che quell’uomo, nero, liberal, pacifista e mite fosse la negazione di tutti i principi e valori degli Stati Uniti e pertanto non avesse diritto a diventare Presidente. Chi usa la parola post-verità tende a sottolineare come nel mondo del web simili operazioni abbiano assunto una velocità, una forza e un coefficiente di penetrazione senza precedenti e che questo segnali appunto il passaggio a una nuova epoca. Anche qui, la cecità è spettacolare: chiunque capirebbe che una bufala al telegiornale quando il web non c’era e quando c’era un solo telegiornale era immensamente più efficace e veloce di una bufala lanciata oggi in rete: oltre tutto era molto più macchinoso smentirla o contrastarla.

    Eppure non lo si vuole capire, e allora arriviamo alla domanda più importante: se la post-verità è una bufala, qual è la cosa vera a cui sta dando voce, sta offrendo un design, sta consegnando un packaging efficace?

    Paradossalmente, il nuovo statuto della verità rende piuttosto inessenziale quella skill particolare che era conoscere la verità: ignorarla almeno in parte sembra produrre risultati migliori.
    https://thecatcher.it/post-verita-baricco-4445471b2c65
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  2. Cosa possiamo imparare da questa vicenda? Innanzitutto, che nessuna fonte può essere considerata abbastanza autorevole da non aver bisogno di essere verificata. Notizie vere e notizie false si possono diffondere con la stessa dinamica e rapidità. La differenza la deve fare il lavoro di verifica (e quando è necessario di correzione e rettifica). Alcuni media non considerano le agenzie fonti e quindi i loro lanci soprattutto durante le breaking news sono comunque sottoposti a verifica. In questo caso, come detto, è mancata la verifica. Se si fosse controllato il sito dello USGS si sarebbe notato che quel dato 7.1 riferito a Italia non c'era.
    http://www.valigiablu.it/notizia-falsa-terremoto
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  3. Purtroppo devo scappare, ma volevo condividere i messaggi che in questi minuti stanno arrivando dal profili Twitter (nota app per incontri gay) dal cattolicissimo Family Day, manifestazione (giù fallimentare, basta vedere la foto di copertina) dedicata alla lotta contro i diritti degli omosessuali (e non) a stare insieme in matrimonio e all’adozione dei flgli.

    Pubblico qui sotto soltanto il primo di tanti messaggi che, sono sicuro, appariranno nel corso delle prossme ore su Twitter. Qui sotto trovate le prove dei malandrini.

    AGGIORNAMENTO: pare che tutti gli screen pubblicati sul web fossero in realtà una bufala o meglio, una chat reale organizzata ad hoc per poi farla finire sul web. E nel frattempo, come potete vedere nell’immagine qui sotto, Grindr ha smesso di funzionare: da diversi minuti il social porta la scritta GRINDR OUTAGE, che sia colpa del Family Day?
    http://ziomuro.com/2016/01/30/tutti-i...critti-dai-partecipanti-al-family-day
    Tags: , , by M. Fioretti (2016-02-01)
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  4. ‘Ci invadono’, ‘ci rubano il lavoro’, ‘portano malattie’. Luoghi comuni e disinformazione che inquinano il dibattito pubblico. È necessario partire da dati corretti per ragionare, raccontare, capire la complessità del fenomeno migratorio.
    http://www.valigiablu.it/migranti-vad...menti-cattivisti-smontati-uno-per-uno
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  5. Può un sito che si erge a muraglia contro l’ignoranza della rete permettersi di pubblicare vere e proprie puttanate senza nemmeno prendersi la briga di ritrattarle? Può farlo quando ha 21 milioni di like su Facebook e la sua stessa fondatrice ha più di 70.000 followers su facebook, oltre che centinaia di migliaia di followers su Twitter? Come dice Koberlein,

    questo non è un fallimento di comunicazione, è una volontaria promozione di ignoranza » quindi il sito si dovrebbe chiamare “Siamo interessati solo alle visite, la Scienza può andare a farsi fottere”

    Nadia Drake del Knight Science Journalism dell’MIT (il Massachussetts Institute of Technology, una delle università migliori del mondo) poi ci fa notare che anche tra le prime immagini di IFLS, quando era ancora un’innocente paginetta no-profit, ci sono delle vere e proprie scemenze, come questa foto di un serpente della california, dove la foto è stata photoshoppata per rendere il serpente più accattivante e in nessun modo simile alla verità. E già qui, uno che sta cercando una pagina con notizie scientifiche, con queste premesse, può andare a cercare altrove.
    http://www.controversomagazine.com/sc...a/ho-chiuso-con-i-fcking-love-science
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  6. "L'ITALIA È INVASA DAGLI ZINGARI"

    Tra migranti, potenziali terroristi e stranieri di ogni provenienza, una delle più grandi paure nostrane è che il suolo italico venga invaso. Per quanto riguarda i rom, è radicata la convinzione che questi siano già "troppi".

    Secondo una ricerca del Ministero dell'Interno, il 35 per cento degli italiani pensa che i rom nel nostro paese siano molti più di quanti sono in realtà. L'8 per cento è convinto che il numero si aggiri intorno ai 2 milioni. La verità è che sono 10 volte di meno.

    I rom sono la minoranza più consistente in Europa: nell'Ue vivono circa 9-10 milioni (il 2 percento della popolazione totale), anche se è difficile avere stime ufficiali. Nel nostro paese, però, ne vivono tra i 120 mila e 180 mila, una delle percentuali più basse..

    "DEVONO TORNARSENE A CASA LORO"

    Questa frase è un evergreen della "lotta allo straniero". Solo che con i rom risulta un po' complicato. Circa la metà ( 70mila) dei rom e sinti presenti nel nostro paese ha la cittadinanza italiana. Un dato che in Emilia Romagna arriva fino al 95,9 percento della popolazione rom. Ci sono gruppi romanì presenti in Italia da oltre sei secoli, soprattutto al sud, e sinti di recente insediamento, cittadini italiani, residenti soprattutto al centro nord. La maggior parte di loro, dunque, è già "a casa sua".

    La minoranza di rom di recentissima immigrazione è arrivata in Italia con le guerre balcaniche. Sono profughi senza documenti validi, per lo più apolidi, i cui figli sono nati in Italia. Altri, invece, sono romeni e bulgari, quindi cittadini comunitari regolari.
    http://www.vice.com/it/read/stereotipi-bufale-rom-111
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  7. Mentre le redazioni dei talk show mandavano inviati in Islanda per raccontare questa storiella nell'intervallo tra una lite e l'altra, la realtà faceva il suo corso: l'Islanda pagava il suo debito, addirittura nazionalizzava tre grandi banche pur di evitarne il fallimento e riceveva con gratitudine un salvifico prestito del Fondo monetario internazionale; ma qualche partito cavalcava la falsa storia islandese criticando quelli che non trovavano praticabile quella strada inesistente. Tra le storie di questo genere, però, la più esemplare è quella sul calcolo del costo della corruzione in Italia. La cifra abnorme che circola da anni – sessanta miliardi di euro – viene ripetuta allo sfinimento durante comizi e talk show e a un certo punto è stata rilanciata persino dalla Commissione europea e dalla Corte dei Conti, ma è falsa. Circola dal 2004, viene da un calcolo grossolano operato sulla vaga stima della Banca mondiale per cui la corruzione incide per il 3-4 per cento del Pil mondiale e soltanto l'anno scorso, dopo averla riproposta innumerevoli volte, i giornali hanno cominciato a diffidarne.
    http://www.ilsole24ore.com/art/cultur...a-bellezza-183754.shtml?uuid=AB2eOxVD
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  8. In un periodo in cui Renzi rievoca scenari colonialisti del 1911 e, con le sue riforme, riporta il paese ai tempi dello Statuto Albertino, l’auspicio è quello che il New York Times si inizi ad occupare, dato l’effetto copia incolla che produce sui giornali italiani (73° posto per la libertà di stampa al mondo), delle derive autoritarie in atto contro la Costituzione italiana e non di “bufale” di cinque mesi fa.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/...es-fa-piu-notizia-della-libia/1431543
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  9. La morte dell’orsa Daniza nei giorni scorsi è una storia triste. Non credo che nessuno volesse la sua morte ed è giusto stabilire se questa, che sembrerebbe causata dal sedativo, sia avvenuta per un incidente o per incompetenza di chi l’ha catturata. Il problema è che con questa storia è molto facile cadere in disinformazione o disinformazione involontaria, essendosi trasformata rapidamente nella solita pagliacciata mediatica dove ogni posizione è inutilmente esasperata, con commando ultrà che si attaccano a vincenda.
    http://www.butac.it/la-brutta-storia-dellorsa-daniza
    Tags: , , by M. Fioretti (2014-09-16)
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  10. non esiste nessun istituto americano Demographic. Con una semplice ricerca su un qualsiasi motore di ricerca, si scopre che non esiste nulla di tutto ciò. L’indagine è inventata di sana pianta e l’unico sito che ne parla (parlava, ci arriviamo) è Napolistyle. L’unica cosa che gli si avvicina di più, è Demographic Research, una rivista scientifica che pubblica articoli di demografia, che cita Napoli una sola volta in un unico articolo sugli effetti dell’integrazione e dei legami sulle intenzioni di rimpatrio.

    A questo punto è ovvio che la notizia è stata inventata di sana pianta per portare qualche click al sito, oltretutto riuscendoci. L’idea piace anche ad altri siti: vesuviolive (1200 condivisioni), Napolitoday (2000 condivisioni) e infine Huffington Post (6200 condivisioni), che non si preoccupa nemmeno di modificare il testo originale, limitandosi a scopiazzarlo e citando come fonte Napolitoday. Un sistema che si alimenta da solo, praticamente.

    Adesso questa bufala è, incredibilmente, diventata credibile, solo perché riportata da diversi siti. Il creatore della bufala, tale Jack Naples, intanto, probabilmente se la sta ridendo. Nemmeno lui immaginava che ci fossero così tanti boccaloni in giro.
    http://www.inveritatidico.it/come-nasce-una-bufala
    Tags: , , , by M. Fioretti (2014-07-22)
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