mfioretti: educazione* + scuola*

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  1. Il decreto Fedeli, certo indirettamente, ma con grande efficacia, offre sostanzialmente agli studenti non meritevoli una grande possibilità. Derubricare le loro bravate a goliardate. Ufficializzare che il comportamento non è parte rilevante del processo formativo degli studenti. E’ un vero peccato che si sia perpetrato questo ennesimo colpo all’autorevolezza della Scuola, al suo ruolo di formazione. E’ scriteriato che accada mentre al Miur sostengono di voler puntare sulla lotta al bullismo, alle discriminazioni.
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2017...e-addio-anche-alla-disciplina/3989900
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  2. la peculiarità del Filo e la Rete consiste nel voler “andare oltre il ‘no al gender’, cercando di proporre agli studenti il bello e il buono della differenza sessuale”. Del resto “le famiglie, le associazioni, anche tanti docenti che si erano trovati ad affrontare questa situazione, cercavano una proposta che potesse aiutare gli alunni a riflettere su questi temi da punti di vista differenti”. I Forum locali non hanno fatto altro - afferma la Carli - che “far conoscere, valorizzare e collegare le ‘buone prassi educative’ già presenti, di modo che chiunque volesse, potesse attingere a queste esperienze”.

    Punti di vista differenti che rispecchiano esigenze concrete. Proprio in Puglia, i risultati della ricerca Eros, condotta in 100 scuole della regione dalla prof.ssa Angela Mongelli, ordinario di Sociologia dell’Educazione all’Università di Bari, ha messo in evidenza “la discrepanza tra bisogno educativo dei ragazzi e offerta formativa degli adulti”, spiega la Carli.

    Che approfondisce: “Prevaleva un modello informativo che escludesse l’interazione con i ragazzi, costretti ad ascoltare esperti che lavoravano sui temi in questione”. Dati alla mano, il modello non si è rivelato adeguato. “Questo approccio - riflette la Carli - si traduceva in un tasso di abortività tra le minorenni pugliesi che era il più alto del Centro-Sud e in un’esplosione dell’uso della pillola del giorno dopo”.

    Di qui l’idea di dar vita a un progetto, denominato La Luna nel Pozzo - la cui supervisione scientifica è stata affidata alla prof.ssa Mongelli e la direzione alla dott.ssa Carli - che invertisse nei modi e contenuti le prassi fino a quel momento in voga. “Interagendo con i ragazzi, attraverso le proprie esperienze, abbiamo provato a suggerire loro delle risposte alle domande di significato che si dilatano nei loro cuori”, spiega la Carli.

    Risposte che traducono un’esigenza che non corrisponde affatto a un approccio superficiale e licenzioso al sesso. “Abbiamo visto - prosegue la ginecologa - che questo lavoro aiuta i ragazzi a riscoprire il vero significato di certi gesti”, facendo emergere il loro autentico anelito a subordinare la sessualità all’affettività e non viceversa.

    La Luna nel Pozzo costituisce inoltre un aiuto anche nei confronti di genitori e insegnati, i quali, a differenza di altri corsi, non vengono allontanati dall’aula bensì vengono coinvolti. I genitori sono stati così incoraggiati - osserva la Carli - “a riappropriarsi di una competenza educativa che, sentendosi incapaci di affrontare temi sensibili, troppo spesso anche loro tendono a voler delegare all’esperto di turno”.

    A tal proposito, la presidente del Forum delle associazioni familiari parla anche della circolare del Ministero dell’Istruzione, inviata agli istituti scolastici per invitarli a non avviare nessuna attività extracurriculare senza il consenso informato dei genitori. Un gesto che - afferma la Carli - “ha semplicemente ribadito ciò che già era previsto, sottolineando l’importanza dei genitori e della loro presenza educativa”.
    http://www.zenit.org/it/articles/buon...ative-che-vanno-oltre-il-no-al-gender
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  3. Motivato anche da tutto ciò, il Forum delle famiglie della regione Umbria propone il corso di formazione Rispettiamoci, pensato per le scuole dei vari gradi per trattare con competenza le tematiche dell’affettività, sessualità e cultura del rispetto, in alternativa alla propaganda educativa della teoria del gender.
    http://www.forumfamiglieumbria.org/ri...essualita-e-alla-cultura-del-rispetto
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  4. Il nuovo messaggio sulle lezioni gender a scuola

    Un simpatico messaggio sullo stile di ADDAVENÌ GENDER sta funestando le giornate delle povere mamme su Whatsapp. Ed è un prontuario di tutte le bufale sull'argomento. Vediamole
    Dario Ferri
    giovedì 06 agosto 2015 12:35
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    Un simpatico messaggio sullo stile di ADDAVENÌ GENDER sta funestando le giornate delle povere mamme su Whatsapp e via mail. In primo luogo perché è composto di più di ottocento parole, e a leggerlo ci si perde anche troppo tempo per quel che merita; in secondo luogo perché è ovviamente del tutto privo di senso. Questo è il messaggio, che trovate copincollato anche su Facebook e Google Plus:

    I M P O R T A N T E!!!! PER IL FUTURO DELLA SCUOLA E I FIGLI!
    Messaggio di una mamma andata all’incontro sul Gender tenuto a Camposampiero (PD). “Vi riassumo x quanto possibile gli appunti presi. Prima di tutto però vi invito ad andare a firmare il referendum abrogativo x la legge LA BUONA SCUOLA (che se non abrogata partirà da settembre) che c’è in comune e che ha scadenza a breve. Se non lo trovate bisogna sollecitare il sindaco affinché lo metta a disposizione x la firma. Io vado domattina.
    *Nessun politico ammette l’esistenza della teoria Gender ma la chiama teoria di Genere. Questa teoria mira alla destrutturazione dell’identità dei singoli insegnando ai NOSTRI FIGLI che al di là del proprio sesso biologico possono decidere autonomamente di appartenere ad un altro Genere (bisex omo lesbo misto chi più ne ha più ne metta) includendo in questo Genere anche il Genere pedofilo!!!!. Il tutto mirato al fatto di consegnare tutte le alternative sessuali alla normalità ignorando completamente i limiti che la natura ci pone. A dimostrazione di ciò la recente sentenza della cassazione dove un uomo trans non operato ha ottenuto il cambio di genere pur non essendo operato perché “dentro si sentiva donna”.
    A lungo termine, cosa peraltro già avviata, vi sarà la legalizzazione della pedofilia, che non sarà più un reato ma una condizione di Genere.*
    Insegneranno ai nostri figli che non si nasce maschio o femmina ma si decide che cosa essere.
    *Il decreto mira a destrutturate la famiglia insegnando ai bambini che mamma e papà non è normale. Invece normalità è TUTTO!!! etero non sarà più normalità ma OMOSEX sarà un valore aggiunto.
    Tutto questo sarà fatto da settembre dove il problema di matematica sarà: Mary e i suoi due papà….. Ecc…
    Quindi non sarà l’ora di educazione sessuale ma tutto l’insegnamento mirato a ciò.
    A Padova questi programmi sono già diffusi. Negli asili di Roma pure. A Trieste negli asili i bambini possono esplorare il corpo dei compagni si scambiano i vestiti, truccano i maschi, offrono ai bambini kit di peluche riproducenti organi maschili e femminili insegnando loro come funziona masturbazione e penetrazione. Hanno adottato libri a fumetti a sfondo pornografico (un titolo a disposizione sul web è svizzero e si intitola LISA UND JAN tradotto x gli asili di trieste.)
    Tutte le scuole saranno uniformate in tutta Europa (vedi linee guida OMS ed educazione sessuale nella scuola e lo standard dell’educazione sessuale in Europa).
    Iniziano sin dall’asilo insegnando la masturbazione precoce e via via fino al sesso completo (non importa con chi) e all’interruzione di gravidanza anche in fase avanzata.
    L’ONU ha fondato una commissione per la diffusione del Gender.
    La Fornero ha aderito gli ultimi 10 giorni del suo mandato a questa “sperimentazione sui bambini” ben consapevole che in America è già attiva e produce danni non indifferenti. Con il Lunar, che sono 3 libri di formazione obbligatoria x i docenti, insegnano che la famiglia è un luogo di proliferazione di odio omosex.
    Vogliono destrutturate la famiglia.
    I nostri figli saranno martellati in ogni materia con riferimenti espliciti. Gli faranno vedere immagini che a 9 anni noi genitori evitiamo accuratamente.
    E il testo di questa teoria che il caro Renzi ha appoggiato così allegramente, arriva dalla fondazione MARIO MIELI (pedofilo omosex che sosteneva di amare così tanto i bambini da voler dare loro l’amore!!!) e altre 24 associazioni Gay Lesbo ecc.
    Il disegno di legge Fedeli è stato inglobato nel decreto legge LA BUONA SCUOLA. Prevede il cambio dei testi scolastici e delle attività scolastiche senza prevedere il consenso dei genitori. Prevede 5 punti:
    1 integrazione del sistema di Genere e di TUTTE LE MISURE NECESSARIE AD ATTUARLO
    2 distruzione di stereotipi usanze tradizioni ecc che differenzino il sesso biologico
    3 obbligo di formazione x gli insegnanti
    4 formazione università di nuove leve x l’insegnamento 5 assunzione dei testi Polite x gestire l’eliminazione del genere sessuale.
    Lo stato ha stanziato 200 milioni di € x finanziare il progetto.
    Tutto ciò comporterà che quando i nostri figli saranno all’Università non riconosceranno più la famiglia come tale e non avranno identità sessuale certa.
    Lo scopo a lungo termine è il controllo demografico e la riduzione della popolazione.
    Il programma è previsto a livello mondiale una volta che l’Italia avrà fatto da cavia insieme ad altri paesi tea cui la Germania – i francesi hanno detto NO con un referendum firmato da tutti-.
    So che ho scritto tanto ma questo è solo un piccolo riassunto di ciò che è stato detto. Quanto sopra è ciò che mi hanno raccontato questa sera.
    Il sistema per far si che i nostri figli non vengano presi dentro questa presunta trappola è l’educazione scolastica parentale. In tanti lo hanno già fatto nelle città dove questi programmi sono attivi. Non è l’ora di educazione sessuale che si può far saltare. É tutto il programma scolastico che sarà permeato da questi insani principi e non c’è scampo. Fra l’altro anche tutti gli asili e scuole paritarie anche cattoliche avranno l’obbligo di uniformarsi.”*

    Via Facebook.com/linus

    Via Facebook.com/linus

    Il messaggio si riferisce a un incontro sul Gender andato in scena a Camposampiero in provincia di Padova, e organizzato per il 29 luglio dal parroco don Bruno Bevilacqua e trasmesso persino via Livestream, e contiene un po’ tutte le bufale girate in questi mesi sul tema. C’è infatti la bufala delle lezioni porno all’asilo di Trieste, si cita latamente la storia del patto di corresponsabilità, si parla dei testi Polite e si conclude con un cumulo di frescacce sul “famoso” DDL Fedeli. Avete letto l’estratto del DDL Fedeli? No, perché non è citato nemmeno il titolo, che è questo: Introduzione dell’educazione di genere e della prospettiva di genere nelle attività e nei materiali didattici delle scuole del sistema nazionale di istruzione e nelle università. Il DDL Fedeli non parla di “teoria del gender” e non vuole nemmeno negare l’esistenza di differenze tra uomo e donna. Per rendersene conto sarebbe sufficiente andare a leggere il testo (sono poche pagine). Ecco i due obbiettivi del Disegno di Legge:

    La prima, fissare tra gli obiettivi nazionali dell’insegnamento e delle linee generali dei curricoli scolastici la cultura della parità di genere e il superamento degli stereotipi; la seconda, l’intervento sui libri di testo, riconosciuti in tutte le sedi internazionali, come un’area particolarmente sensibile per le politiche delle pari opportunità.

    Insomma si tratta di insegnare il rispetto delle diversità (non di inculcare la voglia di essere diversi) per garantire a tutti pari opportunità. Quindi non si tratta di negare le differenze tra uomo e donna. Può davvero essere una cosa così brutta? Andiamo a leggere il testo, Art. 1 Comma 2:

    i piani dell’offerta formativa delle scuole di ogni ordine e grado adottano misure educative volte alla promozione di cambiamenti nei modelli comportamentali al fine di eliminare stereotipi, pregiudizi, costumi, tradizioni e altre pratiche socio-culturali fondati sulla differenziazione delle persone in base al sesso di appartenenza e sopprimere gli ostacoli che limitano di fatto la complementarità tra i sessi nella società.

    E ancora, l’Articolo 2 prevede che l’insegnamento sia finalizzato a fornire indicazioni agli alunni (tenendo conto delle loro competenze e del livello di maturazione) riguardo:

    i temi dell’uguaglianza, delle pari opportunità, della piena cittadinanza delle persone, delle differenze di genere, dei ruoli non stereotipati, della soluzione non violenta dei conflitti nei rapporti interpersonali, della violenza contro le donne basata sul genere e del diritto all’integrità personale.

    Più che insegnare il gender il DDL Fedeli sembra incentrato sull’educazione ad essere parti di una società non sessuofobica (come fa notare l’Ordine degli Psicologi del Lazio). Può essere una cosa così brutta insegnare che tutti abbiamo gli stessi diritti, che la violenza sulle donne è un crimine e che ognuno ha diritto ad essere sé stesso?
    http://www.nextquotidiano.it/il-nuovo...ggio-sulle-lezioni-di-gender-a-scuola
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  5. Per i docenti che descrivi all’inizio della lettera non si tratta di meritare o demeritare: occupano un posto indebitamente.

    Ecco dove troveremmo impiego per i giovani o i precari che vogliono diventare insegnanti e si vedono sbarrare le graduatorie, perché i loro posti sono occupati da persone che non lavorano e che è impossibile allontanare (solo in questo caso vorrei il preside-sceriffo...). Sono quelli che io chiamo «indecenti».

    Poi c’è la seconda categoria che descrivi: quella degli insegnanti dotati di professionalità - non parlo di carisma, che se c’è è meglio, ma che è dono che non tutti hanno - sono quelli che conoscono il mestiere e che voi ragazzi sapete riconoscere subito (perché tanta paura di essere giudicati da voi? Chiedo sempre ai miei studenti alla fine dell’anno di scrivermi che cosa ho fatto bene, che cosa male, che cosa posso migliorare e ne traggo gran beneficio), quelli che non fanno sconti, che danno più del dovuto e chiedono altrettanto, che sanno guardarvi in volto, sfidandovi a dare il meglio, riconoscendo talenti e difetti (questo volete: maestri, non compagni di giochi). Questi io li chiamo «docenti in atto»: ne ricordiamo almeno uno nel nostro percorso.

    Tra le due si colloca una categoria, che io chiamo «in-docenti»: hanno professionalità ma, stanchezza, burocrazia, età, difficoltà ambientali, hanno spento il motivo per cui sono diventati insegnanti. Per questo anche se sanno, non riescono a trasmettere. Per migliorare la scuola bisogna alleggerirla degli indecenti, premiare i docenti e aiutare gli in-docenti a ritrovare smalto per evitare che scivolino nell’apatia.

    Per concludere, è vero serve contatto con il mondo del lavoro, ma in modo indiretto: perché hai scelto Scienze Politiche? Perché qualcuno ti ha fatto scoprire dove si indirizzava il tuo sguardo, dove potevi impegnare il tuo talento. È mai possibile che dopo 13 anni di percorso scolastico un ragazzo non sappia verso dove guardare? Se lavorare o frequentare l’università?
    http://www.lastampa.it/2015/05/20/cul...ti-8ZkzBNE14nIKBP0oTHF13N/pagina.html
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  6. Siamo d’accordo sul fatto che questo tipo di prove non siano la maniera migliore di valutare il livello degli apprendimenti, ma sono test recenti e senz’altro migliorabili, normalmente somministrati ai ragazzi nelle scuole europee (dove però le valutazioni sono spesso affidate a personale addetto e non ai docenti, proprio per evitare interpretazioni sommarie o compiacenti). Un giorno questi ragazzi si troveranno a essere valutati accanto ad un giovane svedese, francese, spagnolo, perché il lavoro non è più sotto casa e, qualora lo fosse, lo vorranno anche lo svedese, il francese e lo spagnolo (e non sarà una barzelletta in cui c’è un italiano, uno svedese...): non si potrà rispondere con sberleffi alla possibilità di avere un futuro. Dovremmo aiutare i ragazzi a desiderare di esser esaminati e valutati come lo saranno un giorno: potevano essere sottoposti magari ad un altro tipo di lavoro, ritenuto utile dagli insegnanti che li hanno convinti a non prendere sul serio le prove. Dovremmo educarli a chiedere di essere preparati ad un mondo sempre più complesso e globale, non deresponsabilizzandoli: per un tredicenne un adulto che permette di reagire con una pernacchia a una prova ufficiale è un compagno di giochi non una guida. Io li educherei sin da piccoli a boicottare gli insegnanti senza qualità, che non fanno lezione, non si preparano, ripetono la stessa solfa, non sanno tenerli, sparlano dei colleghi, ignorano i nomi dei ragazzi nei colloqui, parlano in dialetto (e insegnano italiano): spettacoli all’ordine del giorno. Li educherei come facciamo in famiglia a pretendere la qualità, come fa chiunque si sieda al tavolo di un ristorante che ha scelto proprio per questo.



    Alcuni colleghi invece hanno pensato di boicottare i test, chi per fare una pernacchia alla riforma in discussione, chi perché li trova (per certi versi anche giustamente) tanto inadeguati da non volerli correggere. Posso capire la seconda motivazione, ma la prima mi sembra una scusa (la figuraccia non la fa il Governo, dal momento che le prove ci sono dal 2007, ma chi esercita una professione e un ruolo).
    http://www.lastampa.it/2015/05/13/cul...ni-gapuKiAdJfPm4HnBvKYh3L/pagina.html
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  7. insegnamento della storia. Il progetto, non definitivo, del Consiglio superiore prevede di distinguere tra moduli obbligatori e moduli facoltativi. La nascita dell’Islam rientra ad esempio tra i primi mentre, fanno notare i detrattori della riforma, lo studio degli Illuministi e della storia del cristianesimo medievale sarà facoltativo. Con il rischio che i professori scelgano arbitrariamente, su basi ideologiche, di non integrare nel programma degli elementi fondamentali della storia francese.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/...igatorio-studio-nascita-islam/1699884
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  8. Mamma e papà Morgan sono già quasi convinti di iscrivere il figlio a una scuola privata d’eccellenza, ma stanno ancora facendo delle valutazioni, soprattutto di ordine economico, quando CJ è vittima di un episodio di bullismo e inizia a rifiutare la scuola e l’ambiente scolastico. E’ a quel punto che madre e padre decidono di buttare il cuore oltre l’ostacolo: adocchiano la prestigiosa Battle Abbey Prep School (preparatoria al college e equivalente a una scuola secondaria di primo livello), se ne innamorano e, a fronte della retta mensile di oltre 5 mila euro e all’impiego da tassista del signor Morgan, mettono in vendita la loro casa a Hastings, nell’East Sussex. «La nostra è una famiglia mono-reddito –spiegano i Morgan – e non avremmo potuto permetterci una retta così alta. Ma CJ ha già fatto l’esame di ammissione, è così felice e la scuola sembra garantire un ottimo livello». Ed ecco che la casa viene venduta a una cifra intorno ai 250 mila euro per poter regalare a CJ la Battle Abbey Prep School e proiettarlo in un futuro più ovattato e di successo assicurato.
    http://www.corriere.it/scuola/medie/1...dae-e383-11e4-8e3e-4cd376ffaba3.shtml
    Tags: , , , by M. Fioretti (2015-04-20)
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  9. Un andamento che potrebbe essere condizionato dalla crisi economica che nel nostro Paese ha fatto sparire migliaia di posti di lavoro nella piccola e media impresa e che ha spinto le famiglie a prolungare il percorso di studi dei figli nella speranza di acciuffare, con una laurea, un lavoro migliore. Una ipotesi confermata dal fatto che al Sud, dove la disoccupazione giovanile è alle stelle, i licei hanno ottenuto il favore di quasi 53 iscritti in prima su cento.

    Ma secondo le prime indiscrezioni, non tutti i licei starebbero allo stesso modo: ginnasi, licei delle scienze umane e artistici sarebbero in leggero calo. Mentre i licei scientifici e i linguistici continuerebbero a vivere un periodo di grazia. Le prime analisi sugli oltre 480mila ragazzini di terza media che hanno scelto come proseguire gli studi una sostanziale tenuta degli istituti tecnici che, ad un approfondimento più accurato, potrebbe trasformarsi in un lieve aumento di consensi con una scelta al 31,5 per cento.
    http://www.repubblica.it/scuola/2015/.../scuola_boom_dei_licei-107514009/?rss
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  10. Il meccanismo all'interno del quale si trovano oggi tante ragazze e tanti ragazzi è infernale. Hanno capito perfettamente come comportarsi per sentirsi dire che sono "brave" e "bravi". Hanno imparato a memoria la lezione del "basta volere per potere". E col tempo diventano effettivamente bravissimi a corrispondere alle aspettative altrui. Talvolta anche a prevenirle. Anche se poi sono proprio le "più brave" e i "più bravi" a pagare a caro prezzo quel successo per cui si sono tanto sacrificate. Ottengono tutto. Hanno assolutamente tutto. Tutto tranne la gioia. Che può sembrare una cosa banale e di nessun valore. Solo che, quando si ha tutto tranne la gioia, questo magnifico tutto non ha più alcun valore.

    Certo, anche l'impegno, i risultati scolastici, il lavoro - e più generalmente quello che si chiama "successo" - sono importanti. Se non si fanno sforzi, non si ottiene niente. È il famoso "principio di realtà" di Freud. Non sarà mai il successo, però, che potrà dare un senso all'esistenza. Anzi. Finché i più giovani dipenderanno da quel "bravo" che li rassicura sul proprio valore, non potranno mai rendersi conto che la vita è anche, e forse soprattutto, altro.
    http://www.repubblica.it/rubriche/par...ori_ricadono_sui_figli-104030262/?rss
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