mfioretti: educazione* + famiglia*

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  1. il consenso di uno dei genitori non potesse escludere l’illiceità della condotta di chi pubblica le foto del minore se la diffusione è dannosa. Il principio è condiviso dal Garante della privacy che, in più occasioni (e in linea con la Carta di Treviso del 1990), ha invitato a non pubblicare sui giornali i dati identificativi dei minori se non è essenziale per l’interesse pubblico della notizia.
    http://www.ilsole24ore.com/art/commen...figlio-web-073203.shtml?uuid=AEvC46bD
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  2. Il decreto Fedeli, certo indirettamente, ma con grande efficacia, offre sostanzialmente agli studenti non meritevoli una grande possibilità. Derubricare le loro bravate a goliardate. Ufficializzare che il comportamento non è parte rilevante del processo formativo degli studenti. E’ un vero peccato che si sia perpetrato questo ennesimo colpo all’autorevolezza della Scuola, al suo ruolo di formazione. E’ scriteriato che accada mentre al Miur sostengono di voler puntare sulla lotta al bullismo, alle discriminazioni.
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2017...e-addio-anche-alla-disciplina/3989900
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  3. Lo Stato e il Mercato, le due agenzie sulle quali la ragione e la morale (dopo essersi consultate a vicenda ma senza giungere a un pieno accordo) avevano puntato per gestire in modo efficace la parte dell’universo popolata dagli uomini, o almeno a metterla nelle condizioni di autogestirsi come si deve, hanno fallito e falliscono ogni giorno di più tutta una serie di prove pratiche, deludendo le aspettative che vi erano state riposte. E al momento non vediamo candidati papabili a subentrare al loro ruolo, per quanto meticolose e disperate siano le ricerche e per quanto possano sembrare creativi e promettenti i bozzetti sulla lavagna.

    Nella nostra realtà frattale si ripropone, seppure su scala diversa, un dilemma dello stesso tipo. La crisi di un’autorità improntata all’immagine del Dio Padre onnisciente e onnipotente viene avvertita con forza dalla base fino alla cima, sebbene ciascun livello abbia i propri motivi per viverla così, e nonostante i fattori scatenanti di questo senso di crisi siano diversi. Il padre in carne e ossa, non quello metaforico, appartiene al frattale più piccolo nella successione/gerarchia di frattali. Quel padre fatto di carne funge più che altro da anello di congiunzione – o, più correttamente, da interfaccia di trasferimento/ scambio – tra quelle due modalità di aggregazione umana coesistenti, intrecciate e interagenti, che Victor Turner distingueva in societas e communitas. Le prove e le tribolazioni che affliggono oggi quella particolare “figura paterna” riflettono in forma condensata i fenomeni che colpiscono ognuna delle sue estensioni e idealizzazioni, a prescindere dal gradino occupato nella struttura frattale.

    Indipendentemente dal fatto che entrambi i genitori vivano o no sotto lo stesso tetto, i legami tra genitori e figli si stanno facendo sempre più laschi e al contempo viene strappata loro di mano l’identificazione pressoché totale con la struttura dell’autorità. Credo che l’“evaporazione del padre” dalla vita familiare di cui parlano Lacan e Recalcati o, almeno, da quel “centro intorno al quale gravita la vita familiare”, sia in larga misura, sebbene certo non esclusivamente, una situazione autoinflitta, una fossa in cui ci si e scavati da soli.

    È indubbio che la volatilità del mercato del lavoro e l’intrinseca fragilità, friabilità e nonfinalità pressoché cronica delle posizioni sociali rivelino quotidianamente la spettacolare scomparsa dell’onniscienza, e a maggior ragione dell’onnipotenza, dall’elenco delle qualità del Padre: queste nuove realtà di vita indeboliscono quelle condizioni, create e preservate sul piano sociale, su cui un tempo tendeva a fondarsi la possibilità di ricorrere al Capofamiglia come il prototipo per qualunque futuro garante dell’ordine e della giustizia del mondo. Eppure, l’“evaporazione” del Padre, e così le sue conseguenze più decisive in termini di Weltanschauung, come lo svuotamento improvviso del “centro gravitazionale”, sono state favorite e promosse dalla rinuncia a una notevole fetta di responsabilità genitoriali, un atto di resa che può essere coatto o volontario, rassegnato oppure accolto con entusiasmo. Gli scrupoli morali che potrebbero insorgere in seguito a questa rinuncia tendono a essere affrontati attraverso i servizi a pagamento offerti dai mercati del consumo; e ancora di più attraverso il ricorso ai beni che questi offrono con la funzione di tranquillanti morali. Il che a sua volta spiana ancor più la strada alla commercializzazione degli aspetti più intimi dell’aggregazione e dell’interazione umana.
    https://www.avvenire.it/agora/pagine/bauma-41c323b1ab4142249156bb0c02580b2a
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  4. Ecco quindi l’appello: «Non vogliamo più sentire che era solo uno scherzo, un gioco, che non immaginavamo, che non sapevamo. È ora di chiedersi se questo è quello che vogliamo dai nostri ragazzi e agire di conseguenza. È ora di prendere in mano il cellulare dei nostri figli, di guardarci dentro (perché la privacy nell’educazione non esiste), di reagire, di svolgere in pieno il nostro ruolo di adulti, senza alcuna compiacenza, tolleranza bonaria o, peggio, sorniona complicità. Non serve andare dal preside e chiedere cosa fa la scuola quando la vittima di turno non ha più il coraggio di uscire di casa. È troppo tardi. Cominciamo a fare qualcosa tutti. Ora».
    http://www.corriere.it/scuola/medie/1...1a0-983e-11e5-b53f-3b91fd579b33.shtml
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  5. Motivato anche da tutto ciò, il Forum delle famiglie della regione Umbria propone il corso di formazione Rispettiamoci, pensato per le scuole dei vari gradi per trattare con competenza le tematiche dell’affettività, sessualità e cultura del rispetto, in alternativa alla propaganda educativa della teoria del gender.
    http://www.forumfamiglieumbria.org/ri...essualita-e-alla-cultura-del-rispetto
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  6. a voce del genitore che legge al bambino trasmette, insieme, amore e conoscenza. O almeno dovrebbe.

    La voglia degli adulti di leggere

    Il problema è semmai a monte, come si dice, ed eccede il campo di competenza dei pediatri: bisogna che i genitori vogliano e sappiano leggere. La lettura (anche quella ad alta voce) non può essere percepita come un dovere e nemmeno come una routine quotidiana; e se papà e mamma non sono abituati, per conto proprio, ai libri, è comunque ben difficile trasmettere ai propri figli un piacere che non c’è. (Il che spesso si riproporrà con gli insegnanti: quanti docenti hanno un’autentica passione per la lettura?).
    http://www.corriere.it/scuola/primari...23c-472f-11e5-aa5e-2130add6a46c.shtml
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  7. A fronte delle notizie false circolate nelle ultime settimane, la deputata del Partito Democratico Camilla Sgambato - insegnante e componente della commissione cultura che ha seguito tutto il lavoro parlamentare che ha portato alla riforma della Buona Scuola – chiarisce i contenuti della riforma e smentisce l’introduzione della teoria Gender nei piani formativi.

    “L’equivoco – spiega – nasce forse dall’articolo con il quale è previsto, testualmente, che “il piano triennale dell'offerta formativa assicura l'attuazione dei princìpi di pari opportunità promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l'educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni”. Ma come si vede, la Buona Scuola promuove la sensibilizzazione contro la violenza di genere, contro le intolleranze, per il rispetto delle pari opportunità tra uomo e donna. Principi che sono e che devono diventare patrimonio comune di tutta la società. Nessun riferimento alle tematiche sbandierando le quali stanno partendo assurde crociate contro la riforma.

    Chi riceve queste informazioni è quasi sicuramente in buona fede ma chi le diffonde - sottolinea la deputata - o è colto da ignoranza o da mala fede. Forse è solo un modo per screditare, senza fondamento, una riforma che sta provando a regalare al Paese una Buona Scuola e per carpire le firme per il referendum contro di essa. Un tentativo non solo maldestro, ma anche dannoso perché, urlando all’orrore, alimenta sentimenti di intolleranza e di paura. Il percorso verso la Buona Scuola è segnato e nessuna catena di pregiudizi e bugie lo rallenterà”.
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    7 agosto, 2015 - 16:18
    http://www.orizzontescuola.it/news/te...e-sostenere-referendum-contro-riforma
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  8. mercoledì 12 agosto 2015

    Andando con ordine. I quesiti proposti sulla scuola, infatti, sono due: uno di Possibile, il nuovo soggetto politico di Pippo Civati, che vuole sopprimere la parte della norma relativa alla funzione del dirigente scolastico; l’altro (che chiede invece l’abrogazione dell’intera legge) di una non meglio identificata costola campana dello Snals, che agisce prevalentemente su gruppi Facebook e tramite WhatsApp, sotto l’altrettanto misteriosa denominazione di Leadership alla scuola. Per il secondo il quesito è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. I cittadini che vorranno sottoscrivere la proposta referendaria avranno la possibilità di firmare entro il 25 settembre prossimo sia negli uffici di tutti i comuni italiani sia presso gli appositi banchetti che saranno allestiti dagli organizzatori (il comitato nazionale “Leadership alla scuola”) nelle diverse città italiane. Quindi è stata una scelta degli organizzatori quella della tempistica (nessuno “l’ha fatto apposta” per non farvi firmare) ma soprattutto, ed è questa la parte più importante, nulla c’azzecca il DDL scuola del governo Renzi con le lezioni gender a scuola. Ci vuole tanta, tanta, tanta pazienza con gli italiani.
    http://www.nextquotidiano.it/la-stori...rogare-le-lezioni-gender-a-scuola-wtf
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  9. Il nuovo messaggio sulle lezioni gender a scuola

    Un simpatico messaggio sullo stile di ADDAVENÌ GENDER sta funestando le giornate delle povere mamme su Whatsapp. Ed è un prontuario di tutte le bufale sull'argomento. Vediamole
    Dario Ferri
    giovedì 06 agosto 2015 12:35
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    Un simpatico messaggio sullo stile di ADDAVENÌ GENDER sta funestando le giornate delle povere mamme su Whatsapp e via mail. In primo luogo perché è composto di più di ottocento parole, e a leggerlo ci si perde anche troppo tempo per quel che merita; in secondo luogo perché è ovviamente del tutto privo di senso. Questo è il messaggio, che trovate copincollato anche su Facebook e Google Plus:

    I M P O R T A N T E!!!! PER IL FUTURO DELLA SCUOLA E I FIGLI!
    Messaggio di una mamma andata all’incontro sul Gender tenuto a Camposampiero (PD). “Vi riassumo x quanto possibile gli appunti presi. Prima di tutto però vi invito ad andare a firmare il referendum abrogativo x la legge LA BUONA SCUOLA (che se non abrogata partirà da settembre) che c’è in comune e che ha scadenza a breve. Se non lo trovate bisogna sollecitare il sindaco affinché lo metta a disposizione x la firma. Io vado domattina.
    *Nessun politico ammette l’esistenza della teoria Gender ma la chiama teoria di Genere. Questa teoria mira alla destrutturazione dell’identità dei singoli insegnando ai NOSTRI FIGLI che al di là del proprio sesso biologico possono decidere autonomamente di appartenere ad un altro Genere (bisex omo lesbo misto chi più ne ha più ne metta) includendo in questo Genere anche il Genere pedofilo!!!!. Il tutto mirato al fatto di consegnare tutte le alternative sessuali alla normalità ignorando completamente i limiti che la natura ci pone. A dimostrazione di ciò la recente sentenza della cassazione dove un uomo trans non operato ha ottenuto il cambio di genere pur non essendo operato perché “dentro si sentiva donna”.
    A lungo termine, cosa peraltro già avviata, vi sarà la legalizzazione della pedofilia, che non sarà più un reato ma una condizione di Genere.*
    Insegneranno ai nostri figli che non si nasce maschio o femmina ma si decide che cosa essere.
    *Il decreto mira a destrutturate la famiglia insegnando ai bambini che mamma e papà non è normale. Invece normalità è TUTTO!!! etero non sarà più normalità ma OMOSEX sarà un valore aggiunto.
    Tutto questo sarà fatto da settembre dove il problema di matematica sarà: Mary e i suoi due papà….. Ecc…
    Quindi non sarà l’ora di educazione sessuale ma tutto l’insegnamento mirato a ciò.
    A Padova questi programmi sono già diffusi. Negli asili di Roma pure. A Trieste negli asili i bambini possono esplorare il corpo dei compagni si scambiano i vestiti, truccano i maschi, offrono ai bambini kit di peluche riproducenti organi maschili e femminili insegnando loro come funziona masturbazione e penetrazione. Hanno adottato libri a fumetti a sfondo pornografico (un titolo a disposizione sul web è svizzero e si intitola LISA UND JAN tradotto x gli asili di trieste.)
    Tutte le scuole saranno uniformate in tutta Europa (vedi linee guida OMS ed educazione sessuale nella scuola e lo standard dell’educazione sessuale in Europa).
    Iniziano sin dall’asilo insegnando la masturbazione precoce e via via fino al sesso completo (non importa con chi) e all’interruzione di gravidanza anche in fase avanzata.
    L’ONU ha fondato una commissione per la diffusione del Gender.
    La Fornero ha aderito gli ultimi 10 giorni del suo mandato a questa “sperimentazione sui bambini” ben consapevole che in America è già attiva e produce danni non indifferenti. Con il Lunar, che sono 3 libri di formazione obbligatoria x i docenti, insegnano che la famiglia è un luogo di proliferazione di odio omosex.
    Vogliono destrutturate la famiglia.
    I nostri figli saranno martellati in ogni materia con riferimenti espliciti. Gli faranno vedere immagini che a 9 anni noi genitori evitiamo accuratamente.
    E il testo di questa teoria che il caro Renzi ha appoggiato così allegramente, arriva dalla fondazione MARIO MIELI (pedofilo omosex che sosteneva di amare così tanto i bambini da voler dare loro l’amore!!!) e altre 24 associazioni Gay Lesbo ecc.
    Il disegno di legge Fedeli è stato inglobato nel decreto legge LA BUONA SCUOLA. Prevede il cambio dei testi scolastici e delle attività scolastiche senza prevedere il consenso dei genitori. Prevede 5 punti:
    1 integrazione del sistema di Genere e di TUTTE LE MISURE NECESSARIE AD ATTUARLO
    2 distruzione di stereotipi usanze tradizioni ecc che differenzino il sesso biologico
    3 obbligo di formazione x gli insegnanti
    4 formazione università di nuove leve x l’insegnamento 5 assunzione dei testi Polite x gestire l’eliminazione del genere sessuale.
    Lo stato ha stanziato 200 milioni di € x finanziare il progetto.
    Tutto ciò comporterà che quando i nostri figli saranno all’Università non riconosceranno più la famiglia come tale e non avranno identità sessuale certa.
    Lo scopo a lungo termine è il controllo demografico e la riduzione della popolazione.
    Il programma è previsto a livello mondiale una volta che l’Italia avrà fatto da cavia insieme ad altri paesi tea cui la Germania – i francesi hanno detto NO con un referendum firmato da tutti-.
    So che ho scritto tanto ma questo è solo un piccolo riassunto di ciò che è stato detto. Quanto sopra è ciò che mi hanno raccontato questa sera.
    Il sistema per far si che i nostri figli non vengano presi dentro questa presunta trappola è l’educazione scolastica parentale. In tanti lo hanno già fatto nelle città dove questi programmi sono attivi. Non è l’ora di educazione sessuale che si può far saltare. É tutto il programma scolastico che sarà permeato da questi insani principi e non c’è scampo. Fra l’altro anche tutti gli asili e scuole paritarie anche cattoliche avranno l’obbligo di uniformarsi.”*

    Via Facebook.com/linus

    Via Facebook.com/linus

    Il messaggio si riferisce a un incontro sul Gender andato in scena a Camposampiero in provincia di Padova, e organizzato per il 29 luglio dal parroco don Bruno Bevilacqua e trasmesso persino via Livestream, e contiene un po’ tutte le bufale girate in questi mesi sul tema. C’è infatti la bufala delle lezioni porno all’asilo di Trieste, si cita latamente la storia del patto di corresponsabilità, si parla dei testi Polite e si conclude con un cumulo di frescacce sul “famoso” DDL Fedeli. Avete letto l’estratto del DDL Fedeli? No, perché non è citato nemmeno il titolo, che è questo: Introduzione dell’educazione di genere e della prospettiva di genere nelle attività e nei materiali didattici delle scuole del sistema nazionale di istruzione e nelle università. Il DDL Fedeli non parla di “teoria del gender” e non vuole nemmeno negare l’esistenza di differenze tra uomo e donna. Per rendersene conto sarebbe sufficiente andare a leggere il testo (sono poche pagine). Ecco i due obbiettivi del Disegno di Legge:

    La prima, fissare tra gli obiettivi nazionali dell’insegnamento e delle linee generali dei curricoli scolastici la cultura della parità di genere e il superamento degli stereotipi; la seconda, l’intervento sui libri di testo, riconosciuti in tutte le sedi internazionali, come un’area particolarmente sensibile per le politiche delle pari opportunità.

    Insomma si tratta di insegnare il rispetto delle diversità (non di inculcare la voglia di essere diversi) per garantire a tutti pari opportunità. Quindi non si tratta di negare le differenze tra uomo e donna. Può davvero essere una cosa così brutta? Andiamo a leggere il testo, Art. 1 Comma 2:

    i piani dell’offerta formativa delle scuole di ogni ordine e grado adottano misure educative volte alla promozione di cambiamenti nei modelli comportamentali al fine di eliminare stereotipi, pregiudizi, costumi, tradizioni e altre pratiche socio-culturali fondati sulla differenziazione delle persone in base al sesso di appartenenza e sopprimere gli ostacoli che limitano di fatto la complementarità tra i sessi nella società.

    E ancora, l’Articolo 2 prevede che l’insegnamento sia finalizzato a fornire indicazioni agli alunni (tenendo conto delle loro competenze e del livello di maturazione) riguardo:

    i temi dell’uguaglianza, delle pari opportunità, della piena cittadinanza delle persone, delle differenze di genere, dei ruoli non stereotipati, della soluzione non violenta dei conflitti nei rapporti interpersonali, della violenza contro le donne basata sul genere e del diritto all’integrità personale.

    Più che insegnare il gender il DDL Fedeli sembra incentrato sull’educazione ad essere parti di una società non sessuofobica (come fa notare l’Ordine degli Psicologi del Lazio). Può essere una cosa così brutta insegnare che tutti abbiamo gli stessi diritti, che la violenza sulle donne è un crimine e che ognuno ha diritto ad essere sé stesso?
    http://www.nextquotidiano.it/il-nuovo...ggio-sulle-lezioni-di-gender-a-scuola
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  10. Cellulare a scuola, sì o no? Alcuni genitori non ci dormono la notte, mettono paletti, trattano con i figli le regole da seguire. Adesso una risposta arriva dagli economisti: se volete che i vostri ragazzi abbiano risultati scolastici migliori, lo smartphone deve rimanere a casa. Bandire il cellulare dalle aule ha un effetto che un centro di ricerca inglese ha misurato: vale quanto una settimana in più di lezione. Lo sostengono Louis-Philippe Beland and Richard Murphy, in un lavoro pubblicato dal «centro per le performance economiche» della London School of Economics, di cui dà conto il Guardian. Lo studio conclude che «nelle scuole in cui il telefonino è bandito, i voti sono più alti». Un fenomeno ancora più marcato per gli studenti più poveri o con voti più bassi.
    http://www.corriere.it/scuola/seconda...f9a-fe3e-11e4-bed4-3ff992d01df9.shtml
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