mfioretti: corruzione*

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  1. Dal 2011 si rincorrono interrogazione parlamentari: il Pd, Sinistra Italiana, infine il 5Stelle. Tutte le forze politiche di opposizione hanno chiesto l’invio di una commissione di accesso agli atti «per verificare, ai sensi della normativa vigente, la presenza di condizionamenti da parte della criminalità organizzata ». Tra le righe, già nel 2011 c’era il nome dell’attuale vicesindaco:
    «nell’ambito dell’inchiesta a carico del pregiudicato Franco D’Agapiti ed altri coordinata dalla procura di Velletri nel 2005 risultarono contatti tra lo stesso D’Agapiti e l’allora direttore del Comune Giorgio Zucchini».
    Sette anni di interrogazioni parlamentari in cui i nomi sono sempre gli stessi. Tutto caduto nel vuoto. E anche per quello ad Anzio non si distingue più dove finisce la politica e inizia la criminalità.
    http://roma.repubblica.it/cronaca/201...a_intimidazioni_e_inchieste-169761593
    Tags: , by M. Fioretti (2017-12-04)
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  2. I finanzieri del Comando provinciale di Roma hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di 4 pubblici ufficiali del Comune di Anzio, accusati di corruzione per l'assegnazione di appalti per l'acquisto di beni o per la fornitura di servizi affidati dall'Ufficio Ambiente. Gli arresti costituiscono l'epilogo di una complessa indagine, denominata "Operazione Evergreen", durata oltre due anni e coordinata dalla Procura di Velletri, condotta dai militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Nettuno, che ha consentito di scoprire un vero e proprio sodalizio criminale composto prevalentemente da pubblici ufficiali.

    Secondo l'accusa, gli indagati riuscivano a ricavare profitto anche dagli acquisti di beni di importo inferiore alla soglia comunitaria, stabilita in 40.000 euro, che devono avvenire attraverso il Mercato elettronico della pubblica amministrazione (MePA), un mercato digitale in cui le amministrazioni abilitate possono acquistare i beni e servizi offerti da fornitori autorizzati a presentare i propri cataloghi sul sistema, nato proprio per garantire una maggiore trasparenza delle attività svolte dagli enti pubblici. Infatti, secondo gli investigatori, avevano creato ad hoc un ingegnoso sistema che gli permetteva di eseguire acquisti da imprenditori compiacenti e ricevere tangenti simulate e veicolate attraverso i canali bancari.

    In particolare, l'ex assessore alle Politiche Ambientali del Comune di Anzio (in carica fino al 20 ottobre scorso), condizionando il competente dirigente comunale, individuava i beni da acquistare,
    scegliendo pero', con l'attiva collaborazione di un consigliere comunale e di un funzionario dell'Ufficio Ambiente (entrambi sinora in carica), non solo la tipologia di bene, ma anche la ditta che doveva eseguire la fornitura e, persino, il modello da acquistare. Tali scelte, pero', come emerso dalle intercettazioni, non erano dovute a una particolare attenzione per l'interesse della citta', ma ad un interesse meramente economico e, soprattutto, personale".
    http://roma.repubblica.it/cronaca/201...ficiali_del_comune_di_anzio-182979441
    Tags: , , by M. Fioretti (2017-12-04)
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  3. il “combinato disposto” (come dicono i giuristi) tra una normativa bulimica e sovrabbondante che, come un tumore maligno, si sta mangiando l’organizzazione degli uffici e la “pancia” del Paese a cui si tributano liturgie sotto forma di quegli sciagurati shift tra fisiologia e patologia che ci hanno portato ad avere paura di qualsiasi scelta autonoma e responsabile del dirigente, fanno sì che alla fine è meglio star fermi che rischiare. Meglio avere un ordine che avere un’iniziativa. Meglio porre un quesito che firmare. E il bello è che chi se la ride e prolifica felice, in quest’epoca di emiparesi della mano che regge la penna, è proprio la corruzione che la sua strada la trova sempre e anche il suo dirigente (o politico o entrambi) che firma.

    Le prove di questa situazione e le esperienze sono ormai così diffuse che non c’è bisogno di citarle, basti ricordare il crollo delle gare d’appalto dopo l’introduzione del nuovo codice (se non capisco, mi astengo) o il rifiuto di delibera dirigenziale per acquisti sottosoglia (se scelgo io rischio, chi me lo fa fare!). Siamo di fronte ad una specie di obiezione di coscienza, diremmo con un sorriso, se questo non mandasse alla malora un bel numero di piccole imprese. Oppure l’avversione profonda per qualsiasi scelta di autonoma responsabilità: non si fanno quindi dialoghi competitivi né vere partnership pubblico-privato perché è meglio che a decidere chi scegliere sia un algoritmo, piuttosto che un superpagato dirigente generale. Si sceglie di fare concorsi pubblici con quiz e quizzetti piuttosto che con un colloquio esplorativo e una prova sul campo: così chi sceglie è un correttore automatico!

    Sono questi i temi su cui vorremmo si applicasse una nuova legge sulla dirigenza: porre le condizioni perché sia possibile esercitare scelte basate sul proprio sapere e sulla propria coscienza, in forma autonoma, responsabile e trasparente. Altrimenti continueremo ad avere un apparato burocratico che giudica un’operazione dal suo svolgimento tecnico e non dalla vita o dalla morte del paziente.
    E’ ora di dire basta! Cambiamo strada e paradigma, scegliamo l’efficacia piuttosto che l’efficienza
    http://www.forumpa.it/riforma-pa/la-b...ocrazia-difensiva-fa-danni-fermiamola
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  4. il motivo del No alla candidatura olimpica, supportato da studi internazionali inoppugnabili come quello dell’università di Oxford, prima Monti e poi la Raggi l’hanno spiegato chiaramente, e non è il rischio della corruzione. Anche se nessuno ruba un euro, le Olimpiadi sono macchine infernali programmate per arricchire il Cio e indebitare le città e gli Stati che hanno la sfortuna di aggiudicarsele, accollando ai cittadini gli extra-​​costi (+156% in media nelle edizioni degli ultimi 55 anni) occultati all’inizio e noti solo alla fine, che si traducono in decenni di imposte aggiuntive per gli sventurati residenti nelle città e nei paesi ospitanti. Sulle Olimpiadi di Montreal ’76 nessuno rubò, eppure il preventivo fu sforato del 720%. E così, in varia misura, in tutte le edizioni dell’ultimo mezzo secolo (eccetto quella di Los Angeles, realizzata dai privati). Si dirà: se i 5Stelle sono onesti e oculati, insomma diversi, avrebbero potuto garantire a Roma un’Olimpiade all’insegna del risparmio e dell’onestà. Peccato che il Comune della città ospitante non abbia alcuna voce in capitolo sugli impianti finanziati dal Cio e dal governo. Il ruolo delle amministrazioni locali è quello di realizzare le infrastrutture di collegamento e supporto (sempre taciute nei bilanci preventivi per non spaventare i cittadini) e poi di sobbarcarsi i costi esorbitanti e insostenibili di gestione e manutenzione di quelle cattedrali nel deserto dopo la fine dei Giochi. Costi insostenibili anche per metropoli meno indebitate di Roma (quelle che non hanno 13 miliardi e rotti di buco: cioè tutte).
    http://www.grognards2011.it/2016/09/balle-che-fare-m-travaglio
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  5. Secondo il nostro progetto, il complesso che ospiterà gli atleti avrebbe dovuto sorgere riqualificando strutture come un ex deposito Atac, un depuratore, un impianto per i rifiuti che volevo chiudere e parte degli edifici dell’aeroporto dell’Urbe. Cemento esistente, quindi, non nuove case, ma spazi verdi e di socializzazione intorno a strutture riconvertite.

    Queste strutture, una volta terminate le Olimpiadi, sarebbero state utilizzate per la nuova “Città della giustizia”. Avremmo fatto in modo che le stanze che per un mese ospiteranno gli atleti (ne servono 9.500), divenissero uffici per giudici, procuratori, cancellieri, avvocati, eccetera. Gli spazi comuni e di servizio sarebbero stati utilizzati per le aule giudiziarie, i depositi per gli archivi, e così via. Un progetto che avrebbe agevolato il lavoro dei magistrati, accelerato i tempi della Giustizia e rimesso in gioco molti edifici in zona Prati: il quartiere dove oggi sono concentrate in modo disordinato le strutture giudiziarie, in almeno quindici immobili, tra piazzale Clodio e Castel Sant’Angelo. Il tutto collegato con il centro di Roma con la ferrovia Roma Nord che ha il capolinea accanto a piazza del Popolo e che avremmo trasformato in una metropolitana.
    vedi anche:
    Roma, palazzinari
    Roma ha solo due padroni: la politica e i palazzinari
    I documenti riservati del Campidoglio mostrano come siano i costruttori a decidere il futuro della Capitale. Tra affari antichi e nuovi progetti, alleanze e liti, ecco come continuano ad avere le mani sulla città

    Roma 2024 avrebbe inoltre permesso la metamorfosi di tre grandi aree. Oltre al Parco Olimpico, del nostro progetto avrebbero fatto parte la Città dello Sport di Tor Vergata e i complessi sportivi dell’Eur e della ex Fiera, con il Tevere che da sud a nord avrebbe fatto da asse, integrando nel percorso anche l’area di Tor di Valle con il nuovo stadio della Roma. Il centro stampa lo avremmo realizzato nell’area del Circo Massimo, in un edificio comunale di via dei Cerchi, sfruttando l’unicità di quel luogo, una finestra mediatica aperta sul mondo.
    http://espresso.repubblica.it/plus/ar...-montezemolo-e-renzi-su-roma-1.249707
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  6. Disposizioni legislative aggiornate con le modifiche apportate dagli Schemi di Decreto stabiliti nel C.d.M. n. 101 del 21/01/2016 in versione preliminare (*) e poi in quella definitiva (#) nel C.d.M. n. 117 del 16/05/2016,
    http://www.francescoaddante.eu/anticorruzione/anticorruzione.html
    Tags: , , , by M. Fioretti (2016-05-23)
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  7. La vera inaugurazione operativa avverrà sei mesi dopo, alla mezzanotte tra il 14 e 15 gennaio 1961, ad Olimpiadi già terminate: il realtà fu la terza, dopo quella (appunto) dell’agosto ‘60 e quella che si svolse nel giugno ‘56, una sorta di cerimonia strategica per la candidatura della Capitale alle Olimpiadi. Nel ‘61, allora, il primo volo di linea che finalmente atterrò su una delle due piste fu un «Lockheed Constellation» della Twa, partito da New York e fermatosi a Tunisi per scalo tecnico. La realizzazione dell’infrastruttura fu una vera corsa ad ostacoli: difficoltà legate ai paludosi terreni dei Torlonia, ritardi abissali nei lavori, pesanti dubbi di irregolarità, piste che affondavano. E, dulcis in fundo, il costo lievitato dai 15 miliardi di vecchie lire a oltre 80.

    La Commissione d’inchiesta parlamentare

    Fu uno scandalo, oggetto anche di una Commissione d’inchiesta parlamentare — chiusa poi senza risultati — sull’operato dello stesso Andreotti e del ministro dell’aeronautica Mario Cingolani, che già dal 1947 (secondo governo Dc De Gasperi) ebbe il compito di costruire quell’aeroporto. Nonostante tutto, però, quel «paradiso dei cieli» veniva visto come il simbolo della nuova Italia: aeroporto e Olimpiadi erano la «consacrazione del ruolo che l’Italia repubblicana aveva raggiunto nel contesto internazionale», disse Andreotti tagliando il nastro. Un giorno vissuto «come il compimento di un quindicennio esaltante fatto di sacrifici, rinunce, lavoro e creatività di un’Italia distrutta dalla guerra, che si stava trasformando da paese agricolo in un paese industrializzato, protagonista della costruzione di un’Europa fondata sulla pace e sullo sviluppo». Creare un grande aeroporto alle porte di Roma era del resto un obiettivo che lo Stato si poneva da 20 anni, anzi lo voleva pronto già per il Giubileo del ‘50. Appuntamento «bucato», anche quello. L’imponente terminal 3 — la facciata cemento-vetro è vincolata dalla Sovrintendenza — fu il primo pezzo di Fiumicino a ergersi nei cieli
    http://roma.corriere.it/notizie/crona...d56-b7cd-11e5-8210-122afbd965bb.shtml
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  8. Si pensa quindi che combattendo la corruzione si potranno realizzare opere economicamente sostenibili, in grado cioè di far crescere il Pil e non distruggerlo come avviene in Italia. E’ vero invece il contrario: se un’opera non ha basi di fattibilità economica difficilmente la sua realizzazione sarà immune da fenomeni corruttivi.

    I motivi principali del perché in Italia non si vuole prendere atto delle vere cause dei pessimi risultati in materia di opere pubbliche, sono sostanzialmente due: la scarsa cultura (e soprattutto lo scarso interesse per gli aspetti economici) e il rifiuto di rendere atto e coscienza che non è più possibile procedere scegliere e valutare opere pubbliche prescindendo totalmente dagli aspetti di fattibilità economia. Questo fino a ieri è stato possibile grazie alla possibilità di aumentare il debito pubblico, le tasse e la svalutazione monetaria. Questo oggi non è più possibile. Non è più possibile continuare nello sperpero di risorse pubbliche senza compromettere il mantenimento del welfare State. Il problema che pochi, anzi pochissimi, si sono resi conto di questo e su questa materia esiste un imbarazzante “assordante silenzio”. Il welfare e soprattutto la sua estensione è incompatibile con la inefficienza/efficacia della spesa pubblica, inclusa soprattutto la spesa per investimenti. La diversità fra “l’Europa mediterranea” e “Europa del Nord” nasce proprio da questa differenza.

    A questo proposito il caso dell’Alta Velocità in Italia è emblematico e significativo. Si è parlato molto a questo proposito della corruzione per il caso di Ercole Incalza indicando come i pessimi risultati in termini di costi siano imputabile alla corruzione. Pochi, per non dire nessuno, hanno rilevato che la cosa più scandalosa non è tanto la corruzione, ma il fatto che si siano impegnate rilevantissime risorse pubbliche per un’infrastruttura che non ha basi di fattibilità economica e che, comunque, interessa una percentuale modestissima della domanda di mobilità. Il progetto dell’Av, infatti, ha impegnato un ammontare di risorse pubbliche pari a 36,5 miliardi di €, per un costo medio di 62 milioni di euro al km, cioè una buona parte delle risorse pubbliche destinate ad investimenti. Tale investimento interessa non più del 5% della domanda di trasporto ferroviario. Non solo, ma l’ammontare delle risorse pubbliche investite nel progetto a fondo perduto equivale ad un contributo (sussidio) che gli italiani pagano per ogni passeggero sulla tratta Milano-Roma di circa 95 euro per viaggio. Considerando il fatto che l’alternativa aerea su tale tratta non solo non è sussidiata ma è generatrice di utili e quindi di tasse, ne deriva che l’aggravio per la finanza pubblica è stato disastroso. La cosa che interessa e preoccupa di più gli addetti ai lavori in Italia è la corruzione e non la redditività dell’opera che s’intende realizzare. Quelli che dovrebbero essere gli “anticorpi”, come dice Cantone, e cioè i media e le Università, sono stati e sono assolutamente silenti!
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/...orruzione-se-non-generano-pil/2184514
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  9. Chi festeggia per le dimissioni di Ignazio Marino, chi inneggia alla liberazione di Roma perché finalmente è stato cacciato il marziano, ha un ottimo senso dell’umorismo. Roma brucia ma brinda. Brinda a cosa?

    E’ venuta l’ora di dirsi una verità amara e persino crudele, perché in gioco ci sono le vite di migliaia di lavoratori, delle loro famiglie: il comune di Roma deve fallire. Le società partecipate devono portare i libri contabili in tribunale. Il fallimento è l’unica salvezza, l’unico modo per guardare in faccia alla realtà e spiegare che qualunque sindaco, anche Star Trek, poco potrebbe con un’amministrazione che è riuscita a superare ciò che sembrava insuperabile.

    Elenco alcuni dati che illustrano il livello del malaffare, la quantità di disonesti, l’enorme massa di incapaci.

    Su 2300 bus disponibili, solo 800 sono quelli attivi e circolanti. L’Atac perde oltre 100 milioni di euro all’anno (373 milioni dal 2010 al 2013), mentre l’evasione tariffaria raggiunge il livello spropositato di 120 milioni annui. La cura dei nomadi costa 24 milioni all’anno. Sono 35 enti e 400 persone impiegate. Per tenere aperta la latrina di Castel Romano, quel recinto che sembra un immondezzaio, il comune spende 5 milioni di euro ogni anno. Una famiglia di nomadi di 5 persone costa al comune 270mila euro all’anno.
    Pubblicità

    I lavori della metro C sono stati affidati per alcune tratte in presenza unicamente dei progetti preliminari. Un modo semplice ed efficace per alzare le quotazioni degli appalti che infatti hanno subìto incrementi pari a 692 milioni di euro, passando da un costo preventivato di 3 miliardi e 47 milioni a 3 miliardi e 739 milioni di euro.

    L’Ater, la società che gestisce le case pubbliche di Roma, ha in proprietà circa 42 mila immobili. Di questi conosce il canone di affitto di 24mila. Solo 16 inquilini di altrettante abitazioni pagano un canone superiore a 1000 euro al mese. Sono 7066 le case affittate a 7 euro e 75 centesimi mensili. Abbiamo capito quanto incassa. Vediamo quanto paga per fornire ai romani disagiati – non bastando il patrimonio pubblico – un alloggio.

    L’assistenza abitativa mangia 43 milioni di euro. Come e chi mangia? Esempio: gli immobili facenti capo alla società detenuta all’83% dal calciatore Francesco Totti sono 35 e sono situati a Tor Tre Teste. Costo annuo: 900mila euro. Costo per abitazione: più di tremila euro al mese.

    Roma è sporca. Vogliamo vedere quanti debiti ha accumulato Ama? 700 milioni. E Acea che fornisce acqua e luce? Due miliardi.

    Queste cifre, fino a qualche mese fa, erano sepolte dall’indifferenza. Le massicce iniezioni di danaro, gli appalti continui e spesso truffaldini, i grandi eventi milionari (ricordate l’invenzione della Notte bianca?) deformavano il quadro, dopavano la città, facevano in modo che non si sapesse, non si parlasse. Chissà quante buche coperte con soli due o tre centimetri di asfalto, rubando milioni di euro. E quanti bus si compravano a debito, quanti pezzi di ricambio si acquistavano (a debito) all’esterno, quante assunzioni farlocche, quanti controlli per finta, quanti vigili corrotti, ingegneri comprati, geometri collusi, quanti impegni si onoravano con una parola falsa, quanti truffatori si convocavano al Campidoglio, quanti dirigenti chiudevano un occhio, quanti cittadini esultavano beoti.

    Ora – finiti i fuochi d’artificio, le truffe contabili, l’indigestione di miliardi – non resta a Roma che la strada della verità: portare i libri in tribunale, accatastare i dirigenti infedeli in una cantina, prendere una scopa e iniziare a fare piazza pulita.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/...oma-per-salvarsi-deve-fallire/2111219
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  10. I pm martellano Buzzi su un punto decisivo. Fino a perdere la pazienza. Dice Ielo: "Le faccio questa domanda, in tutte le lingue, e per l'ultima volta. Perché ha finanziato in chiaro Alemanno e Marino?". "Perché il sindaco di Roma conta più di un ministro. Abbiamo finanziato tutti. La prima campagna di Veltroni, 150 milioni (di lire), i 60 mila ad Alemanno, perché gli altri in nero se li è tenuti Panzironi e i 30 mila a Marino. Lo abbiamo fatto per avere un occhio di riguardo. Se mi serve una cosa col sindaco, io lo chiamo e mi riceve. Ti fai un'assicurazione sulla vita. È una fiches in più da giocarsi". I pm insistono: "Concretamente, che significa?". "Gare riservate a cooperative sociali, un aiuto quando la cooperazione non riesce più ad avere proroghe o affidamenti". Ielo non è convinto: "Lei copre Alemanno". Buzzi si accende: "Ma che me frega a me de Alemanno? Io se devo avè paura, c'ho paura de Carminati. Se stò ad accusà Carminati, te pare che copro Alemanno? Ma che lei pensa poi che Marino è meglio de Alemanno?". E il pm: "Penso che non mi ha spiegato perché un uomo di sinistra dovrebbe finanziare un sindaco di destra. E perché lei avrebbe dato 650 mila euro in nero alla Fondazione di Alemanno senza preoccuparsi che lui lo sapesse. È come fare un regalo di nozze e non preoccuparsi se gli sposi non lo ricevono". E Buzzi: "A me, Panzironi, che s'era preso i soldi, mi disse: "Ma chi se lo incula, Alemanno". E io, dotto', se c'ho

    un amico cui la moglie mette le corna, mica glielo vado a di'"
    http://www.repubblica.it/cronaca/2015...uccati_per_la_metro_c_-120609495/?rss
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