mfioretti: copyright*

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  1. Al fine di semplificare e razionalizzare le norme sarebbe lo scopo del comma, ma come ho già spiegato nell’analisi della bozza (che di fatto è rimasta pressoché identica) e come ha poi argomentato Stefano Costa, molto più competente di me, di fatto è una complicazione incredibile.


    i guardasala dovranno controllare che nessuna connessione sia attiva nei vari smartphone?
    al momento dell’acquisto del biglietto dovremo dichiarare i nostri account social per agevolare i controlli affinché nessuna riproduzione sia condivisa?
    chi sarà responsabile del controllo delle violazioni? Essendoci l’obbligo dell’azione penale, se un Museo non denuncia una violazione sarà perseguito a sua volta per omissione di atti d’ufficio?
    i vari gestori degli account social degli stessi Musei, dello stesso Ministero saranno esentati dal divieto di condivisione o dovranno rimuovere tutte le foto, che comunque erano già una violazione?
    se usassi una riproduzione per uno studio e quello studio diventasse una pubblicazione, dovrei stralciare la foto e farne richiesta di copia all’ente (con il classico allungamento dei tempi e dei costi)?


    è una questione di potere e omertà. Questo lo si deduce dallo stato in cui versa la ricerca in Italia e in particolare dallo stato della ricerca nell’arte in Italia dove i fondi sono pressoché nulli e le ricerche avvengono all’estero, ma con pochissimi viaggi in Italia, perché il reperimento dei dati e delle riproduzioni è molto difficile.

    Lo si vede quindi, con l’apertura delle riproduzioni dei beni culturali che di fatto sono la base per ogni ricercatore d’arte. Senza un accesso aperto e diretto a riproduzioni d’archivio o fatte anche “artigianalmente”, ogni studioso è “costretto” a sottostare ai caporalati della filiera di accesso ai dati – dal commesso della biblioteca al direttore dell’archivio passando per il cattedratico – e quindi raramente potrà produrre lavori che smentiscono o rivedono quanto prodotto dai pochi privilegiati che hanno accesso alle informazioni.
    http://lucacorsato.it/2014/06/01/artb...us-e-riproduzioni-tra-omerta-e-comodo
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  2. Nell’esprimere la nostra solidarietà all’autore di “A Panda Piace” ci chiediamo come sia possibile che una testata così importante possa fare una sciocchezza simile. Speriamo che, vista la figura barbina, il Corriere si precipiti a rettificare e a chiedere ai vari autori l’autorizzazione all’utilizzo delle immagini tanto più che nessun controllo potrà essere effettuato dagli autori sulle effettive vendite che la raccolta andrebbe a fare e che, cosa non meno importante, nessuno potrà controllare se i proventi andranno TOTALMENTE alla redazione di Charlie Hebdo. A volte il confine tra Informazione e Sciacallaggio è davvero molto sottile, quasi invisibile, sempre però #colculodeglialtri.
    http://www.planetmagazine.it/charlieh...iere-fa-beneficenza-colculodeglialtri
    Tags: , , by M. Fioretti (2015-01-15)
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  3. Veybello.it – ironia della sorte – sarebbe un sito attraverso il quale, per dirla con le parole del nuovo regolamento sulla tutela del diritto d’autore online, vengono poste in essere condotte di “pirateria massiva” e che, dunque, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, potrebbe oscurare dietro segnalazione di qualsiasi titolare dei diritti.
    http://scorza.blogautore.espresso.rep....it/2015/01/26/verybello-e-verypirata
    Tags: , , by M. Fioretti (2015-01-26)
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  4. O, dunque – ma appare un’eventualità davvero remota – il MIBACT ha preso in licenza da Big G l’immagine in questione ndr e, comunque, avrebbe dovuto almeno citarne la fonte » o la testata di verybello.it è pirata il che – considerato che il MIBACT è il custode ultimo della legge sul diritto d’autore in Italia – sarebbe una circostanza paradossale e tragicomica.
    http://scorza.blogautore.espresso.rep...t/2015/02/28/verybello-e-verypirata-2
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  5. A lot of today’s bad policy stems from the misconception that the copyright monopoly is related to property rights, an illusion peddled by the copyright industry’s own powerful lobby. The idea that the copyright monopoly would be a property right doesn’t just lack factual basis, but it is 180 degrees and one hundred per cent wrong, factually wrong. The copyright monopoly stands in direct opposition to property rights.
    http://falkvinge.net/2012/12/22/the-c...-direct-opposition-to-property-rights
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  6. Mia cugina si è trasferita in Nuova Zelanda ed ha iniziato laggiù l’università. Qualsiasi testo che lei presenta ai suoi professori universitari è sottoposto al controllo della fonte tramite il servizio fornito dal sito www.turnitin.com. Questo meraviglioso servizio (che paga l’università) controlla se il pezzo non è copiato (e incollato) da altri lavori scaricabili da internet (o presenti nelle banche dati delle varie università). Le università americane e inglesi fanno della lotta al plagio un marchio di serietà, qualità e autorevolezza dell’Ateneo. Nei paesi anglosassoni questo sistema è usato e reso obbligatorio anche per i ragazzi dei licei. Quanto ne avremmo bisogno anche qui in Italia! E quanti plagiari si aggirano tra gli studenti universitari (e non solo)!
    http://segnalazionit.org/2012/07/100-copia-e-incolla
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  7. Much has already been written on the inherit problems with intellectual property, copyright, and patents, as well as the shrinking public domain and seemingly perpetual copyrights that undermine the benefits of sharing ideas. Below are some contemporary examples—by no means the most egregious incidents that have occurred—of flawed mindsets regarding copyrights, trademarks, and patents.
    https://medium.com/@hubbard/20-hollow...pyright-claims-1e850c7c2cf#.mwo9hv6wd
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  8. The "first sale" doctrine expresses one of the most important limitations on the reach of copyright law. The idea, set out in Section 109 of the Copyright Act, is simple: once you've acquired a lawfully-made CD or book or DVD, you can lend, sell, or give it away without having to get permission from the copyright owner. In simpler terms, "you bought it, you own it" (and because first sale also applies to gifts, "they gave it to you, you own it" is also true).

    Seems obvious, right? After all, without the "first sale" doctrine, libraries would be illegal, as would used bookstores, used record stores, etc.

    But the copyright industries have never liked first sale, since it creates competition for their titles (you could borrow the book from a friend, pick it up at a library, or buy it from a used book seller on Amazon). It also reduces their ability to impose restrictions on how you use the work after it is sold.

    Two legal cases now pending could determine the future of the doctrine.
    https://www.eff.org/deeplinks/2012/12...ge-if-you-bought-it-you-should-own-it
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  9. This year the Irish newspaper industry asserted, first tentatively and then without any equivocation, that links -just bare links like this one- belonged to them. They said that they had the right to be paid to be linked to. They said they had the right to set the rates for those links, as they had set rates in the past for other forms of licensing of their intellectual property. And then they started a campaign to lobby for unauthorised linking to be outlawed.
    http://www.mcgarrsolicitors.ie/2012/1...h-newspapers-tried-to-destroy-the-web
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  10. 21 Fox owns the rights to The Simpsons until 2082.
    http://www.watoday.com.au/entertainme...out-the-simpsons-20141219-12b5jj.html
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