mfioretti: ama*

Bookmarks on this page are managed by an admin user.

16 bookmark(s) - Sort by: Date ↓ / Title / Voting / - Bookmarks from other users for this tag

  1. «Non si risolve il problema della mobilità di Roma chiamandola “città in movimento” oppure la burocrazia complicata del Campidoglio con la dicitura “città semplice”».

    L’assessore all’Ambiente Pinuccia Montanari ha detto che quelli dell’Agenzia sono «dati irrilevanti».
    «La Montanari, prima di parlare, dovrebbe rispondere alla serie di richieste che le sono state fatte dall’Agenzia, a cui non ha risposto. Ha detto che il piano industriale di Ama stava sul sito, invece se lo tengono stretto. Il gioco delle tre scimmiette con me non funziona».

    Vuole andare allo scontro.
    «No. O lavorano o la smettono di fare gli struzzi e i giocolieri. D’ora in poi ogni capello sarà messo in evidenza».

    Guardi che se continua a dire queste cose la sindaca la caccia.
    «La sindaca? Non può mandarmi via: io dipendo dal consiglio comunale. L’Agenzia risponde all’assemblea».
    https://www.nextquotidiano.it/carlo-sgandurra-giunta-raggi
    Voting 0
  2. Il dissesto del Comune? Impossibile: danneggerebbe immagine (e rating) di tutto il Paese – La situazione è insomma assai ingarbugliata. Lo era del resto anche prima dell’accordo della Raggi con le banche, come ben sapeva l’ex sindaco Gianni Alemanno che pensò di venir fuori dall’intreccio Campidoglio-Atac girando il credito vantato sulla municipalizzata alla gestione commissariale, la bad bank che si occupa di smaltire i 12 miliardi di debito cumulati negli anni dal Comune di Roma. Uscito dalla porta di Alemanno, il vecchio credito è però rientrato dalla finestra di Ignazio Marino che lo ha chiesto indietro per “sistemare” il bilancio della sua gestione capitolina. Una storia antica che ora rischia di scoppiare nelle mani della Raggi, intenzionata a ristrutturare l’Atac che, secondo l’ex assessore Mazzillo, potrebbe spingere l’amministrazione capitolina verso il dissesto, cioè ad una procedura straordinaria di rientro con un piano che viene vidimato dal Ministero dell’Interno e validato dalla Corte dei Conti. Secondo una fonte interna alla magistratura contabile, si tratta però di un’opzione più teorica che pratica perché avrebbe un impatto sulla credibilità dell’intero Paese che, oltre al danno d’immagine a livello internazionale, pagherebbe lo scotto in termini di maggiori tassi di interesse per il debito pubblico di ogni genere e grado.

    Tutti i salvataggi della Capitale – Non è un caso del resto che in passato la politica abbia optato per risolvere senza grandi clamori le criticità del bilancio di Roma Capitale. Nel 2008, per coprire il buco ereditato da Veltroni, l’allora sindaco Alemanno chiese e ottenne dal governo di Silvio Berlusconi la gestione commissariale straordinaria separando buona parte del vecchio debito della Capitale (22 miliardi, oggi scesi a 12). L’obiettivo era consentire al Campidoglio di ripartire da zero smaltendo intanto la pesante eredità del passato grazie a un contributo pubblico annuo di 500 milioni, poi riconfermato in vario modo da tutti i governi successivi. Purtroppo però la gestione Alemanno non fu così oculata. Secondo quanto riferì poi la relazione sulla verifica amministrativo-contabile a Roma Capitale chiesta da Marino al Mef, nel periodo 2009-2012 Alemanno creò un disavanzo da quasi 500 milioni arrivando a triplicare i trasferimenti alle municipalizzate. La falla venne tappata da Marino con i crediti vantati verso l’Atac restituiti al Campidoglio dalla gestione straordinaria del debito di Massimo Varazzani e con un aumento dell’Irpef nel decreto Salva-Roma siglato dal tandem Renzi-Letta. Tutto questo non fu sufficiente a sistemare i conti della Capitale che richiedono innanzitutto pulizia e trasparenza nei rapporti con le partecipate. Di qui la volontà della Raggi di entrare nel vivo della ristrutturazione Atac attraverso un concordato preventivo in continuità con cifre e tempi d’incasso tutti da definire per i creditori. Ma l’operazione che la Raggi ha affidato al nuovo assessore Gianni Lemmetti rischia di essere decisamente dolorosa per l’amministrazione capitolina senza l’appoggio del governo e della gestione commissariale.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/...ra-mai-fallire-il-campidoglio/3838848
    Voting 0
  3. Chi ha votato cinquestelle non chiedeva blande riforme, ma una rivoluzione, un taglio netto col passato, e pazienza se avrebbe comportato tagli di teste dirigenziali, non sarebbe stato spoil system ma nuovo inizio per una città stremata. Bastava dunque guardare il curriculum di Marra per capire che mai e poi mai avrebbe potuto rappresentare tutto questo, al di là delle inchieste che presto lo avrebbero portato agli arresti: nel 2006, come riporta il Corriere di oggi, Marra va all’Unione nazionale incremento razze equine (Unire), a dirigere la sezione galoppo. E chi è segretario dell’Unire? Franco Panzironi, ex braccio destro all’Ama di Alemanno. Nel 2008 entra in Campidoglio: e chi è che lo nomina? Alemanno, a direttore del dipartimento patrimonio e casa, e poi dell’ufficio per le politiche abitative. Luogo delicatissimo, dove vigono corruzione e clientelismi che certo Marra non risolve. Nel 2010 diventa consulente economico del direttore generale della Rai, sotto il governo Berlusconi. Infine nel 2011, ciliegina sulla torta, guida la direzione personale, demanio e patrimonio della Regione Lazio, con la giunta Polverini, per tornare in Comune nel 2013 e avvicinarsi a Virginia Raggi.

    Mi chiedo: c’era bisogno di altro per scartare il cv di Marra? Come è potuto diventare un dirigente della giunta Raggi e per di più un fedelissimo della sindaca? Chi ha votato il Movimento perché tutto cambiasse è rimasto attonito fin dall’inizio. Perché questa scelta aveva un passato pesante, altro che taglio radicale, altro che rivoluzione. I romani volevano un’amministrazione totalmente nuova, con gente presa dal basso, fuori dai cerchi magici, fuori dalla politica di sempre, specie nera. Forse era una speranza naif, dal momento che la Raggi, totalmente inesperta e nuova, ha compiuto errori gravi, anzi tanto più gravi visto che da Roma passa il futuro del Movimento.

    Per noi cittadini ora la scelta si fa sempre più tragica: tra corrotti, inesperti che assumono accusati di corruzione e la politica al governo, una casta di intoccabili che continuano a varare governi tecnici pur di non farci votare – e soprattutto pur di arrivare al giorno in cui scatterà il vitalizio, che solo quello gli importa – la decisione si fa sempre più ardua.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/...mai-dovuto-lavorare-con-raggi/3265976
    Voting 0
  4. Da questo punto di vista, al fine di far rispettare le sanzioni modificate anche di recente con la legge 221 del 2015, appare necessario adottare dal punto di vista delle nuove tecnologie strategie simili a quelle adottate da altre città, come ad esempio Pomezia (pur con le dovute differenze dimensionali), che ha recentemente installato telecamere di videosorveglianza per sorvegliare i luoghi di abbandono dei rifiuti.

    Insomma open data e smart city anche a Roma, si ma con assunzione di responsabilità (e sanzioni) per chi sbaglia.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/...-e-trasporti-servono-sanzioni/2934101
    Voting 0
  5. Mentre Fortini obiettava di non avere competenze di ordine pubblico, Muraro ha replicato: "Se lascia la possibilità di mimetizzare alcune cose...".

    Su tutti gli argomenti l'assessora è stata molto ferma, chiedendo piani e risposte concrete ed effettive. "A settembre la gente rientra e vogliono trovare le strade pulite e questo lo dovete garantire".

    Ha poi chiesto di conoscere i capi area: "Adesso. Li andate a chiamare. Mi dite anche quanti sono in ferie e adesso voglio incontrare quelli che sono qui".

    L'assessora e il presidente di Ama Daniele Fortini hanno poi discusso sull'utilizzo del tritovagliatore di Rocca Cencia che Manlio Cerroni a affittato alla ditta Porcarelli. Muraro, infatti, ha chiesto conto all'Ama: "Perché quell'impianto, messo a disposizione di Roma Capitale con una delibera di giunta regionale, non viene utilizzato da Ama? Siamo pronti anche a un referendum per chiedere ai cittadini su preferiscono i rifiuti in strada oppure che venga usato quell'impianto".

    "Io non chiederò mai a Cerroni di usare il suo tritovagliatore se non me lo dicono le autorità, Regione o Comune", ha risposto Fortini, "poi se ci viene chiesto e se la Regione fissa una tariffa calmierata allora dal giorno dopo sono pronto a portarci i rifiuti".
    "Non mi interessa Cerroni - ha detto Muraro - la fattura va fatta a Porcarelli".

    "Hai chiesto alla Regione di fare una tariffa?", ha poi chiesto Muraro a Fortini. "No, io non vado a dire alla Regione cosa deve fare", ha risposto Fortini. "Questa è una responsabilità grave Daniele", gli ha replicato Muraro, "mi
    stai dicendo che per una questione di rapporti e di lettere la città è piena di rifiuti. Io non voglio essere denunciata da nessuno".
    "Nella mia lettera all'assessore Buschini del 1 giugno glielo ho detto", ha allora risposto Fortini. "Allora perché non sei andato a perorare?", ha detto Muraro.

    La diretta è poi finita alle 13.30 ed è ripresa una mezz'ora più tardi con un tavolo allargato ai capi area.
    http://roma.repubblica.it/cronaca/201...e_a_un_documento_operativo_-144774750
    Tags: , , , , , , by M. Fioretti (2016-07-25)
    Voting 0
  6. quelli a cavallo della festa di San Pietro e Paolo, sono giorni tremendi per la neosindaca. Ha appena preso possesso di Palazzo Senatorio e già sembra avverarsi la profezia di Grillo: «Loro molleranno la spazzatura in mezzo alla strada per dire: “Avete visto come hanno ridotto Roma?”». In quello scorcio di giugno, in effetti, la città è un immondezzaio, i sacchetti tracimano dai cassonetti, per protesta a Tor Bella Monaca hanno iniziato persino a incendiarli. La situazione è esplosiva. Anche perché alcuni impianti fuori regione, dove Ama conferisce gli scarti urbani, sono in manutenzione.

    Urge trovare una soluzione. Ed ecco apparire sulla scena Vignaroli. Prima, attraverso Muraro, promuove una girandola di incontri “preparatori”; poi assume il comando delle operazioni e contatta il Colari. Per stringere il patto nell’ufficio del suo portaborse. Il Movimento esulta: in un lampo lo sanno tutti e tutti cominciano a parlarne. Rivelando dettagli e condizioni dell’intesa. Rimasta confinata nei conversari grillini fino all’8 luglio. Quando — dinanzi all’evidenza — in coda a una nota striminzita che ufficializza il “via al piano straordinario di pulizia Ama”, il Campidoglio scrive: «La partecipata capitolina, per svolgere al meglio il lavoro, si avvarrà di nuovi accordi recentemente stipulati: con la Saf di Frosinone (conferimento di 300 tonnellate di rifiuti indifferenziati al giorno) e con il Colari (200 tonnellate in più nei prossimi 10 giorni)». Punto e basta.

    Per Vignaroli è un successo personale. Del quale vantarsi col gruppo Massimina su Facebook: «Le 200 tonnellate in più (sempre entro i limiti previsti dalle autorizzazioni)
    son servite per affrontare il picco dei rifiuti e la pulizia straordinaria in previsione anche dello sciopero che per fortuna è saltato», scrive il deputato l’11 luglio. «E sappiate che la storia dei 200 in più potevamo benissimo tacerla visto che è di facile strumentalizzazione, invece ci tengo alla trasparenza e non abbiamo nulla da nascondere... Immaginate quanto mi sia costato andarlo a chiedere al Colari». Una confessione in piena regola.
    http://roma.repubblica.it/cronaca/201...questelle_con_ama_e_cerroni-144542428
    Voting 0
  7. L'esperienza del sindaco "marziano" non è finita solo per la storia degli scontrini: la sua trincea, il chirurgo, aveva cominciato a scavarsela fin dal primo giorno al Campidoglio, toccando fin dal principio piccoli e grandi equilibri a tutti i livelli – da Malagrotta alle municipalizzate, dal salario accessorio di vigili e dipendenti comunali ai venditori ambulanti cacciati dal Centro fino alle unioni gay celebrate durante il Sinodo sulla famiglia - inimicandosi un ecosistema politico-amministrativo come quello romano, abituato a gestirsi le cose tra "noantri"
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/...-lo-hanno-portato-alla-caduta/2117657
    Voting 0
  8. Chi festeggia per le dimissioni di Ignazio Marino, chi inneggia alla liberazione di Roma perché finalmente è stato cacciato il marziano, ha un ottimo senso dell’umorismo. Roma brucia ma brinda. Brinda a cosa?

    E’ venuta l’ora di dirsi una verità amara e persino crudele, perché in gioco ci sono le vite di migliaia di lavoratori, delle loro famiglie: il comune di Roma deve fallire. Le società partecipate devono portare i libri contabili in tribunale. Il fallimento è l’unica salvezza, l’unico modo per guardare in faccia alla realtà e spiegare che qualunque sindaco, anche Star Trek, poco potrebbe con un’amministrazione che è riuscita a superare ciò che sembrava insuperabile.

    Elenco alcuni dati che illustrano il livello del malaffare, la quantità di disonesti, l’enorme massa di incapaci.

    Su 2300 bus disponibili, solo 800 sono quelli attivi e circolanti. L’Atac perde oltre 100 milioni di euro all’anno (373 milioni dal 2010 al 2013), mentre l’evasione tariffaria raggiunge il livello spropositato di 120 milioni annui. La cura dei nomadi costa 24 milioni all’anno. Sono 35 enti e 400 persone impiegate. Per tenere aperta la latrina di Castel Romano, quel recinto che sembra un immondezzaio, il comune spende 5 milioni di euro ogni anno. Una famiglia di nomadi di 5 persone costa al comune 270mila euro all’anno.
    Pubblicità

    I lavori della metro C sono stati affidati per alcune tratte in presenza unicamente dei progetti preliminari. Un modo semplice ed efficace per alzare le quotazioni degli appalti che infatti hanno subìto incrementi pari a 692 milioni di euro, passando da un costo preventivato di 3 miliardi e 47 milioni a 3 miliardi e 739 milioni di euro.

    L’Ater, la società che gestisce le case pubbliche di Roma, ha in proprietà circa 42 mila immobili. Di questi conosce il canone di affitto di 24mila. Solo 16 inquilini di altrettante abitazioni pagano un canone superiore a 1000 euro al mese. Sono 7066 le case affittate a 7 euro e 75 centesimi mensili. Abbiamo capito quanto incassa. Vediamo quanto paga per fornire ai romani disagiati – non bastando il patrimonio pubblico – un alloggio.

    L’assistenza abitativa mangia 43 milioni di euro. Come e chi mangia? Esempio: gli immobili facenti capo alla società detenuta all’83% dal calciatore Francesco Totti sono 35 e sono situati a Tor Tre Teste. Costo annuo: 900mila euro. Costo per abitazione: più di tremila euro al mese.

    Roma è sporca. Vogliamo vedere quanti debiti ha accumulato Ama? 700 milioni. E Acea che fornisce acqua e luce? Due miliardi.

    Queste cifre, fino a qualche mese fa, erano sepolte dall’indifferenza. Le massicce iniezioni di danaro, gli appalti continui e spesso truffaldini, i grandi eventi milionari (ricordate l’invenzione della Notte bianca?) deformavano il quadro, dopavano la città, facevano in modo che non si sapesse, non si parlasse. Chissà quante buche coperte con soli due o tre centimetri di asfalto, rubando milioni di euro. E quanti bus si compravano a debito, quanti pezzi di ricambio si acquistavano (a debito) all’esterno, quante assunzioni farlocche, quanti controlli per finta, quanti vigili corrotti, ingegneri comprati, geometri collusi, quanti impegni si onoravano con una parola falsa, quanti truffatori si convocavano al Campidoglio, quanti dirigenti chiudevano un occhio, quanti cittadini esultavano beoti.

    Ora – finiti i fuochi d’artificio, le truffe contabili, l’indigestione di miliardi – non resta a Roma che la strada della verità: portare i libri in tribunale, accatastare i dirigenti infedeli in una cantina, prendere una scopa e iniziare a fare piazza pulita.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/...oma-per-salvarsi-deve-fallire/2111219
    Voting 0
  9. I licenziamenti fatti dall’AMA, non fossimo in Italia, sarebbero stati accolti da un plauso generale e non dalla consueta indifferenza. Incredibilmente i principali sindacati del settore Funzione Pubblica hanno accolto la notizia dei licenziamenti dei raccomandati con sentimenti variabili tra l’antipatia e l’ostilità pura.

    La CGIL, attraverso il suo segretario della Funzione Pubblica del Lazio, Natale di Cola, ha tirato fuori un classico retorico della sinistra italiana: il benaltrismo. A loro detta, le figure da colpire erano altre rispetto ai poveri lavoratori raccomandati e stavano più in alto nell’organigramma aziendale: “L’azienda dovrebbe colpire in alto per risanarsi, a partire dai dirigenti. Invece ha colpito l’obiettivo più semplice”.

    La CISL l’ha buttata sul tecnico e si è affrettata a precisare che nel caso di Parentopoli “non ci può essere un licenziamento collettivo. Al massimo si tratterebbe di 41 licenziamenti singoli ed è normale pensare che chiunque sarà soggetto a questo provvedimento farà ricorso”, riservandosi di decidere cosa fare caso per caso.
    In entrambi i casi è facile percepire il disagio sindacale per i licenziamenti dei raccomandati.

    Secondo un recente sondaggio di Ixè per la trasmissione televisiva Agorà, più del 70% degli italiani ha poca o nessuna fiducia nei sindacati. Le ragioni di questa sfiducia sono lunghe e complesse, ma certamente uno dei fattori più rilevanti è la perdita di pertinenza dei principali sindacati italiani
    http://www.wired.it/attualita/politica/2015/10/01/sindacato-raccomandati
    Voting 0
  10. Chiudere baracca e burattini. Per quanto fosse l’unica soluzione accettabile, nessuno prima d’ora aveva mai voluto guardare in faccia la realtà. Caso unico sul pianeta, il Comune di Roma possiede una propria compagnia assicurativa che copre dai rischi tutti i suoi veicoli. Ma a un costo assurdo. Il Campidoglio paga infatti alle Assicurazioni di Roma (Adir) premi 3,2 volte più cari rispetto al Comune di Milano. E liquida sinistri ancora più salati, con un rapporto rispetto al capoluogo lombardo di 4,2 a uno.

    altrettanto scalpore avrebbero dovuto provocare i 92.662 euro di costo procapite di ogni dipendente, contro una media di 68 mila delle compagnie private, e con «prestazioni di lavoro autonomo» salite del 42% in due anni. Oppure i 194,6 milioni investiti in attività finanziarie, dice un esplosivo dossier degli uffici comunali, ben più rischiose dei Bot. Non sta in piedi. Come non sta in piedi la Farmacap, azienda che gestisce 44 farmacie con 358 dipendenti, le uniche in Italia sempre in perdita che hanno costretto il Comune sei mesi fa a tirare fuori 15 milioni per tappare i buchi. Anche qui non c’è che una strada possibile: vendere.

    Perché non sia stata percorsa prima, come del resto la liquidazione della Adir, è presto detto. I partiti non l’avrebbero permesso. E nemmeno ora lo vorrebbero consentire, a giudicare dalle reazioni al massiccio piano della giunta di Ignazio Marino di dismissioni e chiusure delle Municipalizzate romane, da Risorse per Roma al Centro Carni, dalle controllate dell’Ama a quelle dell’Atac, passando per le assicurazioni.
    http://roma.corriere.it/notizie/crona...d5e-aaa9-11e4-87bf-b41fb662438c.shtml
    Voting 0

Top of the page

First / Previous / Next / Last / Page 1 of 2 Online Bookmarks of M. Fioretti: Tags: ama

About - Propulsed by SemanticScuttle