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  1. Come forse molti avranno sentito l’imprenditore ( che in realtà di nome fa Natale, ma si è ribattezzato Oscar, de gustibus) ha detto che il grano italiano è una schifezza, inadatto a fare la pasta e che bisogna approvvigionarsi di frumento ogm dal Canada dove se ne produce tanto e della qualità giusta per il maccarone, cosa per la quale il Ttip è una mano santa.

    Ora è piuttosto strano che il luogo dove è nata la pasta non produca il grano adatto, anzi diciamo che è una vera cazzata, detta da uno che di cibo non capisce una minchia come del resto ci si aspetta da chi ha curato l’impresa paterna Unieuro, (“l’ottimismo è il profumo della vita!, ricordate?) appropriandosi poi di un’eredità marginale e mai coltivata in proprio, ma certamente i costi e il prezzo non sono confrontabili con le grandi produzioni di massa del nord america: quindi la questione riguarda più da vicino il profitto che la qualità. Se finora è stata importata la metà del grano duro necessario tanto vale smantellare la produzione italiana e importare tutto, magari anche un grano che fornisce pasta molto diversa da quella originale e più simile al gusto americano che a quello nostro. Con la conseguenza a medio termine che non avrà più alcun senso comprare a costi alti la pasta italiana visto che è uguale a quella prodotta worldwide. Ma a Farinetti non interessa il futuro, bensì l’immediato presente. Il fatto è che questo figlio di papà, nato con la pappa, anzi anzi con la pasta fatta, è assurto a gloria nazionale con l’idea di Eataly, ovvero con centri dove si smerciano a costo elevato prodotti di nicchia, produzioni artigiani o presunte tali e insomma tutto il birignao medio borghese emergente del mangiar bene che una volta si sostanziava nell’andar dal contadino o mangiare nella trattoria da camionisti e poi nell’adorazione degli chef: cibo griffato, destinato a chi vuol darsi un tono e non avendo educazione al gusto vuole la garanzia della firma e il visto di autenticità. Spesso anche se non sempre, si tratta di pura speculazione, di operazioni acchiappa citrulli, ma sta di fatto che Farinetti ha cavalcato l’onda del cibo di nicchia e le suggestioni della tradizione, intuendo perfettamente lo spirito del tempo, ma adesso improvvisamente e forse per l’esaurirsi di questa spinta, si libera dei panni che gli hanno fruttato bei soldini e si converte alle produzioni di massa. E diventerà il leader della pasta di Gragnano (possiede il pastificio Afeltra) con grano ogm canadese, brevettato dalla Monsanto per resistere agli erbicidi con glifosato, recentemente dichiarato cancerogeno dall’Organizazione mondiale della sanità e coltivato su appezzamenti di terreno comprati da società saudite.

    La conversione di Farinetti al grano canadese venuta l’altro giorno subito dopo le limitazioni poste all’uso dei glifosati da parte del ministero della salute e le sue insistenze sul Ttip che cominciano già a giugno scorso, forse non sono casuali: Berlino ha buttato sul piatto del trattato transatlantico l’acquisto di Monsanto da parte della Bayer, anche se la cosa non può essere dichiarata pubblicamente visto che il 90% dei tedeschi è avverso all’uso dei glifosati. Ma certo una volta in vigore il Ttip la Monsanto Bayer potrebbe agevolmente chiedere ed ottenere la revisione di ogni legislazione prudente o contraria agli ogm e sopratutto agli erbicidi di questa classe cui spesso è correlata la variazione genetica apportata a mais e cereali perché vi resistano. Tanto più che essendo ormai la Monsanto europea costringerebbe tutti i Paesi membri ad adeguarsi automaticamente. A questo approda alla fine il progetto chic e sciocc di Eataly; avremo anche il glifosato di nonna Clotilde fabbricato con la cura e le attenzioni di una volta? Il personaggio degli appalti senza gara e dei licenziamenti facili, dei salari da fame nei presunti altarini del mangiar bene, ne sarebbe capace, perché invece di essere un tempio del cibo italiano, la sua impresa che ormai declina verso l’hamburgheria ostentata, ne è la negazione più clamorosa, il suo annegamento verso la standardizzazione made in Usa. Ed è stata l’ennesima vera bugia che ci siamo raccontati.
    https://ilsimplicissimus2.com/2016/08.../farinetti-colto-con-le-mani-in-pasta
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  2. Gli immessi in ruolo dell’anno precedente. A fronte di questa selettiva formazione, va detto che il MIUR l’anno scorso ha immesso in ruolo moltissimi iscritti da anni alle Graduatorie ad Esaurimento (GAE, o graduatoria di I fascia). Sono persone che hanno già affrontato e vinto un concorso incentrato solo e unicamente sulle conoscenze disciplinari (le nozioni relative alla propria materia, per intenderci, la cui acquisizione non garantisce la capacità di trasmetterle). Si parla di concorsi superati negli anni ’80, cioè grosso modo quando chi vi scrive emetteva i primi vagiti. Sono quasi 100.000 persone, molte delle quali occupate, negli ultimi trent'anni, in altre attività. Alcuni di questi sono addirittura abilitati in classi di concorso che neanche esistono più. Altri invece insegnano da precari da decenni. Tolto il fatto che si tratta di persone non formate da un punto di vista didattico pedagogico, tecnologico, e inclusivo (come i PAS e i TFA), è chiaro che queste persone andavano comunque stabilizzate (soprattutto quelle che hanno insegnato nel corso di questi anni). Forse buttarle in classe, spesso lontano da casa, a cinquant’anni, senza salvagente non era però la soluzione migliore, né per loro, né per gli studenti, né per i 200.000 abilitati, formati e pronti a immani sacrifici pur di insegnare, che rimanevano invece fuori dalla porta. Si sarebbe dovuto trovare il tempo e la voglia di fare delle verifiche e di immaginare un doppio binario: immettendo in ruolo chi insegnava davvero e assegnando ai posti di fantomatico potenziamento gli altri (l’organico di potenziamento, creato dalla 107, sono i panchinari della scuola, un esercito di insegnanti di alternativa alla religione, addetti alle biblioteche ecc.).
    http://www.insegnareonline.com/rivist...ttadinanza/concorso-ricerca-vello-ore
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  3. The company officially calls itself “cloud-based legal intelligence”, but is essentially Dropbox for the legal world.

    Lawyers can bulk-upload all the messy information they need to examine (even if it’s an entire hard drive of different types of files) and Logikcull will organize all the different file types into one searchable database.
    https://techcrunch.com/2016/08/23/log...ts-at-the-speed-of-a-thousand-interns
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  4. For Americans to really understand what’s going on, it’s important to review some details about this sordid but little-remembered history. During the 1950s, President Eisenhower and the Dulles brothers — CIA Director Allen Dulles and Secretary of State John Foster Dulles — rebuffed Soviet treaty proposals to leave the Middle East a neutral zone in the Cold War and let Arabs rule Arabia. Instead, they mounted a clandestine war against Arab nationalism — which Allen Dulles equated with communism — particularly when Arab self-rule threatened oil concessions. They pumped secret American military aid to tyrants in Saudi Arabia, Jordan, Iraq and Lebanon favoring puppets with conservative Jihadist ideologies that they regarded as a reliable antidote to Soviet Marxism. At a White House meeting between the CIA’s director of plans, Frank Wisner, and John Foster Dulles, in September 1957, Eisenhower advised the agency, “We should do everything possible to stress the ‘holy war’ aspect,” according to a memo recorded by his staff secretary, Gen. Andrew J. Goodpaster.

    The EU, which gets 30 percent of its gas from Russia, was equally hungry for the pipeline, which would have given its members cheap energy and relief from Vladimir Putin’s stifling economic and political leverage. Turkey, Russia’s second largest gas customer, was particularly anxious to end its reliance on its ancient rival and to position itself as the lucrative transect hub for Asian fuels to EU markets. The Qatari pipeline would have benefited Saudi Arabia’s conservative Sunni monarchy by giving it a foothold in Shia-dominated Syria. The Saudis’ geopolitical goal is to contain the economic and political power of the kingdom’s principal rival, Iran, a Shiite state, and close ally of Bashar Assad. The Saudi monarchy viewed the U.S.-sponsored Shiite takeover in Iraq (and, more recently, the termination of the Iran trade embargo) as a demotion to its regional power status and was already engaged in a proxy war against Tehran in Yemen, highlighted by the Saudi genocide against the Iranian backed Houthi tribe.

    Of course, the Russians, who sell 70 percent of their gas exports to Europe, viewed the Qatar/Turkey pipeline as an existential threat. In Putin’s view, the Qatar pipeline is a NATO plot to change the status quo, deprive Russia of its only foothold in the Middle East, strangle the Russian economy and end Russian leverage in the European energy market. In 2009, Assad announced that he would refuse to sign the agreement to allow the pipeline to run through Syria “to protect the interests of our Russian ally.”
    http://www.politico.eu/article/why-th...ria-mideast-conflict-oil-intervention
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  5. Corollari molto significativi della ricerca di Quattrociocchi e della sua squadra:
    1. I troll non sono più soltanto in grado di intercettare un po’ di traffico opponendosi a uno specifico argomento o personaggio online, ma possono anche costruire intere pagine che integrano o si oppongono a filiere di temi delle echo chamber, ingigantendo il proprio potere e anche l’effetto degli eventuali contenuti disinformatori che si diffondono nelle echo chamber (o intorno ai quali le echo chamber sono costruite)
    2. Il factchecking razionale non è sempre utile per ridurre la disinformazione e spesso non fa che aumentarne la portata: le persone che stanno nelle echo chamber non ammettono il dibattito documentato ma soltanto la contrapposizione di opinioni, ma si occupano attivamente di ciò che mette in discussione le loro idee. Sicché un tentativo di chiarimento documentato su un pezzo disinformatorio può diventare paradossalmente motivo per rilanciare ancora la disinformazione.
    http://blog.debiase.com/2016/08/22/la...dium=twitter&utm_source=socialnetwork
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  6. Esplora il significato del termine: da noi «in cima alle preoccupazioni dei decisori politici e sindacali non c’è stata la qualità degli insegnanti, ma il loro consenso politico, guadagnato (...) attraverso la sostanziale conservazione dello status quo dal punto di vista giuridico ed economico: carriera solo per anzianità e uguale per tutti gli insegnanti...». Accusa sacrosanta. E l’ecatombe di candidati alle scuole d’infanzia e alle primarie negli scritti esaminati finora (22,4% di ammessi agli orali: quattro su cinque no) pare l’indizio che la professione di insegnante basata sul vecchio patto non scritto «ti pago poco ma ti chiedo un po’ meno» ha finito per essere «inevitabilmente considerata non una prima scelta da parte dei migliori studenti universitari (fatte salve le eccezioni, che per fortuna non mancano), e anzi da molti una seconda o terza scelta». Ma possiamo, oggi, sopravvivere al degrado d’una scuola sempre più «stipendificio» e sempre meno concentrata sulla crescita degli studenti? «Inutile nascondersi dietro un dito», accusa la rivista: «Finché l’insegnamento non tornerà ad essere una prima scelta mancherà il presupposto principale per tenere alto il livello qualitativo della scuola italiana». Anche al di là delle eventuali magagne nelle selezioni. » da noi «in cima alle preoccupazioni dei decisori politici e sindacali non c’è stata la qualità degli insegnanti, ma il loro consenso politico, guadagnato (...) attraverso la sostanziale conservazione dello status quo dal punto di vista giuridico ed economico: carriera solo per anzianità e uguale per tutti gli insegnanti...». Accusa sacrosanta. E l’ecatombe di candidati alle scuole d’infanzia e alle primarie negli scritti esaminati finora (22,4% di ammessi agli orali: quattro su cinque no) pare l’indizio che la professione di insegnante basata sul vecchio patto non scritto «ti pago poco ma ti chiedo un po’ meno» ha finito per essere «inevitabilmente considerata non una prima scelta da parte dei migliori studenti universitari (fatte salve le eccezioni, che per fortuna non mancano), e anzi da molti una seconda o terza scelta». Ma possiamo, oggi, sopravvivere al degrado d’una scuola sempre più «stipendificio» e sempre meno concentrata sulla crescita degli studenti? «Inutile nascondersi dietro un dito», accusa la rivista: «Finché l’insegnamento non tornerà ad essere una prima scelta mancherà il presupposto principale per tenere alto il livello qualitativo della scuola italiana». Anche al di là delle eventuali magagne nelle selezioni.
    http://www.corriere.it/scuola/16_agos...e90-68a3-11e6-b1b2-f8e89a7ffdaf.shtml
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  7. tanto più la realtà è impermanente, contraddittoria e liquida, tanto più qui in basso abbiamo bisogno di un minimo di certezze, di coerenze, di dignità a dispetto delle conseguenze immediate.
    http://gilioli.blogautore.espresso.re...016/08/22/una-cosa-e-il-suo-contrario
    Tags: , by M. Fioretti (2016-08-23)
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  8. Sono d’accordo con te che ci troviamo in un sistema malato, ma il numero chiuso è una delle poche note positive che argina lo sfacelo dell’Università Italiana. Certo le percentuali di (in)successo possono spaventare ma questi test servono proprio a questo, a fare una tanto ingiusta quanto necessaria selezione. Non basta essere bravi, bisogna essere i più bravi (e tu cara Chiara mi sembri davvero una di questi), perché nella vita ,così come nella nascita, non c’è progressione senza impegno.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/...mero-chiuso-le-vostre-lettere/2989297
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  9. L’esistenza di questi corsi di preparazione a pagamento è contraddittoria con il sistema scolastico italiano e anticostituzionale. Sarebbe compito della Repubblica, quindi, assicurarsi che i test vengano aboliti o semplificati, per permettere a tutti gli studenti di accedere agli studi universitari, in tutte le facoltà. La nostra Costituzione prevede uno specifico impegno dello Stato, articolo 3, comma 2: “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. Il silenzio dello Stato al riguardo ha favorito la fuga delle menti migliori, che cercano e trovano l’apprezzamento per i loro meriti e le loro fatiche in Paesi stranieri.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/premi...-intervenga-contro-i-test-di-medicina
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  10. Dopo una campagna elettorale molto accesa, in queste ultime settimane si sono riuniti per la prima volta i consigli comunali delle città andate al voto lo scorso giugno. Fra queste anche Roma, Milano, Napoli e Torino, i quattro comuni che abbiamo seguito nell’edizione 2016 di voisietequi. Molte le facce conosciute, in primis quelle dei parlamentari (ed euro parlamentari) attualmente in carica che sono stati eletti.

    Da parte di tutti la decisione di mantenere il seggio in consiglio, prendendosi quindi la responsabilità politica di portare avanti il doppio incarico. Parliamo nello specifico di sette persone: Fassina (Si-Sel), Giachetti (Pd) e Meloni (Fdi) a Roma, Gelmini (Fi) e Salvini (Ln) a Milano e Carfagna (Fi) e Valente (Pd) a Napoli. La decisione conservare sia l’incarico da parlamentare (o euro parlamentare nel caso di Salvini) che quello da consigliere comunale, solleva due questioni principali.

    La prima riguarda un possibile conflitto d’interessi che potrebbe emergere: persone che contribuiscono alla formazione della legislazione nazionale ed europea che al tempo stesso hanno un ruolo nella formazione di quella locale. Parliamo ovviamente di un’ipotesi, ma è evidente che alcune delle norme discusse e approvate dal parlamento hanno delle ricadute dirette sull’amministrazione delle città italiane, specialmente quando le città in questione sono Roma, Milano, Napoli e Torino, fra le più grandi e importanti del paese. Solamente per fare un esempio, il più lampante, nell’attuale legislatura camera e senato hanno discusso e approvato il cosiddetto decreto salva Roma, che fra le altre cose mirava al risanamento (in parte) del debito capitolino.

    La seconda questione riguarda invece il rapporto fra politici, istituzioni ed elettori.
    http://blog.openpolis.it/2016/07/19/i...-parlamento-e-consiglio-comunale/9582
    Tags: , , , by M. Fioretti (2016-08-22)
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