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  1. «NEppure sulla guerra in Iraq ci eravamo divisi, anche se io alle armi di distruzione di massa di Saddam un poco ci credevo, mentre Elisabetta agli americani non concede mai nulla. E però era bello dividersi su argomenti di sinistra. Ora ci dividiamo sul ‘male minore'».

    Entrambi medici, condividono la passione per i paesaggi del Mediterraneo e per i libri di storia. E infatti stanno leggendo "I Romanov" di Sebag Montefiore. Alberto apre il libro e mi recita il racconto della morte di Caterina: «Il Granduca era circondato da gente di tal fatta che il più onesto meriterebbe di essere impiccato. I cortigiani chiesero stupefatti chi fossero quegli ‘ostrogoti' ». E qui Alberto fa un pausa e guarda Elisabetta. Poi riprende: «Gli ‘ostrogoti' erano il futuro».

    «Per la verità», mi dice Mauro Zeppili, un economista colto e ironico che lavorò con Vincenzo Visco ai tempi del governo Prodi, «il futuro di Ostia finirà proprio quando dovrebbe cominciare: domenica 19. Sino ad allora sarà come se si votasse per la Casa Bianca». Più in là, nella piazza, vedo con la coda dell'occhio che si è formato un gruppetto di ragazzi. Chissà - mi chiedo - se sono di sinistra: neppure uno.

    Mentre li interrogo, qualcuno su Google raccoglie e metabolizza informazioni su di me. Sono simpaticamente spavaldi, mi chiedono perché non lavoro in tv, come mai ho polemizzato con Sgarbi..: boh. Taglio corto: Francesco (Berardi) e Alessio (Federico) stanno con Salvini; Damiano (Picciau) con il Movimento 5 stelle; gli altri sono minorenni: «Io sono fascista» dice uno dei più giovani. E io: davvero?

    Torno a Zeppilli e alla sinistra, ed è come ritirarsi in un college: «Se ti fermi - riprende questo economista mite che sa usare il pensiero illuminista - ti faccio vedere che nelle case della gente di sinistra, nei circoli culturali e durante le cene, tutti discutiamo di ‘male minore' come ai tempi di Hannah Arendt». Zeppilli previene l'obiezione: «Certo, quella fu una delle più grandi tragedie della storia. E però noi, nel nostro piccolo, abbiamo il fascismo di CasaPound all'8 per cento, e abbiamo la mafia alleata del fascismo ». Secondo Zeppilli c'è un afrore selvatico, arcaico e animalesco «da mafia di suburra che a Palermo non ho mai visto» nella testata con cui Spada ha rotto il naso al giornalista Daniele Piervincenzi. «Pensa a quel manganello che aveva a portata di mano ». Già, avesse avuto un coltellaccio: «Come si chiama in siciliano il lungo serramanico appuntito e tagliente che i macellai usano per sgozzare gli agnellini?». Scannaciarredi, si chiama. La scenografia mafiosa è fatta di botte e minacce, come quelle che costringono la nostra Federica Angeli a vivere sotto scorta. Mi dice Federica: «Attento, a Ostia niente è come sembra».

    Dunque "il male minore" fu la scelta che fecero alcuni ebrei di collaborare con i nazisti per salvare se stessi e altri ebrei. L'idea è che si possa scendere a patti col diavolo senza vendergli l'anima. «Ma Hannah Arendt fece notare che chi sceglie il male minore dimentica facilmente che sta scegliendo il male». E però Zeppilli, nonostante tutto, ci crede all'idea del del voto utile: «Io non ho paura a dirlo: alla fine voterò Cinque stelle, perché voglio votare, e perché sono antifascista sin dalla nascita. E dunque scelgo...».

    Lo contesta Elisa, giovane mamma che arriva in piazza con in braccio la figlia Greta: «La padella o la brace: lo chiami scegliere? Io i Cinque stelle non li voterò mai». Pure Carlo Scarfora dice «mai i Cinque stelle». È pensionato e sta nel Pd: «Anche se a votare Pd oggi ci vuole coraggio». Carlo, che è stato nel Pci ed è «figlio e nipote di comunisti », mi presenta il suo amico per la pelle, Mimmo Barbuto. Sono entrambi ex impiegati dell'aeroporto: «Facciamo volontariato insieme, curiamo i giardini, distribuiamo pacchi di cibo ai poveri, ci vediamo tutti i giorni».

    Mimmo voterà Cinque stelle ma non riesce a convincere Carlo: «Ho intenzione di annullare la scheda. E però, se fossi costretto a scegliere, se un demonio mi costringesse a scegliere, voterei Centrodestra. Certo, Berlusconi sarebbe una iattura, ma almeno sappiamo che genere di iattura è». E ora discutono, i due amici per la pelle. Litigate? «Non succederà mai».

    Noto che si parla di Raggi e di Grillo, di Berlusconi e di Salvini, ma molto di rado delle due candidate, le due insegnanti che si affrontano al ballottaggio, Monica Picca e Giuliana Di Pillo, come se fossero solo due controfigure, anzi «due controfgurine » mi corregge Bruno Casula, che all'Alitalia era «un capo perché gestiva i comandanti » dicono i suoi amici per dirmi che è un duro: «No, io non voto i fascisti, né io né mia moglie, né i miei figli. Per me il male minore sono i Cinque stelle». Anche se all'antifascismo della Raggi non crede: «Prima non è andata alla cerimonia di commemorazione delle Fosse Ardeatine. Poi, quando ha capito che la partita di Ostia si sarebbe giocata sull'antifascismo, per convincere la sinistra si è messa a cantare in Campidoglio ‘Bella ciao' e ha pure sfrattato quelli di Fratelli d'Italia dalla storica sede di Colle Oppio... In questo modo non esalta, ma sporca un valore».

    Anche l'antimafia è un valore. Ostia ha paura della parola mafia e quello dell'identità rimane il problema di una città che rifiutò di essere Comune perché voleva restare Roma fuori Roma. I tantissimi ostiensi per bene, che hanno un grande bisogno di farsi accettare, esibiscono spesso la furia del marginale e non vogliono essere ridotti a popolo di mafia. Dico: «negare la mafia è tipico della mafia» e subito la piazza si accende: «Non siamo mafiosi, qui ci sono persone per bene. La vera mafia sta altrove». Sempre la giusta difesa del territorio produce zone di ambiguità. Sicuramente la famiglia Spada ha organizzato feste e befane con i fascisti di CasaPound, ha accarezzato i Cinquestelle, ma ha anche cercato di frequentare la Caritas di don De Donno, il prete di strada che alle elezioni ha superato l'8 per cento, ed è un leader naturale della sinistra, quella più a sinistra del Pd. E infatti i Cinque stelle lo corteggiano, gli promettono commissioni e consulenze. Lui replica dicendo che farà «l'opposizione anche dell'opposizione ». I Rom lo aiutavano durante la campagna elettorale. Don De Donno gestisce lo sportello antiusura. E' un religioso di 71 anni, semplice, appassionato, carismatico ma ingenuo. E infatti partecipò alla manifestazione contro il commissariamento per mafia.

    Il luogo che sicuramente la mafia non frequenta è il Divine, il locale associato all'Arcigay, dedicato alla drag queen americana: «Siamo di sinistra, ma non diamo indicazioni di voto», dicono i proprietari Valerio e Massimo. Il Divine ha ospitato il primo confronto tra i candidati: «Sono venuti tutti tranne i due della destra, la candidata di Fratelli d'Italia e quello di CasaPound». C'era anche il candidato della lista di Beatrice Lorenzin, ministra della Sanità, che è nata e cresciuta ad Ostia, anche lei nel villaggio Alitalia, ragazza berlusconiana. A Ostia si impara a combattere? «È il Municipio che è stato sciolto per mafia. E' il luogo dove Pasolini è stato ucciso da uno dei suoi ragazzi di vita. Ed è una città abusiva per due terzi. Quella orribile aggressione ai giornalisti è purtroppo molto ostiense». Ostia è la protagonista di ‘Non essere cattivo' e di ‘Amore tossico'. Ho chiesto a Beatrice Lorenzin: si è mai drogata? «Mai. Ne ho visti morire troppi ». I drogati della sua giovinezza erano tutti di sinistra? «No, ma a sinistra erano più vulnerabili, e nei centri sociali ne circolava tanta». I famosi centri sociali di Ostia sono stati i grandi nemici della Lorenzin che, ora mi dice, non darà indicazioni di voto, anche se, per le stramberie della legge elettorale, il suo candidato, che si chiama Andrea Bozzi, sarebbe ripescato solo con la vittoria dei Cinque stelle. Ma insiste la ministra: «Ognuno farà come vuole, ma se dipendesse da me nessun voto andrebbe mai ai Cinque stelle».

    Il giovane Matteo Moi, che è l'anima del Divine, studia Scienze Politiche e lavora anche nel ristorante del padre, il Soul Kitchen River, ma progetta di emigrare a Parigi perché «di Ostia non ne posso più». Orfano di madre, ha una zia che sta nel movimento "Il Popolo della Famiglia" di Adinolfi, la nonna gli vuol bene ma non lo approva, il fratello è a Londra a studiare fotografia: «Già lunedì 20 nessuno si occuperà più di Ostia e torneremo irrilevanti, nonostante le nostre mafie, i muri che nascondono il mare, la sporcizia e... persino i Krapfen con la crema, che non sono quelli austriaci». Questo dolce, che è un' esclusività del bar Paglia in piazza Anco Marzio è davvero buonissimo «e la ricetta è un segreto che Alessandro ha ricevuto in eredità dal padre e ora custodisce insieme con la moglie».

    Alessandro, elegante e magro, non somiglia al pasticciere tipo: ha sempre votato Pd e forse voterà Cinque stelle: «il male minore », dice anche lui. Matteo con i suoi jeans bucati e il sorriso pulito rifiuta l'immagine dell' Ercole al bivio, il famoso dipinto di Annibale Carracci che è l'icona dell'indecisione, e pensa di annullare la scheda. No dunque al male minore che Eyal Weizman considera una tentazione diabolica: «Meglio fare niente, perché fare niente è l'ultima forma effettiva di resistenza e le conseguenze concrete del rifiuto, e dunque del caos, sono quasi sempre migliori, se sono abbastanza le persone che rifiutano»
    http://ricerca.repubblica.it/repubbli...a/2017/11/10/dilemmaa-sinistra08.html
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  2. The Estonian i-voting system has settled a new record.

    During the last local elections held on October 15, 186,034 citizens voted online. 31,7% of voters have cast their ballot electronically, which is also a new record if we consider the share of i-votes on the total amount of votes; at the same time, the 23,3% of them voted via mobile-ID, twice more than the share reached during the last Parliamentary elections in 2015.

    For the first time the Estonian Parliament has decided to give people between 16 and 17 years the right to vote; out of 24,153 new eligible young voters, only 7,4% of them voted online without giving a significant impact on the general turnout. On the other side, there was an important growth of i-voters among those aged over 55. During the first local i-voting elections, only the 15% used this option compared to the 27% of this year. Nevertheless, in an age where both young and old generation are loosing their trust in politics, internet voting can increase political participation – and thus democracy.

    The internet voting has given one more time the chance to vote to whom might not had the possibility to do so, as for example to people with mobility issues, expats who are living temporarily abroad or just people living in the countryside (before the last local elections roughly 90% of votes from expats in Estonian elections were cast as e-votes).

    The i-voting – which differs from other methods of voting like electronic ballot machines, in the international context – is secure and the whole system is perceived as respectful of the privacy of its users. “The e-vote is safe. This is also confirmed by the fact that more and more people trust it (i.e. the number of people who have voted through their laptop or mobile phone is constantly increasing )”, Lia Hänni has declared, director of the e-Government Academy’s e-democracy department.

    Priit Vinkel, the director of the State Election Service, has also remarked the importance of data audit during the last elections: “All votes that make it to our servers are checked in such a way that we can assert mathematically that those same votes are actually counted as well, that nobody has added something, or taken something away”, in fact not only the voters but also the auditors were able to check the integrity and completeness of the data published by the organizer of the systems.
    https://e-estonia.com/a-new-record-for-the-i-voting-system
    Tags: , by M. Fioretti (2017-11-21)
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  3. La disoccupazione giovanile potrebbe avere effetti devastanti sull’età di raggiungimento della pensione per le generazioni più giovani. Secondo il presidente dell’Inps, Tito Boeri, chi è nato dopo il 1980 rischia di andare in pensione con i requisiti minimi non a 70 anni, ma «due, tre, forse anche cinque anni dopo». L’Inps ha condotto uno studio apposito sulla classe 1980, «una generazione indicativa» ha detto Boeri prendendo a riferimento «un universo di lavoratori dipendenti, ma anche artigiani», ed è emerso come per un lavoratore tipo «ci sia una discontinuità contributiva, legata probabilmente a episodi di disoccupazione, di circa due anni. Il vuoto contributivo pesa sul raggiungimento della pensione, che a seconda della sua lunghezza, «può slittare anche fino a 75 anni».

    Flessibilità necessaria

    «Non voglio terrorizzare ma solo rendere consapevoli dell’importanza della continuità contributiva» ha aggiunto il presidente dell’Inps, tornando a sollecitare al governo una riforma per rendere più flessibile l’età di uscita dal lavoro. «L’uscita flessibile è un terma che va affrontato non fra cinque anni ma, credo, adesso. Abbiamo studiato il comportamento di due tipi di imprese, con o senza lavoratori bloccati dalla riforma del 2011. Abbiamo visto che le prime hanno assunto meno giovani con una forte penalizzazione di questi ultimi. Dato il livello della disoccupazione giovanile e dato che rischiamo di avere intere generazioni perdute nel Paese, e dato che invece abbiamo bisogno di quel capitale umano, credo sia m0lto importante fare questa operazione in tempi stretti» ha concluso Boeri.
    http://www.corriere.it/economia/16_ap...e94-0657-11e6-98ad-d281ab178a74.shtml
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  4. Il decreto Fedeli, certo indirettamente, ma con grande efficacia, offre sostanzialmente agli studenti non meritevoli una grande possibilità. Derubricare le loro bravate a goliardate. Ufficializzare che il comportamento non è parte rilevante del processo formativo degli studenti. E’ un vero peccato che si sia perpetrato questo ennesimo colpo all’autorevolezza della Scuola, al suo ruolo di formazione. E’ scriteriato che accada mentre al Miur sostengono di voler puntare sulla lotta al bullismo, alle discriminazioni.
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2017...e-addio-anche-alla-disciplina/3989900
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  5. Raggi: “Abbatteremo il lungomuro, 50% spiagge libere. Roma torna ad affacciarsi sul mare”
    02:04
    di Alberto Sofia | 20 novembre 2017
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    Più informazioni su: Ostia, Virginia Raggi

    “Roma torna ad affacciarsi sul mare in maniera pulita e legale. Restituiremo il mare ai cittadini di Ostia e della Capitale: il 50% delle spiagge sarà libero“. Queste le parole del sindaco capitolino Virginia Raggi, nel corso di una conferenza in cui è stato presentato il Pua (piano di utilizzazione degli arenili), alla quale hanno partecipato anche il prefetto Domenico Vulpiani, nominato commissario del X Municipio dopo lo scioglimento per mafia, l’assessore capitolino all’Urbanistica Luca Montuori e il capogruppo M5S Paolo Ferrara. Raggi ha illustrato le linee guida del piano, che intende rimettere ordine a un settore, quello degli stabilimenti balneari, negli anni divenuto il “bottino” per le mafie del litorale capitolino. “Verranno preservati gli edifici storici. È un lavoro imponente, si è trattato di mettere mano a 71 concessioni. È un punto di partenza, un inizio”. ha rivendicato l’esponente M5s, il giorno dopo la vittoria della grillina Giuliana Di Pillo alle elezioni municipali. L’iter dell’approvazione è stato chiarito dallo stesso Vulpiani: prevede una fase preliminare di 105 giorni dal via libera dell’Assemblea capitolina. Affinché il Piano sia efficace serviranno però 550 giorni tra adozione, pubblicazione, fase delle osservazioni dei cittadini, poi l’invio alla Regione, la base, la conferenza dei servizi. Infine, l’approvazione e pubblicazione delle concessioni. Solo al termine di questo percorso potranno essere bandite le gare: “La proposta che abbiamo fatto all’assemblea Capitolina – ha aggiunto – è quella di ripartire da zero. Chi ha rispettato tutte le regole dovrà adeguarsi alle disposizioni dell’assemblea e parteciperà alla gara ed avrà dei vantaggi”, ha concluso Vulpiani
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2017...torna-ad-affacciarsi-sul-mare/3990420
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  6. Nel periodo dei salvataggi bancari, i costi dei conti correnti sono aumentati. Fra il gennaio 2016 e lo scorso 15 novembre l’Isc, Indicatore sintetico di costo annuo, per una famiglia con media operatività bancaria (228 operazioni l’anno, bonifici esclusi) è balzato del 20% per i conti allo sportello, fisici, saliti in media da 117 a 140 euro; e del 17% per i depositi online nelle banche tradizionali, passati da 92 a 108 euro. Lo dice l’analisi dei fogli informativi (manca ancora il motore di ricerca alternativo all’ex Pattichiari) dei principali dieci gruppi italiani, comprese le Poste (dove il confronto è con il settembre 2016), condotta da L’Economia. Le politiche di prezzo sono cambiate, in questi anni difficili per il sistema bancario che secondo l’Abi ha sborsato 10,5 miliardi fra il 2015 e il 2017 per evitare i crac: «oneri sostenuti dalle banche operanti in Italia connessi alle operazioni di salvataggio, come la contribuzione ai diversi fondi».
    http://www.corriere.it/economia/lecon...-edicola/quale-corsa_principale.shtml
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  7. “Non direi che il voto di Ostia premia il buon governo di Roma perché al primo turno il Movimento Cinque Stelle ha dimezzato i voti rispetto alle elezioni amministrative. Non credo che ci sia stato un voto particolarmente organizzato dagli Spada e da Casa Pound in questa fase. Il fatto è che ora la Presidente del Municipio avrà da gestire un territorio complicatissimo in una situazione gravissima, con quartieri interi sotto il controllo di famiglie criminali che si comportano come vere e proprie mafie. Ostia, dunque, è un luogo molto compromesso e forse questo non era ancora il tempo per terminare il commissariamento. Il commissario stava facendo un lavoro serio di pulizia e affrancamento di alcuni processi amministrativi dalle infiltrazioni, ora invece sarà più difficile. Ci dovrà essere una collaborazione di tutti ma probabilmente si è accelerato un po’ troppo il momento elettorale. Lo dimostra anche l’astensionismo così alto dei cittadini: forse non c’era ancora una credibilità forte della politica e un affrancamento da alcune logiche evidenti da consentire un processo democratico”. Lo ha affermato il senatore Franco Mirabelli, Capogruppo PD in Commissione Parlamentare Antimafia, intervenendo in Tv a 7Gold.
    http://www.areadem.info/adon.pl?act=d...utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter
    Tags: , by M. Fioretti (2017-11-20)
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  8. (AGENPARL) – Roma, 20 nov 2017 – “Vogliamo restituire ai cittadini il mare di Ostia, diremo finalmente addio al lungomuro riconsegnando così a Roma diciotto chilometri di bene comune. In questi mesi abbiamo lavorato in sinergia con il Prefetto Vulpiani e la commissione prefettizia composta anche dal viceprefetto Claudio Vaccaro e Maurizio Alicandro. L’obiettivo comune è stato quello di far riappropriare il territorio delle spiagge e del mare, beni dì cui i romani sono stati privati a causa del degrado e dell’abusivismo. Con il Piano di utilizzazione degli Arenili avviamo l’iter che consentirà al litorale di rinascere”. Lo afferma nella presentazione in Campidoglio nella sala della Promoteca la sindaca di Roma, Virginia Raggi
    http://www.agenparl.com/ostia-dal-lun...adini-diciotto-chilometri-bene-comune
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  9. a. insieme all’astensione, cresce la quota degli elettori che non votano per qualcuno ma contro qualcuno: è il discorso del voto utile, per il quale, più che per eleggere un parlamentare, si vota per impedire l’elezione del suo concorrente

    b. Nonostante la comune avversione per i “populisti” 5s di Pd e destra, i rispettivi elettorati detestano molto di più l’altro polo. Quando la sfida era fra M5s e centrosinistra, gli elettori di destra preferivano votare 5s nei ballottaggi, ora che la sfida è fra M5s e destra, gli elettori dem preferiscono votare 5s.

    c. Pertanto, il M5s inizia a configurarsi come un partito Condorcet-vincente (cioè un partito in grado di vincere qualsiasi competizione a due, secondo la legge di Condorcet)

    d. Il che è un po’ paradossale, ove si consideri che il partito Condorcet vincente è, tradizionalmente un partito di centro, mentre il M5s continua ad essere scelto da una importante fetta di elettorato come un partito anti sistema (non si capisce se da destra o da sinistra, ma comunque anti sistema). Insomma, la parte più solida del suo elettorato è composta da elettori che lo indivuidiano come l’unica alternativa credibile a questa classe politica nel suo complesso ed, in nome di questo “perdona” ogni scivolone, ma a questo corpo centrale si affiancano alternativamente due ali che lo premiano per contrastare la fazione opposta.

    e. Tutto questo, ovviamente, rende difficile immaginare qualsiasi coalizione: una coalizione Pd-Fi comporterebbe una reazione molto negativa dei rispettivi elettorali ed in particolare di quello del partito minore, che apparirebbe come subalterno all’altro, ma rende difficile anche una coalizione fra M5s ed uno degli altri due, perché potrebbero reagire male sia la fascia centrale dell’elettorato grillino (che vuole il movimento alternativo ad entrambi gli altri poli) sia l’ala aggiuntiva del partito opposto a quello in coalizione con i 5s. Al massimo si può pensare ad un governo 5s con l’appoggio esterno e non contrattato di uno dei due, ma con il rischio di una crisi per ogni singolo provvedimento di qualche importanza.

    f. E’ difficile dire quale sarà il comportamento dell’elettorato in una votazione che lo sollecita in direzioni contrastanti: il voto di collegio uninominale spingerebbe al comportamento del voto utile e, quindi, penalizzerebbe il partito terzo, ma il voto proporzionale (che elegge i 2/3 dei parlamentari) sollecita al voto di fedeltà. Quello che appare probabile è che nessuno dei tre poli possa prendere il 40% e la maggioranza assoluta dei seggi.

    g. Ultima conseguenza: la tendenza attuale dice che nessuno prenderà il 40%, che il M5s, come lista, prenderà la maggioranza relativa (in quanto l’elettorato di destra è spezzato fra Fi e Lega), ma, come coalizione, sarà prima la destra (essendo poco immaginabile che il M5s da solo possa batterla). Il che porrà un delicato problema istituzionale al Presidente: è tradizione che, in assenza di una maggioranza predeterminata, il primo incarico venga dato al partito di maggioranza relativa, ma, in questo caso, va tenuto in considerazione il singolo partito o la coalizione?

    Probabilmente il M5s sosterrà che è al partito che bisogna guardare, mentre la destra alla coalizione. Il paradosso è che ad essere avvantaggiato, non sarà il primo incaricato, ma il secondo, che potrebbe valersi del fallimento precedente e presentarsi come quello che salva la legislatura. Ci sarà da vedere.

    Aldo Giannuli
    http://www.aldogiannuli.it/il-risultato-di-ostia
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  10. As we examine our success, we must also examine our failures. A for-profit network of wholly owned makerspaces is impossible to sustain without outside subsidy from cities, companies, and foundations, often in the form of memberships, training grants, and sponsored programs. This kind of funding is readily available to non-profits, and very rarely an option for for-profit enterprises. This is why we announced a pivot — to leverage our know-how, experience, systems, and processes. The goal of TechShop 2.0 was to help non-profits, corporations, and universities launch and operate their own makerspaces. We would get out of the business of owning makerspaces and instead focus on enabling other entities to build and operate makerspaces.

    In hindsight, we invested too many years and too many dollars trying to prop up the wrong business model. What we accomplished over the past ten years, however, has been nothing less than monumental. I encourage our members, employees, partners, and the entire maker community to take something constructive from TechShop’s experience: the world needs makerspaces.

    Jim Newton, TechShop employees, members, and investors will go forward with their experience. Many will find a way to collaborate and work together again. The world will be a far better place for TechShop’s experience.

    I do not mean to trivialize the impact our closure will have on employees, members, or our faithful investors and lenders. If I can ever find a way to reward your loyalty, hard work and commitment to TechShop, I will.
    https://makezine.com/2017/11/15/techshop-closes-doors-files-bankruptcy
    Tags: , , , by M. Fioretti (2017-11-20)
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