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  1. Afferma, genericamente, che si tratta di uno schifo, salvo pochi istanti dopo, correre a rilanciare. Un nuovo evento futuro che rimuove ciò che non può essere rimosso, ciò che non si può far finta di vedere, ciò che meriterebbe una lunga e dolorosa riflessione su quello che stiamo diventando e su dove stiamo andando.

    Invece non c’è nulla di tutto questo. Renzi il tragico non lo maneggia. Forse ne è persino spaventato lui, troppo fragile per farsi carico di emozioni che pure dalle istituzioni dovrebbero essere riflesse ed elaborate. Meglio lanciare nuovi slogan, meglio muovere forsennatamente le acque. Ma Roma, e l’Italia, in questo momento avrebbero bisogno di qualcuno che dicesse: ciò che è accaduto è veramente gravissimo. Il nostro Paese è in guerra. Non ci aspettano mesi facili. Ma noi faremo tutto ciò che è possibile per vincere questa guerra che sta spargendo dolore e morte, che sta distruggendo le vite dei cittadini romani e non solo. Qualcuno, insomma, che non si mostrasse ottusamente speranzoso per il futuro, col suo carico di retori dell’ottimismo a seguito, ma si facesse carico di un lavoro del lutto che non può essere evitato.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/...-arma-di-distrazione-di-massa/1281387
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  2. Il problema, infatti, è a monte e più precisamente nell’idea che il presepe possa offendere gli studenti stranieri (che nella sua scuola sono il 30%) poiché non appartiene alla loro cultura.

    Bene, vediamo perché non è così.
    Cosa significa integrazione?

    Fior fior di sociologi sono dell’idea che la società multiculturale non è una chimera, bensì è realizzabile attraverso un percorso di integrazione dei cittadini emigrati. Questa integrazione non può e non deve essere un processo violento (né fisicamente, né psicologicamente), né tantomeno una sintesi in cui le peculiarità delle culture che si incontrano vengono cancellate in favore della fusione.

    In parole povere: per stare insieme bisogna imparare a conoscersi, cioè conoscere gli aspetti che ci differenziano e quelli che ci uniscono.
    http://www.cattonerd.it/2014/12/20/no...esepe-perche-non-bisogna-averne-paura
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  3. La vera sorpresa (negativa) è stato il crollo della Prima colazione che, fino al mese di ottobre, aveva sì mostrato debolezza ma senza dare l'impressione di essere in crisi nera. Adesso biscotti e marmellate sono la tipologia di prodotti che accusano la flessione maggiore dall'inizio della rilevazione Nielsen (gennaio 2013) assieme ai Primi pronti, con la non piccola differenza che questi ultimi stanno mostrando timidissimi segnali di ripresa. Per la grande distribuzione è un problema molto grave perché questo sotto-paniere è il più importante in termini di fatturato fra gli 11 in cui Nielsen ha suddiviso tutti i prodotti presenti sugli scaffali.
    http://www.repubblica.it/economia/rap..._della_prima_colazione-103297891/?rss
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  4. It is mind-boggling to me, particularly when you compare it to real things that have actually happened. Someone killed 12 people and shot another 70 people at the opening night of Batman: The Dark Knight Rises » . They kept that movie in the theaters. You issue an anonymous cyber threat that you do not have the capability to carry out? We pulled a movie from 18,000 theaters.

    Right—from the beginning, Sony and the media have taken what has been described as a run-of-the-mill albeit expansive and thorough hack and have scared everyone beyond belief. What happened here?

    ​The attackers wonderfully understand the American psyche. This was a hack, but call it 'cyber' and 'terrorism,' and we lose our shit. There's no other way to put it.

    Schneier suggested that Sony has been calling this cyber terrorism because it makes it seem worse—it makes it seem like the company was defenseless. Are execs doing this to save their jobs?

    Yeah, you don't want to be in the category of blame the victim, but Sony has had hacks before. It's ​been hacked ​dating back to 2005, and the executives inside of it are still emailing to each other like it's 1997 and it's the first time they've ever been on email.
    http://motherboard.vice.com/read/reac...ny-hack-is-beyond-the-realm-of-stupid
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  5. No person under the age of 35 will be allowed to work on Wall Street.

    Upon leaving school, young people, no matter how persuasively dimwitted, will be required to earn their living in the so-called real economy. Any job will do: fracker, street performer, chief of marketing for a medical marijuana dispensary. If and when Americans turn 35, and still wish to work in finance, they will carry with them memories of ordinary market forces, and perhaps be grateful to our society for having created an industry that is not subjected to them. At the very least, they will know that some huge number of people -- their former fellow street performers, say -- will be seriously pissed off at them if they do risky things on Wall Street to undermine the real economy. No one wants a bunch of pissed-off street performers coming after them. To that end ...

    3. Women will henceforth make all Wall Street trading decisions.

    Men are more prone to financial risk-taking, and overconfidence, and so will be banned from even secondary roles on Wall Street trading desks -- though they will be permitted to do whatever damage they would like in their private investment accounts. Trading is a bit like pornography: Women may like it, but they don't like it nearly as much as men, and they certainly don't like it in ways that create difficulties for society.
    http://www.bloombergview.com/articles...s-eight-things-i-wish-for-wall-street
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  6. proprio il pacchetto di norme microsettoriali e territoriali, (concordate tra governo e senatori in commissione Bilancio ma non approvate a causa dell’interruzione dei lavori senza aver terminato l’esame della manovra) sono state una delle ragioni principali del ritardo dell’approdo in Aula. Un elenco nel mirino in particolare del M5S: “Nella manovra – è la denuncia del movimento – sono stati infilati all’ultimo momento emendamenti per assecondare gli interessi dei lobbisti che affollano in queste ore il Parlamento“. A cosa si riferivano i grillini. L’elenco è lungo: rincaro Pellet, Istituto tecnologico Genova, Italia Lavoro, Salva Piemonte, Italia Expo, Tempa Rossa, deroghe per i dirigente Mef, Telesina, siti di interesse nazionale e altro.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/...litta-maxiemendamento-governo/1288522
    Tags: , , by M. Fioretti (2014-12-20)
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  7. Apriti cielo. Su social network e media s'è infuriato un vero e proprio fuoco di fila verso i due esponenti democratici da parte dei loro compagni di partito, che hanno definito una simile posizione “in aperto contrasto con la linea nazionale del Pd” e persino “retrograda, da medioevo, da destra retriva”.

    La vicenda ha assunto un respiro più ampio rispetto alla cinta muraria della città di Faenza. Di un voto che “lacera” i valori del partito hanno parlato Ivan Scalfarotto, relatore del ddl contro l’omofobia, e Michele De Pascale, segretario provinciale del Pd di Ravenna. Democratico e ravennate è anche Giovanni Paglia, deputato alla Camera, che ha visto quell’odg come una forbice capace di spezzare “ogni legame minimo con qualsiasi cultura politica liberale”.

    In mezzo a tanto inopinato scalpore, si leva - unica - una voce a favore del testo approvato in consiglio comunale. È quella di mons. Claudio Stagni, vescovo di Faenza-Modigliana, che descrive come “violenta, intollerante e scomposta” la reazione dei detrattori dell’odg. Episodio che secondo il presule dimostra come “nessuno sia più libero di esprimere le proprie idee e convinzioni”. Una realtà che è “sorprendente” e “inconcepibile” a tal punto che è “ora che qualcuno se ne renda conto”.

    Il vescovo ritiene che il caso sia stato strumentalizzato. “Chissà perché se qualcuno la pensa come la Chiesa, e lo esterna, poi viene accusato di essere medioevale, mentre il nuovo e il giusto stanno da altre parti”, afferma. E sottolinea poi che chi ha votato a favore dell’odg “si è espresso secondo le leggi attuali, che non sono ancora giunte a riconoscere le famiglie di fatto”.
    http://www.zenit.org/it/articles/dife...+zenit%2Fitalian+%28ZENIT+Italiano%29
    Tags: , by M. Fioretti (2014-12-20)
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  8. La proliferazione di nomine dalla dubbia compatibilità alla Regione Lazio è un fenomeno che non va in vacanza. L’ultimo caso riguarda Francesco Maria Loriga, nominato lo scorso 18 luglio amministratore unico della LAit Spa (acronimo di “Lazio Innovazione Tecnologica”), la società che dal 2001 lavora “al fianco della Regione Lazio per assicurare la governance dei processi di informatizzazione della pubblica amministrazione regionale”. Molti sanno che Loriga è stato dal 2008 dirigente responsabile dei sistemi informativi della Provincia di Roma. Ha realizzato il progetto “Provincia Wi-fi”, su cui l’allora presidente Nicola Zingaretti ha messo la firma, facendone uno dei cavalli di battaglia della sua amministrazione. Pochi, invece, sanno che allo stesso Francesco Loriga è stato affidato l’incarico di responsabile della struttura “Agenda Digitale e Open Government”, il cui compito è “promuovere la redazione e verificare l’attuazione dell’Agenda Digitale per il Lazio, contenente gli indirizzi e le linee guida per le iniziative che riguardano le infrastrutture e le reti digitali, la lotta al digital divide, la promozione di servizi di semplificazione e digitalizzazione della macchina amministrativa”.
    L’incarico “di natura altamente fiduciaria” (attribuito a un “soggetto esterno all’amministrazione”) permette di bypassare i concorsi pubblici – si legge nella disposizione firmata dal Segretario Generale Andrea Tardiola lo scorso 27 maggio. Lo stesso giorno viene emanato un regolamento regionale (n.8) in cui la struttura “Indirizzo, società ed enti regionali”, interna al Segretariato, viene sostituita da “Agenda Digitale e Open Government”. Tale regolamento viene pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Lazio (n.45) il 28 maggio, ossia il giorno dopo la nomina del suo responsabile. I dipendenti più maliziosi pensano che la struttura sia stata creata “ad hoc” per l’ex collaboratore di Zingaretti. Su misura, insomma, rispetto al curriculum di Loriga, in attesa di affidargli la più prestigiosa (e più remunerata) poltrona di amministratore d LAit Spa. La trasparenza delle pubbliche amministrazioni ormai è diventata un obbligo di legge, eppure andando a cercare sul sito della Regione, all’interno del Segretariato Generale, alla voce “Agenda Digitale e Open Government”, il nome di Francesco Loriga stranamente non è menzionato.
    http://www.lanotiziagiornale.it/se-il...il-capo-della-societa-che-la-realizza
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  9. you can access all your TV and movies remotely on an Android device over a nice, secure SSH connection.
    http://thepcspy.com/read/remote-strea...=Feed%3A+OliUbuntu+%28Oli%27s+blog%29
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  10. Più di un quarto (28%) dei dipendenti regionali di tutta Italia sono in Sicilia. Più di un terzo (36%) dei dirigenti regionali di tutta Italia sono in Sicilia. E questo senza considerare i forestali, i precari degli enti locali, la formazione, i consorzi di bonifica, le società controllate dalla Regione ed in generale tutto l’altro personale a stipendio regionale. In Sicilia c’è un dirigente ogni 8 dipendenti, mentre nelle altre regioni speciali il rapporto è di 1 a 19.
    http://gds.it/2014/12/15/conti-in-ros...-personale-ma-si-assume-ancora_279462
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