Tags: sprechi*

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  1. un software la cui complessità “rende impossibile valutare se funzioni o meno”
    https://www.agi.it/economia/digitaliz..._parlamentare-2319785/news/2017-11-04
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  2. fatemi capire, addirittura una software house che sviluppasse un software per una pubblica amministrazione, la quale intende metterlo in riuso, potrebbe agire tecnicamente non fornendo documentazione di sviluppo, documentando scarsamente il codice, fornendo scripts e documentazione di installazione/testing carenti con il solo scopo di mettere in difficoltà qualunque tecnico che vi ci approcciasse de-facto obbligando una PA che volesse avvantaggiarsi del software in riuso a stipulare un contratto di consulenza ?

    SI!
    https://eclecticismnow.wordpress.com/...letta-del-software-in-riuso-per-la-pa
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  3. Esplora il significato del termine: Nell’Agenzia 333 dipendenti che costano oltre 16 milioni di euro Ma dato che un giorno di ore na ha soltanto ventiquattro, i risultati eccoli. Il traffico è infernale, il disastro dei trasporti è totale e i bestioni turistici sciamano tranquillamente nel centro senza controlli grazie anche alla curiosa circostanza che i varchi elettronici costati quasi tre milioni, come ha ben raccontato su queste pagine Manuela Pelati, sono inutilizzati. Ma se le cose stanno così non è arrivato il momento di chiedersi, ma soprattutto chiedere alla sindaca Virginia Raggi e alla sua assessora ai Trasporti Linda Meleo, a che cosa serve Roma Mobilita? Che cosa fanno i suoi 333 (trecentotrentatrè) dipendenti che costano ai contribuenti 16 milioni e 480 mila euro l’anno? E perché ci sono anche 10 (dieci) giornalisti a libro paga di quella società, stipendiati con 937 mila euro, dunque alla media di 93.700 euro cadauno? Con quale criterio sono stati assunti gli 8 dirigenti, i 47 quadri e quei 10 giornalisti? Il dirigente retribuito dal Comune con 104.690 euro l’anno È forse eccessivo, visto il disastro in cui la città è precipitata, chiedere conto ai suoi vertici del perché Roma si trova in questa situazione? Ed è troppo, cara sindaca, obbligare il professor Carlo Maria Medaglia, retribuito dal Comune con 104.690 euro l’anno, a fare una scelta: o si occupa della città o del ministero dell’Ambiente. Vero è che nell’andazzo romano recitare due parti in commedia non è nemmeno una novità. Quando era sindaco Gianni Alemanno questa città ha avuto anche un Soprintendente capitolino ai Beni culturali a mezzo servizio: per metà lavorava al Comune, per l’altra metà alla Rai. I due incarichi magari non erano formalmente incompatibili, come di sicuro non lo sono quelli di Medaglia. Nella sostanza, invece, era uno scandalo quello ed è uno scandalo ancor più grosso questo. » Nell’Agenzia 333 dipendenti che costano oltre 16 milioni di euro

    Ma dato che un giorno di ore na ha soltanto ventiquattro, i risultati eccoli. Il traffico è infernale, il disastro dei trasporti è totale e i bestioni turistici sciamano tranquillamente nel centro senza controlli grazie anche alla curiosa circostanza che i varchi elettronici costati quasi tre milioni, come ha ben raccontato su queste pagine Manuela Pelati, sono inutilizzati. Ma se le cose stanno così non è arrivato il momento di chiedersi, ma soprattutto chiedere alla sindaca Virginia Raggi e alla sua assessora ai Trasporti Linda Meleo, a che cosa serve Roma Mobilita? Che cosa fanno i suoi 333 (trecentotrentatrè) dipendenti che costano ai contribuenti 16 milioni e 480 mila euro l’anno? E perché ci sono anche 10 (dieci) giornalisti a libro paga di quella società, stipendiati con 937 mila euro, dunque alla media di 93.700 euro cadauno? Con quale criterio sono stati assunti gli 8 dirigenti, i 47 quadri e quei 10 giornalisti?

    Il dirigente retribuito dal Comune con 104.690 euro l’anno

    È forse eccessivo, visto il disastro in cui la città è precipitata, chiedere conto ai suoi vertici del perché Roma si trova in questa situazione? Ed è troppo, cara sindaca, obbligare il professor Carlo Maria Medaglia, retribuito dal Comune con 104.690 euro l’anno, a fare una scelta: o si occupa della città o del ministero dell’Ambiente. Vero è che nell’andazzo romano recitare due parti in commedia non è nemmeno una novità. Quando era sindaco Gianni Alemanno questa città ha avuto anche un Soprintendente capitolino ai Beni culturali a mezzo servizio: per metà lavorava al Comune, per l’altra metà alla Rai. I due incarichi magari non erano formalmente incompatibili, come di sicuro non lo sono quelli di Medaglia. Nella sostanza, invece, era uno scandalo quello ed è uno scandalo ancor più grosso questo.
    http://roma.corriere.it/notizie/crona...578-994f-11e6-8bff-dd2b744d8dfe.shtml
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  4. I costi di oggi condizionano inesorabilmente il nostro futuro. E soprattutto il domani degli sfollati. Come hanno evidenziato sia la Commissione di controllo sui bilanci Ue sia la Corte dei conti europea, ogni spesa inutile, eccessiva o fuori norma durante le emergenze sottrae importanti risorse economiche alla ricostruzione e alla prevenzione dei disastri. Concetti che il capo dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio, e il suo vice, Angelo Borrelli, certamente conoscono. Curcio per essere stato dal 2007 al 2008 responsabile della segreteria personale di Guido Bertolaso e dal 2008 al 2012 capo dell’ufficio gestione delle emergenze. Borrelli per aver ricoperto dal 2003 al 2010, sempre sotto la direzione di Bertolaso, gli incarichi di coordinatore dell’ufficio amministrazione e finanza, dell’ufficio bilancio e risorse umane e poi dell’ufficio amministrazione e bilancio. Ma anche per aver firmato, il 25 maggio scorso, i tre contratti sulle casette che impegnano lo Stato con le Coop per i prossimi sei anni in caso di calamità per un miliardo e 188 milioni. Ed è una spesa che non si esaurisce con la firma.
    http://espresso.repubblica.it/attuali...?ref=twhe&twitter_card=20161004131445
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  5. I manager pubblici – quelli che lavorano male, vengono pagati troppo, non vogliono perdere la poltrona, speravano in una clausola di salvaguardia per scongiurare il rischio di entrare nel ruolo unico, hanno fatto resistenza e quindi l’esame del testo è slittato. Ma come, il principe della rottamazione si fa intimidire da un paio dirigenti pubblici di prima fascia resistenti al cambiamento? Suona proprio male e stento a crederci. Forse Renzi non riesce a dire che questa Riforma della dirigenza pubblica è stata pensata male? Una rivoluzione pensata solamente per la dirigenza delle funzioni centrali dello Stato, e poi calata d’impeto anche sulla dirigenza delle funzioni locali e territoriali (regioni, comuni e ruoli gestionali delle funzioni tecnico/amministrative della sanità che ha tutt’altre necessità e che rappresenta la stragrande maggioranza della dirigenza? Al 2014 i dirigenti delle funzioni locali sono 18.608 contro i 7.355 dirigenti delle Funzioni centrali (ministeri, ricerca, agenzie, enti pubblici non economici). Senza dimenticare che la Riforma, pensata appunto male – ma speriamo nella buona fede – altro non fa che precarizzare la dirigenza di ruolo assoggettandola alla politica.

    E poi c’è il tema dei temi: il merito.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/...-neanche-il-rottamatore-renzi/2969639
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  6. Atac è sempre stato il bancomat delle forze politiche e sindacali di questa città. Quando sono arrivato ho aperto i cassetti e quello che ho trovato l'ho portato alla Procura della Repubblica. Non me lo perdonano".

    In quattro mesi, Rettighieri ha rimosso quattro dirigenti di vertice. Ha scoperto che sull'azienda pesano 111 mila ore di distacchi sindacali non giustificate (solo la Cisl ne conta oltre 6 mila), con un danno di 5 milioni di euro l'anno. Ottenendo come risposta dal segretario dell'Ugl Fabio Milloch (tra i sindacalisti messi in mora e con la busta paga sospesa, dal momento che la sua di sigla sindacale ha 1.861 ore di distacchi non giustificati) uno sciopero la sera della partita Italia-Belgio. Rettighieri ha fatto di peggio. Ha messo il naso nel potentissimo "dopolavoro aziendale" che, in forza di un accordo sindacale del 1974, rinnovato nel 1978 e quindi nel 2010, ha da 42 anni la gestione, senza gara, delle mense aziendali (5 milioni di euro l'anno), oltre a uno stabilimento balneare in concessione ad Ostia e un centro di soggiorno di proprietà a Roccaraso. "In quel dopolavoro, tanto per dirne una, uno degli ultimi assunti è stato il cugino di un sindacalista della Cisl che è nel collegio dei sindaci", osserva Rettighieri. "E in quel dopolavoro - prosegue - tanto per dirne un'altra, fino al mio arrivo non era possibile avere il riscontro cartolare di quanti pasti venivano effettivamente serviti ogni giorno".

    Negli ultimi cinque anni, Atac ha bruciato 4 miliardi e mezzo di euro arrivati da Comune e Regione, ma nessuno sa come siano davvero stati spesi.

    Nessuno sa se e per quanto tempo ancora Rettighieri resisterà. Chi al contrario scommette
    su cosa accadrà è il senatore piemontese del Pd Stefano Esposito, per tre mesi assessore ai trasporti nella fase terminale della giunta Marino, primo kamikaze di Atac prima dell'arrivo del nuovo direttore generale. Oggi dice: "Quando e se la Procura di Roma aprirà la botola di Atac, Buzzi, Carminati e Mafia capitale sembreranno dei dilettanti. È stata ed è il forziere della politica. Tutta. Nessuna esclusa. Vecchia e nuova".
    http://roma.repubblica.it/cronaca/201...atac_scandalo_infinito-142120792/?rss
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  7. Le modalità di assegnazione dei fondi di Human Technopole dimostrano la necessità di un’Agenzia nazionale della ricerca garante dei meccanismi di valutazione Da anni dirigo un laboratorio di ricerca alla Statale di Milano e coltivo collaborazioni internazionali, partecipando a bandi e portando milioni di euro alla mia università per pagare il personale e le ricerche su una grave malattia neurologica. Questo mi ha insegnato che solo con la libertà, la competizione, la trasparenza e la responsabilità personale, nel mondo civile, si finanzia e si governa la ricerca che alimenta conoscenza di base e innovazione. I miei interventi sull’operazione Human Technopole (HT) sono un invito a far sì che, con l’occasione, in Italia si cambi completamente registro sui fondi pubblici alla ricerca. Non sono contraria a un grande progetto come HT, ma al modo in cui è stato concepito e a come viene varato. È quasi imbarazzante ricordare ai colleghi che progetti di investimento delle dimensioni di HT all’estero prevedono ben altre modalità. Spesso partono da una dettagliata e trasparente consultazione interna alla comunità scientifica per dare forma e contenuti alla ricerca di frontiera su cui il governo decide di puntare. Quasi sempre, poi, segue la creazione di una o più entità, competitive, più spesso consortili (anche pubblico-private), per guidare il progetto, con funzioni, regole d’ingaggio e arruolamenti palesi. Il tutto in competizione per l’assegnazione governativa del finanziamento, distribuito attraverso bandi aperti e valutazioni comparative tra progetti, soggetti partecipanti e curricula per ogni posizione. Questo è l’unico tipo di top-down che ho visto funzionare. Conosco bene alcune operazioni simili, come la BRAIN Initiative statunitense. Mi colpisce l’irragionevolezza di chi si oppone a un metodo che, applicato in Italia, sarebbe già di per sé rivoluzionario. A oggi HT è un accordo frettolosamente e arbitrariamente messo in piedi con un ente “prescelto” dal governo che, privo delle competenze nelle scienze della vita e nutrizione previste come tematiche chiave di HT, con garanzia di “chiavi e soldi pubblici in mano”, ha “reclutato” discrezionalmente persone, enti e gruppi per conoscenze personali-professionali, su aree di ricerca individuate per favorire i soggetti con i quali stabilire l’accordo, senza alcuna integrazione con il resto del Paese.
    http://www.rosariopaone.it/?q=node%2F107
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  8. Si crea un esercito dove i generali non li si cerca tra i migliori del mondo, mentre la truppa sì".

    E invece?
    "Ogni scienziato e intellettuale deve difendere la libertà di ricerca da ogni corruzione politica. A mio parere direttori e "generali" di Human Technopole devono essere individuati con un confronto aperto, libero, trasparente, competitivo tra ogni immaginabile proposta valutata in modo terzo, indipendente e competente. Accordi amicali e arbìtri di ogni forma e latitudine vanno relegati a un passato non all'altezza dei valori democratici inscritti nella nostra Costituzione".

    Le pare possibile che il governo accetti?
    "Se vuole davvero sostanziare il suo impegno nella ricerca e nell'innovazione dovrebbe cominciare da qui, realizzando davvero un epocale rinnovamento dell'etica pubblica, cominciando col garantire il miglior investimento del denaro dei contribuenti
    http://milano.repubblica.it/cronaca/2...insisto_sul_no_al_progetto_-135848851
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  9. lo SPID che ci propongono/impongono è organizzato in modo centralizzato, e cioè in modo tale che il gestore di identità digitale, che è un soggetto terzo tra il fornitore di servizi digitali e l’utente, debba essere coinvolto in ogni singola autenticazione, con la lampante conseguenza che il gestore di identità digitale conosce, per ogni utente, quali applicazioni usa, quando le usa, consentendo quindi una profilazione ben più pesante di quanto fanno oggi i motori di ricerca e/o le applicazioni social. Vi siete mai chiesti perché Google e Facebook siano cosi generosi da farvi autenticare con le loro credenziali su applicazioni che nulla hanno a che fare con loro? Semplice, state così fornendo altre informazioni relativamente ai vostri utilizzi di servizi digitali e li state aiutando/agevolando a completare la vostra profilazione.

    SPID è tecnicamente similare a quanto stanno facendo Google e Facebook e con quanto chiunque, con un minimo di capacità professionale, potrebbe fare, ma con alcune barriere di ingresso che la norma italiana introduce e che non servono per limitare l’accumulo delle informazioni sui comportamenti degli utenti, ma solo per limitare il numero di gestori di identità digitale.
    http://andrea.elestici.com/2016/02/08...-unaltra-inutile-rendita-di-posizione
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  10. Sul fronte delle proposizioni, le idee non mancano. Ad esempio, creiamo un servizio simile a “ Tripadvisor” inerente i fornitori di beni e servizi, che aiuti il buyer ad indirizzare le proprie scelte sulla base della professionalità e dello spessore etico dimostrate dal fornitore stesso. Con lo stesso metro di giudizio, escludiamo i fornitori che non hanno portato a termine eventuali progetti, ovvero che non rispettano i tempi assegnati. Il ranking realizzato da INAIL ne costituisce un valente esempio.

    Poniamo a fattor comune, attraverso meccanismi semplici ed efficaci, quali i social network, o i real-time collaboration, le esperienze dei vari buyer della PA. Ad esempio, pensiamo ad un automatismo, sullo stile di WhatsApp, per creare gruppi di lavoro, connessi secondo necessità, per lo scambio di idee e valutazioni.

    Poniamoci come obiettivo quello di semplificare i sistemi e gli strumenti di e-procurement. Disporre di app certificate, da utilizzare quando necessario, sembrerebbe uno scenario avveniristico, ma non lo è. Ciò avviene di già, nella quotidianità della nostra vita, ma non sembriamo rendercene conto.

    Utilizziamo il ranking dei fornitori come base di partenza per indire gare istantanee, gestite da specifiche app, usufruendo di meccanismi simili a quelli di instant messaging per le comunicazioni formali.

    Tracciamo e diffondiamo, attraverso dirette video e on demand, l’evoluzione dei lavori delle commissioni aggiudicatrici degli appalti e delle forniture, in un clima di totale chiarezza, condivisione e trasparenza.

    Creiamo un sistema in cui la PA possa provvedere all’acquisizione di beni e/o servizi dal mercato dei fornitori, ma anche da un’altra PA.
    http://www.forumpa.it/pa-digitale/il-gioco-delle-tre-carte
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