Tags: rifiuti*

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  1. Al momento della mia elezione, nel giugno 2013, Roma gestiva i rifiuti attraverso la più grande discarica d’Europa, situata nella tenuta di Malagrotta, all’interno della riserva naturale Litorale Romano. Malagrotta era una vera e propria bomba ecologica, una fonte costante di contaminazione e inquinamento, tanto che l’Unione Europea ne aveva già chiesto la chiusura entro il 31 dicembre 2007. Nei periodi estivi, con i rifiuti in decomposizione, l’area di Malagrotta diventava nauseabonda e la montagna d’immondizia era visibile a chilometri di distanza dal volteggiare di decine di migliaia di gabbiani. Uno scenario infernale.

    Se al mio arrivo in Campidoglio, nel giugno del 2013, Malagrotta era ancora attiva, lo si doveva ad una serie di proroghe irresponsabili. Diventato sindaco, nei primi 100 giorni di governo, presi subito la decisione di chiuderla, predisponendo contemporaneamente un piano rifiuti, come del resto avevo annunciato in campagna elettorale.
    http://www.ignaziomarino.it/la-chiusura-malagrotta-piano-rifiuti-roma
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  2. quando uno degli impianti o dei siti fuori regione non è disponibile per i più svariati motivi (manutenzioni, guasti, blocchi stradali, incendi) i rifiuti speciali restano nei capannoni dei quattro TMB, e non avendo Roma una soluzione alternativa, la spazzatura (di nuovo) resta per strada. Questo problema si affronta individuando una discarica di servizio residuale per solo materiale trattato e aumentando la capacità di incenerimento, oppure individuando una discarica di servizio residuale per solo materiale trattato e convertendo gli impianti TMB affinché la parte secca venga più possibile avviata a recupero di materia, quindi senza produrre CDR (Combustibile Derivato dai Rifiuti), cosa che è fattibile solo realizzando una capillare raccolta differenziata dell'umido.
    http://radicaliroma.it/la-crisi-dei-rifiuti-a-roma-spiegata-bene
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  3. Da un lato, l’amministrazione Zingaretti vorrebbe individuare un sito fra i 50 a disposizione nell’intera provincia, dall’altro c’e’ il Campidoglio a 5 Stelle che preferirebbe continuare ad appoggiarsi agli impianti all’estero e in Nord Italia nella speranza di applicare il “piano dei materiali post-consumo": ridurre la produzione di rifiuti e aumentare la differenziata, senza aprire altre discariche



    Altro che “discarica di servizio”. La Regione Lazio e la Città Metropolitana di Roma, rispettivamente governate da Nicola Zingaretti e Virginia Raggi, stanno cercando un sito adatto per una sorta di “Malagrotta 2” da almeno 4,8 milioni di metri cubi totali e un nuovo sito più piccolo da aggiungere a quelli esistenti. Non solo. Con la riforma degli ambiti territoriali in discussione a La Pisana, i rifiuti della Capitale e del suo hinterland potrebbero anche essere portati nelle altre province del Lazio, già sul piede di guerra da giorni. Le dimensioni del sito sono rintracciabili nelle pieghe del documento di “Determinazione del fabbisogno”, approvato nell’agosto 2016, delibera che serve da linee guida per il nuovo piano rifiuti non ancora varato dalla Giunta Zingaretti.

    Seppur con stime prudenziali e tenendo conto del progressivo aumento della raccolta differenziata fino a quota 65% nel 2021 – le previsioni del Comune di Roma sono di arrivare al 70% – si tiene conto che nel giro di 10 anni si possa arrivare a riempire la nuova discarica al servizio di Roma città per 4.801.028 metri cubi; a questo “fabbisogno” bisogna aggiungere quello del resto della provincia capitolina, calcolato in 2.316.575 metri cubi, troppo perché possa essere sostenuto dalle tre discariche di Albano Laziale (257.348 mc residui), Civitavecchia (182.400 mc non realizzati) e Colleferro (33.000 mc residui più 600.000 da realizzare). Un iter – e questa è l’altra novità importante – a cui si è adeguata anche l’ex Provincia di Roma oggi a guida pentastellata: nei giorni scorsi la dirigente del Dipartimento Tutela e Valorizzazione Ambientale di Palazzo Valentini, Paola Camuccio, ha inviato a tutti i sindaci del territorio una lettera (di cui ilfattoquotidiano.it è in possesso) la richiesta di individuare “delle aree idonee alla localizzazione degli impianti di gestione dei rifiuti”, con determinati criteri.

    Allegata alla lettera anche una cartografia, piuttosto dettagliata, in cui sono indicati una cinquantina di cave già opzionate dall’Ente. Una conversione dei grillini alle discariche? In realtà, questi documenti sembrano essere frutto dell’inerzia di un lavoro iniziato negli anni passati proprio quando l’attuale governatore, Nicola Zingaretti, era presidente della Provincia, iter burocratico mai interrotto dall’attuale amministrazione metropolitana. “Dai puntini rossi posizionati sulla mappa – attacca il deputato Pd, Emiliano Minnucci -, si evince che i grillini vogliono trasformare la provincia nella discarica di Roma come se il Gra fosse un vero e proprio spartiacque tra due mondi diversi”

    IL COLPO DI SCENA DELL’ATO UNICO
    Dove collocare questa nuova discarica? Lo staff guidato dal super consulente regionale, Daniele Fortini, sembra orientato a riprendere in considerazione la mappatura realizzata dall’ex commissario e ex prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, che all’inizio del decennio individuò 8 siti idonei, di cui 7 di proprietà della Colari di Manlio Cerroni e uno su terreno pubblico, a Falcognana sulla via Ardeatina. Proprio nel 2013, quest’ultima ipotesi tramontò a causa delle forti proteste dei residenti della zona – fra cui l’ex ministro Renato Brunetta – Attualmente, sulla scrivania di Zingaretti sono ferme due richieste di autorizzazione per altrettante cave di proprietà di Cerroni, una a Pian dell’Olmo e l’altra a Quadro Alto, entrambi nel comune di Riano (a nord di Roma). Il colpo di scena potrebbe arrivare dall’approvazione, nei prossimi giorni, della riforma sugli Ambiti territoriali ottimali (Ato) voluta dall’assessore regionale Mario Buschini, che prevede la creazione di un Ato unico: la nuova legge, all’esame del Consiglio regionale, permetterebbe alla Regione Lazio di autorizzare – come spera anche Virginia Raggi – il conferimento presso impianti situati in altre province. Questa nuova eventualità potrebbe far tornare di moda il sito di Aprilia (cittadina non lontana da Roma ma formalmente in provincia di Latina) di proprietà della Rida srl, dove c’e’ già un tmb che accoglie 400.000 tonnellate l’anno. “A Malagrotta – sostiene Donato Robilotta, consigliere regionale dei Socialisti Riformisti – è già costruita una linea del gassificatore, che brucia cdr, previsto e autorizzato dal piano regionale dei rifiuti, e dal dpcm del Governo Renzi dell’Agosto 2016. I tmb di Roma producono circa 500 mila tonnellate di Cdr all’anno che finiscono in inceneritori all’estero, arricchendo per esempio gli austriaci. Perché la Regione non autorizza l’esercizio in funzione del gassificatore?”.

    IL BRACCIO DI FERRO
    Mercoledì 17 in Regione Lazio si terrà un incontro molto importante, al quale parteciperanno emissari del Comune di Roma, non è chiaro se anche l’assessore all’Ambiente, Pinuccia Montanari, o addirittura Virginia Raggi in persona. Da un lato, l’amministrazione Zingaretti vorrebbe individuare un sito fra i 50 a disposizione nell’intera provincia e chiudere il dossier entro il mese di giugno, così da consegnare l’incartamento al ministro Gian Luca Galletti, il quale avrebbe poi solo il compito di spedire tutto a Bruxelles e ottenere le proroghe per continuare a mandare navi e treni all’estero, specie in Portogallo e in Austria; dall’altro c’e’ il Campidoglio a 5 Stelle che fa ostruzionismo e preferirebbe continuare ad appoggiarsi agli impianti all’estero e in Nord Italia (Emilia Romagna e Friuli) nella speranza di applicare il “piano dei materiali post-consumo”, ridurre la produzione di rifiuti e aumentare la differenziata (invariata negli ultimi 12 mesi), senza aprire altre discariche. In mezzo ci sono 54 Comuni della Provincia che vanno al voto il prossimo mese e, nel 2018, le elezioni regionali (senza scordare le politiche), motivo per il quale diventa difficile in questo frangente prendere decisioni poco popolari per la cittadinanza. Resta la carta commissariamento – attesa in caso di mancato accordo – che permetterebbe sia alla sindaca sia al governatore di scaricare la patata bollente sul Governo attraverso l’azione prefettizia. Ma a quale costo?

    L’EQUIVOCO DEGLI IMPIANTI DI COMPOSTAGGIO
    Molta confusione – anche fra gli stessi politici – è stata fatta negli ultimi giorni sui tre impianti di compostaggio allo studio del Campidoglio, di cui ha parlato anche Virginia Raggi in una recente puntata di Porta a Porta. In quel caso, il tema si sposta sui rifiuti differenziati e in particolare sull’umido. La necessità è quella di sostituire (e integrare) l’impianto di Maccarese che, come rivelato da ilfattoquotidiano.it il 21 marzo scorso, deve essere chiuso a breve per via dell’intenso traffico veicolare. A quanto si apprende, i nuovi impianti dovrebbero sorgere nelle aree agricole di Castel di Guido (ovest), Decima (sud) e Marcigliana (nord-est), ma va specificato che questi siti non sono paragonabili a delle discariche e perfettamente compatibili con l’ambiente. Molte polemiche, poi, sono state suscitate dalla decisione del Dipartimento capitolino di spostare il tritovagliatore mobile di Rocca Cencia ad Ostia Antica: la mossa del Campidoglio permetterà al Municipio X di smaltire autonomamente i propri rifiuti indifferenziati, che altrimenti dal litorale romano avrebbero dovuto continuare a viaggiare per oltre 40 km in direzione Roma est.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/...-con-rischio-commissariamento/3581303
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  4. Gestione rifiuti in mano a Cerroni "Sono molto contenta che si accendano riflettori" su Ama. Esordisce Raggi: "Siamo ancora in attesa del consiglio straordinario su Mafia Capitale", ha aggiunto rivolta ai consiglieri di opposizione presenti anche nella scorsa consiliatura. "Da settembre-ottobre inizieremo noi a convocare consigli straordinari su Atac, Risorse per Roma...Vi raccontiamo cosa avviene a Roma dal 1964 sulla gestione del ciclo dei rifiuti". Fatta eccezione per la stagione di Alemanno "il centro sinistra ha governato Roma - ha aggiunto Raggi -. E in questi 40 anni la gestione dei rifiuti è stata affidata a Manlio Cerroni, la sua fortuna è tale che Cerroni è stato chiamato l'ottavo Re di Roma"
    Rischio sanitario dietro l'angolo "Noi oggi dobbiamo affrontare la crisi per i prossimi sei mesi. Una crisi sistemica con scarse risorse e tempi ridotti, lavorando con il rischio sanitario dietro l'angolo". E' l'allarme lanciato dal sindaco Virginia Raggi nel suo intervento in consiglio comunale straordinario di oggi.

    "Muraro competente e scomoda". Raggi poi risponde all'interrogazione della capogruppo del Pd Michela Di Biase riguardante l'assessore all'ambiente Paola Muraro. Virginia Raggi ha spiegato, rispetto ai compensi dell'attuale assessore Muraro, nel periodo in cui svolgeva consulenza per Ama: "Altri consulenti in Ama hanno ricevuto compensi ben più onerosi e mai nessuno ha detto nulla. Nella gestione Panzironi-Fortini alcune segretarie in Ama prendevano da 70 a 90 mila euro". In più, ricorda Raggi "ha consentito ad Ama di risparmiare ben oltre 900 milioni di euro per il lodo arbitrale di Ama contro Colari". Raggi ha poi aggiunto: "Muraro è stata consulente di Ama e lo sappiamo tutti. Fino a luglio il suo curriculum sul sito era aggiornato al 2015 e riportava che Muraro era anche consulente. Poco prima delle dimissioni di Fortini il curriculum è stato modificato con una versione del 2011 evidentemente non aggiornato: tra il 2011 e il 2012 è stata consulente di Federambiente all'epoca presieduta proprio da Fortini, Non si può eccepire che Muraro non sia competente, forse è diventata troppo scomoda? Dal suo curriculum si evince che Muraro ha svolto incarichi privati in aziende pubbliche e la sua competenza è comprovata proprio da esperienza nel settore dei rifiuti". Il dossier Muraro è comunque a disposizione della commissione di inchiesta parlamentare dove la Muraro sarà sentita il 5 settembre. Spero di aver chiarito i dubbi visto che i cittadini non si sono mai visti chiariti i rapporti tra ex assessori con Buzzi e Carminati, considerato che non si e' mai svolto un consiglio straordinario su Mafia Capitale".

    Di Biase: "Risposte non soddisfacenti". "Non mi sento soddisfatta dalle risposte avute chiedo quale ruolo ha avuto la Muraro rispetto ad Ama e mi viene risposto che lavorava per Federambiente". Lo ha detto la capogruppo del Pd e firmataria della richiesta della seduta straordinaria di oggi dell'Assemblea Capitolina, Michela Di Biase, nelle repliche alla relazione del sindaco, Virginia Raggi. ."Nel momento in cui il Pd chiede chiarezza e ci si aspettava che Raggi chiarisse rispetto al ruolo di Muraro, il sindaco a domande precise dà risposte generiche addossando tutta la colpa ad Ama e alle amministrazioni precedenti e poi si prende come assessore chi ha guidato e ispirato quei processi per 12 anni. Prendiamo atto del forte imbarazzo che serpeggia all'interno M5S ma ci chiediamo: dov'è Di Battista oggi? Perché non è in Aula a gridare 'onestà onestà'? Non se l'è sentita di tornare a farlo appena due mesi dopo?".

    Ama ha dormito. "Ad Ama chiederemo presto una serie di approfondimenti". Dice Raggi riferendosi ad alcune criticità e inadempienze riconducibili all'operato dell'Azienda municipalizzata per i rifiuti. Una su tutte "il fallimento della pulizia e della raccolta dei rifiuti in città. Ama, ad esempio, dormiva invece di chiedere ai
    trasportatori di essere qui il lunedi' mattina presto e non chiedeva le penali ai fornitori che ammontano a 1,5 milioni. Per questo la citta' oggi è così, eppure la tariffa aumenta ogni anno come sanno bene i cittadini". E sulla vicenda alla vicenda degli ecodistretti e delle compostiera programmati da ama ma mai realizzati, annuncia "Chiederemo approfondimenti ad Anac. Stiamo preparando materiali". "Ci vuole coraggio a chiedere a noi di chiudere l'intero ciclo dei rifiuti. Voi non lo avete fatto per anni. Ebbene, noi lo faremo". E' la 'sfida' che lancia la sindaca alle opposizioni. "Ama con la gestione Filippi e Fortini - prosegue - ha continuato a conferire nell'impianto tritovagliatore di Cerroni fino a febbraio di quest'anno. La domanda è: perché fino a pochi mesi fa il tritovagliatore è stato tranquillamente utilizzato e solo a febbraio di quest'anno" non più? "Forse quando si iniziava a capire che il M5S avrebbe potuto tentare la scalata al Campidoglio si è optato per non usarlo più, senza però prevedere soluzioni alternative e percorribili sin da giugno, quando notoriamente viene registrato un picco di rifiuti a Roma? Bah".
    http://roma.repubblica.it/cronaca/201...o_e_raggi_oggi_in_aula-145712728/?rss
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  5. ero una professionista che non aveva vincoli di esclusiva. E poi la consulenza alla Bioman riguardava rifiuti lavorati a Pordenone, non a Roma.

    Quando entra in contatto con il M5s?
    Conobbi il deputato Stefano Vignaroli e altri eletti ai tempi del contenzioso con Cerroni. Avevano fatto un eccellente lavoro di ricognizione.

    Quando l’hanno chiamata per fare l’assessore?
    A inizio giugno mi chiamò lo staff della Raggi chiedendomi un curriculum. Quel giorno ho incontrato Virginia.

    Lei da consulente ha lavorato all’avvio di Rocca Cencia. Poi da assessore si è recata sul posto e ha detto che era pieno di buchi. Non stride?
    Ero una consulente, non la responsabile. E ho messo in luce tutte le criticità, senza esito.

    Lei ha parlato di un dossier.
    Ho mandato tante mail all’azienda, soprattutto negli ultimi due anni.

    Su cosa?
    Nell’ottobre 2015 segnalo che da un impianto di Pomezia sono usciti mezzi che pesavano un tot, e pochi chilometri, all’arrivo pesavano il doppio.

    Che vuol dire?
    Che avveniva una truffa.

    Continui.
    Il 15 giugno 2015 scrivo: “Torno a sottolinearvi la gravità della situazione negli impianti di Rocca Cencia e Salario”. E chioso: “Non essendo responsabile del comportamento aziendale, mi ritengo sollevata da qualsiasi responsabilità”.

    Perché ha tenuto questo materiale nel cassetto?
    Avevo un obbligo contrattuale di riservatezza. Ma se la procura mi chiamerà mostrerò tutto. E vorrei essere sentita anche dalla commissione Ecomafie, appena possibile.

    Teme di essere indagata?
    Ho piena fiducia nella magistratura.

    Come si salva Roma dai rifiuti?
    Innanzitutto, puntando sulla differenziata. Non credo che ora sia al 42 per cento, faremo un audit per verificarlo.

    Detto questo…
    La differenziata con i cassonetti non funziona. Servono nuovi metodi di raccolta.

    Non basta.
    Dobbiamo lavorare sulle utenze commerciali, attualmente i loro rifiuti vengono mischiati agli altri. E poi realizzeremo impianti di compostaggio vicino alle aziende agricole.

    Serve una nuova discarica?
    Vedremo quando avremo messo a regime la differenziata. Dobbiamo arrivare al 65-70 per cento.

    E i termovalorizzatori?
    Non sono nel programma.

    Roma è sommersa. Per il 20 agosto sarà pulita?
    Così dice il piano di rientro dell’Ama, confidiamo che ce la si faccia. Ma è sempre colpa dei dirigenti. Si sa che il picco dei rifiuti è tra aprile e agosto: perché non si sono organizzati per portare i rifiuti altrove?

    Ci vede malafede?
    Il sospetto è fortissimo.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/premi...sui-rifiuti-non-hanno-mai-fatto-nulla
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  6. Da questo punto di vista, al fine di far rispettare le sanzioni modificate anche di recente con la legge 221 del 2015, appare necessario adottare dal punto di vista delle nuove tecnologie strategie simili a quelle adottate da altre città, come ad esempio Pomezia (pur con le dovute differenze dimensionali), che ha recentemente installato telecamere di videosorveglianza per sorvegliare i luoghi di abbandono dei rifiuti.

    Insomma open data e smart city anche a Roma, si ma con assunzione di responsabilità (e sanzioni) per chi sbaglia.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/...-e-trasporti-servono-sanzioni/2934101
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  7. Mentre Fortini obiettava di non avere competenze di ordine pubblico, Muraro ha replicato: "Se lascia la possibilità di mimetizzare alcune cose...".

    Su tutti gli argomenti l'assessora è stata molto ferma, chiedendo piani e risposte concrete ed effettive. "A settembre la gente rientra e vogliono trovare le strade pulite e questo lo dovete garantire".

    Ha poi chiesto di conoscere i capi area: "Adesso. Li andate a chiamare. Mi dite anche quanti sono in ferie e adesso voglio incontrare quelli che sono qui".

    L'assessora e il presidente di Ama Daniele Fortini hanno poi discusso sull'utilizzo del tritovagliatore di Rocca Cencia che Manlio Cerroni a affittato alla ditta Porcarelli. Muraro, infatti, ha chiesto conto all'Ama: "Perché quell'impianto, messo a disposizione di Roma Capitale con una delibera di giunta regionale, non viene utilizzato da Ama? Siamo pronti anche a un referendum per chiedere ai cittadini su preferiscono i rifiuti in strada oppure che venga usato quell'impianto".

    "Io non chiederò mai a Cerroni di usare il suo tritovagliatore se non me lo dicono le autorità, Regione o Comune", ha risposto Fortini, "poi se ci viene chiesto e se la Regione fissa una tariffa calmierata allora dal giorno dopo sono pronto a portarci i rifiuti".
    "Non mi interessa Cerroni - ha detto Muraro - la fattura va fatta a Porcarelli".

    "Hai chiesto alla Regione di fare una tariffa?", ha poi chiesto Muraro a Fortini. "No, io non vado a dire alla Regione cosa deve fare", ha risposto Fortini. "Questa è una responsabilità grave Daniele", gli ha replicato Muraro, "mi
    stai dicendo che per una questione di rapporti e di lettere la città è piena di rifiuti. Io non voglio essere denunciata da nessuno".
    "Nella mia lettera all'assessore Buschini del 1 giugno glielo ho detto", ha allora risposto Fortini. "Allora perché non sei andato a perorare?", ha detto Muraro.

    La diretta è poi finita alle 13.30 ed è ripresa una mezz'ora più tardi con un tavolo allargato ai capi area.
    http://roma.repubblica.it/cronaca/201...e_a_un_documento_operativo_-144774750
    Tags: , , , , , , by M. Fioretti (2016-07-25)
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  8. quelli a cavallo della festa di San Pietro e Paolo, sono giorni tremendi per la neosindaca. Ha appena preso possesso di Palazzo Senatorio e già sembra avverarsi la profezia di Grillo: «Loro molleranno la spazzatura in mezzo alla strada per dire: “Avete visto come hanno ridotto Roma?”». In quello scorcio di giugno, in effetti, la città è un immondezzaio, i sacchetti tracimano dai cassonetti, per protesta a Tor Bella Monaca hanno iniziato persino a incendiarli. La situazione è esplosiva. Anche perché alcuni impianti fuori regione, dove Ama conferisce gli scarti urbani, sono in manutenzione.

    Urge trovare una soluzione. Ed ecco apparire sulla scena Vignaroli. Prima, attraverso Muraro, promuove una girandola di incontri “preparatori”; poi assume il comando delle operazioni e contatta il Colari. Per stringere il patto nell’ufficio del suo portaborse. Il Movimento esulta: in un lampo lo sanno tutti e tutti cominciano a parlarne. Rivelando dettagli e condizioni dell’intesa. Rimasta confinata nei conversari grillini fino all’8 luglio. Quando — dinanzi all’evidenza — in coda a una nota striminzita che ufficializza il “via al piano straordinario di pulizia Ama”, il Campidoglio scrive: «La partecipata capitolina, per svolgere al meglio il lavoro, si avvarrà di nuovi accordi recentemente stipulati: con la Saf di Frosinone (conferimento di 300 tonnellate di rifiuti indifferenziati al giorno) e con il Colari (200 tonnellate in più nei prossimi 10 giorni)». Punto e basta.

    Per Vignaroli è un successo personale. Del quale vantarsi col gruppo Massimina su Facebook: «Le 200 tonnellate in più (sempre entro i limiti previsti dalle autorizzazioni)
    son servite per affrontare il picco dei rifiuti e la pulizia straordinaria in previsione anche dello sciopero che per fortuna è saltato», scrive il deputato l’11 luglio. «E sappiate che la storia dei 200 in più potevamo benissimo tacerla visto che è di facile strumentalizzazione, invece ci tengo alla trasparenza e non abbiamo nulla da nascondere... Immaginate quanto mi sia costato andarlo a chiedere al Colari». Una confessione in piena regola.
    http://roma.repubblica.it/cronaca/201...questelle_con_ama_e_cerroni-144542428
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  9. Dopo le 26 spiagge della Costa Azzurra colpite dal provvedimento l'anno scorso, anche la Corsica adotta la stessa misura nelle baie e negli scorci più belli e famosi dell'isola. Salgono così a 36, divise in 18 città, i luoghi dove non sarà più possibile accendere sigarette, sigari e la stessa pipa. Il provvedimento riguarda Ajaccio (Ricanto, Saint François, Trottel), Bonifacio (Balistra, Grand Sperone, Piantarella, Rondinara, Tonnara), Porto Vecchio (Santa-Giulia, Palombaggia) e rientrano tutte nel progetto "Spiagge senza tabacco" promosso tre anni fa dalla Lega contro il cancro. Nizza è stata la prima città ad aver aderito.
    http://www.repubblica.it/viaggi/2015/...e_la_francia_va_avanti-119586130/?rss
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  10. Occorre evitare una costosissima e tossica quanto inutile ulteriore impiantistica su territori già martirizzati considerando altresì le necessità ineludibili di “spending review” attuali. Si può fare, assicurando in trasparenza i necessari controlli e la corretta e completa caratterizzazione delle ecoballe in un “distretto del riciclo” ben organizzato in grado non di rappresentare un semplice esperimento, ma una situazione di concreto recupero e smaltimento della vergogna di oltre sei milioni di ecoballe abbandonate, fuori qualunque norma, ad avvelenare un territorio intero.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/...dati-di-acerra-lo-certificano/1779897
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