Tags: processi*

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  1. è assolutamente necessario che il governo, al di là dei proclami, oltre a semplificare e a razionalizzare la normativa in materia di Pct (per evitare le confusioni interpretative di cui si è accennato sopra), si ponga seriamente il problema di come è stato realizzato e come viene gestito il servizio del Pct, e intervenga di conseguenza; ciò per evitare che gli operatori del diritto (e di riflesso i cittadini) vengano sepolti non più dalle scartoffie ma dai malfunzionamenti di un sistema che, nato per semplificare, rischia di finire per complicare tutto e far rimpiangere il “vecchio” processo cartaceo.
    http://www.mysolutionpost.it/blogs/it...iana/2014/11/processo-telematico.aspx
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  2. Aveva ragione Travaglio. La sentenza della Corte d’Appello ha escluso la concussione per costrizione perché (diversamente dal Tribunale) non ha ritenuto esistessero valide prove di minacce, neppure implicite, rivolte da Berlusconi a Ostuni; e ha escluso la concussione per induzione perché non esisteva prova della sussistenza di un indebito vantaggio atteso da Ostuni come conseguenza della sua acquiescenza alle richieste di Berlusconi.

    Il riconoscimento pieno della lungimiranza del condirettore del Fatto Quotidiano non mi impedisce di dire che la Corte d’Appello ha sbagliato e che attendo una mia riabilitazione dalla Cassazione; che, se non arriverà, sarà causa di mia eterna vergogna. Ciò dico per due motivi.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/...uby-qualcosa-ancora-non-torna/1168448
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  3. È evidente, come spiega il quotidiano di via Solferino, che la scelta del giudice non può essere che l’estremo dissenso dal verdetto – non condiviso con i giudici Lo Curto e Alberto Puccinelli – e dalle sue motivazioni. Andato molto probabilmente in minoranza in camera di consiglio – il collegio è composto da due giudici e appunto un presidente – Tranfa ha dovuto quindi leggere quel verdetto davanti a tutti e poi come prescrive la legge, dopo 90 giorni, mettere la firma non potendo sottrarsi. Quindi dopo aver vergato i motivi in cui si annullava la condanna a 7 anni per l’ex Cavaliere ha scelto di andare in pensione con ben 15 mesi di anticipo. Forse pesava ancora sul magistrato aver dovuto anche leggere, in qualità di presidente, il dispositivo della sentenza il 18 luglio scorso e averla di fatto consegnata alla storia giudiziaria.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/...la-ii-corte-tranfa-si-dimette/1158507
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  4. “il nuovo reato” “richiede necessariamente il concorso di due soggetti: il pubblico ufficiale inducente (B., ndr)e l’extraneus (Ostuni, ndr) opportunisticamente complice del primo”. Il primo c’è, il secondo no. Dunque il primo è salvo: “mancando la condizioni per una riqualificazione dei fatti in una diversa ipotesi di reato”, alla Corte d’appello non resta che “assolvere l’imputato dal delitto ascrittogli perché il fatto non sussiste”. Cioè sussisteva quando fu commesso, ma poi l’imputato e i suoi presunti avversari l’hanno reso impunibile. E ora chi paga e chiede scusa per tutte le balle che ha raccontato?
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/...esso-ruby-avevamo-ragione-noi/1158741
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  5. In un collegio di Tribunale o di Appello accade tutti i giorni che su una singola ordinanza o sulla sentenza a fine processo, uno dei giudici vada in minoranza rispetto agli altri due, è l’assoluta fisiologia nel segreto della camera di consiglio. Ma a giudicare dal clamoroso gesto delle dimissioni, nel processo Berlusconi-Ruby la qualità del dissidio fra i tre componenti sembra avere raggiunto per Tranfa livelli che deve aver giudicato incompatibili finanche con la possibilità di continuare ad amministrare la giustizia, a pronunciare sentenze e a celebrare processi a imputati comuni usando lo stesso metro di valutazione e il medesimo standard probatorio utilizzati per analizzare le prove a favore o contro l’ex premier, e per infine assolverlo.
    http://www.corriere.it/cronache/14_ot...0a2-55ba-11e4-8d72-a992ad018e37.shtml
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  6. Tutto ciò premesso, si capisce che la sentenza della Corte d’Appello di Milano non è dovuta alla presunta mancanza di un “vantaggio personale” prospettato ai funzionari di polizia; ma alla ritenuta mancanza della condotta di costrizione o induzione da parte di B. L’assoluzione perché il fatto non sussiste significa che è mancata la prova di pressioni psicologiche, di allusioni ai poteri di B. da cui i funzionari di Polizia potevano dedurre possibili vantaggi personali; il che non vuol dire che essi non lo abbiano sperato, come aspettativa autonoma. Così come è mancata la prova vi siano state pressioni o allusioni a conseguenze negative sulla carriera; che possono essere state temute, ma indipendentemente dalle intenzioni o dalle azioni di B. Improbabile? Sì, molto; ma il processo è fatto di prove, non di pregiudizi. Così era prima della Legge Severino e così è ora.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/...o-i-fatti-e-la-legge-severino/1071987
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  7. se così andarono le cose (non pare esservi prova che siano andate diversamente) non si può imputare a B. la naturale propensione al servaggio dei suoi interlocutori.Ma la richiesta era illegittima; proporla ed eseguirla non dovrebbe essere penalmente rilevante? Sì, in effetti lo era; fino al 1990. Compiere atti contrari a leggi o regolamenti per soddisfare un interesse personale proprio o di altri era reato. Ed era un ottimo sistema per contrastare la corruzione: spesso era difficile provare la dazione di una somma di danaro o comunque il corrispettivo per un’attività illegale compiuta dal pubblico ufficiale; e, niente corrispettivo, niente corruzione. Ma l’abuso d’ufficio stava nelle cose, nei documenti, insomma nell’attività compiuta dal pubblico ufficiale; ed era punito con la stessa pena della corruzione: fino a 5 anni. Come ho detto, un buon sistema. Troppo buono. Il Parlamento all’unanimità lo modificò (in piena Mani Pulite, guarda che coincidenza): l’interesse per cui si abusava dell’ufficio doveva essere di natura patrimoniale; se non riguardava roba di soldi non era reato. E si capisce bene, tornando a B., che affidare Ruby a Minetti non era cosa di soldi. Sicché lui e i suoi accoliti hanno commesso un abuso d’ufficio penalmente irrilevante.

    Quanto alla prostituzione minorile, B è stato assolto perché il fatto non costituisce reato. Che vuol dire che il fatto è stato commesso ma che manca l’elemento soggettivo, il dolo. In un reato del genere il dolo può riguardare solo due cose: la qualità di prostituta di Ruby e la sua età di infra diciottenne. Escluso che B. potesse avere dubbi sulla prima, è ragionevolmente possibile che non abbia avuto dubbi nemmeno sulla seconda. Chiunque abbia visto qualche fotografia della signorina non si è certamente posto il problema della sua età: una venticinquenne in fiore, questa è l’impressione che dava. Ora, chi si accoppia con una prostituta minorenne non può difendersi sostenendo che non immaginava si trattasse di una ragazzina. Ma l’errore deve essere colpevole: non si chiede la carta di identità a una donna fatta e finita, dagli atteggiamenti che più adulti non possono essere. La formula assolutoria però ha una conseguenza importante: il fatto non costituisce reato significa che il fatto c’è stato, B. ha avuto rapporti mercenari con Ruby. E dunque tutti i testimoni che lo hanno negato hanno detto il falso; e B. che li ha istigati ne dovrà rispondere anche lui. Credo sia evidente a tutti che, quando succederà (come deve succedere), Tv e giornali organici al miliardario rispolvereranno la teoria della cospirazione: avete visto, è stato assolto con formula piena ma la Boccassini (e Md e i comunisti e chiunque altro sia critico nei suoi confronti) continuano l’assedio… Ma resisteremo; e B. sarà il prossimo Presidente della Repubblica.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/...giusta-i-testimoni-sono-falsi/1066397
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  8. Non si può assistere in silenzio al tentativo di trasformare il pm in un burocrate sottoposto alla volontà del proprio capo». Il giorno della memoria diventa il giorno dello scontro. Con il pm Nino Di Matteo, mente storica dell’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia, che tuona contro il presidente della Repubblica, accusato di condizionare il Csm, e contro Renzi, reo di fare le riforme con un politico condannato
    http://www.corriere.it/cronache/14_lu...3ae-0f7e-11e4-a021-a738f627e91c.shtml
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  9. Assolto. C’è poco da ricamarci sopra: la corte d’appello ha smontato l’impostazione d’accusa costruita dalla procura di Milano per il processo più delicato degli ultimi anni, imputato Silvio Berlusconi per le cene eleganti di Arcore. Si può però cercare di capire perché, in attesa delle spiegazioni che arriveranno con le motivazioni della sentenza.

    La legge Severino. La riforma del 2012 ha “spacchettato” la concussione. Ha cioè diviso in due il reato, distinguendo una “concussione per induzione” da una “per costrizione”. Così è di fatto intervenuta su processi in corso, ottenendo risultati come la prescrizione per l’ex capo della segreteria Pd Filippo Penati e, ora, il “salvataggio” di Berlusconi dal caso Ruby. I pm Ilda Boccassini e Antonio Sangermano erano partiti all’inizio del processo contestando all’imputato un reato di concussione che alla fine del processo non esisteva più.

    Lo scambio? I dietrologi ipotizzano che ci sia stato addirittura uno scambio, nella legge Severino: l’incandidabilità in cambio di un’assoluzione. L’incandidabilità è scattata per quella parte della legge Severino che espelle dal Parlamento i condannati. L’assoluzione è arrivata ora per quella parte che di fatto smantella la concussione.

    Le scelte di Bruti. Si poteva costruire diversamente l’accusa, sostengono alcuni magistrati: si poteva mandare a processo per concussione il funzionario della questura Pietro Ostuni, che ordinò ai suoi sottoposti di rilasciare la ragazza; e Berlusconi a questo punto sarebbe stato imputato di concorso in concussione. Questo impianto accusatorio, che sarebbe stato più solido, fu però subito escluso dalla procura di Milano. Il procuratore Edmondo Bruti Liberati fece capire che la procura non intendeva procedere contro i funzionari della questura. E nel 2011, durante le indagini, dichiarò: “La fase conclusiva della procedura di identificazione, fotosegnalazione e affidamento della minore è stata operata in modo corretto. Non sono previsti ulteriori accertamenti sul punto”. Aprì così un conflitto con la pm del tribunale dei minori Annamaria Fiorillo, che continuò invece a sostenere che le sue indicazioni ai funzionari della questura erano state platealmente contraddette.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/...he-berlusconi-e-stato-assolto/1065520
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  10. L’avevano votata per questo e alla fine per questo è servita. Silvio Berlusconi strappa un’assoluzione in secondo grado per il caso Ruby grazie alla legge Severino: il sedicente articolato anti-corruzione approvato nel 2012 da Pd e Pdl che, dopo aver permesso alle Coop di uscire per prescrizione dall’inchiesta sulla Tangentopoli di Sesto San Giovanni e a Filippo Penati di veder eliminate parte delle sue accuse, svolge ora egregiamente la sua funzione anche nei confronti dell’ex Cavaliere e neo Padre della Patria.

    Spacchettare, mentre il processo Ruby era già in corso, il reato di concussione in due, stabilendo pene e fattispecie diverse per la concussione per costrizione e quella per induzione, ha significato spalancare la strada che ha portato il leader di Forza Italia al verdetto di secondo grado.

    con la vecchia norma l’ex Cavaliere sarebbe stato condannato di sicuro. Con la nuova no
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/...elitto-perfetto-di-berlusconi/1065621
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