Tags: lombardia*

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  1. Ultima annotazione. «Il voto può essere modificato prima di essere effettivamente registrato — segnalano dal M5S — impedendo così il voto di scambio perché la fotografia della preferenza non ha valore probante rispetto al voto effettivamente registrato e non esiste la possibilità di entrare nel seggio con una scheda già compilata».
    http://milano.corriere.it/notizie/cro...79c-5fae-11e7-89db-f0df40559f50.shtml
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  2. Il vero problema, che nessuno vuole decidersi ad affrontare “de visu”, a cominciare dalle associazioni ambientaliste , dai governi locali ma soprattutto dalle competenti Accademie come Igiene e tossicologia industriale, è dato dal non volere deciderci ad affrontare il problema gestione rifiuti (speciali e urbani) come un unico grande problema di corretta gestione, dando priorità ai rifiuti speciali, e non certo agli urbani, laddove esiste un problema oggettivo e gravissimo di salute pubblica in regioni come la Campania e la Lombardia (Acerra e Brescia sorelle di Italia!). E, in Campania registriamo zero impianti intraregionali per lo smaltimento dell’amianto ma situazioni di disastro ambientale dichiarato come ad Avellino (Isochimica) e nei quartieri della zona ovest di Napoli (zone ex Italsider, quartieri Soccavo Fuorigrotta Pianura).

    Il sistema dei roghi di rifiuti speciali come pneumatici accumulati è un “vecchio” sistema “campano” ormai scientificamente realizzato da molti decenni, e vede roghi di migliaia di tonnellate di rifiuti speciali sempre negli stessi punti


    La conseguenza ultima risulta quella di avere eliminato prove di attività manifatturiere varie in regime di evasione fiscale, nonché di avere creato un lucrosissimo affare di caratterizzazione e gestione di ceneri di rifiuti che verrà prima o poi smaltito a spese dello Stato e non dei privati che avevano importato il materiale legalmente in regione.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/...mo-il-gioco-dei-tre-sacchetti/1960748
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  3. Dico ad Alitalia di ripensarci e di tornare a Malpensa visto quello che succede a Fiumicino». La dote dell’esposizione per agli scali cittadini vale infatti un milione di passeggeri. Uno su cinque tra chi è sbarcato a Linate e Malpensa tra maggio e giugno ha visitato il sito. È quanto è emerso da un sondaggio della Sea agli arrivi e alle partenze. Soddisfazione anche per il mese che si chiude. E per agosto si attendono 4 milioni di partenze. Ma idati mostrano anche che per Malpensa il pericolo rappresentato dall’abbandono di Alitalia è scampato. L’aeroporto varesino si posiziona al primo posto tra gli scali europei non hub (cioè senza un vettore proprio) per accessibilità intercontinentale diretta.
    http://milano.corriere.it/notizie/cro...274-377d-11e5-88ac-a32ff5fc69d6.shtml
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  4. I progetti in base ai quali l’Expo è stata assegnata a Milano prevedevano un parco agricolo permanente in cui ogni paese avrebbe ricreato le sue colture tipiche, raggiunti da nuove vie d’acqua scavate lungo gli antichi tracciati dei Navigli. In realtà le vie d’acqua erano irrealizzabili, perché la pendenza della Lombardia va in senso opposto. Il parco agricolo è esistito solo sui rendering, sostituito nel mondo vero da un impianto a padiglioni, meno costoso e più appetibile per gli sponsor.

    Le critiche all’Expo sono generalmente critiche alle sue premesse. Si può sostenere che sia un format superato; o che il tema del cibo sia ipocrita; o che la sua impostazione, in Italia, serva solo a giustificare un enorme trasferimento di risorse pubbliche ai soliti costruttori e complessi industriali privati.

    Ma anche superando le premesse, in cambio bisognerebbe ottenere un’esperienza gastronomica e culturale che valga 34 euro per un visitatore o un miliardo di euro per lo stato che ospita la manifestazione. A me non sembra che sia così.

    In molti hanno paragonato la fiera a Eataly, non a caso coinvolto senza bando di gara a fornire tutti i ristoranti delle regioni italiane. È un paragone per certi versi sensato: anche a Eataly è tutto esageratamente costoso. Anche Eataly non ha una bella reputazione nei rapporti con i lavoratori. Anche Eataly è caratterizzato da una retorica urticante e onnipervasiva.

    È un paragone troppo generoso. Da Eataly sotto lo storytelling si trovano (anche) cibi buoni, per quanto cari. A Expo sotto lo storytelling non c’è niente.
    http://www.internazionale.it/weekend/2015/08/02/expo-2015-milano-retorica
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  5. Roberto Maroni, governatore celodurista della Lombardia, sognava di creare una Enit in salsa padana per vendere al mondo ed in particolare agli oltre 7 milioni di turisti stranieri attesi per Expo, il territorio lombardo-piemontese-veneto-friulano. A questo avrebbe dovuto servire Explora, “la prima Destination Management Organization a servizio del territorio e delle imprese per lo sviluppo turistico delle Destinazioni di Expo 2015 da Milano, alla Lombardia, il Piemonte, la Liguria e il Friuli Venezia Giulia, nata per cogliere tutte le opportunità offerte da Expo”.

    Ma il sogno di Bobo, per il cui perseguimento nel 2014 è stata stipulata tra Regione ed Explora una convenzione ad hoc costata ai conti regionali la bellezza di 700 mila euro, ha dovuto fare i conti con la cruda realtà. Perché Explora, società nata all’ombra di Expo, partecipata da Camera di Commercio di Milano, Unioncamere Lombardia, Expo spa e naturalmente da Regione Lombardia ha per ora prodotto poche ricadute turistiche, tanti costi, buchi di bilancio e clamorosi abbandoni.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/...ento-dellenit-in-salsa-padana/1922792
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  6. Dopo Roma, la nuova grana del governo è Milano. La legge Delrio che ha cancellato la Provincia ha scaricato sulla Città metropolitana i debiti dell'ente soppresso e insieme ai tagli ai trasferimenti sottrae quasi 500 milioni di euro in tre anni al motore economico dell'Italia. Pisapia non ci sta: aveva programmato un'uscita di scena in punta di piedi, deve invece battere i pugni sul tavolo. I candidati a sostituirlo ne approfittano per aprire la campagna elettorale. E Roma, per ora, tace
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/...milano-gia-rischia-di-fallire/1814076
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  7. Dal call center a Paternò all'appalto per la gestione della spesa farmaceutica. Prima i La Russa e poi i Maroni boys hanno messo le mani e dettato legge su gigantesche partite di denaro pubblico legate alla gestione della sanità regionale. E tra vendite e spezzatini la gestione dei dati sensibili è finita in mano ai privati. Ecco come
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/...olosi-tra-politica-e-business/1792410
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  8. Prezzi alti, quasi il doppio della norma. Così gli alberghi non si riempiono. Mentre l'entusiasmo per Milano come meta è alto in Italia ma basso all'estero. In particolare in Austria e Olanda: da dove le ricerche sono addirittura diminuite. I primi dati del portale Trivago
    http://espresso.repubblica.it/attuali...il-60-per-cento-delle-stanze-1.208711
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  9. Il Consiglio di Stato ha bocciato il modello scelto dalla Lombardia sulla fecondazione eterologa, che in regione è a pagamento. È stato infatti accolto il ricorso di Sos Infertilità che aveva chiesto di sospendere gli atti regionali in materia, che prevedono il pagamento della sola eterologa, mentre la fecondazione omologa viene garantita. È stata quindi sospesa in via cautelare la delibera regionale. L’avvocato Cinzia Ammirati, legale dell’associazione ricorrente, esprime «grande soddisfazione per la decisione del Consiglio di Stato che ha recepito integralmente la richiesta di Sos Infertilità, secondo la quale non ci può essere disparità di trattamento tra chi deve ricorrere alla fecondazione eterologa e chi invece all’omologa».

    La replica

    La Lombardia è pronta a difendere in tribunale «le sue scelte, fondate su motivazioni di ordine legislativo e non certo ideologico
    http://milano.corriere.it/notizie/cro...c64-df5f-11e4-9755-7346caf2920e.shtml
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  10. «Expo sta distruggendo l’orgoglio nazionale» ed è «un’occasione persa, perché è mancata una linea intellettuale, non è stata scaldata la popolazione». Il motivo? «Gli organizzatori si aspettano 20 milioni di turisti in infradito. Ma il livello culturale è sempre dato dagli organizzatori degli eventi. Non fare cultura non è un peccato, è un grande peccato». Francesco Micheli è ospite nella redazione de Linkiesta, per l’open talk di martedì 31 marzo dedicato alla crisi della classe dirigente in Italia. E il “finanziere rosso” non ci pensa due volte a citare Expo come emblema di questa crisi, così come quella della città di Milano.
    http://www.linkiesta.it/expo-milano-s...e-dirigente-open-talk-micheli-messina
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