Tags: legge elettorale*

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  1. Ma se questa legge fu approvata, perché allora non abbiamo un vincitore? Perché anche il ballottaggio dell’Italicum è stato censurato dalla Corte costituzionale. Dando vita, così, a un sistema “monco” (il cosiddetto Consultellum) che era il sistema elettorale in vigore prima dell’approvazione del Rosatellum: un semplice sistema proporzionale, con soglia di sbarramento al 3% e premio di maggioranza solo in caso di raggiungimento del 40% da parte di una singola lista. Nonostante il risultato eccellente, persino il Movimento 5 Stelle si è fermato molto al di sotto di questa soglia.

    Quindi, dopo averle letteralmente “provate tutte”, possiamo affermare che non è a causa del Rosatellum se nel Parlamento attuale non c’è una maggioranza. Al contrario, come ha di recente ricordato il nostro Andrea Maccagno, il meccanismo misto previsto dal Rosatellum, con la sua quota di collegi uninominali maggioritari, mette in condizione tutte le forze politiche di ottenere la maggioranza dei seggi, sia alla Camera che al Senato: a condizione, però, di avvicinarsi al 40% dei voti – e di vincere nei collegi uninominali “giusti”.

    Ma se nessuna delle forze politiche riesce ad ottenere abbastanza voti, prendersela col sistema elettorale è piuttosto privo di senso. Sarebbe ora che i protagonisti del dibattito pubblico se ne rendessero conto e chiedessero alle forze politiche di prendersi le loro responsabilità nelle sedi istituzionali opportune, come avviene in tante altre democrazie contemporanee.
    http://www.youtrend.it/2018/03/08/no-non-e-colpa-del-rosatellum
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  2. E allora ecco la modesta proposta che giro a Di Maio e Salvini. Vi vogliono uniti. Unitevi. Per quei due mesi che servono ad approvare la legge elettorale a doppio turno alla francese e non un giorno di più. Poi a rivotare con lo strumento, antico sogno della sinistra, proposto nella Bicamerale, quello che funziona così bene a Parigi e nei nostri grandi comuni. Chi ha il 50% al primo turno passa e poi due settimane dopo il triello diventa duello. Sappiamo bene tra chi. Toccherà agli elettori e non più ai partiti scegliere. Notinmyname? Bene, notinyourname!
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2018...ega-tutti-vi-vogliono-unitevi/4214319
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  3. Situazione analoga a Catania (Giulia Grillo e Simona Suriano hanno vinto nella quota maggioritaria e, visto che i seggi ottenuti al proporzionale sono 3, alle loro spalle resta solo Luciano Cantone), a Siracusa-Ragusa (Marialucia Lorefice e Maria Marzana si trovano alle spalle il solo Filippo Scerra) per Montecitorio e in Sicilia orientale per palazzo Madama (Nunzia Catalfo non può lasciare il seggio a una «riserva» perché M5S ha eletto tutti i candidati).
    https://www.quotidiano.net/politica/movimento-5-stelle-1.3770427
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  4. La dichiarazione di Grasso sull'eventuale governo di scopo con Renzi e Berlusconi ha scatenato un'accesissima polemica politica, portando il leader di LeU a pubblicare una precisione su Facebook: "Si stanno diffondendo informazioni fuorvianti su una presunta disponibilità di Liberi e Uguali a un Governo con PD e Forza Italia. Voglio essere molto chiaro: non siamo disponibili ad alcun Governo di larghe intese. Se non ci sarà una maggioranza coesa, l’unico scopo possibile per un Governo è cambiare la legge elettorale e tornare rapidamente al voto".

    Anche Nicola Fratoianni è intervenuto per commentare le polemiche scaturite dalla dichiarazione: "La legge elettorale è materia di discussione parlamentare. Se dopo il voto ci sarà la necessità di formularne un'altra, saremo disponibili a discuterne, come è ovvio, in Parlamento con tutti. Senza alcun bisogno di partecipare a governi. Tanto meno di larghe intese!".
    https://www.fanpage.it/grasso-se-matt...verno-di-scopo-con-renzi-e-berlusconi
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  5. La sconosciuta lista di Macario, di cui gli elettori all’estero hanno scoperto l’esistenza quando hanno ricevuto le schede elettorali per posta, promette di rimborsare il costo dei voli aerei per e dall’Italia a tutti gli italiani residenti all’estero: e fa capo a una presunta organizzazione non governativa che sostiene di effettuare già questi rimborsi. Fino a due giorni fa, almeno sulla carta, era possibile chiedere il rimborso dei voli sul sito di una presunta ong con lo stesso nome della lista, freeflightstoitaly.ngo, riconducibile a Macario, che sosteneva di avere rimborsato fino a quel momento circa 26mila biglietti aerei. Il Post ha provato a contattare questa presunta ong ma senza avere risposta, né è stato possibile trovare nessuna delle 26mila persone che avrebbero ricevuto i rimborsi. All’indirizzo della sede legale indicato sul sito nessuno ha mai sentito parlare di Free Flights to Italy. Il sito della presunta ong è stato chiuso questa settimana quando dei dubbi sulla correttezza della campagna hanno cominciato a circolare online.

    Free Flights To Italy si presenta soltanto alla Camera e solo nella ripartizione America settentrionale e centrale, dove hanno diritto di voto più di 300mila italiani residenti all’estero e vengono eletti due deputati e un senatore. Gli unici due candidati di Free Flights to Italy sono Giuseppe Macario e sua madre, Bettina Anna Maria Borrelli, di 71 anni. La giornalista Selvaggia Lucarelli, che si è occupata molto di questa storia su Rolling Stone, ha scritto di aver ricevuto la conferma che Borrelli e suo figlio, Macario, vivono a Fiano Romano, in provincia di Roma, e che sarebbero conosciuti in paese ma si vedono poco ed escono poco di casa.
    https://www.ilpost.it/2018/02/22/gius...-macario-free-flights-to-italy-truffa
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  6. La parola definitiva su questa “leggenda” è poi pronunciata dall’art. 83 del medesimo testo unico dove si afferma che la cifra elettorale di ciascuna lista (= voti validi) è data dalla “somma delle cifre elettorali circoscrizionali conseguite nelle singole circoscrizioni dalle liste aventi il medesimo contrassegno (= simbolo)”, mentre quella della coalizione dalla “somma delle cifre elettorali nazionali di tutte le liste che compongono la coalizione stessa”.

    Le schede bianche e nulle, pertanto, tali sono e tali rimangono e non rientrano nemmeno nel computo dei voti validi a partire dai quali sono generalmente calcolate le percentuali».
    http://www.lastampa.it/2013/03/06/cul...na-QX5G2bV0NemcNZXBF1zxFN/pagina.html
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  7. Al voto il 4 marzo. Le delimitazioni territoriali della Capitale
    http://www.romatoday.it/politica/elez...18/collegi-roma-lazio-quali-sono.html
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  8. Si possono fare al massimo due segni sulla scheda: si può barrare il nome del candidato al collegio uninominale che preferiamo e poi scegliere una delle liste che lo appoggiano. Quindi i due segni devono essere fatti nella stessa area: non è possibile scegliere un candidato all’uninominale e un partito di una coalizione diversa da quella di quel candidato. Una volta scelto un candidato uninominale, è possibile scegliere solo e soltanto una delle liste che lo appoggiano. Se si sceglie una lista in un’altra coalizione, la scheda viene annullata. Ripetiamolo, per sicurezza: non c’è voto disgiunto, non si può votare un candidato di centrodestra e una lista di centrosinistra.
    http://www.ilpost.it/2018/01/29/come-si-vota-rosatellum
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  9. Come funziona la legge elettorale, la scheda che avremo tra le mani e gli errori da non commettere
    https://www.avvenire.it/attualita/pagine/come-si-vota-il-4-marzo
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  10. scopro che dalla lunga notte dei coltelli del Pd - con la stesura delle liste terminata solo alle 4 del mattino e la minoranza che polemicamente non ha partecipato al voto - tu sei uscito sì senza paracadute, ma candidato nel collegio di Sesto Fiorentino. Che, permettimi, è cosa assai ben diversa dalla candidatura a Roma. E', insomma, uno dei pochissimi collegi dove il Partito Democratico è (abbastanza) sicuro di spuntarla.

    Chiariamoci, Roberto: quando ho letto il tuo post di ieri, oltre all'apprezzamento per la tua scelta, ho avvertito un altro sentimento. Il dispiacere perché con ogni probabilità il Parlamento italiano, al di là di come ognuno di non la pensi, avrebbe perso uno dei suoi membri più validi. Allo stesso modo, oggi mi sento rinfrancato dal pensiero che nella prossima legislatura - lunga o corta che sia - tra i banchi ci sarà ancora un Giachetti.

    E però... però al di là della coerenza che resta per la scelta di correre solo nell'uninominale, farlo in un collegio blindato, lontano dalla tua città, nella quale hai corso persino come sindaco e che (parole tue) "è il territorio dove vivo da 50 anni", rende un po' meno veritiera la seconda parte della tua lettera a Renzi, quella in cui spiegavi che Marco (Pannella) ti ha insegnato che "è nei momenti difficili che bisogna crederci, anche rischiando", e concludevi dicendo che "io ci credo, io amo la politica. È la mia vita. E so che questo amore e questa passione possono fare la differenza. So che faranno la differenza. Se vogliamo cambiare le cose dobbiamo metterci in gioco, dobbiamo osare, dobbiamo crederci".

    In un altro punto della lettera confessavi a Renzi di non avergli detto nulla fino alla fine sapendo che la carne è debole e c'era il rischio che riuscissero a farti desistere dalle tue convinzioni. Alla fine, parzialmente, è stato così. Ecco, a costo di perderti da parlamentare, io avrei preferito che la carne fosse stata un po' più forte.
    http://www.iltempo.it/velenitaly/2018...on-c-e-ma-neanche-il-coraggio-1047078
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