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  1. Ora, credetemi. Scrivo tutto questo senza un minimo di soddisfazione. Nessuna. Vorrei che ci fosse in Italia un normale partito di sinistra, come Syriza o come la Linke, e invece ci ritroviamo con questo sgorbietto utile a far fare un ultimo giro di giostra a una classe dirigente arrivata al capolinea più o meno nel 2011. Vorrei che ci fosse in Italia un vero partito conservatore, come la CDU o come il Partido Popular, e invece ci ritroviamo con una cosa a metà tra Moira Orfei e Alba Dorata. Tutti i paesi europei fanno i conti con movimenti estremisti, populisti, anti-immigrati, eccetera, ma noi siamo gli unici in cui questi movimenti contano tutti insieme – M5S più Lega più FdI – quasi il 50 per cento dei voti, secondo i sondaggi. Quasi il 50 per cento. Per cui senza dubbio questa è l’offerta politica che ci meritiamo e che avrà la meglio il 4 marzo: e d’altra parte non vedo a sinistra e a destra del PD tutto questo struggersi davanti alla scheda elettorale. Mi sembrano tutti piuttosto entusiasti di votare le opzioni di cui sopra. Gli unici che andranno a votare col mal di pancia sono quelli che andranno a votare l’unico partito normale di questo paese, che peraltro lo ha reso incontestabilmente migliore di come fosse cinque anni fa nonostante quel risultato elettorale balordo e nonostante Matteo Renzi dal 4 dicembre 2016 a oggi abbia sbagliato tutto quello che poteva sbagliare.

    Questo non è un post che invita a votare Partito Democratico. Questo è un post che prende atto con enorme preoccupazione del fatto che oggi in Italia la democrazia sia mutilata non dai presunti “poteri forti” – semmai dalla loro pavida abdicazione – bensì dall’impossibilità di esercitare una vera scelta tra opzioni politiche anche molto diverse ma che non facciano temere tragedie. Perché di questo si parla, e se non ne avete la percezione forse pensate che un governo Salvini o uno Salvini-Meloni-Di Maio non possano davvero accadere (in questo caso chiedete agli americani) oppure siete come me, privilegiati quanto basta da sapere che ve la caverete in ogni caso.
    https://www.ilpost.it/francescocosta/2018/02/19/guardiamoci-negli-occhi
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  2. Il punto è che Forza Italia, Lega e compagnia tornerebbero al potere più confusi e cattivi che mai. Più di prima. La sintesi del loro programma è un coacervo di promesse di fronte alle quali c’è quasi da rimpiangere il milione di posti di lavoro di una volta. Si tolgono tasse ai ceti medi e alti così finanziando (???) la possibilità di andare in pensione prima e con pensioni più alte. Sulla giustizia e sui diritti la divaricazione è un po’ più logica e coerente: clemenza verso i reati dei colletti bianchi e pugno duro verso i poveri e gli stranieri (compresa l’espulsione di massa di tutti gli irregolari, il respingimento di massa alle frontiere, il diritto di ammazzare i ladri). Poco importa che si propongano cose già dichiarate incostituzionali o impossibili come l’inappellabilità delle sentenze di assoluzione o i respingimenti collettivi

    al momento è più urgente fare un estremo tentativo di salvarsi dal trumpismo italiano, anche perché pochissimi punti di differenza possono modificare in modo netto lo scenario post elettorale. Innanzitutto è necessario tornare al senso delle proporzioni e delle differenze, che negli ultimi anni si è abbastanza perso.

    Da vari e decisivi punti di vista, quali i diritti umani, i diritti civili, l’onestà, un minimo di ambientalismo, non c’è paragone tra le colpe e i difetti del Pd e/o di 5 stelle e quelli del connubio formato da Berlusconi/Lega/Fratelli d’Italia. Non è solo il lapsus rivelatore di Fontana, candidato in Lombardia. La destra si è cementata di nuovo negli ultimi due anni sulle battaglie contro le unioni civili, contro lo ius soli, contro il testamento biologico, contro l’accoglienza, per la licenza di sparare, contro il reato di tortura (cioè per la tortura) etc
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2018...nsate-al-pericolo-quello-vero/4107347
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  3. Se vince, è ben diversa dai governi Berlusconi che abbiamo vissuto varie volte. E’ una destra in cui Lega e Fratelli d’Italia sommati han più voti di Berlusconi, in cui si mettono in discussione unioni civili, biotestamento, divieto di tortura, persino le promozioni agli arabi al Museo Egizio, oltre alla progressività fiscale e ai diritti umani dei migranti. Certo è vero che molte delle loro sparate sono perfortuna inattuabili perché contrarie a leggi trattati e regole internazionali. E che non uscirebbero dalla Unione europea (farebbero “solo” dell’Italia la propaggine meridionale della xenofobia e dell’arretratezza polacca e ungherese). Ma vivremmo sotto un governo ansiogeno e retrogrado più o meno come Trump.

    Tutto questo si può ancora evitare non litigandosi all’ultima goccia di sangue i voti tra Pd 5 stelle e Leu, ma comprendendo che poche centinaia di migliaia di voti in più alle forze anti-berluscoleghiste farebbero la differenza decisiva. Considerare dalla stessa parte 5 stelle Pd e alleati e Leu può sembrare fantapolitico. Ma se penso ad alcuni militanti o sicuri elettori di ciascuna delle tre opzioni che ho visto al corteo del 10 febbraio, da una parte, e al turpiloquio parafascista di Salvini dall’altra, non è fantapolitica
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2018...eferendum-sul-fascio-leghismo/4159560
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  4. A parole hanno vinto tutti. I numeri, invece, segnalano che se c'è un vincitore nelle elezioni regionali di domenica, bisogna cercarlo dalle parti di Matteo Salvini. Lo dicono le analisi sui voti, "il numero assoluto dei voti ricevuti", elaborate a caldo dall'Istituto Cattaneo sui dati forniti dal Viminale. E in effetti le cifre, secondi i ricercatori, parlano chiaro: il Carroccio "ha ricevuto un numero di consensi pari o oltre al doppio di quelli delle politiche 2013 (+109,4%, +402.584)". Gli altri perdono consensi. Tutti. A partire dal Pd che conquista cinque governatori, ma lascia sul terreno, rispetto alle Europee, 2.143.003 voti. In percentuale significa una perdita secca del 50,2%. Ma anche rispetto alle politiche del 2013 al Pd manca il 33,8 dei consensi che in valore assoluto sono 1.083.557 voti.
    http://www.repubblica.it/speciali/pol...sponso_urne_pd_5stelle-115858883/?rss
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  5. i tratta di una difficoltà solo momentanea? Dal sondaggio odierno emerge che oggi non si riesce a definire con sufficiente precisione quali siano i valori portanti del partito. Il 39% degli intervistati, la maggioranza relativa, non saprebbe individuare una caratterizzazione distintiva di Forza Italia. Il 29% lo individua come partito conservatore, mentre l’aggettivo maggiormente evocativo della proposta politica originaria, liberale, viene solo dopo, citato da meno di un quarto degli intervistati. La rivoluzione liberale, mito fondativo della discesa in campo di Berlusconi ha perso definitivamente la sua credibilità, che resiste solo tra gli elettori attuali di Forza Italia, dove rappresenta la prima caratterizzazione e, sia pur in misura inferiore, anche tra gli elettori della Lega. Infine 23% lo definirebbe un partito nazionalista, 18% cattolico, 11% antieuropeo. La difficoltà ad identificare il partito in termini valoriali si riverbera anche sulla sua progettualità.
    http://www.corriere.it/politica/15_ap...bf4-e72f-11e4-95de-75f89e715407.shtml
    Tags: , by M. Fioretti (2015-04-20)
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  6. L’addio di Bondi è un certificato di morte, non tanto per la caratura politica del personaggio quanto per il suo valore simbolico: passare da Pera, Urbani e Martino al cerchio magico attuale, guidato dalla coppia Pascale-Rossi, significa non essere stati in grado di lasciare un’eredità che andasse oltre il simbolo elettorale.
    Ecco, se c’è un rimprovero che può essere mosso a Silvio Berlusconi, in questi anni, è di non aver pensato abbastanza al dopo. Rimandandolo sempre – e l’attenzione morbosa al proprio aspetto fisico ne è una conferma – e sperando che non arrivasse mai. Ora è arrivato, o sta per arrivare, e tutto è ancora possibile: il Milan ai cinesi, Mediaset ai francesi di Vivendi, Forza Italia a metà tra Renzi e Salvini. Ma almeno nei primi due casi non sarebbe gratis.
    http://www.andreasarubbi.it/?p=9144
    Tags: , , by M. Fioretti (2015-04-07)
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  7. Nell'inchiesta su Expo è stato sequestrato un documento con la spartizione delle poltrone della sanità e le pagelle di fedeltà politica dei manager. Dove Matteo pesa più di Maroni
    http://espresso.repubblica.it/inchies...tizzazione-lombarda-1.203561?ref=twpe
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  8. ROMA «Più Silvio Berlusconi minaccia le elezioni più crescono i nostri numeri al Senato, è matematico», è un Matteo Renzi tranquillo, che non fa propaganda né tenta la carta dello sbruffone, quello che fa questi ragionamenti.

    Un Matteo Renzi che fa il presidente del Consiglio e deve avere tutti i pezzi sulla scacchiera, inclusa la regina, quella che più volte aiuta a fare scacco matto. «In questo modo la nostra maggioranza è blindata fino al 2018, checché ne dica Silvio Berlusconi che vorrebbe andare al voto addirittura nel 2015 pur di mantenere il Consultellum, sperando di guadagnare qualcosa. Non solo, se va avanti così noi andiamo alle elezioni nel 2018 e vinciamo».

    E ancora: «Ma ha interrogato i suoi in proposito? Vedrà che in Senato, dove abbiamo una maggioranza di più stretta misura più lui insiste più lì la situazione sarà tranquilla perché i parlamentari, pur di non andare al voto, a Palazzo Madama voteranno molti dei nostri provvedimenti».

    Il presidente del Consiglio sembra quasi augurarsi il «Berlusconi furioso». Innanzitutto perché a primavera regalerà al centrosinistra la Campania.
    http://www.corriere.it/politica/15_fe...b8a-b1b6-11e4-a2dc-440023ab8359.shtml
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  9. Io adesso non mi muovo, mi godo la scena. Silvio non ha capito che questo qui non fa prigionieri, Matteo lo ammazza, non scherza, mica è D’Alema che abbaiava solamente. E siamo solo all’inizio”. La Ricattopoli del Nazareno mette a nudo crudelmente il conflitto d’interessi del Pregiudicato. Il canone delle frequenze tv, il ritorno del falso in bilancio, il rebus angoscioso della Salvasilvio nella delega fiscale, finanche la riforma che bloccherebbe la prescrizione per il processo Lavitola a Napoli sulla compravendita dei senatori (il termine in commissione alla Camera è il 12 febbraio). Il premier gioca durissimo e il fidato Verdini, fidato più per “Matteo” che per “Silvio”, si è preso “una pausa di riflessione”. Godendosi lo spettacolo di queste ore. “Silvio preferisce l’Albero delle zoccole? Faccia pure. Tanto fra una settimana sarà costretto a implorarmi in ginocchio per farmi tornare a trattare”.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/...io-per-farmi-tornare-trattare/1405950
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  10. Neanche il tempo di smaltire la sbornia per il successo strappato da Matteo Renzi nel match del Quirinale, che il prossimo incontro bussa già alle porte. Il ring della Camera, dove martedì riprenderà l’esame della riforma costituzionale, è già pronto. Se sulla carta i numeri della maggioranza sembrano scontati, per il governo c’è almeno un motivo, anzi due, per non stare del tutto sereno. Ci sarà, del resto, da maneggiare con cautela i due emendamenti presentati dall’ala bersaniana del Pd. Il primo porta la firma di Andrea Giorgis, il secondo quella di Alfredo D’Attorre. Entrambi puntano a modificare la disciplina del giudizio preventivo di legittimità costituzionale in tema di legge elettorale partorita dal Senato. Se uno dei due emendamenti venisse approvato, anche sull’Italicum potrebbe essere richiesto il vaglio della Consulta. Emendamenti sui quali, per altro, Movimento 5 Stelle, Sinistra ecologia e libertà e i fittiani di Forza Italia hanno già annunciato la propria convergenza.

    ci sono i battitori liberi di Forza Italia che fanno capo all’ex governare della Puglia, Raffaele Fitto (18 deputati). “Assolutamente favorevoli, tanto prima o poi la Corte Costituzionale sarà comunque chiamata a pronunciarsi sull’Italicum – assicura a ilfattoquotidiano.it il dissidente azzurro Maurizio Bianconi – ovviamente parlo per me e per i fittiani perché di quello che fanno i ‘Nazareni’ un giorno sì e un giorno no proprio non ho idea”. Insomma, la partita è aperta, e il risultato incerto. Di sicuro c’è che un’eventuale bocciatura ‘preventiva’ della nuova legge elettorale innescherebbe un effetto domino anche sulle riforme. E per il governo sarebbero guai seri.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/...ro-mandare-litalicum-consulta/1406187
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