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  1. MILANO - Senza un serio piano di investimenti per il rilancio di Fiumicino, Alitalia lascerà lo scalo romano. L'avvertimento arriva direttamento dall'ad dell'ex compagnia di bandiera, Silvano Cassano, che dice: "Se Fiumicino continuerà a puntare su compagnie low cost e servizi mediocri - afferma in una nota -, Alitalia sarà costretta a spostare la sua crescita altrove". Una dura presa di posizione che arriva insieme al conteggio dei danni subiti dal vettore in conseguenza dell'incendio divampato il 7 maggio scorso all'aeroporto di Fiumicino: da allora Alitalia ha perso 80 milioni di euro, ma potrà calcolare "l'ammontare totale dei danni subiti solo quando l'aeroporto tornerà a funzionare ai livelli pre incendio".

    Per altro, le dichiarazioni arrivano in un'altra giornata di tensione per lo salo romano: Alitalia ha bloccato tutti i decolli di propri voli per un incendio divampato in una pineta nei pressi di Fiumicino. Via Twitter, la compagnia ha fatto sapere: "Incendio in prossimità aeroporto di #fiumicino. Disposto blocco di tutti i decolli. Seguono aggiornamenti".

    Secondo Cassano "l'aeroporto di Fiumicino non è ancora un'infrastruttura adeguata a fungere da hub di una compagnia con le nostre ambizioni". Il manager ha quindi ribadito che il piano di rilancio della compagnia è "complesso, in uno dei settori a maggiore competizione in Italia e nel mondo", ma i problemi dello scalo romano "nascono da anni e anni di investimenti e pianificazione inadeguati e sono ormai strutturali, auspichiamo meno attenzione alla finanza e più attenzione al mercato e alle esigenze dei passeggeri". A causa dell'incendio, prosegue l'ad, "abbiamo passato un periodo difficilissimo, ma abbiamo rinunciato a qualsiasi polemica e ci siamo concentrati interamente sul servizio ai passeggeri, per ridurne i disagi".

    Adesso, però, Alitalia è pronta a passare al contrattacco determinata a ottenere il risarcimento dei danni subiti "per la cancellazione di migliaia di voli e per un'infinità di problemi operativi che hanno messo in luce la fragilità dell'infrastruttura aeroportuale nel suo complesso. La recente riapertura del Terminal 3 ha infatti decretato la fine della fase di emergenza ma non la fine di numerosi problemi e limitazioni che hanno ancora pesanti effetti sulle operazioni aeroportuali". Cassano ha quindi ricordato che "Alitalia è l'unica aviolinea ad avere il proprio hub a Fiumicino e di possedere il 50% circa del totale dei voli dell'aeroporto".
    http://www.repubblica.it/economia/201...ews/alitalia_fiumicino-120041150/?rss
    Tags: , , , by M. Fioretti (2017-04-20)
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  2. Riguardo il decreto Lupi sulla liberalizzazione delle rotte sullo scalo di Linate , come noto, la Commissione Europea ha richiesto all’Italia di notificare formalmente un nuovo decreto, in mancanza del quale sarebbe stata avviata una procedura di infrazione. La notifica è ora in corso di conclusione grazie all’ impegno del MIT e al costruttivo dialogo avviato con la Commissione UE nel rispetto della normativa e delle procedure europee e conservando l’approccio della liberalizzazione. In quanto agli investimenti per il turismo, si evidenzia come “nessun Governo ha mai investito tante risorse come questo, riconoscendo nell’attrattività dell’Italia uno dei primi motori economici e sociali”, afferma il Ministro Delrio. Basti pensare al miliardo e 120 milioni di euro per i cantieri per la cultura, al Programma operativo nazionale “Cultura e Sviluppo” 2014 – 2020 del Mibact cofinanziato dai fondi comunitari (FESR) e nazionali per circa 490 milioni, al Piano strategico per il turismo in Italia cui il Mit sta contribuendo per infrastrutture e trasporti. Il Mit ribadisce quindi la massima correttezza nei rapporti con Alitalia. “Abbiamo sempre lavorato e continueremo a farlo in un’ottica di leale collaborazione nel rispetto dei reciproci ruoli e nella cornice delle norme europee” conclude il Ministro Delrio.
    http://www.huffingtonpost.it/2016/10/...ntervista-james-hogan_n_12370528.html
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  3. Alitalia va male e difficilmente raggiungerà a fine 2017 il pareggio operativo promesso dal piano industriale; ma anche l'altra grande partecipata in Europa, la tedesca Air Berlin (Etihad ha il 29%), è in forte crisi. La compagnia, con perdite di 1,2 miliardi, verrà conferita in una newco aperta al big del turismo Tui, mentre parte consistente della flotta, 40 aerei, è stata affittata a Lufthansa. James Hogan, numero uno della compagnia dell'emirato, ha creato una rete di partecipazioni di minoranza, in Europa rappresentate oltre che da Alitalia e Air Berlin dalle piccole Darwin (Svizzera) e Air Serbia. Con i due principali attori della squadra europea in difficoltà, si stenta a vedere realizzato quel sistema di sinergie.

    Quanto a Linate, il governo ha modificato con decreto le regole dell'aeroporto, aprendolo anche a città europee non capitali. Questo ha permesso a Air Berlin di spostare da Malpensa a Linate i propri quattro collegamenti (di cui 2 già chiusi). Anche Alitalia ha trasferito i voli effettuati da Malpensa, ma senza riuscire a mantenere i precedenti 500mila passeggeri all'anno. L'intervista di Hogan cade a due settimane dal vertice tra Matteo Renzi e lo sceicco Mohammed bin Zayed Al Nahyan di Abu Dhabi, alle prese con i minori proventi da petrolio e con il futuro suoi investimenti in Italia, dove possiede anche il 5% di Unicredit (che presto dovrà ricapitalizzare) e Piaggio Aerospace. Resta da capire se Abu Dhabi deciderà di confermare il proprio impegno nel Paese o se invece farà un passo indietro.
    http://www.ilgiornale.it/news/economi...ricchiola-modello-etihad-1315502.html
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  4. Se avrà il sapore di una vera e propria manina bisognerà attendere. Il Governo sta intanto aprendo un nuovo canale per favorire tutte le infrastrutture ritenute strategiche, che potrebbe essere attivato anche per l'ampliamento dello scalo di Firenze, un progetto contestato per l'impatto ambientale e tuttavia molto caro a Marco Carrai, presidente di Toscana Aeroporti e fedelissimo di Matteo Renzi. Un canale nuovo perché il Governo aveva già cercato nella manovra finanziaria di trovare una soluzione per facilitare l'opera, ma l'emendamento era stato ritirato fra le polemiche. Ora un decreto, passato a un primo esame del Consiglio dei ministri, potrebbe consentire, se attivato, di ridurre sostanzialmente i tempi di conclusione di tutti i procedimenti necessari per avviare i lavori nello scalo fiorentino.

    L’aeroporto di Peretola, infatti, potrebbe rientrare tra le “infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale” che godranno della semplificazione e dell’accelerazione dei procedimenti relativi alle stesse opere. Il decreto fissa poi un’ulteriore garanzia, che fa capo direttamente al presidente del Consiglio: nel caso in cui decorra il termine ultimo stabilito dal decreto, il premier, con il via libera del Cdm, potrà scegliere un soggetto a cui conferire il potere sostitutivo, fissando un nuovo termine per la conclusione del procedimento. Nel dettaglio, nel provvedimento si legge che le norme di “semplificazione e di accelerazione di procedimenti amministrativi” possono riguardare, tra gli altri soggetti, anche “infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale”. Una formula che può essere collegata all’aeroporto di Firenze perché lo scalo è stato inserito, proprio dal governo Renzi, tra i 38 aeroporti di “interesse nazionale” che sono stati scelti sulla base di criteri riconducibili “al ruolo strategico”.
    http://www.huffingtonpost.it/2016/01/...roporto-firenze-carrai_n_9087848.html
    Tags: , , , , by M. Fioretti (2016-01-28)
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  5. L'idea è quella di espropriare a caro prezzo i terreni dei Benetton per fare due piste, alberghi e centri commerciali. Ma un atto presentato al Consiglio di Stato dall'avvocato Federico Sorrentino smonta punto per punto i presupposti invocati dai fautori dell’opera. Tra cui l’Ente nazionale per l’aviazione civile
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/...-inutile-e-fuori-dalle-regole/2371909
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  6. La vera inaugurazione operativa avverrà sei mesi dopo, alla mezzanotte tra il 14 e 15 gennaio 1961, ad Olimpiadi già terminate: il realtà fu la terza, dopo quella (appunto) dell’agosto ‘60 e quella che si svolse nel giugno ‘56, una sorta di cerimonia strategica per la candidatura della Capitale alle Olimpiadi. Nel ‘61, allora, il primo volo di linea che finalmente atterrò su una delle due piste fu un «Lockheed Constellation» della Twa, partito da New York e fermatosi a Tunisi per scalo tecnico. La realizzazione dell’infrastruttura fu una vera corsa ad ostacoli: difficoltà legate ai paludosi terreni dei Torlonia, ritardi abissali nei lavori, pesanti dubbi di irregolarità, piste che affondavano. E, dulcis in fundo, il costo lievitato dai 15 miliardi di vecchie lire a oltre 80.

    La Commissione d’inchiesta parlamentare

    Fu uno scandalo, oggetto anche di una Commissione d’inchiesta parlamentare — chiusa poi senza risultati — sull’operato dello stesso Andreotti e del ministro dell’aeronautica Mario Cingolani, che già dal 1947 (secondo governo Dc De Gasperi) ebbe il compito di costruire quell’aeroporto. Nonostante tutto, però, quel «paradiso dei cieli» veniva visto come il simbolo della nuova Italia: aeroporto e Olimpiadi erano la «consacrazione del ruolo che l’Italia repubblicana aveva raggiunto nel contesto internazionale», disse Andreotti tagliando il nastro. Un giorno vissuto «come il compimento di un quindicennio esaltante fatto di sacrifici, rinunce, lavoro e creatività di un’Italia distrutta dalla guerra, che si stava trasformando da paese agricolo in un paese industrializzato, protagonista della costruzione di un’Europa fondata sulla pace e sullo sviluppo». Creare un grande aeroporto alle porte di Roma era del resto un obiettivo che lo Stato si poneva da 20 anni, anzi lo voleva pronto già per il Giubileo del ‘50. Appuntamento «bucato», anche quello. L’imponente terminal 3 — la facciata cemento-vetro è vincolata dalla Sovrintendenza — fu il primo pezzo di Fiumicino a ergersi nei cieli
    http://roma.corriere.it/notizie/crona...d56-b7cd-11e5-8210-122afbd965bb.shtml
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  7. Esplora il significato del termine: Due mesi dopo la Cnn ha denunciato che in generale il personale aeroportuale americano riesce ad accedere agli hangar o alle piste di decollo senza passare attraverso alcun varco di sicurezza. Solo due scali — il Miami International e quello Orlando — hanno installato controlli per gli impiegati. Il punto è proprio questo: in linea generale esisterebbe un regolamento internazionale che stabilisce, per ogni aeroporto, l’installazione di sistemi di verifica per chi ci lavora all’interno. Ma poi ognuno finisce per muoversi su base discrezionale. E, soprattutto, sulla base dei soldi a disposizione: se non sono tanti si appalta il lavoro a ditte private e si risparmia sulla dotazione. L’unico elemento comune è un minimo di lavoro su quello che gli assunti hanno fatto in passato. Soprattutto: se hanno commesso reati e riportato condanne. » Due mesi dopo la Cnn ha denunciato che in generale il personale aeroportuale americano riesce ad accedere agli hangar o alle piste di decollo senza passare attraverso alcun varco di sicurezza. Solo due scali — il Miami International e quello Orlando — hanno installato controlli per gli impiegati. Il punto è proprio questo: in linea generale esisterebbe un regolamento internazionale che stabilisce, per ogni aeroporto, l’installazione di sistemi di verifica per chi ci lavora all’interno. Ma poi ognuno finisce per muoversi su base discrezionale. E, soprattutto, sulla base dei soldi a disposizione: se non sono tanti si appalta il lavoro a ditte private e si risparmia sulla dotazione. L’unico elemento comune è un minimo di lavoro su quello che gli assunti hanno fatto in passato. Soprattutto: se hanno commesso reati e riportato condanne.
    http://www.corriere.it/esteri/15_nove...b94-87f6-11e5-91a7-6795c226a8af.shtml
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  8. Mi è capitato per le mani Storie d'Italia a fumetti di Alfredo Chiappori. Il volume dedicato allo scandalo della costruzione dell'aeroporto di Fiumicino.
    Una storia di corruzione, tangenti, alti prelati, generali, peculatori, patrizi vaticani. Col finale della solita commissione di inchiesta che servì solo a riportare sprechi e ritardi.

    Tutto comincia nel 1947, quando il ministro dell'aeronautica del secondo governo DC De Gasperi, Cingolani, decide di costituire un comitato cui viene dato l'incarico della scelta del terreno e dei progetti per la costruzione del nuovo aeroporto per la capitale d'Italia. Presidente del comitato, il generale Matricardi (farà rima con miliardi?).

    Il 20 gennaio il ministro invia una lettera al generale di squadra aerea Attilio Matricardi per nominarlo presidente del Comitato.
    Sei mesi dopo il generale Matricardi si mette a rapporto dal ministro. I tecnici avrebbero scelto i terreni di Casal Palocco. Su cui aveva già messo gli occhi la Società generale Immobiliare, del Vaticano. Anche Italcable vorrebbe costruirci sopra una centrale.

    Il ministero delle poste però, invita l'Italcable ad accantonare il progetto per a costruzione di una società elettrica a Casal Palocco, ma l'ingegner Golinelli – D.G. Dell'Italcable e membro del consiglio di amministrazione dell'Immobiliare Vaticana – non comunica questa decisione al comitato Matricardi.

    Mentre l'Immobiliare comincia a costruire a Casal Palocco, il ministero di lavori Pubblici affida alla società Ires – un concessionaria dell'Italcable – l'esame dei rilievi stratigrafici dei terreni per il nuovo aeroporto .. E finalmente viene individuata l'area di bonifica di porto, a Fiumicino, di proprietà della duchessa Anna Maria Torlonia, vedova Cesarini Sforza.

    In un sola mattina, i tecnici dell'Ires eseguono i sondaggi stratigrafici dei 94146 ettari deò fondo Torlonia a Fiumicino. Una zona paludosa (per atterraggi morbidi?).

    I beni della duchessa Torlonia – valutati 20 miliardi di lire – sono amministrati dall'ex gerarca Nannini.
    Frattanto il giusto prezzo dei terreni Torlonia viene fissato dal comitato Matricardi in 405000 lire all'ettaro. Un privato, tempo prima, aveva acquistato un terreno attiguo per 60000 lire all'ettaro. Ma lo Stato, si sa, usa soldi non suoi …

    Il 1 gennaio 1948 entra in vigore la nuova Costituzione che stabilisce che l'Italia è una repubblica in cui la sovranità appartiene al popolo. Nel dicembre dello stesso anno, il prezzo del fondo Torlonia è salito a 840000 lire.

    Sempre in dicembre, l'ufficio tecnico erariale, in contrasto con il comitato Matricardi, stabilisce che ogni ettaro dello stesso terreno non vale più di 380000 lire.
    L'amministratore Nannini contatta l'amico Giulio.

    L'onorevole Giulio Andreotti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, molto gradito alla Curia e alla nobiltà Vaticana, riporta i termini della questione nella loro giusta dimensione. “Le tante valutazioni sono esempio di pluralismo democratico”.

    E alla fine il terreno Torlonia viene pagato dallo stato 754000 lire per ciascuno dei 91146 ettari necessari alla costruzione dell'aeroporto.

    Dopo le elezioni del 18 aprile 1948 – con le quali la Democrazia Cristiana conquista la maggioranza assoluta dei seggi – il repubblicano Randolfo Pacciardi è nominato ministro della difesa, nel quinto ministero De Gasperi. Pacciardi comincia ad occuparsi di Fiumicino e per prima cosa strasferisce la competenza della progettazione dell'aeroporto dal comitato Matricardi alla direzione generale del demanio aeronautico.
    Si elaborano così progetti su progetti, varianti su varianti: ma l'aeroporto deve essere concluso entro l'anno santo, il 1950.
    Viene pertanto commissionato un ennesimo progetto ad un privato,l'ingegner Mario Richelli. Ha ottime referenze, essendo un dipendente della Immobiliare Vaticana.

    Nel 1949 il Parlamento approva la prima legge per Fiumicino, con un bilancio preventivo di 4 miliardi e mezzo. Nel frattempo, Pacciardi affida alla ditta edile Manfredi il compito di avviare i lavori. Ma in seguito ad alcune obiezioni sollevate dalla ditta Manfredi - secondo le quali i lavori sono più onerosi del previsto – sorgono contrasti con il ministro dei Lavori Pubblici.
    La trattativa del ministro con Manfredi si conclude felicemente: i lavori a Fiumicino riprendono, Pacciardi acquista da Manfredi un appartamento e sua moglie diventa azionista di una società immobiliare della famiglia Manfredi.

    Nel 1951 il ministro Pacciardi trasferisce ulteriormente l'incarico della progettazione dell'aeroporto dalla direzione del demanio aeronautico alla direzione generale dell'Aviazione Civile. Pacciardi costituisce anche uno speciale “ufficio progetti” per Fiumicino.
    A dirigere l'ufficio il colonello Amici. Un impresario edile in servizio permanente effettivo col grado di colonnello.

    Tra gli amici del colonnello Amici figurano l'ex gerarca fascista Nannini – amministratore dei terreni Torlonia a Fiumicino – l'impresario edile Manfredi, il presidente dell'azione cattolica Maltarello e monsignor Angelini, successore di padre Lombardi nell'attività di “microfono di Dio” e organizzatore del centro Pio XII “per un mondo migliore”.

    Il colonnello Amici – già processato per collaborazionismo – è stato riammesso in servizio da circa un anno. Nel periodo che va dal 1943 al 1950, infatti, lasciata l'aeronautica, il colonnello ha messo in piedi una quindicina di società immobiliari. Non ne abbandonerà nessuna.

    Da questo momento il colonnello Amici diventa il deus-ex-machina dell'ufficio progetti. La sua attività è a dir poco frenetica: in sette anni riesce a spendere ventiquattro miliardi di lire sena che un solo pilastro sorga sul desolato suolo di Fiumicino.

    “Chi fa osservazioni gravi contro il colonnello Amici, non appartiene al nomero delle persone oneste”, lo difende Andreotti.
    E arriviamo così alla fine del 1957. Dopo i governi De Gasperi, Pella , Fanfani, Scelba e Segni il nuovo presidente del Consiglio è Adone Zoli. Giulio Andreotti è ministro delle finanze e Giuseppe Togni ministro dei Lavori Pubblici. Togni riceve dal presidente del Consiglio l'incarico di occuparsi di Fiumicino.

    Nel frattempo il colonnello Amici, su incarico di monsignor Angelini, realizza attraverso imprese intestate alla moglie, al figlio, al cognato, ex dipendenti, la Chiesa di San Leone Magno e il centro Pio XII “Per un mondo migliore”.

    Intanto il ministro Togni gira l'Italia a posare le prime pietre di opere pubbliche e private. A Livorno riesce a posarne sedici in cinque ore, a Casalpusterlengo quattro in mezz'ora, spuntino compreso. A Pesaro, per la fretta, nel posare la prima pietra di un uovo molo, finisce in mare.
    Ma i lavori di Fiumicino continuano a non progredire.

    L'8 febbraio del 1958, Togni decide di fare un sopralluogo a Fiumicino, accompagnato dal sottosegretario all'aviazione civile e ad alti ufficiali dell'aeronautica. L'aeroporto? Una palude desertica.

    Togni decide quindi di affidare all'ingegner Giuseppe Rinaldi il compito di portare a regime i avori di Fiumicino e assegna alla ditta Provera & Carrassi l'appalto per la costruzione dell'aerostazione.
    La ditta si è impegnata a costruire gratis la nuova sede della DC all'Eur.

    L'assegnazione degli appalti alla ditta Provera & Carrassi esclude però dall'affare la ditta Castelli, collegata saldamente agli ambienti Vaticani. Attraverso la mediazione di due monsignori, la ditta Castelli cerca di ottenere l'appalto per la costruzione dell'Aviorimessa.

    Il 13 luglio 1958, la ditta Castelli invia una lettera al ministro Togni per essere interpellata circa i lavori dell'aviorimessa. Lo stesso giorno il ministro blocca la procedura già avviata per Fiumicino, convince il consiglio superiore per i lavori pubblici e il Consiglio di Stato a modificare gli appalti e, sempre lo stesso giorno, risponde alla ditta Castelli: “Sta bene!”.

    Il 27 febbraio 1959, il generale dell'aviazione Fernando Silvestri, presidente della commissione tecnica per Fiumicino, si uccide sparandosi un colpo di pistola alla tempia. Giulio Andreotti è il nuovo ministro della Difesa nel secondo governo Segni.
    “Anche suo padre si uccise alla stessa età .. è un caso ereditario”.

    Il 26 luglio 1960 – caduto il governo Tambroni – entra in carica il secondo governo Fanfani. Scelba torna all'interno, Zaccagnini sostituisce Togni ai Lavori Pubblici e Andreotti resta alla Difesa. Un certo Trabucchi si prende le Finanze.
    Fiumicino non sarà pronto per le Olimpiadi: si pensava che sarebbe costato 15 miliardi, poi 24, adesso 36 .. ad opera compiuta suppergiù 80 miliardi di lire.

    Nell'aprile del 1961, a tre mesi dall'inaugurazione del nuovo aeroporto civile di Fiumicino, sprofonda la pista numero uno: il fondo in calcestruzzo e cemento progettato dal colonnello Amici non regge neppure un aereo.

    Il 27 aprile 1961 la Camera approva l'Istituzione di una commissione di inchiesta sulla costruzione dell'aeroporto di Fiumicino. Vengono chiamati a farne parte 15 senatori e 15 deputati.
    Sottola guida del liberale Bozzi, i commissari restano in seduta oltre duecento ore, per un totale di trenta convocazioni – di cui quattro notturne - per l'esame dei risultati di sopralluoghi e perizie, interrogatori di testimoni, minuzioso studio di bilanci, di contratti di appalto e ricevute ..
    Sei metri cubi di documenti passano al vaglio della Commissione Parlamentare d'inchiesta e, alla fine della storia, non si trova alcun illecito.
    I comunisti chiedono, inutilmente, le dimissioni del ministro Andreotti: democristiani e liberali si oppongono, repubblicani e socialdemocratici si astengono, missini e monarchici escono dall'aula per non votare. Solo i socialisti si schierano a favore della richiesta dei comunisti.
    Così – mentre il colonnello Amici viene promosso generale “per meriti distinti” - il presidente della Camera Giovanni Leone conclude gioiosamente il dibattito sui risultati della Commissione d'Inchiesta con un “chi ha avuto ha avuto .. chi ha dato ha dato”.

    Scriveva Indro Montanelli nel 27 dicembre 1961, sul corriere.
    “Il bel pirata.
    Questo è Fiumicino. Ed è molto peggio di un furto, di una rapina a mano armata, di una incursione di briganti. Magari potessimo, risalendo alle sue origini e responsabilità, trovarci un bel pirata con la testa fasciata dalla pezzola, gli orecchini, la scimitarra tra i denti e il petto tatuato. Lo impiccheremmo all'albero di trinchetto come nei romanzi di Salgari e non se ne parlerebbe più.
    Invece si dovrà parlarne ancora, vedrete: chissà quanti altri Fiumicini ci aspettano.”

    Nel 1963 anche la magistratura ordinaria archivia la vicenda. Fiumicino ha richiesto 14 anni di lavori e 31 miliardi di spese (più altri 30 preventivati) per 6500 metri di pista. A Milano, in quattro anni si sono costruiti (tra Malpensa e Linate) 8600 metri di pista con 27 miliardi.
    Ma anche Milano avrebbe imparato l'esempio di Fiumicino.

    Il caso di Fiumicino è un classico esempio di partitrocrazia, della corruzione dei partiti, spreco di denaro pubblico.
    http://unoenessuno.blogspot.it/2009/07/lo-scandalo-della-costruzione.html
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  9. L’aeroporto di Fiumicino è uno dei primi e più grandi scandali della neonata nuova Repubblica, italiana. Costruito con materiali infimi e su un terreno paludoso, senza nemmeno un’opera di drenaggio, dopo solo sei mesi fu dichiarato inagibile. Doveva sorgere a Casal Palocco sorse a Fiumicino, doveva essere pronto nel 1950, lo fu nel ’61, doveva costare 15 miliardi alla fine gravò sulle casse dell’erario per quasi 80 miliardi di lire.

    Tutto comincia nel 1947, quando il ministro dell’aeronautica Cingolati (secondo governo DC De Gasperi), decide la costruzione per la capitale, di un nuovo aeroporto internazionale, in sintonia con quanto avveniva nelle altre capitali europee. Iniziano a circolare le idee e pian piano viene istituito un comitato cui viene dato l’incarico di effettuare i primi studi di fattibilità, la pianificazione dei costi e modalità di svolgimento dei lavori. Il 20 gennaio il ministro invia una lettera al generale di squadra aerea Attilio Matricardi per nominarlo presidente del Comitato. Sei mesi dopo il generale si mise a rapporto dal ministro con prima bozza. Dopo le elezioni del 18 aprile 1948 – con le quali la Democrazia Cristiana conquista la maggioranza assoluta dei seggi, il repubblicano Randolfo Pacciardi è nominato ministro della difesa e comincia ad occuparsi di Fiumicino. Per prima cosa trasferisce la competenza della progettazione dell’aeroporto dal comitato Matricardi alla direzione generale del demanio aeronautico. Si elaborano così progetti su progetti, varianti su varianti e viene fissato il termine temporale della conclusione dei lavori improrogabile: entro l’anno santo, il giubileo del 1950. Viene anche commissionato un ennesimo progetto ad un privato, l’ingegner Mario Righelli, con ottime referenze, essendo un dipendente della Immobiliare Vaticana. Il 1 gennaio 1948 entra in vigore la nuova Costituzione che stabilisce che l’Italia è una repubblica democratica la cui sovranità appartiene al popolo.

    Nel 1949 il Parlamento stanzia le prime risorse per Fiumicino, un bilancio preventivo di 4 miliardi e mezzo. Nel frattempo, Pacciardi affida alla ditta edile Manfredi il compito di avviare i lavori. Ma in seguito ad alcune obiezioni sollevate dalla ditta – secondo le quali i lavori sono più onerosi del previsto – sorgono dei contrasti con il ministro dei Lavori Pubblici che si concludono felicemente con una soluzione. Pacciardi acquista da Manfredi un appartamento per la moglie che diventa anche azionista di una delle società immobiliari della famiglia Manfredi. I lavori a Fiumicino riprendono. Per gli appalti però è battaglia, con minacce e fuochi incrociati. Nel febbraio 1959 il presidente della commissione tecnica per Fiumicino, il generale Fernando Silvestri, si suicida misteriosamente, sparandosi un colpo di pistola alla tempia. Andreotti è serafico: “Caso ereditario, suo padre si uccise alla stessa età”. Si annuncia che l’aeroporto sarà pronto per le Olimpiadi del 1960, ma i lavori vanno a rilento.

    L’acquisto del terreno

    Fiumicino-1961Per trovare l’ area adatta alla sua costruzione ci fu un defatigante balletto sui terreni, con fondati sospetti di brogli, mazzette e arricchimenti enormi. Scartata la Magliana, per via dei terreni già espropriati, la Direzione generale del Demanio marittimo accentrò l’ interesse su altre tre aree, Castel di Decima, Casalpalocco e Fiumicino. Casalpalocco, ad esempio, con i suoi mille ettari ancora intatti tra Ostia, via Ostiense e la pineta di Castelfusano e il tracciato di quella che sarà la Colombo viene ritenuta ottimale.

    I tecnici propendono per una sola soluzione, di gran lunga più vantaggiosa, la più vicina, tecnicamente idonea, priva di insediamenti abitativi, ben collegata e disponibile ad eventuali ampliamenti: Casal Palocco a sud ovest della capitale sulla colombo. Ma ecco i primi contrasti, su questa zona aveva già messo gli occhi la SGI (Società Generale Immobiliare) del Vaticano. Non solo, ma interesse aveva mostrato anche Italcable per la realizzazione di una centrale elettrica. Nonostante però il ministero delle poste, abbia invitato l’Italcable ad accantonare il progetto per la centrale, sembra che il Ing.Golinelli, Dg.dell’Italcable e membro del consiglio di amministrazione dell’Immobiliare Vaticana – non ne comunica la decisione al comitato Matricardi. Tra le tante ipotesi si fa strada l’area di bonifica di porto, a Fiumicino, di proprietà della duchessa Anna Maria Torlonia, vedova Cesarini Sforza. I beni della duchessa Torlonia – valutati 20 miliardi di lire – sono amministratidall’ex gerarca Nannini. in ottimi rapporti con l’allora sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giulio Andreotti. La contessa del resto non è nuova e questo tipo di operazioni, la bonifica della conca del Fucino aveva in effetti notevolmente incrementato il valore del patrimonio fondiario della famiglia (va ricordato che la zona di Avezzano rimase fino al secondo dopoguerra terra di latifondo, e assai ricca per la recente redenzione della terra). La modernizzazione della potenza economica dei Torlonia si radicò profondamente quindi in questo territorio.

    Così mentre l’Immobiliare comincia a costruire a Casal Palocco, il ministero di lavori Pubblici affida alla società Ires – una concessionaria dell’Italcable – l’esame dei rilievi stratigrafici dei terreni per il nuovo aeroporto. Nell’ aprile del 1948, la scelta stranamente cade sui terreni Torlonia. Nel giro di una sola mattinata, i tecnici dell’Ires eseguono i sondaggi stratigrafici dei 94146 ettari del fondo Torlonia a Fiumicino. Una zona paludosa.

    Pur non essendo un’area molto indicata per via del suo fondo eccessivamente acquitrinoso, il fondo misura 94 mila ettari, ne verranno acquisisti 91146. Il comitato Matricardi ne valuta il prezzo, fissato inizialmente in 405 mila lire per ettaro, ma già nel ‘48 il prezzo sale a 840, (mentre una stima dell’ufficio erariale lo valuta 380), l’ufficio del demanio del comando della terza legione aerea si esprime per 600 mila ed il ministero dei lavori pubblici, esperti in materia poco più di 300 mila. Nel dicembre dello stesso anno, il prezzo del fondo Torlonia sale a 840000 lire. Sempre in dicembre, l’ufficio tecnico erariale, in contrasto con il comitato Matricardi, stabilisce che ogni ettaro dello stesso terreno non vale più di 380000 lire. L’amministratore Nannini contatta l’amico Giulio che come al solito, sistema il tutto. Lo stato infine lo acquista ad un prezzo fissato di 754 mila ad ettaro. Una valutazione molto vicina alla massima delle stime. I giornali riportano anche la vicenda di un privato che tempo prima, aveva acquistato un terreno attiguo per sole 60000 lire all’ettaro..

    aeroporto-di-roma-fiumicino.jpgIntanto il ministero dell’aeronautica viene assorbito nel ministero della difesa e le incombenze passano al nuovo ministro Pacciardi.

    Nel 1951 il ministro Pacciardi trasferisce ulteriormente l’incarico della progettazione dell’aeroporto dalla direzione del demanio aeronautico alla direzione generale dell’Aviazione Civile. Pacciardi costituisce anche uno speciale “ufficio progetti” esclusivamente per Fiumicino. E’ a questo punto che entra in scena come capo dell’ufficio progetti Amici. Da questo momento il colonnello Amici diventa il deus-ex-machina dell’ufficio progetti. Amici, già condannato per collaborazionismo con i tedeschi, (pena condonata dall’amnistia), viene sospeso dal servizio ma riammesso con il grado di colonnello nel periodo che va dal 1943 al 1950, infatti, si era dedicato anima e corpo agli immobili, tirando su qualcosa come una quindicina di società, tutte operanti nel settore edile. Consulente di imprese edili molto amico di personaggi di azione cattolica, di monsignor Angelini, di padre Lombardi. Amici intestò le sue società a moglie, figli, amici e parenti, e con il metodo della licitazione privata, quindi senza aste pubbliche, assegnava gli appalti direttamente a tutti.

    Il motivo si disse all’epoca: l’urgenza della realizzazione dell’opera! La sua attività è a dir poco frenetica: in sette anni riesce a spendere qualcosa come ventiquattro miliardi di lire senza che un solo pilastro, un muretto, un argine, una bonifica, venga costruita in quel desolato suolo di Fiumicino. Nel frattempo il colonnello Amici, su incarico di monsignor Angelini, realizza attraverso imprese intestate alla moglie, al figlio e al cognato, tutti ex dipendenti,la Chiesa di San Leone Magno e il centro Pio XII “Per un mondo migliore”. Tra gli amici del colonnello Amici figurano l’ex gerarca fascista Nannini – amministratore dei terreni Torlonia a Fiumicino –l’impresario edile Manfredi, il presidente dell’azione cattolica Saltarello. Per le polemiche ci pensa Andreotti: “Chi fa osservazioni gravi contro Amici non è tra le persone oneste” tuona.

    Nel ’57 la gestione della costruzione passa dai lavori pubblici direttamene nelle mani

    del ministro Giuseppe Togni, (governo Zoli) che passa i mesi girando per l’Italia a posare pietre di opere pubbliche qua e là. Nella sola Livorno ne posa sedici in cinque ore, a Casalpusterlengo quattro in mezz’ora, a Pesaro, per la fretta, nell’euforia della cerimonia inaugurale del nuovo molo, finisce addirittura in mare.

    L’8 febbraio del 1958, lo stesso Togni decide di fare un sopralluogo, accompagnato dal sottosegretario all’aviazione civile ed alti ufficiali dell’aeronautica. Dell’aeroporto nessuna traccia, solo una palude desertica. Togni decide quindi di affidare all’ingegner Giuseppe Rinaldi il compito di portare a regime i lavori. La ditta in cambio si impegna gratuitamente a costruire la nuova sede del partito(Dc) all’Eur. L’assegnazione degli appalti alla ditta Provera & Carrassi esclude però dall’affare la ditta Castelli, saldamente ancorata agli ambienti Vaticani. Attraverso la mediazione di due monsignori, la ditta Castelli riesce comunque ad ottenere l’appalto per la costruzione di un‘aviorimessa. Il 13 luglio 1958, la ditta Castelli invia una lettera al ministro Togni circa i lavori. Lo stesso giorno il ministro blocca la procedura già avviata per Fiumicino, convince il consiglio superiore per i lavori pubblici e il Consiglio di Stato a modificare gli appalti e, sempre lo stesso giorno, risponde alla ditta Castelli: “Sta bene!”.

    26 luglio 1960, cade il governo Tambroni ed entra in carica il secondo governo Fanfani. Zaccagnini sostituisce Togni ai Lavori Pubblici mentre Andreotti si conferma ancora alla Difesa. Fiumicino non sarà pronto per le Olimpiadi: il costo iniziale stimato in 15 miliardi, sale prima a 24, poi a 36 .. ad opera compiuta toccherà la stratosferica cifra di quasi 80 miliardi di lire. Nonostante tutto, l’Aeroporto Leonardo da Vinci il 20 agosto, a ridosso dell’ accensione della fiamma olimpica, in fretta in furia venne imbellettato per dare una parvenza di efficienza, ma il principale scalo degli atleti continua ad essere Ciampino. “Alle undici del mattino, l’ Onorevole Togni, Ministro dei Lavori Pubblici, consegna all’ Onorevole Andreotti, Ministro della Difesa Aeronautica, l’ aeroporto più grande e moderno d’ Italia, per avviarne la gestione”, così le cronache dei giornali di allora.

    Ma l’aeroporto non è ancora operativo, lo diverrà solo la notte tra il 14 e il 15 gennaio 1961 quando le compagnie aeree ne presero possesso. Il primo aereo che atterrò a gennaio per un normale servizio di linea, un «Constellation» della Twa da New York, fu accolto dalle facce felici di centinaia di persone che applaudirono l’ arrivo d’ oltreoceano e per studiare progetti e idee aeroportuali. Tre mesi dopo, l’inevitabile. Il fondo della pista numero 1 in calcestruzzo e cemento cede di schianto facendo sprofondare la pista. Le indagini riveleranno che la pista non regge neppure il peso di un aereo medio di allora. Lo scandalo supera i confini della nazione e ha risonanza mondiale..

    andreotti fiumicinoIl 27 aprile 1961 la Camera approva l’Istituzione di una commissione di inchiesta sulla costruzione dell’aeroporto di Fiumicino. Vengono chiamati a farne parte 15 senatori e 15 deputati.
    Sotto la guida del liberale Bozzi, i commissari restano in seduta oltre duecento ore, per un totale di trenta convocazioni, di cui quattro notturne, per l’esame dei risultati, di sopralluoghi, perizie, interrogatori di testimoni, minuzioso studio di bilanci, di contratti di appalto, ricevute per constatare che sotto la pista un velo di semplice cemento e sabbia, si sgretolava appena un aereo toccava terra.

    Sei metri cubi di documenti passano al vaglio della Commissione Parlamentare d’inchiesta ma alla fine la commissione non riesce a trovare nessun illecito. La commissione conclude i lavori come al solito insabbiando il caso e valutando solo i risvolti politici, “rivelando disordine, poco rispetto della legge, e spreco di denaro ..” degli 11 anni di ritardo, nessun riferimento.

    Così – mentre il colonnello Amici viene promosso generale “per meriti distinti” – il Presidente della Camera Giovanni Leone conclude il dibattito sui risultati della Commissione d’Inchiesta con il motto napoletano:“chi ha avuto, ha avuto .. chi ha dato, ha dato”.

    Gli atti vengono inviati alla magistratura ordinaria, per eventuali irregolarità. Nell’ottobre ’63, la procura di Roma, il porto delle nebbie, non riscontrando nulla di scorretto nell’operato, annuncia l’archiviazione del caso,mettendo definitivamente la parola fine alla scandalosa vicenda.

    Fiumicino ha richiesto 14 anni di lavori e 31 miliardi di spese (più altri 30 preventivati) per 6500 metri di pista. A Milano, in quattro anni si sono costruiti (tra Malpensa e Linate) 8600 metri di pista con 27 miliardi. La vicenda urbanistica dello scalo continua. Si parla di un raddoppio dell’ aeroporto, con tre nuove piste, su nuovi 1.300 ettari, molti dei quali della “Maccarese spa” azienda dei Benetton che a loro volta controllano anche la ADR, la società di gestione dell’ aeroporto. E c’ è chi già grida allo scandalo Fiumicino bis, la storia si ripete.

    Politicamente a farne le spese fu solamente il ministro Pacciardi (Pri) che si trovò molto indebolito politicamente e molto attaccabile nella sua posizione, e per via della storia della moglie che aveva acquistato, (con denaro proprio) un appartamento da una delle società costruttrici, la Manfredi. Risultarono, inoltre collaborazioni dirette con le società immobiliari, in quanto ex ministro della difesa, ciò non era politicamente corretto. In effetti il coinvolgimento di Pacciardi nello scandalo fu solo marginale ma fece arricchire e di molto molti imprenditori ed esponenti del vaticano, grandi famiglie romane, imprese edili vicine alla Dc, generali, speculatori. Però la stampa si concentrò quasi esclusivamente contro Pacciardi e l’appartamento della moglie! Un teorema che segue ancora oggi trascurando i tanti impuniti che restano insospettabili.

    Altro ministro criticato è l’onnipresente Andreotti ma quando il Pci presenta una mozione di sfiducia soli i socialisti la votano, mentre Dc e liberali si opposero, Repubblicani e Socialdemocratici si astennero, Msi e Monarchici addirittura uscirono dall’aula. Risultato dimissioni respinte.

    Questo è Fiumicino. Ed è molto peggio di un furto, di una rapina a mano armata, di una incursione di briganti… chissà quanti altri Fiumicini ci aspettano.” Profetizzò Indro Montanelli il 27 dicembre 1961, sul Corriere. Fiumicino rappresenta l’inizio del malcostume italiano, tangenti, malaffare, favori, mazzette, corruzione, imprenditori insaziabili, faccendieri senza scrupoli e padrini politici, referenti e con lo sfondo lo strapotere dei partiti e delle politica.

    A distanza di mezzo secolo non molto sembra cambiato.
    http://www.generazioneweb.net/lo-scan...ostruzione-dellaeroporto-di-fiumicino
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  10. ROMA (Public Policy) - L'aeroporto di Roma Fiumicino avrà "il ruolo di primario hub nazionale". È quanto si legge nella bozza di dpr per l'individuazione degli aeroporti di interesse nazionale, che oggi verrà esaminata in Cdm. Il governo avrebbe dunque deciso di accogliere la richiesta contenuta nel parere espresso dalla commissione Lavori pubblici del Senato. Roma Fiumicino insieme a Milano Malpensa e Venezia saranno "aeroporti che rivestono il ruolo di gate intercontinentali per la loro capacità di rispondere alla domanda di ampi bacini di traffico ed il loro elevato grado di connettività con le destinazioni europee ed internazionali", si legge poi nella relazione illustrativa.
    http://www.publicpolicy.it/il-governo...ino-primario-hub-nazionale-50606.html
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