mfioretti: speculazione*

Bookmarks on this page are managed by an admin user.

117 bookmark(s) - Sort by: Date ↓ / Title / Voting / - Bookmarks from other users for this tag

  1. La posizione definitiva dell’amministrazione comunale, successiva al blitz romano di Beppe Grillo, non è ancora ufficiale. Ma quello che trapela da fonti vicine alla sindaca Raggi sembra proprio essere ciò che i vertici di Palazzo Senatorio porteranno questo pomeriggio all’incontro con il costruttore Luca Parnasi, numero uno della Eurnova Spa, e il direttore generale della Roma, Mauro Baldissoni. In sostanza, Raggi e gli avvocati capitolini chiederanno al proponente di spostare gli impianti sportivi (stadio compreso) in modo da salvaguardare la struttura dell’ex Ippodromo di Tor di Valle che potrebbe essere vincolata dal Mibact e di ridurre “sensibilmente” le cubature per la parte relativa al business park, dunque alle torri di Libeskind. Il problema è che nel progetto originario proprio quelle cubature dovevano giustificare la realizzazione di opere pubbliche come il potenziamento della Roma-Lido e il ponte sul Tevere, indispensabili per la fruizione del futuro stadio. L’arma in mano ai vertici capitolini è quella della “illegittimità” della delibera prodotta dalla Giunta guidata dall’ex sindaco Ignazio Marino; la carta della Roma, invece, è la minaccia di una richiesto di risarcimento monstre insostenibile per le flebili casse del Comune di Roma.

    PRESSING DI TIFOSI E CONI
    L’ipotesi rottura ovviamente non piace ai tifosi giallorossi, che al grido di #FamoStoStadio si stanno dando appuntamento, su Twitter, per stamattina in Campidoglio, mentre il presidente Pallotta ha già parlato di “catastrofe per il futuro dell’As Roma e del calcio italiano”, lasciando intendere che potrebbe anche decidere di mettere in vendita il club giallorosso. “Si può dire sì o no allo stadio. Dire facciamolo ma facciamolo da un’altra parte mi sembra poco serio”, è il giudizio del presidente Coni, Giovanni Malagò. “L’unica cosa che so è che se non si farà lo stadio sarà un disastro non solo per la Roma ma anche per il calcio italiano”, avverte il presidente della Uefa, Aleksander Ceferin, a margine dell’incontro con Carlo Tavecchio. Parole come “catastrofi” e “disastro” non piacciono però all’ex vicesindaco e assessore allo Sport, Daniele Frongia: “Lavoriamo proprio per evitarle”, ha dichiarato.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/...ice-no-pronte-tre-alternative/3412122
    Voting 0
  2. ensare che dieci anni fa esatti c’erano gli archi-star più noti a contendersi la ricostruzione della Fiera: da Fuksas a Gehry a Nouvel, in lizza per la rinascita da 800 milioni di euro della futura «Città dei piccoli» voluta da Walter Veltroni. L’idea pareva semplice: vendo la vecchia Fiera e pago così la creazione di quella Nuova, l’altrettanto morente spazio al Portuense. E invece, da allora, i debiti con creditori e banche – giunti a 200 milioni di euro - pendono sulla Investimenti spa, che gestisce le strutture: primo azionista è la Camera di Commercio (58%), ma la società è partecipata anche da Comune (21,7%) e Regione (19,6%). Bastava una variante urbanistica: ci hanno provato Veltroni, Alemanno e Marino, adesso c’è il braccio di ferro con la giunta Raggi. A oltre dieci anni dalla chiusura, il gigantesco complesso è il più degradato della città. Collassato l’enorme anfiteatro da 400 posti e distrutte le ali dei padiglioni laterali, e c’è anche posto per un piccolo campo nomadi con bambini e perfino le galline

    L’ennesima variante dell’ex assessore all’Urbanistica Paolo Berdini è in sospeso: 35% di cubature in meno che per i costruttori significano svalutazione della struttura ed enorme danno economico. Il ricorso al Tar di Investimenti Spa intanto ha «commissariato» il Campidoglio: la vendita dell’ecomostro sulla Colombo è nelle mani del prefetto Paola Basilone. Sempre che ci sia qualcuno disposto a prendersi la Fiera degli orrori.
    http://roma.corriere.it/notizie/crona...8ac-f6e2-11e6-92e0-c5629d7a7635.shtml
    Voting 0
  3. Il taglio delle finanze locali, l’ignoranza e la corruzione delle classi dirigenti hanno delegato a pochi grumi di interesse privato (palazzinari e banche, in sostanza) lo sviluppo delle città, secondo questa logica perversa: “io amministratore permetto a te speculatore di prenderti un pezzo di spazio pubblico, se in cambio mi fai quei servizi, quelle urbanizzazioni, quelle infrastrutture necessarie alla comunità che io non ho i soldi per fare, né la voglia di pensare”. È la fine dell’urbanistica, e dunque la fine della città pubblica. Questa abdicazione è stata compiuta indifferentemente da destra e da sinistra. Un simbolo di questa continuità perfetta è stata la figura di Maurizio Lupi: assessore allo Sviluppo del territorio, edilizia privata e arredo urbano del Comune di Milano nella giunta di Gabriele Albertini e poi ministro delle Infrastrutture dei governi Letta e Renzi. La linea Lupi è quella della Legge Obiettivo di Berlusconi del 2001: che resuscita, peggiorata, nello Sblocca Italia di Renzi (e Lupi, appunto) nel 2014. Il motto delle due leggi era lo stesso: “padroni in casa propria”. Parole che volevano solleticare i cittadini, ma che di fatto descrivevano perfettamente le figure di amministratori che si sentono padroni del territorio solo per svenderlo ad interessi particolari. Un pensiero unico che tende ad inghiottire tutti: basti pensare ad Enrico Rossi, che mentre si candida a guidare il Pd e il Paese con idee socialiste, impone ai cittadini della Maremma un’autostrada che essi non vogliono.

    Ora è il turno dei 5 Stelle. In campagna elettorale il loro slogan (sommario, ma efficace) era: riprendiamoci il governo della città. Non come 5 stelle, come cittadini. Ed è su questo che hanno avuto il voto di moltissimi romani di sinistra. La prima cosa che i vincitori avrebbero dovuto fare una volta entrati in Campidoglio era dunque ritirare la delibera 132/2014: quella con cui la giunta Marino aveva stabilito che il progetto dello stadio — un progetto della Roma (la società, non la città), che prevede un milione di metri cubi di cemento

    con destinazione prevalente a uffici per ospitare multinazionali e attività commerciali — fosse “di pubblico interesse”.
    Era una battaglia difficile, ovviamente: una battaglia che si poteva vincere solo spiegando molto chiaramente agli elettori la situazione, chiedendo pubblicamente l’appoggio dei romani contro chi minacciava — e minaccia — di mettere in ginocchio la città attraverso cause miliardarie. D’altra parte, tutti sappiamo che per invertire la rotta pluridecennale della privatizzazione delle città occorre una clamorosa rottura della continuità: una rottura che affermi il primato della politica e del bene comune sugli affari e sugli interessi privati. Ma è successo tutto il contrario
    https://emergenzacultura.org/2017/02/...montanari-la-linea-dombra-del-cemento
    Voting 0
  4. Si afferra finalmente una certezza, nella storia dell'Hotel Rigopiano e della valanga che lo ha seppellito. Quel resort di lusso, vanto e serbatoio occupazionale per i cittadini di Farindola, è stato costruito su un versante montano conosciuto per essere "soggetto a slavine". Collegato da una viabilità provinciale che, d'inverno, rimaneva più chiusa che aperta. Oggetto di un report della guida alpina Pasquale Iannetti che nel 1999, dopo un sopralluogo, scriveva: "In merito alla possibilità di caduta di masse nevose, slavine o valanghe nell'area di Rigopiano, non vi è dubbio che sia il piazzale antistante il rifugio Acerbo che la strada provinciale che porta a Vado di Sole possano essere interessate da caduta di masse nevose o valanghe". Già, proprio il rifugio Acerbo. Quello che si trova a poche decine di metri dal resort e che è stato solo sfiorato dalle tonnellate di neve venute giù il 18 gennaio.

    Nelle carte della Commissione (acquisite dalla procura di Pescara che indaga per disastro colposo e omicidio colposo plurimo) il nome del resort Rigopiano non appare mai. Né può esserci, visto che il vecchio alberghetto estivo viene comprato, ristrutturato e ampliato tra il 2006 e il 2007. Esattamente quando il Comune ritenne con decisione incomprensibile di disfarsi dello "strumento" Commissione.

    Eppure non erano pochi gli elementi già raccolti, che dovevano mettere in guardia sia chi voleva costruire, sia chi doveva autorizzare l'ampliamento. Verbale del 11 marzo 1999: "La montagna di Farindola risulta soggetta a valanghe, pertanto al fine di garantire la pubblica e privata incolumità la Provincia di Pescara ha ritenuto di chiudere la strada d'accesso alla località Vado Sole da Rigopiano".
    http://www.repubblica.it/cronaca/2017...l_hotel_partirono_lo_stesso-157042036
    Voting 0
  5. Nella chiesa di Sant'Egidio a Castignano, in provincia di Ascoli PIceno, si svolgono i funerali di Marco Vagnarelli e Paola Tomassini, la coppia marchigiana morta assieme ad altre 27 persone nella sciagura del Rigopiano, resort di lusso alle falde del Gran Sasso nel comune di Farindola (Pescara), sommerso e devastato da una valanga nel tardo pomeriggio di mercoledì 18 gennaio. I due feretri avvolti dall'abbraccio di una grande folla, tra i fiori spicca la corona del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ingresso vietato ai fotografi. Presenti, tra gli altri, il prefetto di Ascoli Piceno Rita Stentella, il presidente della Provincia Paolo D'Erasmo e la vice presidente della Regione Marche Anna Casini. Il sindaco Fabio Polini ha proclamato il lutto cittadino, i negozi sono chiusi con le serrande abbassate.

    L'INCHIESTA: Rigopiano, il rischio valanghe ignorato

    Il rito funebre viene celebrato con un'unica messa da tre sacerdoti. Ed è il parroco Tiziano Napoletani a lanciare dall'altare un grido di dolore sentito da tutta una comunità, quella del Centro Italia, che ha vissuto sulla sua pelle giorni e giorni di isolamento e paura a causa della neve. "Non si può morire di turbina (quella che all'hotel attendevano nelle ore precedenti la valanga per sgombrare la strada dalla neve e permettere ai clienti di partire, ndr). La nostra parrocchia di Castignano ce l'ha e non stiamo ai piedi del Gran Sasso. Chiedo con tutto il cuore a chi di dovere: questi soldi, ma subito, spendiamoli per le cose che servono, non sciupateli, non ve li magnate".

    "In questi giorni avevo una rabbia impressionante - ha proseguito il parroco nella sua omelia - e mi sto contenendo perché so che la rabbia non è un sentimento cristiano, ci vuole la misericordia. Marco e Paola, due morti inutili. Però che siano gli ultimi. Basta, siamo stanchi, tante famiglie sono stanche di vedere i propri figli morti per niente. Sono figli! Chiedo a questo Padre che ci governa, non lo so.., a Dio, lui fa tutto. Ma si dice aiutati che Dio ti aiuta. Allora - ha scandito don Napoletani con voce emozionata -, aiutiamoci per favore, ve lo chiedo in ginocchio, spendiamo questi soldi. L'altro giorno ho sentito che c'è un parco macchine dove ci sono non si sa quanti mezzi della protezione civile fermi per la burocrazia. Facciamo schifo".
    http://www.repubblica.it/cronaca/2017..._puo_morire_per_una_turbina-157060421
    Voting 0
  6. I motivi della debacle sono semplici. I fondi immobiliari raccolgono i capitali dai risparmiatori attraverso la vendita di quote e con il ricavato comprano palazzi: a volte li ristrutturano per poi venderli a un prezzo più elevato, a volte li rivendono dopo averli messi in affitto. Se le vendite e gli affitti vanno bene, i proventi vengono distribuiti o accumulati per aumentare il valore delle quote. Diversamente, si registrano perdite. Per portare a termine la propria missione il fondo ha 10 anni di tempo, ma in caso di difficoltà la società che li gestisce applica una proroga. Per tutti i fondi collocati dalle Poste, la crisi del settore e il crollo dei prezzi degli immobili non hanno lasciato scampo. Il fondo Invest Real Security ne è l'emblema: i suoi ultimi cinque immobili sono stati ceduti a prezzi di svendita.
    http://www.repubblica.it/economia/201..._-_id_articolo_5651965-155483792/?rss
    Voting 0
  7. 1,2 miliardi di euro è la perdita minima reale di 6 anni di Expo SpA, perché come visto, se gli asset non saranno liquidati ai valori iscritti a bilancio e i crediti non saranno portati a casa al 100% del valore di realizzo, il buco non farà che aumentare.

    Poi c’è stato sicuramente dell’indotto sul turismo, una maggiore esposizione del brand “Made in Italy”, un aumento dell’attrattività da parte delle multinazionali, la Darsena a Milano e qualche lavoro pubblico velocizzato. Nulla da ridire al riguardo.

    Ma non mettetevi a stravolgere la contabilità d’impresa: a quello ci ha già pensato la Arthur Andersen. E oggi non esiste più.
    http://www.palmisano.biz/2016/09/17/b...sporchi-trucchi-per-portarlo-in-utile
    Voting 0
  8. A inizio giugno la Commissione europea ha pubblicato le linee guida del settore, mettendo in guardia i governi contro barriere e ostacoli. E in Italia l’Intergruppo parlamentare sull’innovazione prepara una proposta di legge per promuovere l’economia della condivisione, che, in pieno spirito collaborativo, è stata oggetto di una consultazione pubblica. Eppure questa rivoluzione dei consumi che molte città chiaramente incoraggiano inizia a preoccupare. Il potenziale economico della sharing economy non va naturalmente soffocato ma è altrettanto importante mitigare alcuni squilibri che, prevedibilmente, stanno emergendo.

    Proprio il caso di Airbnb sembra essere diventato emblematico del dibattito sul potenziale economico e i rischi legati alla sharing economy. Complice l’aumento della domanda turistica, e l’opportunità di un guadagno relativamente semplice, le offerte di strutture crescono esponenzialmente. Solo a Roma sono oltre 12mila gli alloggi pubblicizzati sulla piattaforma.

    Sulle questioni più urgenti – dai problemi legati alla sicurezza, a quelli legati alla tassazione, dal diritto del lavoro fino all’antitrust – sembra esserci consenso: servono nuove norme e e standard, quindi le amministrazioni un po’ in tutto il mondo si stanno muovendo velocemente. In Italia il dialogo tra Airbnb e i Comuni sembra essere proficuo.

    Le implicazioni di lungo periodo tuttavia potrebbero essere molto più complesse. La frammentazione e dinamicità del settore rendono il lavoro dei ricercatori difficile, ma i dati sembrano indicare che spesso i benefici economici e di rigenerazione urbana sono concentrati in quartieri specifici, mentre la potenziale distorsione sul mercato immobiliare potrebbe estendersi a tutta la città.

    Il problema si fa particolarmente spinoso quando i privati acquistano immobili proprio per offrirli per soggiorni più o meno brevi attraverso piattaforme come Airbnb e smettono di prendere in considerazione i normali contratti di locazione di lungo periodo. In alcuni casi parliamo di società che controllano decine se non centinaia di strutture. Questo fenomeno ha chiaramente il potenziale di distorcere interi segmenti del mercato immobiliare.

    Il resto della storia non è difficile da ipotizzare: il numero delle residenze disponibili diminuisce, il prezzo degli affitti sale, e le comunità locali devono lentamente spostarsi. I quartieri, spesso quelli centrali o storici, in pochi anni perdono identità e autenticità e diventano un pittoresco diversivo per visitatori di passaggio.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/...storce-il-mercato-immobiliare/2957613
    Voting 0
  9. Si crea un esercito dove i generali non li si cerca tra i migliori del mondo, mentre la truppa sì".

    E invece?
    "Ogni scienziato e intellettuale deve difendere la libertà di ricerca da ogni corruzione politica. A mio parere direttori e "generali" di Human Technopole devono essere individuati con un confronto aperto, libero, trasparente, competitivo tra ogni immaginabile proposta valutata in modo terzo, indipendente e competente. Accordi amicali e arbìtri di ogni forma e latitudine vanno relegati a un passato non all'altezza dei valori democratici inscritti nella nostra Costituzione".

    Le pare possibile che il governo accetti?
    "Se vuole davvero sostanziare il suo impegno nella ricerca e nell'innovazione dovrebbe cominciare da qui, realizzando davvero un epocale rinnovamento dell'etica pubblica, cominciando col garantire il miglior investimento del denaro dei contribuenti
    http://milano.repubblica.it/cronaca/2...insisto_sul_no_al_progetto_-135848851
    Voting 0
  10. si eviti che ci siano altri truffati in futuro migliorando la scuola del presente, con l'obiettivo di ridurre quell'analfabetismo funzionale che ha spinto molti ignoranti a puntare i propri risparmi nel gioco d'azzardo della finanza, dove vince sempre il banco (in questo caso le banche) come è confermato dalla migliore tradizione dei casinò e anche dalla statistica.

    Per questa ragione, se l'investitore che credeva di essere un risparmiatore viene a chiedere al cittadino di socializzare il costo della sua ignoranza, prima di pagare il riscatto per salvare i risparmiatori dall'anonima sequestri della finanza speculativa, bisognerebbe salvare i veri dannati dell'inferno globalizzato, quel 12,5% di famiglie italiane che sono sotto la soglia di povertà, hanno un'IVA sugli acquisti di base ai livelli più alti d'Europa (anche perché dobbiamo pagare gli interessi alla finanza che specula sui nostri titoli di stato) e non hanno migliaia di euro da seppellire nel campo dei miracoli, dove gli zecchini d'oro finiscono sempre in tasca del gatto e della volpe, e se la gente non si prende nemmeno la briga di leggere Pinocchio il prezzo di questa ignoranza non dovrebbe essere pagato dal contribuente.

    Per aiutare queste persone è ipocrita chi invoca la mammella dell'assistenzialismo statale che non potrà mai essere munta per i vincoli europei, è opportunista chi cavalca la rabbia di queste persone per raccattare voti e consensi, è inutile cercare soluzioni "ad personam", "ad bancam" o "ad truffam", è invece doveroso introdurre una legge simile al compianto Glass-Steagall Act, che un tempo negli Usa separava le banche di risparmio orientate al credito (dove si chiedono garanzie e coperture ai creditori quando si prestano i soldi dei risparmiatori, e eventuali insolvenze diventano un problema della banca e non dei correntisti) per distinguerle chiaramente dalle banche d'affari orientate alla speculazione finanziaria, dove l'unica garanzia è che nell'era della finanza telematica tutto è possibile e ormai nemmeno i titoli di stato possono essere considerati "risparmi sicuri".
    http://gubitosa.blogautore.espresso.repubblica.it/2015/12/11/crack
    Voting 0

Top of the page

First / Previous / Next / Last / Page 1 of 12 Online Bookmarks of M. Fioretti: Tags: speculazione

About - Propulsed by SemanticScuttle