mfioretti: salute*

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  1. Da qualche anno a questa parte gli scienziati registrano un abbassamento costante e progressivo del quoziente intellettivo dei giovani, ciò in diversi paesi e a diverse latitudini. A ciò si associa l’incremento inquietante dei casi di disturbi del comportamento, iperattività e autismo, di cui oggi negli Stati Uniti è affetto un bambino su 68.

    Sul banco degli imputati gli interferenti endocrini, mix di sostanze chimiche che incidono sulla nostra tiroide, essenziale per uno sviluppo corretto del feto, durante la gravidanza. Eppure sembra impossibile potersene sbarazzare, queste sostanze sono praticamente ovunque: dai pesticidi ai cosmetici, passando per le mousse dei divani e i prodotti di plastica. E’ stato riscontrato che negli Stati Uniti ogni bambino nasce con almeno cento sostanze chimiche diverse nel proprio sangue.

    Il documentario Demain tous crétins? di Thierry de Lestrade e Sylvie Gilman diffuso sul canale franco-tedesco Arte mostra ad esempio come sostanze con una struttura chimica simile allo iodio possano “imbrogliare” la nostra tiroide e confonderla, e quanto, per prevenire ciò, assumere alimenti ricchi di iodio sia fondamentale per mantere un tasso di iodio nel sangue elevato, visto che sorprendentemente, anche in popolazioni come quella italiana, come racconta anche il professore Francesco Vermiglio, dell’Università di Messina, ci sono molte persone con questo tipo di carenza.

    Un esempio concreto è rappresentato dai ritardanti di fiamma, sostanze chimiche aggiunte ai prodotti più disparati, per renderli meno infiammabili, i cui rischi per la salute umana e dei bambini, a giudicare dai risultati delle analisi e degli esperimenti condotti, sembrano molto preoccupanti.

    Nel documentario, testimonianze di ricercatori, biologi specialisti della tiroide e biochimici illustrano quanto grave sia l’impatto che queste sostanze stanno avendo sulla nostra salute e sul quoziente intellettivo delle future generazioni, e i costi economici che questo calo dell’intelligenza collettivo comporterà per la nostra società.
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2017...rio-che-non-lascia-tranquilli/3992593
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  2. La Campania, per un disastro urbanistico, gestionale e quindi ambientale unico in Italia, ancora non avviato realmente a soluzione né a contenimento, anche, ma certo non solo, per cattivi stili di vita individuali, ha visto perdere nei soli ultimi trenta anni fino a 4 anni di aspettativa di vita media alla propria popolazione, su base regionale. Questo dato, gravissimo, sarebbe forse compreso meglio nella sua eccezionale gravità, se, tradotto in ore e non anni persi: 4 anni = 35mila ore x 6 milioni cittadini = 210 miliardi di ore.

    Siamo ancora tra i più longevi al mondo, ma, specie a partire dal 2000 in poi, stiamo perdendo progressivamente qualità ed anni di vita, con un’eccezionale e non prevista velocità di crescita in incidenza di tutte le malattie cronico – degenerative, a sempre più chiara co-patogenesi ambientale. E’ impossibile per una sanità pubblica reggere il peso economico conseguente alle cure e all’assistenza necessarie.

    Prevenzione primaria intesa come tutela del lavoro, dell’ambiente e dalle droghe non sono argomenti lontani e separati come ben scrive nella “Laudato Si” Papa Francesco: è la necessaria Ecologia dell’Uomo e della Economia malata che non vogliamo affrontare come priorità assoluta.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/...one-e-i-medici-la-favoriscono/3858996
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  3. nella classe media impiegatizia le donne giocano un ruolo importante: nonostante nel complesso il tasso di occupazione femminile sia più basso di 18 punti rispetto a quello maschile, in 4 casi su 10 le donne sono i principali percettori di reddito, e dunque con una quota maggiore rispetto agli altri gruppi della popolazione.

    Le nuove classi sociali. "La perdita del senso di appartenenza a una certa classe sociale è più forte per la piccola borghesia e la classe operaia", osserva l'Istat. L'istituto però non si limita a prendere atto della disgregazione dei gruppi tradizionali della società italiana, ma ne propone una ricostruzione originale, che suddivide la popolazione (stranieri compresi) in nove nuovi gruppi: i giovani blue-collar e le famiglie a basso reddito, di soli italiani o con stranieri, gruppi nei quali è confluita quella che un tempo era la classe operaia; le famiglie di impiegati, di operai in pensione e le famiglie tradizionali della provincia, nei quali confluisce invece la piccola borghesia; un gruppo a basso reddito di anziane sole (le donne vivono di più rispetto agli uomini) e di giovani disoccupati; e infine le pensioni d'argento e la classe dirigente. In questa classificazione incidono vari fattori, il più importante è il reddito, che viene valutato in termini di spesa media mensile: si va dai 1.697 euro delle famiglie a basso redditocon stranieri agli oltre 3.000 delle famiglie di impiegati e delle pensioni d'argento fino alla classe dirigente che supera di poco i 3.800 euro mensili.
    http://www.repubblica.it/economia/201...17/news/rapporto_istat-165634199/?rss
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  4. BAMBINI piccoli che passano troppo tempo a giocherellare sul tablet e sui dispositivi elettronici. Già dai sei mesi cliccano sulle finestre luminose dei computer, quasi ipnotizzati dai giochini colorati. A volte sono soli, senza mamma e papà a controllare. Tutto questo potrebbe creare problemi nella crescita e un ritardo del linguaggio. A sostenerlo una ricerca canadese presentata al 2017 Pediatric Academic Societies Meeting.

    L'età a rischio, secondo gli studiosi, è quella tra i sei mesi e i due anni. Maggiore è il tempo trascorso a giocherellare con i dispositivi, maggiore è il rischio di ritardi nello sviluppo del linguaggio. "Penso che sia il primo studio che si sia occupato di esaminare il rapporto fra ipad e i problemi di linguaggio nei piccoli - spiega Catherine Birken, primo autore della ricerca all'Hospital for Sick Children di Toronto, in Ontario - . E' la prima volta che si fa luce su questa questione, ma servono ulteriori verifiche per validare ulteriormente i risultati del nostro studio".
    http://www.repubblica.it/salute/ricer...roblemi_del_linguaggio-164629506/?rss
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  5. C’è da chiedersi, tuttavia, come mai le compagnie non si decidono a fare il passo decisivo: informare gli utenti, cioè tutti noi, che nel frattempo del cellulare abbiamo cominciato a fare un uso veramente massiccio, dei possibili rischi di questo comportamento. Eppure, basterebbe scrivere sulla confezione del cellulare che parlare troppe ore al telefono tenendolo a contatto con l’orecchio potrebbe causare il cancro e che l’uso dell’auricolare è consigliato per evitare ogni rischio.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/...lietevelo-dalla-testa-e-basta/3534063
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  6. Molte di queste infezioni si possono curare ma se trascurate diventano anche una via di passaggio facilitata per il virus dell’Hiv perché provocano aree infiammate e lesioni e, se i rapporti sessuali non sono protetti, il rischio di contagio aumenta in modo esponenziale. “La trasmissione delle infezioni sessuali si evita solo indossando sempre il profilattico, in ogni rapporto sessuale occasionali. Il preservativo è uno strumento di prevenzione eccezionale, è facilmente reperibile e andrebbe considerato uno strumento di sicurezza abitudinale, alla pari delle cinture di sicurezza che allacciamo in auto” – sottolinea la specialista.
    http://www.repubblica.it/salute/preve..._e_le_ragazze_under_25-156132886/?rss
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  7. "L'addio alla cucina è un trend iniziato da qualche anno, ma che sta accelerando con decisione negli ultimi tempi", conferma Nicola De Carne, partner della Nielsen, il termometro più affidabile sui consumi di casa nostra. Il 50% degli italiani (e l'87% degli uomini) passa oggi meno di mezz'ora al giorno a far da mangiare. Le donne hanno tagliato di cinque minuti in 6 anni - da 82 a 77 minuti in media al giorno - il tempo dedicato a mettere assieme pranzo e cena.

    La vera rivoluzione delle abitudini alimentari tricolori è però quella fotografata dagli scaffali dei supermercati. Gli ingredienti base delle ricette di una volta - "100 gr. burro, 200 cl. latte, 3 cucchiai di farina..." - sono in declino irreversibile (-5,3% quest'anno, - 4% dal 2007) mentre i piatti elaborati come zuppe pronte, insalate lavate o vassoi di sushi (+5,9% nel 2016, +41,9% dal 2007) vanno via come il pane. I pomodori pelati, per dire, sono ormai rari come panda: negli anni '80 erano il 50% dei consumi nazionali di prodotti lavorati. Oggi sono solo il 10%, soppiantati dai sughi pronti. Costano di più, certo, ma consentono di risparmiare tempo, variabile che per le famiglie dove papà e mamma lavorano è pure denaro.
    http://www.repubblica.it/sapori/2016/...taliani_addio_fornelli-153055274/?rss
    Tags: , , , , by M. Fioretti (2016-12-01)
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  8. Un’altra ipotesi teoricamente possibile è quella relativa ad una aumentata epidemia influenzale (e agli effetti debilitanti della stessa), anche e soprattutto dovuto al fatto che c’e’ stato un crollo delle vaccinazioni dell’11% da un anno all’altro. La curva epidemiologica ci racconta un anno normale e senza nessuna anomalia rispetto all’anno precedente. Ma qui, viene il dato fondamentale. Quello che noi chiamiamo influenza in realtà è fatta di vari ceppi virali e ogni ceppo ha un effetto diverso sulla salute delle persone. Il dato rilevante è che questo fenomeno è accaduto in tutta Europa e apparentemente è dovuto soprattutto ad un ceppo influenzale particolarmente “cattivo” (A(H3N2), pari al 56% degli influenzati).

    Ovviamente le ipotesi su fenomeni che non hanno cambiamenti rilevanti da un anno all’altro non reggono dal punto di vista logico. In questa categoria possiamo mettere quelle relative agli stili di vita e quelle relative al sistema sanitario. Parlare di questi temi rispetto a questo tema è scorretto sul piano logico e scientifico, anche se serve a qualcuno per buttarla in caciara invece che cercare di capire in modo profondo cosa sta accadendo.

    Quindi qui siamo di fronte ad un mistero che vale 68 mila vite in un anno. E che riguarda l’Europa intera. Per arrivare in fondo alla comprensione di quello che sta accadendo dobbiamo aspettare i dati puntuali. Con quelli si potrà analizzare il fenomeno in termini geografici (quale distribuzione ha il fenomeno tra le diverse regioni?) di patologia (su quali patologie si è concentrato l’aumento?) di età (è relativo solo agli anziani o anche gli altri gruppi di età ne sono toccati?) e di sesso (c’e’ una preferenza verso uno dei due sessi di questo picco di decessi?).
    http://www.linkiesta.it/it/article/20...tiamo-a-parlare-di-inquinamento/28722
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  9. L'Italia è il Paese dell'Unione europea che segna il record del numero di morti prematuri rispetto alla normale aspettativa di vita per l'inquinamento dell'aria. La stima arriva dal rapporto dell'Agenzia europea dell'ambiente (Aea): il Belpease nel 2012 ha registrato 84.400 decessi di questo tipo, su un totale di 491mila a livello Ue.

    I killer. Tre i 'killer' sotto accusa per questo triste primato. Le micro polveri sottili (Pm2.5), il biossido di azoto (NO2) e l'ozono, quello nei bassi strati dell'atmosfera (O3), a cui lo studio attribuisce rispettivamente 59.500, 21.600 e 3.300 morti premature in Italia. Il bilancio più grave se lo aggiudicano le micropolveri sottili, che provocano 403mila vittime nell'Ue a 28 e 432mila nel complesso dei 40 Paesi europei considerati dallo studio. L'impatto stimato dell'esposizione al biossido di azoto e all'ozono invece è di circa 72mila e 16mila vittime precoci nei 28 Paesi Ue e di 75mila e 17mila per 40 Paesi europei.
    FOTO: la Pianura Padana immersa nello smog
    Pianura Padana più colpita. L'area più colpita in Italia dal problema delle micro polveri si conferma quella della Pianura Padana, con Brescia, Monza, Milano, ma anche Torino, che oltrepassano il limite fissato a livello Ue di una concentrazione media annua di 25 microgrammi per metro cubo d'aria, sfiorata invece da Venezia.
    http://www.repubblica.it/ambiente/201...ri_inquinamento_italia-128472693/?rss
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  10. in tutti i centomila anni e più della storia dell “homo sapiens” nessuno aveva mai respirato in un’atmosfera che conteneva più di 300 ppm di CO2. Non sappiamo che effetto questo potrà avere, ma si sa che il processo cognitivo umano viene misurabilmente peggiorato già a concentrazioni di CO2 sopra 600 ppm.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/...ve-riassunto-della-situazione/2256472
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