mfioretti: roma 2024*

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  1. Poi ci sono gli affidamenti diretti, dove gli importi scendono e le gare non sono più neanche necessarie. Per conto di Roma 2024 se ne contano circa 130 in due anni. E la curiosità è che in diversi casi si ripete lo stesso, identico importo: 39.900 euro (o giù di lì), appena sotto la soglia di 40mila euro prevista dalla legge. Praticamente tutti i progetti, dall’arena smontabile al velodromo, dal parco naturalistico al bacino remiero, passando per il rifacimento dell’Olimpico, sono costati la stessa cifra. Un tanto al chilo, come al mercato. Nella lunga serie di affidamenti diretti si trova di tutto, piccoli e fisiologici acquisti di acqua, mobili o catering, o consulenze più importanti. Ad esempio i ben 36mila euro spesi per realizzare il (pessimo) sito ufficiale della candidatura, di cui ormai non resta più alcuna traccia sul web. E ancora: stampe, pubblicità, abbonamenti ai giornali, taxi, auto blu (oltre 40mila euro per le esigenze dei soli Guadagnini e Diana Bianchedi, coordinatrice del Comitato). Ci sono persino 29mila euro di taccuini Moleskine e 5mila euro di braccialetti in silicone griffati Roma 2024. Indossarli adesso sarebbe davvero fuori moda.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/...otore-di-montezemolo-e-malago/3714215
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  2. Giovedì 11 maggio le elezioni del nuovo capo del Foro Italico. Il risultato è scontato: la conferma del presidente uscente è sicura. Merito dei rapporti coltivati all'interno delle federazioni, dei risultati squisitamente sportivi, della mancanza di veri rivali e del processo che ha portato a Palazzo H gli amici del circolo di cui era numero uno. Unica ombra? Il no del M5s alle olimpiadi nella città eterna
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/...e-intese-lo-choc-di-roma-2024/3575076
    Tags: , , , , by M. Fioretti (2017-05-11)
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  3. Il 2017 può essere l’anno dell’apoteosi in tre atti per Giovannino e per la Megalòpoli che gli ruota intorno. Fra pochi mesi cadranno i vent’anni della presidenza dell’Aniene, anche se lui ha annunciato che non si ricandiderà dopo lo choc del canottiere dell’Aniene Niccolò Mornati, positivo al doping prima di Rio. In maggio ci saranno le elezioni per la presidenza del Coni, poltrona conquistata dall’outsider Malagò nel febbraio 2013 e saldamente nella sua disponibilità anche per il quadriennio che si concluderà dopo i Giochi di Tokyo 2020. Ma il passaggio chiave è il 3 febbraio, appuntamento decisivo per la candidatura di Roma 2024 con la presentazione della fase tre del progetto al Comitato olimpico internazionale (Cio).

    La fase 2 è stata presentata il 7 ottobre. L'11 ottobre Malagò ha annunciato l'interruzione della candidatura di Roma. Ma potrebbe essere una mossa tattica in attesa delle disgrazie del nemico.

    Pensare che Malagò si ritiri dalla corsa contro Los Angeles, Parigi e Budapest perché lo vuole un sindaco a rischio di commissariamento per dissesto finanziario, nel caso Virginia Raggi, significa sottovalutare l’ambizione dell’uomo.

    Nella settimana appena passata, Malagò si è unito in Vaticano sotto l’egida di "Sport e Pace" con papa Francesco, con il segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon e con l’amico Thomas Bach, presidente del Cio pronto a tutto pur di tenere in piedi la candidatura di Roma in uno dei momenti peggiori della storia dei Giochi.
    Tokyo ha annunciato uno sforamento di budget a 30 miliardi di dollari per le Olimpiadi del 2020. Il numero uno dei comitati olimpici europei, l’irlandese Patrick Hickey, è stato arrestato per bagarinaggio a Rio il 18 agosto. In lizza per il 2024 potrebbe esserci un Dreamteam di leader politici formato da Donald Trump (Los Angeles), Marine Le Pen (Parigi) e Viktor Orbán (Budapest), tutti assertori delle muraglie anti-immigrati.

    Roma, anche nella versione attuale romafaschifo.it, sarebbe in vantaggio come male minore. C’è da scommettere che Malagò se la giocherà fino in fondo, qualunque cosa dichiari pubblicamente, comunque vadano le cose nella giunta grillina. Fan ricambiato di Malagò, il premier Matteo Renzi non intende rinunciare a un’avventura sfuggita di mano persino ai giapponesi.

    Roma 2024 è stata stimata a 5,3 miliardi di euro. Dal conto mancano le infrastrutture, pari almeno al doppio.
    http://espresso.repubblica.it/inchies...di-potere-di-giovanni-malago-1.285311
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  4. il motivo del No alla candidatura olimpica, supportato da studi internazionali inoppugnabili come quello dell’università di Oxford, prima Monti e poi la Raggi l’hanno spiegato chiaramente, e non è il rischio della corruzione. Anche se nessuno ruba un euro, le Olimpiadi sono macchine infernali programmate per arricchire il Cio e indebitare le città e gli Stati che hanno la sfortuna di aggiudicarsele, accollando ai cittadini gli extra-​​costi (+156% in media nelle edizioni degli ultimi 55 anni) occultati all’inizio e noti solo alla fine, che si traducono in decenni di imposte aggiuntive per gli sventurati residenti nelle città e nei paesi ospitanti. Sulle Olimpiadi di Montreal ’76 nessuno rubò, eppure il preventivo fu sforato del 720%. E così, in varia misura, in tutte le edizioni dell’ultimo mezzo secolo (eccetto quella di Los Angeles, realizzata dai privati). Si dirà: se i 5Stelle sono onesti e oculati, insomma diversi, avrebbero potuto garantire a Roma un’Olimpiade all’insegna del risparmio e dell’onestà. Peccato che il Comune della città ospitante non abbia alcuna voce in capitolo sugli impianti finanziati dal Cio e dal governo. Il ruolo delle amministrazioni locali è quello di realizzare le infrastrutture di collegamento e supporto (sempre taciute nei bilanci preventivi per non spaventare i cittadini) e poi di sobbarcarsi i costi esorbitanti e insostenibili di gestione e manutenzione di quelle cattedrali nel deserto dopo la fine dei Giochi. Costi insostenibili anche per metropoli meno indebitate di Roma (quelle che non hanno 13 miliardi e rotti di buco: cioè tutte).
    http://www.grognards2011.it/2016/09/balle-che-fare-m-travaglio
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  5. "Tutto può succedere, ma mi sembra improbabile che ci possa essere un'altra candidatura alle Olimpiadi nei prossimi vent'anni", ha detto Giovanni Malagò, presidente del CONI, al termine della riunione dell'esecutivo nazionale del Comitato olimpico convocata a Cagliari. "Questo è un tavolo a tre gambe - ha spiegato - con Comune, Governo e Coni. Senza una gamba la candidatura perde forza: accettiamo questa situazione consapevoli della perdita di credibilità internazionale".

    E poi aggiunge: "Non è vero che le Olimpiadi di Roma del 1960 abbiano lasciato tutti questi debiti. E tutti sanno che l'impatto sull'ambiente sarebbe stato minimo, regolato com'è da severi dispositivi". "Rammarico enorme perché siamo uomini di sport - ha detto riferendosi al no del sindaco di Roma alle Olimpiadi - con serenità si doveva decidere se continuare a fare quello che stavamo facendo bene. E invece siamo stati fermati a corsa iniziata, a due terzi".

    Su possibili azioni legali in risposta al 'no' della sindaca di Roma alle Olimpiadi, Malago' ha ribadito: "La Corte dei conti? Noi non facciamo nulla. Ma siamo ente pubblico: se qualcuno dovesse sollevare il problema, noi gireremmo le responsabilità a chi di competenza".
    http://www.ansa.it/sito/notizie/sport...454c-9a30-4669-bc6b-0fa6fef8703c.html
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  6. il Movimento 5 Stelle ha sempre sostenuto che la candidatura alle Olimpiadi non doveva essere affrontata, avendo da sempre operato una diversa valutazione circa i costi ed i benefici. Quindi era situazione nota anche a chi si stava occupando di pianificare la candidatura. Di certo, in ogni caso, una volta eletto il sindaco Raggi, il Coni e i vari organismi preposti alla candidatura avrebbero dovuto interrompere ogni spesa immediata e futura per sostenere la candidatura. A quel punto, infatti, era chiaro lo spreco e l’inutilità dell’attività che si stava svolgendo.

    Quindi, concludendo, se proprio un danno erariale si vuole ipotizzare, questo a mio avviso dovrà essere cercato altrove (ed occorrerà anzi una attenta verifica proprio nei confronti del Coni e degli organi che si sono occupati della candidatura, che peraltro a detta del Coni pare abbiano speso come? » addirittura 20 milioni di euro), ma di certo… non a carico del comune di Roma!
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/...o-danno-erariale-contestabile/3049296
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  7. Dopo aver sgombrato il campo dall’ipotesi che il governo possa bypassare il Campidoglio e presentare la candidatura della Capitale in modo autonomo (“Nessuno intende fare le Olimpiadi contro l’amministrazione comunale”) Renzi ha poi sostenuto che “da Expo abbiamo cacciato i ladri ed è stato grande successo”, senza però ricordare che l’esposizione ha chiuso in perdita, che a scoperchiare le irregolarità nell’assegnazione dei lavori è stata l’Anac e non il governo e che gli esponenti della cupola bipartisan che si è spartita gli appalti hanno patteggiato evitando così il carcere.

    “Il no della Raggi non mi sorprende ma mi amareggia“, ha continuato il premier”. Se dice no alle Olimpiadi, prendiamo atto. Non ho mai fatto polemica con il sindaco di Roma, lei ha vinto le elezioni. Io faccio il tifo per l’Italia. Se Roma va bene son contento, se va male mi spiace”. “Rispetto e in bocca al lupo”,
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/...giochi-sono-tranvata-comunque/3051210
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  8. La cifra dei 20 milioni di danno erariale che l'organizzazione guidata da Malagò sarebbe pronta a chiedere alla Raggi non è ricostruibile nei dettagli. Ma nel bilancio del Coni 2015 e in quello di previsione 2016 si trovano tracce di almeno 10 milioni di spese già stanziate o effettuate: dal rifacimento degli uffici, a 450mila euro di supporto tecnico legale, fino alle diverse figure professionali arruolate con contratti biennali da 200mila euro più "quote variabili". E ancora, 150mila euro di trasferte e 785mila euro di "altri costi per servizi"
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/...mitato-organizzatore-del-coni/3050980
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  9. Email
    Ignazio Marino: «Quel patto tra Malagò, Montezemolo e Renzi contro il bene di Roma»
    Ignazio Marino
    La scelta della zona di Tor Vergata in cui far sorgere il Villaggio Olimpico nel progetto per la candidatura di Roma alle Olimpiadi 2024, secondo l'ex sindaco Ignazio Marino, è stata «ossessivamente caldeggiata da Giovanni Malagò, da Luca Cordero di Montezemolo e suppongo da Matteo Renzi». L'ex primo cittadino della Capitale lo scrive in una lettera a l'Espresso, che è pubblicata nel numero in edicola venerdì 12 febbraio e online su Espresso Plus , che prende spunto dall'inchiesta giornalistica della scorsa settimana intitolata “ Ora e sempre palazzinari ”, in cui è sottolineato come «a Tor Vergata la Vianini del costruttore Caltagirone ha una concessione datata 1987 su terreni di proprietà dell’ateneo in parte espropriati al cassiere della banda della Magliana Enrico Nicoletti».

    ESPRESSO + LEGGI L'INTERVENTO INTEGRALE

    Secondo Marino l'amministrazione capitolina ha scelto questa zona perché «ossessivamente caldeggiato» anche da Renzi.

    L'ex sindaco svela che la sua idea «era a favore di un lascito pubblico alla città, realizzabile nell’area fra la Flaminia e la Salaria, che consentirebbe una trasformazione urbanistica utilissima non solo al mese delle Olimpiadi ma alla vita futura di Roma. Avevamo proposto la realizzazione di un grande parco fluviale, messo al servizio dei romani lungo il Tevere, nell’area compresa tra il grande raccordo anulare e la via Olimpica, dove oggi ci sono un agglomerato spesso informe di edifici, fabbriche, depositi, la sede principale della Rai e quella di Sky».
    http://espresso.repubblica.it/archivi...a-malago-montezemolo-e-renzi-1.250033
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  10. Importante segnalare che saranno quindi i consiglieri comunali a impegnare la sindaca ufficialmente sulla decisione. E sarà questo documento a finire all’attenzione della Corte dei Conti se il CONI sollevasse alla fine l’accusa di danno erariale. La responsabilità, nel caso, cadrà su di loro.
    http://www.nextquotidiano.it/cosa-ce-...etro-no-virginia-raggi-alle-olimpiadi
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