mfioretti: ostia*

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  1. Al voto il 4 marzo. Le delimitazioni territoriali della Capitale
    http://www.romatoday.it/politica/elez...18/collegi-roma-lazio-quali-sono.html
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  2. Sedicenti associazioni antimafia caldeggiate da due esponenti del 5Stelle hanno cavalcato polemiche contro l'operato di Don Ciotti, ma in arresto per corruzione è finito il funzionario che aveva occultato per sei anni un documento
    di FEDERICA ANGELI e ENRICO BELLAVIA
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    17 dicembre 2017
    2,7mila
    Ostia, i dossieraggi politici contro Libera: "Solo bugie per screditarci"
    Il logo di Libera
    "La storia della Spiaggia Libera SPQR di Ostia necessita di un prologo e di un racconto dettagliato. Solo leggendo tutte le tappe di questa vicenda si capirà la verità e le tante bugie messe in campo per per screditare il lavoro di Libera e Uisp". Il tweet dell'associazione antimafia di Don Ciotti viene pubblicato nel primo pomeriggio del 16 ed è subito boom di condivisioni e like. E arriva a due giorni dall'arresto per corruzione dell'ex responsabile dell'ufficio tecnico dell'edilizia privata del X, Franco Nocera.

    La storia comincia prima di 48 ore fa e il triste epilogo, documentato da Repubblica, avvenne nel 2016 con la riconsegna della spiaggia libera attrezzata che Libera aveva vinto attraverso un bando al Comune. Quel che successe in quelle frenetiche giornate, come spiegato nel commento di Enrico Bellavia dal titolo "Mazzette a Ostia, la bomba a tempo del burocrate", fu che il Movimento 5 Stelle iniziò una guerra a colpi di dossier contro l'associazione antimafia di don Ciotti, facendo passare come il diavolo Libera. Ma la realtà dei fatti era ben diversa e oggi, attraverso un lunghissimo articolo circolato sui social, viene spiegato dettagliatamente.

    "Spiaggia Libera SPQR di Ostia: una verità, tante bugie". Questo il titolo dell'articolo. "La storia della Spiaggia Libera SPQR è una vicenda prolungata e complessa - scrivono - che ci racconta qualcosa di importante delle dinamiche di un territorio così particolare come quello di Ostia. E' una storia fatta dell'impegno di molte persone, delle loro speranze di cambiare il posto in cui vivono e degli ostacoli che hanno dovuto affrontare. Che riguarda il suo bene più prezioso, il mare, e la gestione di questo settore da parte degli uffici di un Municipio precedentemente sciolto per mafia, con comportamenti e atti il cui disegno è ancora tutto da interpretare, e che si intrecciano con l'agire di attori economici e sociali del territorio. E che racconta di rapporti politici, di personaggi in ascesa e in declino, e di attori spregiudicati della vita lidense, di dossier e attacchi che ripetutamente si armano contro alcuni o contro altri, a seconda degli interessi in gioco". I dossier sono scritti da sedicenti associazioni antimafia e per la legalità, Luna Nuova e Labur, gestiti dalle stesse persone. Luna Nuova, per inciso ha già un ordine di oscuramento della sua pagina Facebook dalla magistratura romana per diffamazione aggravata e continuata.

    Il bando. Libera e Uisp partecipano quindi al bando "sviluppando un’idea di gestione libera, pulita, trasparente della costa di Ostia. Risultano terzi nella graduatoria - spiegano da Libera - relativa al lotto di spiaggia n.8. Ma i primi, gli ex gestori della spiaggia, la coop sociale Roys, vengono esclusi ex articolo 38, per non aver dichiarato alcuni specifici precedenti penali. I secondi avevano espresso preferenza per un altro lotto messo a bando. E' così Uisp e Libera risultano assegnatari di quella che sarà poi la Spiaggia Libera SPQR. Siamo nell'aprile del 2014. E' in quel frangente che gli ex gestori fanno ricorso al Tar. Ma nonostante fossero esclusi dal bando, il municipio pensò bene di affidare loro la spiaggia per quella prima stagione balneare, in attesa dell'esito del ricorso. Una decisione lascia Libera e Uisp sgomenti. Ma nulla cambia e si dovrà aspettare tutta l'estate.La spiaggia verrà affidata solo a fine settembre, a stagione finita, e in condizioni davvero compromesse". Il vecchio gestore che fa ricorso e vince al tar è tal Roberto Bocchini, amico di Paolo Ferrara del 5 Stelle che, misteriosamente troviamo nella gestione opaca del Faber Beach fino a qualche mese fa.

    I documenti che spariscono dal Municipio. "Dopo i mesi complicati dell'estate - dicono ancora nel documento sui social gli esponenti di Libera - arriva finalmente il momento del confronto con la pubblica amministrazione, per gestire tutte le difficoltà che le associazioni avevano segnalato. Arriva il primo incontro in Municipio con la nuova direttrice e alcuni collaboratori: siamo a novembre 2015. E’ in quella occasione che viene comunicato alle associazioni che attualmente in municipio non è presente tutta la corrispondenza tra le associazioni e il municipio stesso, compresa la lettera in cui il precedente direttore del Municipio affermava che il chiosco fosse acquisito a demanio marittimo, regolare e utilizzabile. Libera e Uisp consegnano così tutto il faldone, come poi faranno il mese seguente in Commissione Antimafia. Si arriva così a marzo 2016, con tutte le domande sul futuro della spiaggia Libera SPQR ancora aperte. Le associazioni chiedono così di essere ricevute in municipio".

    L’ordinanza di demolizione del 2010 e la fine del progetto. Dopo alcuni giorni di attesa, Libera e Uisp presentano un esposto il 30 marzo 2016 alla Procura di Roma. La sera di quel giorno vengono ricevute in municipio, dalla direttrice insieme con altri funzionari e dirigenti. In particolare Franco Nocera, dirigente del municipio in ambito di edilizia privata, presenta un documento importante: è un'ordinanza di demolizione di abusi indirizzata alla cooperativa che gestiva la spiaggia prima di Libera e Uisp. Un'ordinanza del 2010, di sei anni prima, da eseguire allora entro 30 giorni ed evidentemente mai eseguita, che chiede di abbattere un manufatto presente sull’arenile, il chiosco. Il responsabile unico della procedura è proprio Franco Nocera, oggi arrestato per corruzione per le tangenti che avrebbe ricevuto da imprenditori dell'edilizia. Il direttore dell'epoca è Aldo Papalini, anche lui arrestato e già condannato per corruzione, per aver favorito perfino gli interessi del Clan Spada sugli stabilimenti balneari. "Ma l'ordinanza, ovviamente, era la prima volta che veniva mostrata a Uisp e Libera. Omessa dal bando di gara, omessa al momento della firma della convenzione. Omessa perfino quando fu chiesto di conoscere quali lavori di sistemazione effettuare sulla spiaggia. Scomparsa durante gli anni delle gestioni precedenti, o quando il municipio ne riprende possesso. Ma tornata casualmente in voga quando gli affidatari dell’arenile sono Uisp e Libera".

    Annullamento del bando. "Dopo giorni di silenzio, Libera e Uisp, sfinite, decidono di lasciare la spiaggia e abbandonare il progetto, dicharando la nullità della convenzione-contratto ex art. 1418 e ss codice civile per violazione di norme imperative, tra cui artt. 35 e 46 D.P.R. n. 380/2001. Si dichiara quindi la nullità di quel bando e quella convenzione, convinti che sia tutto da rifare alla luce degli elementi emersi fino a quel momento. Il municipio riprenderà espressamente e consapevolmente possesso dei luoghi a seguito di un sopralluogo con il dott. Vulpiani, il Commissario Prefettizio che governa il municipio durante lo scioglimento, dopo aver constatato di fatto e di diritto lo stato dei luoghi. E' il 26 Aprile 2016. Proprio il giorno seguente la nostra dichiarazione di voler lasciare la spiaggia arriverà il primo documento di Anac sulla vicenda che affermerà le lacune di quel bando di gara". Le lacune sottolineate da Anac sono sul bando di gara, non sull'operato di Libera. Ma qui si scatena il fango e la verità viene stravolta. Il municipio, nel bando 2014, in sostanza chiedeva ai gestori di ripristinare uno stato dei luoghi che era in realtà abusivo a monte, le sedicenti associazioni antimafia, non si sa a quale titolo, accusano Libera di aver gestito tutto in maniera opaca.

    Il dossier del 5Stelle. A raccogliere quel dossier infamante per l'associazione di Don Ciotti, pagine che mischiavano le carte in tavola e non raccontavano la verità oggetitva dei fatti, sono i grillini Paolo Ferrara, attuale capogruppo del M5S in Campidoglio, e Davide Barillari, consigliere regionale. Attraverso un copia-incolla fanno loro quel dossier da presentare in Antimafia che consegnaranno in una versione con dicitura "confidenziale
    riservata alla stampa" ai cronisti radunati in una conferenza stampa in Campidoglio il 7 settembre del 2015. L'onda di fango che ne seguì sui social travolse l'operato di Libera a Ostia. Ma oggi la verità viene ristabilità. Non solo dalla spiegazione di Libera ma dall'arresto per corruzione di quel funzionario dell'ufficio tecnico Nocera che fece sparire un documento per tirarlo fuori al momento giusto.
    http://roma.repubblica.it/cronaca/201...aggi_politici_contro_libera-184416847
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  3. la Roma-Lido è la ferrovia regionale che grazie alla dissennata gestione di Atac si fregia da anni del poco invidiabile titolo di peggiore linea d’Italia.

    Per trasformarla in una metropolitana moderna, per due anni Ratp e Regione Lazio hanno lavorato a un project financing da 447 milioni (180 messi dallo Stato e già stanziati dal Cipe, il resto dai francesi), che prevedeva il totale rifacimento dell’infrastruttura, la creazione di 10 nuove stazioni, l’arrivo di 17 nuovi treni e l’adozione del sistema di segnalamento “CBTC” in grado di far scendere le attese tra un convoglio e l’altro a 90 secondi. In cambio Ratp avrebbe avuto la gestione della Roma-Lido per 25 anni.

    Leggi anche: L’inferno Atac denunciato da un top manager dell’azienda dei trasporti romana

    Quando ormai sembrava tutto pronto e mancava solo la firma al piano, la giunta Zingaretti cambia improvvisamente idea e il 13 dicembre 2016 prolunga senza gara per altri tre anni il Contratto di servizio (da 85 milioni l’anno) ad Atac, suscitando le ire dell’Antitrust che censura sonoramente la scelta. Non solo, con una decisione che diventerà oggetto di un secondo ricorso al Tar, cambia anche i contenuti del vecchio contratto, affidando la manutenzione – originariamente in capo ad Atac – a RFI, società di Ferrovie dello Stato. In pratica, prolunga un contratto in essere, ma ne affida una parte a un soggetto che non figurava nel testo originario.

    Renato Mazzoncini, AD FS e Nicola Zingaretti, Presidente Regione Lazio. Sara Minelli/ Imagoeconomica

    Per giustificare la porta sbattuta in faccia ai Francesi, Regione Lazio li accusa di non aver risposto ad alcune richieste di modifica al progetto da lei presentate e adduce ragioni di economicità. Il piano di Rfi è finanziariamente più vantaggioso di quello di Ratp.

    Ma le cose stanne veramente così?

    Iniziamo dalla questione delle mancate risposte: la tesi della giunta Zingaretti è che Ratp avrebbe trattato per due anni con un partner pubblico e, in procinto di chiudere il contratto, sarebbe sparita, senza rispondere né positivamente, né negativamente ai desiderata del “cliente”.

    «Se è così, perché non hanno mai mostrato un documento ufficiale e protocollato che riporta tali richieste ai giudici?», sfida il manager francese, «In realtà, noi non abbiamo mai ricevuto nulla! Veramente si potrebbe credere che siamo tanto autolesionisti…? Ma se siamo stati costretti a rivolgerci al Tar per continuare a trattare con la Regione!».

    Il 12 maggio il Tar ha dato ragione a Ratp e ha annullato il provvedimento che dava per morto il piano.


    ancora più importanza potrebbe avere il secondo ricorso ancora in sospeso, il quale mette in dubbio la legittimità del prolungamento del contratto di servizio a Atac e Rfi perché avvenuto sia “splittando” le competenze come accennato, sia – soprattutto – perché deciso senza che fosse indetta una gara europea.

    Qualora venisse accolto, potrebbe rappresentare un precedente pesantissimo per Ferrovie dello Stato, che da due anni a questa parte sta facendo man bassa di tutti i contratti di servizio delle regioni italiane, ottenendoli sempre senza uno straccio di gara.

    Se il Tar dovesse stabilire che per la Roma-Lido si doveva lasciare al mercato la scelta del gestore, a passare un pessimo quarto d’ora non sarebbe solo l’assessore Civita, ma lo stesso Renato Mazzoncini, ad di Fs, che si ritroverebbe con una gigantesca gatta da pelare.
    https://it.businessinsider.com/scontr...e-lazio-hanno-mentito-per-favorire-fs
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  4. “Ci dobbiamo chiedere a cosa sia servito il commissariamento per due anni del X Municipio se è stata necessaria l’aggressione di Roberto Spada per ricordare al Ministro Minniti e alla sindaca Raggi che esisteva un’emergenza criminalità a Ostia.
    Salutiamo con soddisfazione il blitz effettuato questa mattina dalle forze dell’ordine, ma ci chiediamo perché si sia atteso tanto tempo per interventi così energici, perché si sia consentita l’impunità a bande dedite al racket, allo spaccio e al controllo clientelare delle case popolari.
    Il dubbio è che nei due anni di sospensione della democrazia questo sacrificio dei cittadini non abbia dato alcun frutto e sia sfuggito lo scopo primario per il quale il Municipio fu sciolto: contrastare infiltrazioni mafiose, poteri criminali e illegalità diffusa.
    Insomma, è di tutta evidenza infatti che il potere degli Spada e degli altri clan sia rimasto immodificato nel tempo in cui lo Stato si è occupato di Ostia, come plasticamente dimostrato dall’ormai famosa aggressione al giornalista Piervincenzi e al conseguente clima che ha consegnato di fatto al M5S la presidenza del Municipio”.
    È quanto ha dichiarato il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli.
    http://www.fratelli-italia.it/2017/11...nda-del-commissariamento-cosa-servito
    Tags: by M. Fioretti (2017-11-30)
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  5. Non solo Ostia. Se Roma da quasi 60 anni è progressivamente presa d’assalto da mafie indigene e straniere, che hanno ampliato a dismisura il proprio potere socio-economico, la cerchia extraurbana non se la passa certo meglio. Per non parlare del Lazio. Insomma una Capitale e una regione soffocate dalla criminalità organizzata. La presenza di Cosa nostra, Camorra, ‘Ndrangheta, Sacra corona unita, mafie straniere ed ex della banda della Magliana sono – solo per limitarci ad una sintesi – è di casa a Roma. E altrettanto si può dire per Ostia, dove oggi tutti scoprono le famiglie Fasciani e Spada. E dove è stato previsto (in un vertice ieri in Prefettura a Roma) un aumento del numero di forze dell’ordine a presidio del territorio, dopo gli episodi criminosi degli ultimi giorni. Già negli anni Ottanta, però, proprio la Banda della Magliana aveva in Ostia un punto fisso di riferimento non solo per il traffico di droga ma anche per quello di armi. Non solo Ostia, però, si diceva. Ed ecco dunque che le consorterie criminali (non sempre inquadrabili in consorterie mafiose) si snodano da sud a nord di Roma.
    http://www.ilsole24ore.com/art/notizi...2102.shtml?uuid=AEzJy6ID&refresh_ce=1
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  6. Una sparatoria nel pieno della notte. Ancora una volta a Ostia. E' successo intorno alle 22 nella centralissima via delle Canarie. Secondo una prima ricostruzione degli investigatori l'agguato sarebbe stato messo in atto all'uscita dellaa pizzeria Disco Giro Pizza. Le vittime sono state avvicinate da due uomini con il casco integrale in sella a uno scooter che hanno esploso almeno 4 colpi di arma da fuoco colpendoli alle gambe. Un chiaro avvertimento. Sul posto sono accorse le volanti del commissariato del Lido e le gazelle dei carabinieri. Gli investigatori stanno effettuando un sopralluogo cercando l'arma utilizzata per l'agguato nella vicina via delle Baleniere. I feriti sono stati trasportati d'urgenza all'ospedale Grassi e secondo le prime notizie verserebbero in gravi condizioni: si tratterebbe, secondo le prime informazioni, di un pizzaiolo e del padre della titolare del ristorante.
    https://www.ilmattino.it/primopiano/c.../ostia_sparatoria_feriti-3385689.html
    Tags: by M. Fioretti (2017-11-23)
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  7. Lo studio dell'Istituto Cattaneo di Bologna spiega la vittoria della candidata grillina, Giuliana Di Pillo, al ballottaggio di domenica 19 novembre. Merito di un partito trasversale che, però, non riesce a sconfiggere l'astensionismo

    "Perché il M5s ha vinto a Ostia?". Questo il titolo dell'analisi, pubblicata il 22 novembre, con cui l'Istituto Cattaneo di Bologna ha analizzato il voto del ballottaggio che ha portato Giuliana Di Pillo del Movimento 5 Stelle a conquistare la presidenza del X municipio romano.
    I voti del Pd confluiti al M5s

    La ricerca coordinata da Marco Valbruzzi, Marta Regalia e Michelangelo Gentilini, ha analizzato i flussi di voto nella città laziale fra il primo turno del 5 novembre e il secondo turno del 19 novembre. La lettura dei numeri ha portato a osservare che gli elettori che al primo turno avevano scelto il Pd o i candidati di sinistra alternativa o civica, al ballottaggio hanno poi premiato la candidata del Movimento 5 Stelle, Di Pillo. Secondo l'Istituto Cattaneo, infatti, la maggioranza degli elettori del Pd, pari al 62%, non è andato a votare, ma fra chi non si è astenuto quasi tutti hanno votato il Movimento 5 Stelle. Solo il 3,9% di loro, infatti, ha scelto il centrodestra.
    Ostia, vince il M5S: Di Pillo batte Picca col 59,6%
    Ostia, vince il M5S: Di Pillo batte P...
    Gli elettori di CasaPound

    L'analisi dell'istituto bolognese passa poi in rassegna il comportamento degli elettori di CasaPound, il movimento di estrema destra su cui si sono concentrate le cronache politiche del pre-voto, per la questione legata al presunto appoggio ottenuto dal clan Spada. Secondo i dati pubblicati, CasaPound ha avuto un exploit nelle elezioni ostiensi, ma non pochi dei suoi elettori hanno scelto di appoggiare Di Pillo al secondo turno. L'analisi evidenzia che la metà dei voti di CasaPound, il 48,7%, al ballottaggio sono confluiti sulla candidata del centrodestra, Monica Picca. E se il 31,7% degli elettori di CasaPound si è astenuto al ballottaggio, il dato non trascurabile, secondo gli analisti, è stato quello dei voti confluiti sulla candidata grillina, pari al 19,6% dell'elettorato del partito guidato da Gianluca Iannone.
    Il potere del M5s e l'astensionismo

    Dati alla mano, fanno sapere dal Cattaneo, il M5s si conferma anche in questa tornata elettorale una "perfetta macchina da ballottaggio", capace di attirare consensi in modo trasversale. Ma se la vittoria del movimento di Grillo è un dato chiaro, altrettanto lo è quello riguardante l'astensionismo. Secondo gli statistici, infatti, coloro che non vanno più a votare rappresentano una parte crescente dell'elettorato italiano che risulta ormai irraggiungibile anche dal M5s, che in questi anni più di ogni altro ha incarnato lo spirito di protesta. A dimostrazione di questa tesi ci sarebbero i voti persi, già al primo turno, rispetto al voto amministrativo di un anno fa. "Il M5s - osservano al Cattaneo - prende voti da tutti gli altri partiti, tranne uno: quello, in crescita, dell'astensionismo".
    http://tg24.sky.it/politica/2017/11/2...lisi-voto.html?social=twitter_skytg24
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  8. «NEppure sulla guerra in Iraq ci eravamo divisi, anche se io alle armi di distruzione di massa di Saddam un poco ci credevo, mentre Elisabetta agli americani non concede mai nulla. E però era bello dividersi su argomenti di sinistra. Ora ci dividiamo sul ‘male minore'».

    Entrambi medici, condividono la passione per i paesaggi del Mediterraneo e per i libri di storia. E infatti stanno leggendo "I Romanov" di Sebag Montefiore. Alberto apre il libro e mi recita il racconto della morte di Caterina: «Il Granduca era circondato da gente di tal fatta che il più onesto meriterebbe di essere impiccato. I cortigiani chiesero stupefatti chi fossero quegli ‘ostrogoti' ». E qui Alberto fa un pausa e guarda Elisabetta. Poi riprende: «Gli ‘ostrogoti' erano il futuro».

    «Per la verità», mi dice Mauro Zeppili, un economista colto e ironico che lavorò con Vincenzo Visco ai tempi del governo Prodi, «il futuro di Ostia finirà proprio quando dovrebbe cominciare: domenica 19. Sino ad allora sarà come se si votasse per la Casa Bianca». Più in là, nella piazza, vedo con la coda dell'occhio che si è formato un gruppetto di ragazzi. Chissà - mi chiedo - se sono di sinistra: neppure uno.

    Mentre li interrogo, qualcuno su Google raccoglie e metabolizza informazioni su di me. Sono simpaticamente spavaldi, mi chiedono perché non lavoro in tv, come mai ho polemizzato con Sgarbi..: boh. Taglio corto: Francesco (Berardi) e Alessio (Federico) stanno con Salvini; Damiano (Picciau) con il Movimento 5 stelle; gli altri sono minorenni: «Io sono fascista» dice uno dei più giovani. E io: davvero?

    Torno a Zeppilli e alla sinistra, ed è come ritirarsi in un college: «Se ti fermi - riprende questo economista mite che sa usare il pensiero illuminista - ti faccio vedere che nelle case della gente di sinistra, nei circoli culturali e durante le cene, tutti discutiamo di ‘male minore' come ai tempi di Hannah Arendt». Zeppilli previene l'obiezione: «Certo, quella fu una delle più grandi tragedie della storia. E però noi, nel nostro piccolo, abbiamo il fascismo di CasaPound all'8 per cento, e abbiamo la mafia alleata del fascismo ». Secondo Zeppilli c'è un afrore selvatico, arcaico e animalesco «da mafia di suburra che a Palermo non ho mai visto» nella testata con cui Spada ha rotto il naso al giornalista Daniele Piervincenzi. «Pensa a quel manganello che aveva a portata di mano ». Già, avesse avuto un coltellaccio: «Come si chiama in siciliano il lungo serramanico appuntito e tagliente che i macellai usano per sgozzare gli agnellini?». Scannaciarredi, si chiama. La scenografia mafiosa è fatta di botte e minacce, come quelle che costringono la nostra Federica Angeli a vivere sotto scorta. Mi dice Federica: «Attento, a Ostia niente è come sembra».

    Dunque "il male minore" fu la scelta che fecero alcuni ebrei di collaborare con i nazisti per salvare se stessi e altri ebrei. L'idea è che si possa scendere a patti col diavolo senza vendergli l'anima. «Ma Hannah Arendt fece notare che chi sceglie il male minore dimentica facilmente che sta scegliendo il male». E però Zeppilli, nonostante tutto, ci crede all'idea del del voto utile: «Io non ho paura a dirlo: alla fine voterò Cinque stelle, perché voglio votare, e perché sono antifascista sin dalla nascita. E dunque scelgo...».

    Lo contesta Elisa, giovane mamma che arriva in piazza con in braccio la figlia Greta: «La padella o la brace: lo chiami scegliere? Io i Cinque stelle non li voterò mai». Pure Carlo Scarfora dice «mai i Cinque stelle». È pensionato e sta nel Pd: «Anche se a votare Pd oggi ci vuole coraggio». Carlo, che è stato nel Pci ed è «figlio e nipote di comunisti », mi presenta il suo amico per la pelle, Mimmo Barbuto. Sono entrambi ex impiegati dell'aeroporto: «Facciamo volontariato insieme, curiamo i giardini, distribuiamo pacchi di cibo ai poveri, ci vediamo tutti i giorni».

    Mimmo voterà Cinque stelle ma non riesce a convincere Carlo: «Ho intenzione di annullare la scheda. E però, se fossi costretto a scegliere, se un demonio mi costringesse a scegliere, voterei Centrodestra. Certo, Berlusconi sarebbe una iattura, ma almeno sappiamo che genere di iattura è». E ora discutono, i due amici per la pelle. Litigate? «Non succederà mai».

    Noto che si parla di Raggi e di Grillo, di Berlusconi e di Salvini, ma molto di rado delle due candidate, le due insegnanti che si affrontano al ballottaggio, Monica Picca e Giuliana Di Pillo, come se fossero solo due controfigure, anzi «due controfgurine » mi corregge Bruno Casula, che all'Alitalia era «un capo perché gestiva i comandanti » dicono i suoi amici per dirmi che è un duro: «No, io non voto i fascisti, né io né mia moglie, né i miei figli. Per me il male minore sono i Cinque stelle». Anche se all'antifascismo della Raggi non crede: «Prima non è andata alla cerimonia di commemorazione delle Fosse Ardeatine. Poi, quando ha capito che la partita di Ostia si sarebbe giocata sull'antifascismo, per convincere la sinistra si è messa a cantare in Campidoglio ‘Bella ciao' e ha pure sfrattato quelli di Fratelli d'Italia dalla storica sede di Colle Oppio... In questo modo non esalta, ma sporca un valore».

    Anche l'antimafia è un valore. Ostia ha paura della parola mafia e quello dell'identità rimane il problema di una città che rifiutò di essere Comune perché voleva restare Roma fuori Roma. I tantissimi ostiensi per bene, che hanno un grande bisogno di farsi accettare, esibiscono spesso la furia del marginale e non vogliono essere ridotti a popolo di mafia. Dico: «negare la mafia è tipico della mafia» e subito la piazza si accende: «Non siamo mafiosi, qui ci sono persone per bene. La vera mafia sta altrove». Sempre la giusta difesa del territorio produce zone di ambiguità. Sicuramente la famiglia Spada ha organizzato feste e befane con i fascisti di CasaPound, ha accarezzato i Cinquestelle, ma ha anche cercato di frequentare la Caritas di don De Donno, il prete di strada che alle elezioni ha superato l'8 per cento, ed è un leader naturale della sinistra, quella più a sinistra del Pd. E infatti i Cinque stelle lo corteggiano, gli promettono commissioni e consulenze. Lui replica dicendo che farà «l'opposizione anche dell'opposizione ». I Rom lo aiutavano durante la campagna elettorale. Don De Donno gestisce lo sportello antiusura. E' un religioso di 71 anni, semplice, appassionato, carismatico ma ingenuo. E infatti partecipò alla manifestazione contro il commissariamento per mafia.

    Il luogo che sicuramente la mafia non frequenta è il Divine, il locale associato all'Arcigay, dedicato alla drag queen americana: «Siamo di sinistra, ma non diamo indicazioni di voto», dicono i proprietari Valerio e Massimo. Il Divine ha ospitato il primo confronto tra i candidati: «Sono venuti tutti tranne i due della destra, la candidata di Fratelli d'Italia e quello di CasaPound». C'era anche il candidato della lista di Beatrice Lorenzin, ministra della Sanità, che è nata e cresciuta ad Ostia, anche lei nel villaggio Alitalia, ragazza berlusconiana. A Ostia si impara a combattere? «È il Municipio che è stato sciolto per mafia. E' il luogo dove Pasolini è stato ucciso da uno dei suoi ragazzi di vita. Ed è una città abusiva per due terzi. Quella orribile aggressione ai giornalisti è purtroppo molto ostiense». Ostia è la protagonista di ‘Non essere cattivo' e di ‘Amore tossico'. Ho chiesto a Beatrice Lorenzin: si è mai drogata? «Mai. Ne ho visti morire troppi ». I drogati della sua giovinezza erano tutti di sinistra? «No, ma a sinistra erano più vulnerabili, e nei centri sociali ne circolava tanta». I famosi centri sociali di Ostia sono stati i grandi nemici della Lorenzin che, ora mi dice, non darà indicazioni di voto, anche se, per le stramberie della legge elettorale, il suo candidato, che si chiama Andrea Bozzi, sarebbe ripescato solo con la vittoria dei Cinque stelle. Ma insiste la ministra: «Ognuno farà come vuole, ma se dipendesse da me nessun voto andrebbe mai ai Cinque stelle».

    Il giovane Matteo Moi, che è l'anima del Divine, studia Scienze Politiche e lavora anche nel ristorante del padre, il Soul Kitchen River, ma progetta di emigrare a Parigi perché «di Ostia non ne posso più». Orfano di madre, ha una zia che sta nel movimento "Il Popolo della Famiglia" di Adinolfi, la nonna gli vuol bene ma non lo approva, il fratello è a Londra a studiare fotografia: «Già lunedì 20 nessuno si occuperà più di Ostia e torneremo irrilevanti, nonostante le nostre mafie, i muri che nascondono il mare, la sporcizia e... persino i Krapfen con la crema, che non sono quelli austriaci». Questo dolce, che è un' esclusività del bar Paglia in piazza Anco Marzio è davvero buonissimo «e la ricetta è un segreto che Alessandro ha ricevuto in eredità dal padre e ora custodisce insieme con la moglie».

    Alessandro, elegante e magro, non somiglia al pasticciere tipo: ha sempre votato Pd e forse voterà Cinque stelle: «il male minore », dice anche lui. Matteo con i suoi jeans bucati e il sorriso pulito rifiuta l'immagine dell' Ercole al bivio, il famoso dipinto di Annibale Carracci che è l'icona dell'indecisione, e pensa di annullare la scheda. No dunque al male minore che Eyal Weizman considera una tentazione diabolica: «Meglio fare niente, perché fare niente è l'ultima forma effettiva di resistenza e le conseguenze concrete del rifiuto, e dunque del caos, sono quasi sempre migliori, se sono abbastanza le persone che rifiutano»
    http://ricerca.repubblica.it/repubbli...a/2017/11/10/dilemmaa-sinistra08.html
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  9. Raggi: “Abbatteremo il lungomuro, 50% spiagge libere. Roma torna ad affacciarsi sul mare”
    02:04
    di Alberto Sofia | 20 novembre 2017
    32

    6,3 mila

    Più informazioni su: Ostia, Virginia Raggi

    “Roma torna ad affacciarsi sul mare in maniera pulita e legale. Restituiremo il mare ai cittadini di Ostia e della Capitale: il 50% delle spiagge sarà libero“. Queste le parole del sindaco capitolino Virginia Raggi, nel corso di una conferenza in cui è stato presentato il Pua (piano di utilizzazione degli arenili), alla quale hanno partecipato anche il prefetto Domenico Vulpiani, nominato commissario del X Municipio dopo lo scioglimento per mafia, l’assessore capitolino all’Urbanistica Luca Montuori e il capogruppo M5S Paolo Ferrara. Raggi ha illustrato le linee guida del piano, che intende rimettere ordine a un settore, quello degli stabilimenti balneari, negli anni divenuto il “bottino” per le mafie del litorale capitolino. “Verranno preservati gli edifici storici. È un lavoro imponente, si è trattato di mettere mano a 71 concessioni. È un punto di partenza, un inizio”. ha rivendicato l’esponente M5s, il giorno dopo la vittoria della grillina Giuliana Di Pillo alle elezioni municipali. L’iter dell’approvazione è stato chiarito dallo stesso Vulpiani: prevede una fase preliminare di 105 giorni dal via libera dell’Assemblea capitolina. Affinché il Piano sia efficace serviranno però 550 giorni tra adozione, pubblicazione, fase delle osservazioni dei cittadini, poi l’invio alla Regione, la base, la conferenza dei servizi. Infine, l’approvazione e pubblicazione delle concessioni. Solo al termine di questo percorso potranno essere bandite le gare: “La proposta che abbiamo fatto all’assemblea Capitolina – ha aggiunto – è quella di ripartire da zero. Chi ha rispettato tutte le regole dovrà adeguarsi alle disposizioni dell’assemblea e parteciperà alla gara ed avrà dei vantaggi”, ha concluso Vulpiani
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2017...torna-ad-affacciarsi-sul-mare/3990420
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  10. “Non direi che il voto di Ostia premia il buon governo di Roma perché al primo turno il Movimento Cinque Stelle ha dimezzato i voti rispetto alle elezioni amministrative. Non credo che ci sia stato un voto particolarmente organizzato dagli Spada e da Casa Pound in questa fase. Il fatto è che ora la Presidente del Municipio avrà da gestire un territorio complicatissimo in una situazione gravissima, con quartieri interi sotto il controllo di famiglie criminali che si comportano come vere e proprie mafie. Ostia, dunque, è un luogo molto compromesso e forse questo non era ancora il tempo per terminare il commissariamento. Il commissario stava facendo un lavoro serio di pulizia e affrancamento di alcuni processi amministrativi dalle infiltrazioni, ora invece sarà più difficile. Ci dovrà essere una collaborazione di tutti ma probabilmente si è accelerato un po’ troppo il momento elettorale. Lo dimostra anche l’astensionismo così alto dei cittadini: forse non c’era ancora una credibilità forte della politica e un affrancamento da alcune logiche evidenti da consentire un processo democratico”. Lo ha affermato il senatore Franco Mirabelli, Capogruppo PD in Commissione Parlamentare Antimafia, intervenendo in Tv a 7Gold.
    http://www.areadem.info/adon.pl?act=d...utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter
    Tags: , by M. Fioretti (2017-11-20)
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