mfioretti: napoli*

Bookmarks on this page are managed by an admin user.

17 bookmark(s) - Sort by: Date ↓ / Title / Voting / - Bookmarks from other users for this tag

  1. "Da alcuni giorni e soprattutto dopo un articolo riguardante la linea 6 leggo di un tunnel troppo stretto e di treni non ci potrebbero mai passare. Facciamo chiarezza ancora una volta: le gallerie della linea 6 sono commisurate alla larghezza dei treni, sia quelli già oggi nella disponibilità del Comune sia quelli oggetto delle prossime forniture. Del resto i treni della linea 6 hanno circolato regolarmente dal 2007 al 2013 e quelli oggetto della prossima fornitura hanno la medesima larghezza di quelli attualmente in dotazione. Treni in dotazione da 25 metri, ricordiamolo, sui quali sono già in corso, grazie all'intervento di questa Amministrazione, i necessari interventi di manutenzione.
    Vale la pena di ricordare però la cronistoria degli eventi legati alla realizzazione della linea M6. Il progetto del 2000, dalla stazione "Mostra" di piazzale Tecchio a piazza Municipio, prevedeva la realizzazione di un deposito/officina nell'area dell'ex Arsenale militare di via Campegna.
    Nel 2007 per l'attivazione della prima tratta Mostra - Mergellina, fu necessario realizzare un deposito provvisorio in coda alla stazione Mostra, esclusivamente per permettere le operazioni di piccola manutenzione e "parcamento" dei treni da 25 metri allora disponibili, risalenti al progetto della vecchia Linea Tranviaria Rapida (LTR) e adattati al servizio metropolitano. Invece, per le operazioni di manutenzione straordinaria fu realizzata una copertura amovibile al di sopra del deposito provvisorio per consentire l'estrazione dei treni per il successivo trasporto in apposite officine.
    Sempre nel 2007 i finanziamenti disponibili furono destinati al completamento della linea verso Municipio piuttosto che alla realizzazione del deposito/officina di via Campegna. Questa è lo stato dell'arte che abbiamo trovato e questa Amministrazione, da subito, ha ritenuto discutibili, se non illogiche, le scelte che erano state effettuate che non avrebbero potuto garantire la piena operatività della linea.
    http://www.ferrovie.it/portale/articoli/6986
    Tags: , , by M. Fioretti (2018-01-12)
    Voting 0
  2. non esiste nessun istituto americano Demographic. Con una semplice ricerca su un qualsiasi motore di ricerca, si scopre che non esiste nulla di tutto ciò. L’indagine è inventata di sana pianta e l’unico sito che ne parla (parlava, ci arriviamo) è Napolistyle. L’unica cosa che gli si avvicina di più, è Demographic Research, una rivista scientifica che pubblica articoli di demografia, che cita Napoli una sola volta in un unico articolo sugli effetti dell’integrazione e dei legami sulle intenzioni di rimpatrio.

    A questo punto è ovvio che la notizia è stata inventata di sana pianta per portare qualche click al sito, oltretutto riuscendoci. L’idea piace anche ad altri siti: vesuviolive (1200 condivisioni), Napolitoday (2000 condivisioni) e infine Huffington Post (6200 condivisioni), che non si preoccupa nemmeno di modificare il testo originale, limitandosi a scopiazzarlo e citando come fonte Napolitoday. Un sistema che si alimenta da solo, praticamente.

    Adesso questa bufala è, incredibilmente, diventata credibile, solo perché riportata da diversi siti. Il creatore della bufala, tale Jack Naples, intanto, probabilmente se la sta ridendo. Nemmeno lui immaginava che ci fossero così tanti boccaloni in giro.
    http://www.inveritatidico.it/come-nasce-una-bufala
    Tags: , , , by M. Fioretti (2014-07-22)
    Voting 0
  3. I comuni della provincia di Napoli, nell’ultimo ventennio si sono quindi ormai saldati tra di loro generando di fatto un’unica, enorme, periferia indifferenziata che circonda tutta Napoli e che definisce ormai “un’altra città”, facendo sparire di fatto la terra più fertile di Europa nota come “Campania Felix” e trasformandola, in soli venti anni, nella apparentemente invincibile Terra dei Fuochi.

    “Allo sviluppo demografico si deve poi associare in uno stretto rapporto di interdipendenza, ovviamente, anche quello economico e produttivo che determina e condiziona i flussi delle persone e delle merci.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/...-dei-fuochi-per-veder-il-mare/1066690
    Voting 0
  4. a cosa si deve l’ostilità britannica nei confronti delle Due Sicilie?

    Forse alla politica estera di Ferdinando II che, oltre ad aver assunto un deriva filorussa, mirava a fare avere alle Due Sicilie un posto importante tra le potenze europee.

    Un indizio in questo senso fu il precoce ritiro dalla guerra di Crimea, nel 1855, che favorì inizialmente i russi ai danni della coalizione occidentale. Ma soprattutto la questione degli zolfi, che portò quasi allo scontro militare tra Roma e Napoli. Nel 1836, infatti, Ferdinando decise di affidare alla compagnia francese Taix e Aycard di Marsiglia agevolazioni per la vendita degli zolfi, di cui il sottosuolo duosiciliano era particolarmente ricco. La società francese offriva il doppio del prezzo pagato dagli inglesi, che acquistavano gli zolfi (utili per la soda artificiale, l’acido solforico e la polvere da sparo) ad un prezzo irrisorio, salvo rivenderlo a cifre assai maggiori ed in condizioni monopolistiche. Ma si trattava di uno strappo al Trattato di Commercio stipulato tra Londra e Napoli nel 1816, che prevedeva una reciproca applicazione della clausola della ‘nazione più favorita’. Così, dopo le rituali proteste diplomatiche, nel 1840 Palmerston inviò una flotta britannica al largo di Napoli, pronta a cannoneggiare. Solo la mediazione francese convinse Ferdinando a non aprire il fuoco contro l’amico-nemico, ma la sua resa lo costrinse ad un doppio indennizzo: all’Inghilterra, per la violazione del trattato, ed alla Francia, che perdeva il contratto. Da allora, il “contegno non servile” (come lo definirà Benedetto Croce) di Ferdinando II divenne una minaccia tangibile per gli interessi commerciali britannici.

    In vista della realizzazione del Canale di Suez, i porti dell’Italia meridionale sarebbero stati indispensabili per il commercio delle materie prime e non avrebbero di certo potuto rimanere nelle mani di un governo ostile. Inoltre, un ruolo importante, sia economico sia strategico, era ricoperto dalla Sicilia. L’isola, infatti, non solo era un avamposto militare strategico a presidio delle rotte commerciali inglesi, ma era la sede di numerose attività commerciali britanniche.
    http://www.nexusedizioni.it/storia-e-cultura/cosi-nasceva-una-nazione
    Voting 0
  5. Caivano, a Casale di Principe, a Qualiano stanno venendo alla luce bidoni pieni di veleni interrati da qualche decennio in campi coltivati. La gente è nel panico. La paura è tanta. Le patologie tumorali aumentano a dismisura. Le persone muoiono. Lo Stato è lento. Negligente. Pigro. La gente non ne può più.

    occorre avere una mappa certa dei terreni avvelenati, di modo che si possa continuare a coltivare con serenità i terreni sani e togliere alla care mamme l’ansia di non sapere se il cibo che hanno tra le mani nutra o avveleni i loro figlioli. Poi, occorre avere la tracciabilità di tutti i veicoli che entrano in Campania. Non è possibile che un Tir attraversi mezza Italia con un carico di morte senza che venga bloccato. Le campagne a rischio debbono essere videosorvegliate. Bisogna pensare alle bonifiche e inasprire le pene per chi inquina, impedendo che questi reati odiosi cadano in prescrizione. Occorre vegliare per non permettere agli avvelenatori di trasformarsi in “bonificatori”.

    Infine, occorre fare immediatamente chiarezza sul nesso di causalità tra rifiuti tossici e aumento di patologie tumorali in Campania. Lasciare liberi i movimenti di risveglio popolare da ogni tentativo di accaparramento politico è un bene per tutti.
    http://www.restoalsud.it/2013/10/30/s...alle-hanno-caricato-i-rifiuti-tossici
    Voting 0
  6. Una città sotto ricatto. Ecco cos'era Napoli nel 2010 mentre soffocava a causa dei miasmi della “monnezza”, ma c'era chi ci lucrava. E non era la criminalità organizzata del Sud, ma un'azienda guidata da un imprenditore veneto. Da quel Nord, che ai tempi dei roghi di rifiuti,metteva sotto processo l'amministrazione Jervolino e il modello campano. Chi ci guadagnava dal disastro partenopeo era, invece, la “Enerambiente Spa”, azienda tutta veneta che dal 2005 al 2010 ha gestito il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani in gran parte della città di Napoli e al cui vertice siedeva Stefano Gavioli, 55enne veneziano residente a Treviso. Il gioco era ben collaudato e ben oliato. La situazione di emergenza rifiuti a Napoli, secondo quanto portato alla luce dal Nucleo tributario di Napoli e dalla Digos, su cui indaga la Procura, era creata ad arte per paralizzare la raccolta di rifiuti in città e costringere Asia, l'azienda municipalizzata locale e il Comune di Napoli ad acconsentire alle pretese economiche di Enerambiente, che invece ha oggi un buco di 50 milioni di euro.
    http://www.ilgiornaledivicenza.it/sto...fica_di_arresti_in_veneto/?refresh_ce
    Voting 0
  7. E' un attacco su due fronti, gli scarti industriali pericolosi che illegalmente arrivano in Campania dal nord e gli scarti delle fabbriche del sud che lavorano in nero e quindi in nero smaltiscono: "Ogni giorno - scrive l'oncologo Antonio Marfella su facebook - noi dobbiamo registrare in falda profonda i tossici, tipo cianuro, che vi hanno sversato dalle industrie del nord. Ma ogni giorno nella 'Terre dei fuochi' si lavora in nero e si sversano nei campi i solventi e gli sverniciatori del settore merceologico della produzione in nero di scarpe, borse e tessili. Questi non sono veleni del nord, questi sono i veleni prodotti nelle nostre zone dove non si rispetta l'uomo e il suo lavoro".
    La "pattumiera d'Italia": fra disastri ambientale e morti sospette

    Disgustato anche padre Maurizio Patriciello, il don che da tempo ormai si batte affinchè alla "Terra dei fuochi" venga riconosciuta un pò di dignità. "Il 'Dramma Caivano' deve diventare un caso nazionale - scrive sulla sua pagina facebook - Altri pozzi sequestrati. Acqua al veleno. Acqua avvelenata. Acqua velenosa.
    http://casoria.napolitoday.it/caivano/pozzo-inquinato-caivano-reazioni.html
    Voting 0
  8. Pianosa nelle Tremiti, Molfetta, Pesaro, Napoli, Monfalcone nel triestino: migliaia di ordigni della seconda guerra mondiale sono ancora nei fondali del Paese causando danni all'ecosistema e all'uomo. E dopo 68 anni dalla fine del conflitto, le bonifiche spesso non sono neppure iniziate
    http://espresso.repubblica.it/dettagl...uel-mare-di-bombe-dimenticate/2204353
    Voting 0
  9. Le ordinanze di custodia (3 in carcere e 19 ai domiciliari) riguardano il Sistri il sistema di tracciabilità dei rifiuti
    http://www.corriere.it/cronache/13_ap...ada-a727-11e2-ae64-724b68a647ec.shtml
    Tags: , , by M. Fioretti (2013-04-17)
    Voting 0
  10. L'imprenditore sostituirà Equitalia nella riscossione delle tasse. Nel 2010 finì in manette insieme a mezza giunta Iervolino per l’inchiesta ‘Global Service’: per la Procura, il manager era in grado di manovrare attraverso prebende e piaceri di vario tipo alcuni assessori in cambio di appalti su misura

    Romeo si dice convinto che passerà indenne anche questo vaglio, anzi uscirà completamente assolto. E nel frattempo macina fatturato: gestendo gli appartamenti di Roma capitale e dell’Inps, dopo aver curato negli scorsi anni le centinaia di chilometri di strade del comune di Roma e la Firenze-Pisa-Livorno. L’anno scorso ha pure vinto un importante e ben remunerato appalto con la Consip, la società interamente presieduta dal ministero del Tesoro che ha il compito di organizzare gli acquisti dello Stato e gestire tecnicamente e amministrativamente tutti gli immobili e gli uffici pubblici. La gara era a rischio perché le buste non erano state aperte in pubblico. Ma è stata ‘salvata’ da un emendamento Pdl-Udc al decreto sulla spending-review.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/...-grado-a-napoli-per-corruzione/533237
    Voting 0

Top of the page

First / Previous / Next / Last / Page 1 of 2 Online Bookmarks of M. Fioretti: Tags: napoli

About - Propulsed by SemanticScuttle