mfioretti: ferrovie*

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  1. "Da alcuni giorni e soprattutto dopo un articolo riguardante la linea 6 leggo di un tunnel troppo stretto e di treni non ci potrebbero mai passare. Facciamo chiarezza ancora una volta: le gallerie della linea 6 sono commisurate alla larghezza dei treni, sia quelli già oggi nella disponibilità del Comune sia quelli oggetto delle prossime forniture. Del resto i treni della linea 6 hanno circolato regolarmente dal 2007 al 2013 e quelli oggetto della prossima fornitura hanno la medesima larghezza di quelli attualmente in dotazione. Treni in dotazione da 25 metri, ricordiamolo, sui quali sono già in corso, grazie all'intervento di questa Amministrazione, i necessari interventi di manutenzione.
    Vale la pena di ricordare però la cronistoria degli eventi legati alla realizzazione della linea M6. Il progetto del 2000, dalla stazione "Mostra" di piazzale Tecchio a piazza Municipio, prevedeva la realizzazione di un deposito/officina nell'area dell'ex Arsenale militare di via Campegna.
    Nel 2007 per l'attivazione della prima tratta Mostra - Mergellina, fu necessario realizzare un deposito provvisorio in coda alla stazione Mostra, esclusivamente per permettere le operazioni di piccola manutenzione e "parcamento" dei treni da 25 metri allora disponibili, risalenti al progetto della vecchia Linea Tranviaria Rapida (LTR) e adattati al servizio metropolitano. Invece, per le operazioni di manutenzione straordinaria fu realizzata una copertura amovibile al di sopra del deposito provvisorio per consentire l'estrazione dei treni per il successivo trasporto in apposite officine.
    Sempre nel 2007 i finanziamenti disponibili furono destinati al completamento della linea verso Municipio piuttosto che alla realizzazione del deposito/officina di via Campegna. Questa è lo stato dell'arte che abbiamo trovato e questa Amministrazione, da subito, ha ritenuto discutibili, se non illogiche, le scelte che erano state effettuate che non avrebbero potuto garantire la piena operatività della linea.
    http://www.ferrovie.it/portale/articoli/6986
    Tags: , , by M. Fioretti (2018-01-12)
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  2. Pensioni maggiori rispetto ai contributi versati. Dopo l’operazione trasparenza fatta sui trattamenti dei dirigenti dell’industria e la cassa integrazione dei piloti, l’Inps passa al setaccio le pensioni dei ferrovieri e scopre che il 96% di quelle liquidate tra il 2000 e il 2014 e ancora in pagamento nel 2015 – secondo le tabelle pubblicate venerdì 3 aprile nella sezione “Porte aperte” del sito dell’Istituto – è superiore all’importo che si avrebbe avuto calcolando l’assegno con il metodo contributivo. Il 27% degli assegni inoltre – sottolinea l’Inps – è superiore all’assegno calcolato con il contributivo di oltre il 30 per cento.

    Il Fondo speciale delle ferrovie, costituito nel 1908, è confluito nell’Inps nel 2000 già in rosso (gli squilibri gestionali sono a carico dello Stato dal 1973). Nel 2013 il disavanzo era di 4,2 miliardi di euro. Gli iscritti sono in continua diminuzione perché sono limitati a quelli assunti prima del 2000, a quelli della holding delle Ferrovie assunti anche successivamente e gli ex dipendenti Fs trasferiti in altre amministrazioni che hanno optato per il mantenimento dell’iscrizione al fondo


    COMMENTI:



    E' uno studio vergognoso. Il fondo era alimentato da 200 mila ferrovieri in servizio e, naturalmente, era in super attivo. Ma se adesso, con il blocco ventennale del turn over, in servizio sono meno della metà di quelli che sono in pensione (70 mila contro 150 mila) come si può minimamente immaginare che possa essere in attivo?


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    Luisiano braciaro • un giorno fa

    A prescindere dal progresso tecnologico, che avrà reso obsoleti alcuni lavori, mi sta dicendo che probabilmente c'erano anche molti posti di lavoro inutili che oggi hanno dato luogo a pensioni altrettanto fasulle?
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/...dei-ferrovieri-prende-versato/1564571
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  3. «Se dovessi iniziarla oggi, direi no alla Tav, perché la centralità di quell’arteria è discutibile in questo momento». Era il 2012, e Matteo Renzi, allora sindaco di Firenze e rottamatore in ascesa, parlava in questo modo della costruzione della nuova ferrovia ad alta velocità che dovrebbe collegare Torino con Lione – passando attraverso un tunnel di 57 km – e affiancare la linea storica esistente fra le due città. Posizione rimarcata anche un anno dopo: «La Tav Torino-Lione? Non è un’opera dannosa, ma inutile. Sono soldi impiegati male».
    Una volta divenuto presidente del Consiglio, però, le perplessità sull’utilità di una delle storiche grandi opere pubbliche italiane sono state accantonate: «Sulla Tav si va avanti».

    il Tav non è solo un problema di costi», scrivono su lavoce.info Francesco Ramella, insegnante di Trasporti e logistica all’Università di Torino, Paolo Beria e Raffaele Grimaldi, ricercatore in Economia dei trasporti e collaboratore nel laboratorio di politiche dei trasporti del politecnico di Milano. Quasi 25 anni fa la nuova tratta ad alta velocità era stata progettata anche perché nella previsioni del traffico ferroviario sulla linea storica contenute nei primi studi «l’infrastruttura esistente avrebbe dovuto raggiungere la saturazione nel lontano 1997», ma in realtà, spiegano i tre ricercatori, questo non è accaduto: «il numero di treni sulla tratta transfrontaliera della linea non ha mai superato la metà della capacità della infrastruttura (e oggi si attesta intorno al 25 per cento)». Ad essere incerta, spiegano Ramella, Beria e Grimaldi «è anche la quota effettivamente spostabile sulla nuova ferrovia, che potrebbe essere ben inferiore a quanto previsto». Insomma, la richiesta è che, vista la decisione di procedere con l’opera «nonostante il radicale cambiamento delle condizioni complessive», vengano elaborate necessarie analisi «ben più approfondite di una semplice estrapolazione di un trend storico e con l’analisi che deve essere fatta – concludono – considerando tutte le alternative di percorso esistenti». A preoccupare, inoltre, è anche il rischio di infiltrazioni mafiose negli appalti per i lavori della Torino Lione.

    un movimento variegato, ricco di spunti e iniziative è stato ridotto “a problema di ordine pubblico” e accusato anche di finalità terroristiche da gestire con fermezza. Anche se le ultime sentenze nei confronti di attivisti No Tav, condannati per reati minori dopo l’assalto al cantiere di Chiomonte del maggio 2013, hanno chiarito che di terrorismo non c’è traccia.
    http://www.valigiablu.it/notav-hanno-...zzato-la-partecipazione-dei-cittadini
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  4. Alla fine, da alcuni mesi, l'area silenzio è stata ridotta a una mezza carrozza della business dove non si trova mai posto. Sarà che le carrozze dell'area silenzio erano meno frequentate delle altre, sarà che uno prende il treno invece dell'aereo anche perché sull'aereo non puoi telefonare né ricevere telefonate, sarà che qualcuno avrà protestato con i vertici di Trenialia come minacciato... Sia come sia è fallito il tentativo di far rispettare una norma agli italiani. Un po' di educazione civica. Gli italiani sono molto bravi a prendersela con i politici accusandoli di ogni nefandezza ma quando le regole le devono rispettare loro, cercano sempre di fare i furbi. Questo è il Paese reale. La classe dirigente che viaggia sulla lucrosa tratta Roma-Milano ma anche il resto degli italiani. Bisognerebbe partire dai comportamenti comuni per capire perché le cose vanno come vanno. Certo poi ci sono sempre le bande di 'ripulitori'... La fenomenologia del Frecciarossa, questo treno che si chiama come un celebre omologo sovietico, ma è sottoposto a una deriva comportamentale mediterranea, è sempre in aggiornamento.
    http://www.treccani.it/magazine/piazz...l_area_silenzio_sul_Frecciarossa.html
    Tags: , , by M. Fioretti (2015-02-16)
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  5. Un esubero di oltre 100 unità, 42 dei quali precari trimestrali. L’incubo si è materializzato a conclusione dell'incontro, a Roma, tra i rappresentanti di RFI e le segreterie delle federazioni nazionali dei trasporti. Il responsabile della holding del gruppo Fs ha presentato, infatti, il progetto che prevede dal prossimo mese di giugno la dismissione di una nave e l'operatività di un solo mezzo nell'arco delle 24 ore.

    La soppressione dei treni

    Fs ha ufficializzato che a partire dal cambio orario programmato per il 13 giugno saranno soppressi tutti gli intercity giorno-724-728-723-727- e l’intercity notte 784-785, la “continuità territoriale” sarà rappresentata da soli 2 treni notte, un nave che effettuerà 18 corse per i treni rimasti e le merci. Il rappresentante delle Ferrovie ha inoltre precisato che al momento non sono disponibili neanche i 30 milioni per il servizio ex Metromare.
    http://www.gazzettadelsud.it/news/127...edium=facebook&utm_source=twitterfeed
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  6. Un'Italia verde, un'Italia rossa. La prima, la metà settentrionale è quella che in meno di tre ore riesce a raggiungere Roma, Milano, Torino. La seconda, quella meridionale, a cui non bastano 180 minuti non solo per arrivare alla capitale, ma anche alle prinicipali città all'interno dei suoi confini, cioè Napoli, Palermo, Bari e Reggio Calabria. Se da Torino a Roma ogni giorno sono disponibili 29 corse ferroviarie, dalla capitale a Reggio Calabria ce n'è solo una. Lo Stivale spaccato in due emerge ancora una volta nelle analisi degli specialisti di cui oggi si discute all'università Federico II di Napoli, in un incontro organizzato dall'ateneo partenopeo e dalla Società italiana di politica di trasporti, alla presenza del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio. I numeri sull'abissale differenza tra Nord e Sud in merito all'accessibilità al trasporto per persone e merci li fornisce la relazione di Francesco Russo, docente all'Università mediterranea di Reggio Calabria.

    «Sono stato costretto a partire ieri sera da Catania e fermarmi una notte a Napoli per essere presente al congresso, il mio collega di Bologna è arrivato tranquillamente in treno partendo stamattina
    http://catania.meridionews.it/articol...al-trasporto-unitalia-spaccata-in-due
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  7. "E' una palla colossale - afferma il Codacons - che gli Intercity servano solo flussi pendolari per tratte limitate, paragonabili al trasporto ferroviario locale gestito dalle regioni. E' solo una scusa per eliminarli e per completare la strategia di Moretti di costringere gli italiani a prendere i treni super veloci, pur se non hanno alcuna necessità di dover raggiungere una destinazione a tempo di record, pagando prezzi sempre maggiori, esorbitanti".

    "Se gli Intercity fossero rami secchi, e così non è, lo sarebbero solo perchè ce li hanno fatti diventare, mettendoli in orari improbabili, con orari d'arrivo inutilizzabili", prosegue il Codacons.
    http://www.repubblica.it/cronaca/2014...sopprimono_10_intercity-82742029/?rss
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  8. N on c'è scritto da nessuna parte nella nostra Costituzione che gli stipendi dei dirigenti pubblici non possono scendere. Gli ambasciatori protesteranno? Si accomodino: per ogni feluca che decide di andare in pensione anticipatamente, ci sono almeno cento giovani dinamici e preparati che parlano tre lingue e sarebbero felicissimi di rappresentare l'Italia per 5 mila euro al mese.
    Il problema potrebbe sembrare diverso per i manager (anziché i dirigenti) pubblici. È senz'altro vero, come dice Mauro Moretti, amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, che alcuni manager di aziende pubbliche avrebbero un mercato alternativo nel settore privato. Ma se si guarda al campione di 29 aziende controllate dal Tesoro, moltissimi manager hanno poca oppure nessuna esperienza nel settore privato, e poca oppure nessuna esperienza nel settore delle aziende che dirigono.
    http://www.ilsole24ore.com/art/notizi...ata-iniziando-alto-081616.shtml?uuid=
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  9. Dove trovo un direttore finanziario o un capo delle risorse umane adatto
    http://www.corriere.it/economia/14_ma...7ba-b326-11e3-a728-d65859a0bfab.shtml
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  10. Il primattore è il presidente del Consiglio, al quale tocca l’onere di una decisione dopo lungo e ponderato esame della situazione. Se lui ritiene davvero che un manager pubblico non possa guadagnare più del presidente della Repubblica (qualcosa meno di trecentomila euro) non si dilunghi in chiacchiere e firmi un decreto. La palla passerà nel campo dei vari Moretti, Scaroni, Ciucci, Conti, ecc, ai quali toccherà la decisione solenne: accettare o togliere il disturbo, come ha detto polemicamente il ministro Lupi (“Se non è contento, Moretti se ne può tranquillamente andare alla ferrovie tedesche”). Finita la questione.

    Solo che la riforma va fatta in tempi brevissimi. C’è una marea di nomine in ballo e il problema degli emolumenti dev’essere risolto “prima” di scegliere chicchessia, proprio per evitare incomprensioni. Forse è anche una fortuna, Renzi ha il coltello dalla parte del manico: vuoi il posto? Queste le condizioni.

    Lasciamo perdere, però, gli ipocriti parallelismi, per cui siccome il presidentissimo della Banca Centrale guadagna meno di Moretti, allora costui dovrebbe sentirsi in colpa. Sono tutti paraventi di maniera. Gli si dica semplicemente: caro presidente di Ferrovie, la condizione economica impone a tutti uno scatto di dignità, lei lo vuole fare insieme a noi?
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/...o-una-cosa-elementare-e-giusta/923003
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