mfioretti: fact checking* + buona scuola*

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  1. Gli immessi in ruolo dell’anno precedente. A fronte di questa selettiva formazione, va detto che il MIUR l’anno scorso ha immesso in ruolo moltissimi iscritti da anni alle Graduatorie ad Esaurimento (GAE, o graduatoria di I fascia). Sono persone che hanno già affrontato e vinto un concorso incentrato solo e unicamente sulle conoscenze disciplinari (le nozioni relative alla propria materia, per intenderci, la cui acquisizione non garantisce la capacità di trasmetterle). Si parla di concorsi superati negli anni ’80, cioè grosso modo quando chi vi scrive emetteva i primi vagiti. Sono quasi 100.000 persone, molte delle quali occupate, negli ultimi trent'anni, in altre attività. Alcuni di questi sono addirittura abilitati in classi di concorso che neanche esistono più. Altri invece insegnano da precari da decenni. Tolto il fatto che si tratta di persone non formate da un punto di vista didattico pedagogico, tecnologico, e inclusivo (come i PAS e i TFA), è chiaro che queste persone andavano comunque stabilizzate (soprattutto quelle che hanno insegnato nel corso di questi anni). Forse buttarle in classe, spesso lontano da casa, a cinquant’anni, senza salvagente non era però la soluzione migliore, né per loro, né per gli studenti, né per i 200.000 abilitati, formati e pronti a immani sacrifici pur di insegnare, che rimanevano invece fuori dalla porta. Si sarebbe dovuto trovare il tempo e la voglia di fare delle verifiche e di immaginare un doppio binario: immettendo in ruolo chi insegnava davvero e assegnando ai posti di fantomatico potenziamento gli altri (l’organico di potenziamento, creato dalla 107, sono i panchinari della scuola, un esercito di insegnanti di alternativa alla religione, addetti alle biblioteche ecc.).
    http://www.insegnareonline.com/rivist...ttadinanza/concorso-ricerca-vello-ore
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  2. che fare dei testi della tradizione occidentale?


    Il ministero della Verità e della Buona Scuola deciderà autorevolmente che occorre mettere all’indice dei libri proibiti Aristotele, che parla della famiglia composta da uomo e donna? Metterà all’indice Hegel, che vede nel matrimonio tra due persone di sesso diverso il fondamento della “vita etica”? E che farà, poi, dei perfidi Agostino e Tommaso d’Aquino?

    Ma come? Non si continua forse a ripetere maniacalmente che la “teoria gender” non esiste? E dunque? La Giannini vuole censurare ciò che non esiste? C’è qualcosa che non torna, in effetti.

    Anche i signori capitalisti dicono, guarda caso, che non esiste alcuna “ideologia capitalista” e che quello da loro propugnato è il modo naturale di essere al mondo dell’uomo. Basta leggere Marx per saperlo. Egli ci ha, in effetti, mostrato come ogni ideologia tenda a negare il proprio carattere ideologico: a presentarsi come naturale-eterna, e non storico-sociale. Il comunismo non è riuscito a realizzare la società senza classi. L’odierno monoteismo del mercato sta invece riuscendo, per ironia della storia, a realizzare la società senza sessi: la società asociale degli atomi unisex interscambiabili, dotati di una sola identità, quella del consumo delle merci e del nichilismo economico
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/...teoria-gender-ma-non-esisteva/2045183
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  3. Quale lavoratore, dopo 15/20 anni di precariato, accetterebbe che un computer stabilisse dove deve andare a sopravvivere con mille euro al mese, andando a svolgere, per di più, mansioni ad oggi non definite e sicuramente diverse da quelle per cui ha studiato e lavorato?

    La "fase" in cui la maggior parte dei precari rientra, infatti, me compresa, è quella in cui si viene assunti non da docenti, ma da "personale-jolly" e tuttofare, che il dirigente onnipotente utilizza a piacimento. Non solo. L'incarico che viene offerto ai precari dura solo tre anni e comporta l'obbligo di fare ulteriore domanda di trasferimento presso scuole del nuovo comprensorio in cui ci si verrà a trovare, con tanti saluti alla continuità. E dopo? È questa la grande "stabilizzazione"? I nostri detrattori dicono pure che i lavoratori devono spostarsi dove sono i posti, ma non si chiedono come mai i posti siano tutti al Nord, mentre è al Sud che occorrerebbero più insegnanti, dato l'alto tasso di abbandono e di dispersione scolastica.

    Il piano di assunzioni del governo è solo un altro gigantesco taglio mascherato: il Pd aveva promesso il ritiro dei tagli Gelmini, 88.000 dei quali sono stati dichiarati illegittimi dal Consiglio di Stato, ma non ha mantenuto la promessa e si è invece inventato l'organico "funzionale", con la conseguenza che una parte dei precari verrà assunta per fare chissà cosa chissà dove (probabilmente il "tappabuchi" fino alla fine della carriera). Un'altra cospicua parte, quella impossibilitata o indisponibile a cedere al ricatto della migrazione coatta e della dequalificazione professionale, resterà nelle graduatorie. Questo confligge con la sentenza della Corte europea del 26 novembre scorso, che condanna l'Italia per abuso di contratti a tempo determinato e impone l'assunzione di tutti i precari che hanno maturato 36 mesi di servizio.

    Ci hanno chiesto di buttare a mare una vita di studio e sacrifici, di partecipare a una lotteria calpestando chi non può "concorrere", nello spirito del "si salvi chi può". Perché? Perché non posso insegnare le mie materie nelle scuole in cui lavoro da 13 anni e in cui ci sono classi da 34 alunni (una l'ho avuta proprio io, nel 2009-2010). Smembrate, potrebbero essere meglio gestite da un maggior numero di docenti? Perché chi ha punteggi altissimi deve finire a Pordenone mentre chi è in fondo alle graduatorie potrà coprire le cattedre su cui i deportandi lavorano continuativamente da anni? Qual è la ratio sottesa a questo sistema caotico e lambiccato?
    http://www.repubblica.it/scuola/2015/...e_a_scuola_non_insultatemi_-121150265
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  4. la riforma fa quello che non vi dice: non assume, stabilizza, per così dire, rimescolando le carte. I numeri, a cercarli, sono chiari: l'organico della scuola italiana nel 2015 era composto da 628.067 lavoratori, ATA compresi, e nel 2016 sarà di 626.654. Certo, poi hanno aggiunto circa 5.000 posti, ma poco cambia; davvero ben poco in confronto alle 102.000 assunzioni sparate dal governo. Quello che non vi si dice è che di facce nuove, con la riforma, non ce ne saranno; saranno facce diverse, quelle di gente che già nella scuola lavora attivamente, mica docenti mai entrati in classe, e che per dare l'apparenza di novità saranno spostate da un capo all'altro della penisola. Pena lo sparire, perché le parole non vengono mai usate a caso, e se nei documenti ministeriali ha fatto la sua prima comparsa l'espressione “soppressione delle graduatorie” qualcosa vorrà pur dire. Anche fosse solamente terrorismo psicologico verso chi volesse boicottare. Ah, e non si pensi che le cose cambieranno con il concorso del 2016: 60.000 posti in 3 anni servono a coprire i pensionamenti, normale amministrazione.
    http://www.metronews.it/15/07/31/quel...he-la-riforma-fa-ma-nessuno-dice.html
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  5. il recente passato dimostra che questi termini vengono manipolati e dietro concetti altamente condivisibili, come la lotta al bullismo o all’omofobia, si insinua proprio l’ideologia del gender. I tre famigerati libri con cui l’Unar, Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, in realtà introduceva nelle scuole di ogni ordine e grado proprio la teoria del gender, insegnano...
    Ecco perché noi volevamo riformulare il testo, per evitare ogni ambiguità: oggi tutto viene strumentalizzato. Ma è esagerato sostenere che questa norma introduca il gender nelle scuole, anche perché ahimè si è già introdotto. La diffusione di libretti, video, incontri sul gender oggi avviene in mille modi, ma purtroppo non è controllabile sul piano normativo. Dalle materne in su succede che specialisti Asl indottrinino le mamme, che insegnanti assegnino letture fuorvianti, che associazioni Lgbt vengano invitate dagli studenti stessi o addirittura l’Unione Europea finanzi iniziative del genere... Il solo strumento concreto che abbiamo per difendere i nostri figli, allora, è esigere il consenso informato da parte dei genitori, esattamente come avviene per l’ora di religione, che è facoltativa, con l’obbligo da parte della scuola di organizzare attività alternative: ho presentato una proposta di legge apposita ed è questo che abbiamo chiesto al ministro
    Giannini.
    http://www.avvenire.it/Cronaca/Pagine...nder-a-scuola-Nella-legge-non-c-.aspx
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  6. Non “educazione alla sessualità sfrenata” dunque, ma educazione al rispetto reciproco dell’uomo e della donna, nel rispetto dei dettami dell’OMS che stabiliscono che L’educazione sessuale è adeguata per l’età rispetto al livello di sviluppo e alle possibilità di comprensione, è sensibile rispetto alla cultura, alla società e al genere. E’ rapportata alle realtà di vita di bambini o ragazzi, rendendo pian piano e con gradualità i giovani cittadini edotti del loro pieno potenziale.

    In una società in cui ancora la donna stenta ad affermarsi in posti di responsabilità a causa della “vischiosità culturale”, in cui sovente crimini a sfondo omofobo e sessista tingono di nero la nostra cronaca, del resto, la prevenzione da dove dovrebbe partire se non dai banchi di scuola?
    http://www.bufale.net/home/disinforma...ender-e-la-scuola-di-sesso-bufale-net
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  7. Altro aspetto che sta facendo molto discutere è la cosiddetta “teoria del gender” che, a detta di alcuni, con l’approvazione della riforma avrà il via libera per entrare incontrastata nelle scuole. Lei ed altri esponenti del suo partito sostenete che con la riforma non si introduce “il gender” nelle scuole. Ci può spiegare meglio?
    Cerchiamo di fare ordine: il comma 16 della “Buona scuola” parla chiaro, c’è la richiesta di tenere conto nell’attività didattica di tante cose tra le quali “la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni”. Se le parole hanno un senso, in questa frase non vedo il problema denunciato. Il problema invece esiste quando qualche associazione vuole interpretare questi concetti forzandone il significato per introdurre in modo evidentemente strumentale la teoria del gender. Al di là del comma 16 della “buona scuola” è stata emanata una circolare una settimana fa, da parte del Ministero dell’Istruzione, in cui si ribadisce a tutte le scuole che tutto ciò che entra nella scuola, come attività curriculare o extracurriculare, deve essere visto, approvato e a conoscenza dei genitori (qui il testo integrale della circolare, ndr). Per queste ragioni, affermo in maniera convinta che la teoria del gender non viene introdotta dalla buona scuola. Piuttosto il Governo deve risolvere il ruolo dell’Ufficio nazionale contro le discriminazioni razziali (Unar), che fa capo al Dipartimento delle Pari opportunità alla presidenza del Consiglio. Il problema non è Unar in sé, ma la “nuova” e ambigua funzione che questo ufficio da tre anni si è di fatto autoassegnato occupandosi quasi esclusivamente di gender quando invece oltre il 75 per cento delle segnalazioni che gli arrivano in merito alle discriminazioni sono di carattere razziale o di fede religiosa.
    http://www.tempi.it/insegnanti-presid...ttosegretario-toccafondi#.VdLqSryxrQY
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  8. A fronte delle notizie false circolate nelle ultime settimane, la deputata del Partito Democratico Camilla Sgambato - insegnante e componente della commissione cultura che ha seguito tutto il lavoro parlamentare che ha portato alla riforma della Buona Scuola – chiarisce i contenuti della riforma e smentisce l’introduzione della teoria Gender nei piani formativi.

    “L’equivoco – spiega – nasce forse dall’articolo con il quale è previsto, testualmente, che “il piano triennale dell'offerta formativa assicura l'attuazione dei princìpi di pari opportunità promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l'educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni”. Ma come si vede, la Buona Scuola promuove la sensibilizzazione contro la violenza di genere, contro le intolleranze, per il rispetto delle pari opportunità tra uomo e donna. Principi che sono e che devono diventare patrimonio comune di tutta la società. Nessun riferimento alle tematiche sbandierando le quali stanno partendo assurde crociate contro la riforma.

    Chi riceve queste informazioni è quasi sicuramente in buona fede ma chi le diffonde - sottolinea la deputata - o è colto da ignoranza o da mala fede. Forse è solo un modo per screditare, senza fondamento, una riforma che sta provando a regalare al Paese una Buona Scuola e per carpire le firme per il referendum contro di essa. Un tentativo non solo maldestro, ma anche dannoso perché, urlando all’orrore, alimenta sentimenti di intolleranza e di paura. Il percorso verso la Buona Scuola è segnato e nessuna catena di pregiudizi e bugie lo rallenterà”.
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    7 agosto, 2015 - 16:18
    http://www.orizzontescuola.it/news/te...e-sostenere-referendum-contro-riforma
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  9. mercoledì 12 agosto 2015

    Andando con ordine. I quesiti proposti sulla scuola, infatti, sono due: uno di Possibile, il nuovo soggetto politico di Pippo Civati, che vuole sopprimere la parte della norma relativa alla funzione del dirigente scolastico; l’altro (che chiede invece l’abrogazione dell’intera legge) di una non meglio identificata costola campana dello Snals, che agisce prevalentemente su gruppi Facebook e tramite WhatsApp, sotto l’altrettanto misteriosa denominazione di Leadership alla scuola. Per il secondo il quesito è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. I cittadini che vorranno sottoscrivere la proposta referendaria avranno la possibilità di firmare entro il 25 settembre prossimo sia negli uffici di tutti i comuni italiani sia presso gli appositi banchetti che saranno allestiti dagli organizzatori (il comitato nazionale “Leadership alla scuola”) nelle diverse città italiane. Quindi è stata una scelta degli organizzatori quella della tempistica (nessuno “l’ha fatto apposta” per non farvi firmare) ma soprattutto, ed è questa la parte più importante, nulla c’azzecca il DDL scuola del governo Renzi con le lezioni gender a scuola. Ci vuole tanta, tanta, tanta pazienza con gli italiani.
    http://www.nextquotidiano.it/la-stori...rogare-le-lezioni-gender-a-scuola-wtf
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  10. Il nuovo messaggio sulle lezioni gender a scuola

    Un simpatico messaggio sullo stile di ADDAVENÌ GENDER sta funestando le giornate delle povere mamme su Whatsapp. Ed è un prontuario di tutte le bufale sull'argomento. Vediamole
    Dario Ferri
    giovedì 06 agosto 2015 12:35
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    Un simpatico messaggio sullo stile di ADDAVENÌ GENDER sta funestando le giornate delle povere mamme su Whatsapp e via mail. In primo luogo perché è composto di più di ottocento parole, e a leggerlo ci si perde anche troppo tempo per quel che merita; in secondo luogo perché è ovviamente del tutto privo di senso. Questo è il messaggio, che trovate copincollato anche su Facebook e Google Plus:

    I M P O R T A N T E!!!! PER IL FUTURO DELLA SCUOLA E I FIGLI!
    Messaggio di una mamma andata all’incontro sul Gender tenuto a Camposampiero (PD). “Vi riassumo x quanto possibile gli appunti presi. Prima di tutto però vi invito ad andare a firmare il referendum abrogativo x la legge LA BUONA SCUOLA (che se non abrogata partirà da settembre) che c’è in comune e che ha scadenza a breve. Se non lo trovate bisogna sollecitare il sindaco affinché lo metta a disposizione x la firma. Io vado domattina.
    *Nessun politico ammette l’esistenza della teoria Gender ma la chiama teoria di Genere. Questa teoria mira alla destrutturazione dell’identità dei singoli insegnando ai NOSTRI FIGLI che al di là del proprio sesso biologico possono decidere autonomamente di appartenere ad un altro Genere (bisex omo lesbo misto chi più ne ha più ne metta) includendo in questo Genere anche il Genere pedofilo!!!!. Il tutto mirato al fatto di consegnare tutte le alternative sessuali alla normalità ignorando completamente i limiti che la natura ci pone. A dimostrazione di ciò la recente sentenza della cassazione dove un uomo trans non operato ha ottenuto il cambio di genere pur non essendo operato perché “dentro si sentiva donna”.
    A lungo termine, cosa peraltro già avviata, vi sarà la legalizzazione della pedofilia, che non sarà più un reato ma una condizione di Genere.*
    Insegneranno ai nostri figli che non si nasce maschio o femmina ma si decide che cosa essere.
    *Il decreto mira a destrutturate la famiglia insegnando ai bambini che mamma e papà non è normale. Invece normalità è TUTTO!!! etero non sarà più normalità ma OMOSEX sarà un valore aggiunto.
    Tutto questo sarà fatto da settembre dove il problema di matematica sarà: Mary e i suoi due papà….. Ecc…
    Quindi non sarà l’ora di educazione sessuale ma tutto l’insegnamento mirato a ciò.
    A Padova questi programmi sono già diffusi. Negli asili di Roma pure. A Trieste negli asili i bambini possono esplorare il corpo dei compagni si scambiano i vestiti, truccano i maschi, offrono ai bambini kit di peluche riproducenti organi maschili e femminili insegnando loro come funziona masturbazione e penetrazione. Hanno adottato libri a fumetti a sfondo pornografico (un titolo a disposizione sul web è svizzero e si intitola LISA UND JAN tradotto x gli asili di trieste.)
    Tutte le scuole saranno uniformate in tutta Europa (vedi linee guida OMS ed educazione sessuale nella scuola e lo standard dell’educazione sessuale in Europa).
    Iniziano sin dall’asilo insegnando la masturbazione precoce e via via fino al sesso completo (non importa con chi) e all’interruzione di gravidanza anche in fase avanzata.
    L’ONU ha fondato una commissione per la diffusione del Gender.
    La Fornero ha aderito gli ultimi 10 giorni del suo mandato a questa “sperimentazione sui bambini” ben consapevole che in America è già attiva e produce danni non indifferenti. Con il Lunar, che sono 3 libri di formazione obbligatoria x i docenti, insegnano che la famiglia è un luogo di proliferazione di odio omosex.
    Vogliono destrutturate la famiglia.
    I nostri figli saranno martellati in ogni materia con riferimenti espliciti. Gli faranno vedere immagini che a 9 anni noi genitori evitiamo accuratamente.
    E il testo di questa teoria che il caro Renzi ha appoggiato così allegramente, arriva dalla fondazione MARIO MIELI (pedofilo omosex che sosteneva di amare così tanto i bambini da voler dare loro l’amore!!!) e altre 24 associazioni Gay Lesbo ecc.
    Il disegno di legge Fedeli è stato inglobato nel decreto legge LA BUONA SCUOLA. Prevede il cambio dei testi scolastici e delle attività scolastiche senza prevedere il consenso dei genitori. Prevede 5 punti:
    1 integrazione del sistema di Genere e di TUTTE LE MISURE NECESSARIE AD ATTUARLO
    2 distruzione di stereotipi usanze tradizioni ecc che differenzino il sesso biologico
    3 obbligo di formazione x gli insegnanti
    4 formazione università di nuove leve x l’insegnamento 5 assunzione dei testi Polite x gestire l’eliminazione del genere sessuale.
    Lo stato ha stanziato 200 milioni di € x finanziare il progetto.
    Tutto ciò comporterà che quando i nostri figli saranno all’Università non riconosceranno più la famiglia come tale e non avranno identità sessuale certa.
    Lo scopo a lungo termine è il controllo demografico e la riduzione della popolazione.
    Il programma è previsto a livello mondiale una volta che l’Italia avrà fatto da cavia insieme ad altri paesi tea cui la Germania – i francesi hanno detto NO con un referendum firmato da tutti-.
    So che ho scritto tanto ma questo è solo un piccolo riassunto di ciò che è stato detto. Quanto sopra è ciò che mi hanno raccontato questa sera.
    Il sistema per far si che i nostri figli non vengano presi dentro questa presunta trappola è l’educazione scolastica parentale. In tanti lo hanno già fatto nelle città dove questi programmi sono attivi. Non è l’ora di educazione sessuale che si può far saltare. É tutto il programma scolastico che sarà permeato da questi insani principi e non c’è scampo. Fra l’altro anche tutti gli asili e scuole paritarie anche cattoliche avranno l’obbligo di uniformarsi.”*

    Via Facebook.com/linus

    Via Facebook.com/linus

    Il messaggio si riferisce a un incontro sul Gender andato in scena a Camposampiero in provincia di Padova, e organizzato per il 29 luglio dal parroco don Bruno Bevilacqua e trasmesso persino via Livestream, e contiene un po’ tutte le bufale girate in questi mesi sul tema. C’è infatti la bufala delle lezioni porno all’asilo di Trieste, si cita latamente la storia del patto di corresponsabilità, si parla dei testi Polite e si conclude con un cumulo di frescacce sul “famoso” DDL Fedeli. Avete letto l’estratto del DDL Fedeli? No, perché non è citato nemmeno il titolo, che è questo: Introduzione dell’educazione di genere e della prospettiva di genere nelle attività e nei materiali didattici delle scuole del sistema nazionale di istruzione e nelle università. Il DDL Fedeli non parla di “teoria del gender” e non vuole nemmeno negare l’esistenza di differenze tra uomo e donna. Per rendersene conto sarebbe sufficiente andare a leggere il testo (sono poche pagine). Ecco i due obbiettivi del Disegno di Legge:

    La prima, fissare tra gli obiettivi nazionali dell’insegnamento e delle linee generali dei curricoli scolastici la cultura della parità di genere e il superamento degli stereotipi; la seconda, l’intervento sui libri di testo, riconosciuti in tutte le sedi internazionali, come un’area particolarmente sensibile per le politiche delle pari opportunità.

    Insomma si tratta di insegnare il rispetto delle diversità (non di inculcare la voglia di essere diversi) per garantire a tutti pari opportunità. Quindi non si tratta di negare le differenze tra uomo e donna. Può davvero essere una cosa così brutta? Andiamo a leggere il testo, Art. 1 Comma 2:

    i piani dell’offerta formativa delle scuole di ogni ordine e grado adottano misure educative volte alla promozione di cambiamenti nei modelli comportamentali al fine di eliminare stereotipi, pregiudizi, costumi, tradizioni e altre pratiche socio-culturali fondati sulla differenziazione delle persone in base al sesso di appartenenza e sopprimere gli ostacoli che limitano di fatto la complementarità tra i sessi nella società.

    E ancora, l’Articolo 2 prevede che l’insegnamento sia finalizzato a fornire indicazioni agli alunni (tenendo conto delle loro competenze e del livello di maturazione) riguardo:

    i temi dell’uguaglianza, delle pari opportunità, della piena cittadinanza delle persone, delle differenze di genere, dei ruoli non stereotipati, della soluzione non violenta dei conflitti nei rapporti interpersonali, della violenza contro le donne basata sul genere e del diritto all’integrità personale.

    Più che insegnare il gender il DDL Fedeli sembra incentrato sull’educazione ad essere parti di una società non sessuofobica (come fa notare l’Ordine degli Psicologi del Lazio). Può essere una cosa così brutta insegnare che tutti abbiamo gli stessi diritti, che la violenza sulle donne è un crimine e che ognuno ha diritto ad essere sé stesso?
    http://www.nextquotidiano.it/il-nuovo...ggio-sulle-lezioni-di-gender-a-scuola
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