mfioretti: discariche*

Bookmarks on this page are managed by an admin user.

83 bookmark(s) - Sort by: Date ↓ / Title / Voting / - Bookmarks from other users for this tag

  1. Al momento della mia elezione, nel giugno 2013, Roma gestiva i rifiuti attraverso la più grande discarica d’Europa, situata nella tenuta di Malagrotta, all’interno della riserva naturale Litorale Romano. Malagrotta era una vera e propria bomba ecologica, una fonte costante di contaminazione e inquinamento, tanto che l’Unione Europea ne aveva già chiesto la chiusura entro il 31 dicembre 2007. Nei periodi estivi, con i rifiuti in decomposizione, l’area di Malagrotta diventava nauseabonda e la montagna d’immondizia era visibile a chilometri di distanza dal volteggiare di decine di migliaia di gabbiani. Uno scenario infernale.

    Se al mio arrivo in Campidoglio, nel giugno del 2013, Malagrotta era ancora attiva, lo si doveva ad una serie di proroghe irresponsabili. Diventato sindaco, nei primi 100 giorni di governo, presi subito la decisione di chiuderla, predisponendo contemporaneamente un piano rifiuti, come del resto avevo annunciato in campagna elettorale.
    http://www.ignaziomarino.it/la-chiusura-malagrotta-piano-rifiuti-roma
    Voting 0
  2. quando uno degli impianti o dei siti fuori regione non è disponibile per i più svariati motivi (manutenzioni, guasti, blocchi stradali, incendi) i rifiuti speciali restano nei capannoni dei quattro TMB, e non avendo Roma una soluzione alternativa, la spazzatura (di nuovo) resta per strada. Questo problema si affronta individuando una discarica di servizio residuale per solo materiale trattato e aumentando la capacità di incenerimento, oppure individuando una discarica di servizio residuale per solo materiale trattato e convertendo gli impianti TMB affinché la parte secca venga più possibile avviata a recupero di materia, quindi senza produrre CDR (Combustibile Derivato dai Rifiuti), cosa che è fattibile solo realizzando una capillare raccolta differenziata dell'umido.
    http://radicaliroma.it/la-crisi-dei-rifiuti-a-roma-spiegata-bene
    Voting 0
  3. Da un lato, l’amministrazione Zingaretti vorrebbe individuare un sito fra i 50 a disposizione nell’intera provincia, dall’altro c’e’ il Campidoglio a 5 Stelle che preferirebbe continuare ad appoggiarsi agli impianti all’estero e in Nord Italia nella speranza di applicare il “piano dei materiali post-consumo": ridurre la produzione di rifiuti e aumentare la differenziata, senza aprire altre discariche



    Altro che “discarica di servizio”. La Regione Lazio e la Città Metropolitana di Roma, rispettivamente governate da Nicola Zingaretti e Virginia Raggi, stanno cercando un sito adatto per una sorta di “Malagrotta 2” da almeno 4,8 milioni di metri cubi totali e un nuovo sito più piccolo da aggiungere a quelli esistenti. Non solo. Con la riforma degli ambiti territoriali in discussione a La Pisana, i rifiuti della Capitale e del suo hinterland potrebbero anche essere portati nelle altre province del Lazio, già sul piede di guerra da giorni. Le dimensioni del sito sono rintracciabili nelle pieghe del documento di “Determinazione del fabbisogno”, approvato nell’agosto 2016, delibera che serve da linee guida per il nuovo piano rifiuti non ancora varato dalla Giunta Zingaretti.

    Seppur con stime prudenziali e tenendo conto del progressivo aumento della raccolta differenziata fino a quota 65% nel 2021 – le previsioni del Comune di Roma sono di arrivare al 70% – si tiene conto che nel giro di 10 anni si possa arrivare a riempire la nuova discarica al servizio di Roma città per 4.801.028 metri cubi; a questo “fabbisogno” bisogna aggiungere quello del resto della provincia capitolina, calcolato in 2.316.575 metri cubi, troppo perché possa essere sostenuto dalle tre discariche di Albano Laziale (257.348 mc residui), Civitavecchia (182.400 mc non realizzati) e Colleferro (33.000 mc residui più 600.000 da realizzare). Un iter – e questa è l’altra novità importante – a cui si è adeguata anche l’ex Provincia di Roma oggi a guida pentastellata: nei giorni scorsi la dirigente del Dipartimento Tutela e Valorizzazione Ambientale di Palazzo Valentini, Paola Camuccio, ha inviato a tutti i sindaci del territorio una lettera (di cui ilfattoquotidiano.it è in possesso) la richiesta di individuare “delle aree idonee alla localizzazione degli impianti di gestione dei rifiuti”, con determinati criteri.

    Allegata alla lettera anche una cartografia, piuttosto dettagliata, in cui sono indicati una cinquantina di cave già opzionate dall’Ente. Una conversione dei grillini alle discariche? In realtà, questi documenti sembrano essere frutto dell’inerzia di un lavoro iniziato negli anni passati proprio quando l’attuale governatore, Nicola Zingaretti, era presidente della Provincia, iter burocratico mai interrotto dall’attuale amministrazione metropolitana. “Dai puntini rossi posizionati sulla mappa – attacca il deputato Pd, Emiliano Minnucci -, si evince che i grillini vogliono trasformare la provincia nella discarica di Roma come se il Gra fosse un vero e proprio spartiacque tra due mondi diversi”

    IL COLPO DI SCENA DELL’ATO UNICO
    Dove collocare questa nuova discarica? Lo staff guidato dal super consulente regionale, Daniele Fortini, sembra orientato a riprendere in considerazione la mappatura realizzata dall’ex commissario e ex prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, che all’inizio del decennio individuò 8 siti idonei, di cui 7 di proprietà della Colari di Manlio Cerroni e uno su terreno pubblico, a Falcognana sulla via Ardeatina. Proprio nel 2013, quest’ultima ipotesi tramontò a causa delle forti proteste dei residenti della zona – fra cui l’ex ministro Renato Brunetta – Attualmente, sulla scrivania di Zingaretti sono ferme due richieste di autorizzazione per altrettante cave di proprietà di Cerroni, una a Pian dell’Olmo e l’altra a Quadro Alto, entrambi nel comune di Riano (a nord di Roma). Il colpo di scena potrebbe arrivare dall’approvazione, nei prossimi giorni, della riforma sugli Ambiti territoriali ottimali (Ato) voluta dall’assessore regionale Mario Buschini, che prevede la creazione di un Ato unico: la nuova legge, all’esame del Consiglio regionale, permetterebbe alla Regione Lazio di autorizzare – come spera anche Virginia Raggi – il conferimento presso impianti situati in altre province. Questa nuova eventualità potrebbe far tornare di moda il sito di Aprilia (cittadina non lontana da Roma ma formalmente in provincia di Latina) di proprietà della Rida srl, dove c’e’ già un tmb che accoglie 400.000 tonnellate l’anno. “A Malagrotta – sostiene Donato Robilotta, consigliere regionale dei Socialisti Riformisti – è già costruita una linea del gassificatore, che brucia cdr, previsto e autorizzato dal piano regionale dei rifiuti, e dal dpcm del Governo Renzi dell’Agosto 2016. I tmb di Roma producono circa 500 mila tonnellate di Cdr all’anno che finiscono in inceneritori all’estero, arricchendo per esempio gli austriaci. Perché la Regione non autorizza l’esercizio in funzione del gassificatore?”.

    IL BRACCIO DI FERRO
    Mercoledì 17 in Regione Lazio si terrà un incontro molto importante, al quale parteciperanno emissari del Comune di Roma, non è chiaro se anche l’assessore all’Ambiente, Pinuccia Montanari, o addirittura Virginia Raggi in persona. Da un lato, l’amministrazione Zingaretti vorrebbe individuare un sito fra i 50 a disposizione nell’intera provincia e chiudere il dossier entro il mese di giugno, così da consegnare l’incartamento al ministro Gian Luca Galletti, il quale avrebbe poi solo il compito di spedire tutto a Bruxelles e ottenere le proroghe per continuare a mandare navi e treni all’estero, specie in Portogallo e in Austria; dall’altro c’e’ il Campidoglio a 5 Stelle che fa ostruzionismo e preferirebbe continuare ad appoggiarsi agli impianti all’estero e in Nord Italia (Emilia Romagna e Friuli) nella speranza di applicare il “piano dei materiali post-consumo”, ridurre la produzione di rifiuti e aumentare la differenziata (invariata negli ultimi 12 mesi), senza aprire altre discariche. In mezzo ci sono 54 Comuni della Provincia che vanno al voto il prossimo mese e, nel 2018, le elezioni regionali (senza scordare le politiche), motivo per il quale diventa difficile in questo frangente prendere decisioni poco popolari per la cittadinanza. Resta la carta commissariamento – attesa in caso di mancato accordo – che permetterebbe sia alla sindaca sia al governatore di scaricare la patata bollente sul Governo attraverso l’azione prefettizia. Ma a quale costo?

    L’EQUIVOCO DEGLI IMPIANTI DI COMPOSTAGGIO
    Molta confusione – anche fra gli stessi politici – è stata fatta negli ultimi giorni sui tre impianti di compostaggio allo studio del Campidoglio, di cui ha parlato anche Virginia Raggi in una recente puntata di Porta a Porta. In quel caso, il tema si sposta sui rifiuti differenziati e in particolare sull’umido. La necessità è quella di sostituire (e integrare) l’impianto di Maccarese che, come rivelato da ilfattoquotidiano.it il 21 marzo scorso, deve essere chiuso a breve per via dell’intenso traffico veicolare. A quanto si apprende, i nuovi impianti dovrebbero sorgere nelle aree agricole di Castel di Guido (ovest), Decima (sud) e Marcigliana (nord-est), ma va specificato che questi siti non sono paragonabili a delle discariche e perfettamente compatibili con l’ambiente. Molte polemiche, poi, sono state suscitate dalla decisione del Dipartimento capitolino di spostare il tritovagliatore mobile di Rocca Cencia ad Ostia Antica: la mossa del Campidoglio permetterà al Municipio X di smaltire autonomamente i propri rifiuti indifferenziati, che altrimenti dal litorale romano avrebbero dovuto continuare a viaggiare per oltre 40 km in direzione Roma est.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/...-con-rischio-commissariamento/3581303
    Voting 0
  4. Il vero problema, che nessuno vuole decidersi ad affrontare “de visu”, a cominciare dalle associazioni ambientaliste , dai governi locali ma soprattutto dalle competenti Accademie come Igiene e tossicologia industriale, è dato dal non volere deciderci ad affrontare il problema gestione rifiuti (speciali e urbani) come un unico grande problema di corretta gestione, dando priorità ai rifiuti speciali, e non certo agli urbani, laddove esiste un problema oggettivo e gravissimo di salute pubblica in regioni come la Campania e la Lombardia (Acerra e Brescia sorelle di Italia!). E, in Campania registriamo zero impianti intraregionali per lo smaltimento dell’amianto ma situazioni di disastro ambientale dichiarato come ad Avellino (Isochimica) e nei quartieri della zona ovest di Napoli (zone ex Italsider, quartieri Soccavo Fuorigrotta Pianura).

    Il sistema dei roghi di rifiuti speciali come pneumatici accumulati è un “vecchio” sistema “campano” ormai scientificamente realizzato da molti decenni, e vede roghi di migliaia di tonnellate di rifiuti speciali sempre negli stessi punti


    La conseguenza ultima risulta quella di avere eliminato prove di attività manifatturiere varie in regime di evasione fiscale, nonché di avere creato un lucrosissimo affare di caratterizzazione e gestione di ceneri di rifiuti che verrà prima o poi smaltito a spese dello Stato e non dei privati che avevano importato il materiale legalmente in regione.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/...mo-il-gioco-dei-tre-sacchetti/1960748
    Voting 0
  5. The biggest toxic dumping site ever discovered in Europe is being investigated in the area of southern Italy plagued by cancer rates that are up to 80 per cent higher than the national average.

    Police say over two million cubic metres of dangerous material, including 25kg packets of French industrial waste and containers with solvents, have been dug out up in the Calvi Risorta area north of Naples, where the Camorra crime syndicate makes hundreds of millions a year from illegal dumping.

    The dump site was so big that forestry officials could only estimate its size after three days’ digging with bulldozers, Il Fatto Quotidiano newspaper reported. Sergio Costa, the regional commander of the Forestry Police, said investigators would establish to whom the products has been sold – and thus who was responsible for disposing of them.
    http://www.independent.co.uk/life-sty...r-than-national-average-10327157.html
    Voting 0
  6. Per quanto riguarda la salute infantile emerge un quadro di criticità meritevole di attenzione, in particolare eccessi di bambini ricoverati per cancro nel primo anno di vita e nella fascia di età 0-14 anni sono stati osservati in entrambe le province di Napoli e Caserta. L’analisi disaggregata per comune evidenzia alcuni comuni nei quali si sono rilevati specifici segnali che richiedono ulteriori e cogenti approfondimenti
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/...fantili-cosa-e-cogente-adesso/1339425
    Voting 0
  7. Da Cefalù a Cinisi l'emergenza rifiuti assedia le città della costa. I Comuni conferiscono l'immondizia a giorni alterni nella discarica di Bellolampo, ma non riescono a tornare a regime. Troppi arretrati. Tonnellate di immondizia ancora in strada e nessuna certezza sul futuro dell'Ato Palermo 1. Soltanto, ieri, il sindaco di Cinisi, Gianni Palazzolo, è stato costretto a spendere 15mila euro di fondi comunali per conferire con mezzi privati 50 tonnellate di rifiuti nella discarica di Bellolampo. "Siamo al collasso - dice Palazzolo - e se non fosse stato per l'intervento di Leoluca Orlando che ci ha aperto le porte di Bellolampo saremmo davvero nei guai. Ma la situazione non riesce a tornare a regime. La Regione deve darci garanzie per il futuro. Il 15 gennaio scade l'Ato, mancano pochi giorni, e non sappiamo nulla. Ci sono lavoratori non pagati da mesi e mezzi in numero inferiore rispetto a quelli che servirebbero, sempre per questioni economiche. Così non si può andare avanti. La provincia è in ginocchio".
    http://palermo.repubblica.it/cronaca/...rica_di_due_chilometri-104748645/?rss
    Tags: , , , by M. Fioretti (2015-01-12)
    Voting 0
  8. Io e te intendiamo l’1% della Regione Campania, che sono circa 15500 kmq e quindi non meno di 155 kmq, con una variabile compresa tra 1 e 3% (quindi tra 155 kmq e 465 kmq), compatibili con i famosi 12 milioni di tonnellate di rifiuti tossici tombati nelle nostre terre pari a non meno di 400mila tir e quindi a non meno di circa 5000 campi di calcio. Chi ti ha scritto quel copione, però, intende molto ma molto meno, cioè al massimo qualche ettaro, considerando che, come per esempio alla Resit di Giugliano, in base alle analisi dell’Iss, risultano inquinati ben 200 ettari ma con prodotti agroalimentari “sporchi” pari soltanto a 2 ettari a seguito del tombamento profondo, e considerano sicuri in base alla analisi, quindi, anche i prodotti coltivati su discariche non a norma di rifiuti tossici.

    È un problema serio, ci stiamo chiarendo e stiamo scoprendo, tanto per cambiare, che abbiamo norme e leggi assolutamente non chiare ed insufficienti, se non proprio assenti, come quella sui reati ambientali. Su questo siamo tutti d’accordo ma la malapolitica non vuole proprio saperne di fare leggi adeguate e ben fatte sull’ambiente per non danneggiare o ostacolare gli industriali.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/...hai-una-responsibilita-in-piu/1316343
    Voting 0
  9. A rispondere alle polemiche è stato l’assessore all’Ambiente Gabriele Folli, che ha specificato che l’attività del Centro di riciclo nel trevigiano continua, anche se sotto un’altra società, e spiegato come dall’esperienza di Vedelago siano nate decine di aziende tuttora attive, che costituiscono dunque un modello valido per l’esportazione, anche in Emilia Romagna e a Parma. “Che piaccia o no alla Guarnieri – continua – si tratta di tecnologie ormai consolidate che consentono di recuperare materie prime che altrimenti vanno perdute per sempre, tecnologie ed impianti che abbiamo proposto insieme al Comune di Forlì come elemento a supporto del progressivo spegnimento degli impianti di incenerimento in Emilia-Romagna nel Piano regionale di gestione rifiuti”.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/...eso-modello-grillo-pizzarotti/1315500
    Voting 0
  10. Grazie ad una apparecchiatura montata sui camion avrebbe dovuto permettere di tracciare gli spostamenti di rifiuti. Nei fatti il sistema si può facilmente aggirare
    http://www.corriere.it/inchieste/beff...602-89a3-11e4-a99b-e824d44ec40b.shtml
    Voting 0

Top of the page

First / Previous / Next / Last / Page 1 of 9 Online Bookmarks of M. Fioretti: Tags: discariche

About - Propulsed by SemanticScuttle