mfioretti: digitalizzazione*

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  1. un software la cui complessità “rende impossibile valutare se funzioni o meno”
    https://www.agi.it/economia/digitaliz..._parlamentare-2319785/news/2017-11-04
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  2. fatemi capire, addirittura una software house che sviluppasse un software per una pubblica amministrazione, la quale intende metterlo in riuso, potrebbe agire tecnicamente non fornendo documentazione di sviluppo, documentando scarsamente il codice, fornendo scripts e documentazione di installazione/testing carenti con il solo scopo di mettere in difficoltà qualunque tecnico che vi ci approcciasse de-facto obbligando una PA che volesse avvantaggiarsi del software in riuso a stipulare un contratto di consulenza ?

    SI!
    https://eclecticismnow.wordpress.com/...letta-del-software-in-riuso-per-la-pa
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  3. A questo punto, sarebbe stato meglio consigliare al malcapitato di turno di usare, per trasmettere le proprie istanze debitamente sottoscritte su carta, il caro e vecchio telefax, ancora riconosciuto come mezzo valido di trasmissione ai sensi dell’art. 38 del D.P.R. 445/2000 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa).

    Resta il fatto comunque che il provvedimento dell’Anac è talmente demenziale da sembrare un fake (e, in effetti, non sono pochi, nell’immediatezza della pubblicazione, ad averlo pensato!), non solo a rigor di logica, ma soprattutto ai sensi dell’art. 45 comma 1 del Codice dell’Amministrazione Digitale (D. Lgs. 82/2005, recentemente modificato dal D. Lgs. 179/2016), che riconosce il valore giuridico “della forma scritta” al documento (anche quello informatico, quindi) trasmesso da chiunque a una pubblica amministrazione per mezzo di un qualsiasi mezzo telematico o informatico, purché idoneo ad accertarne la fonte di provenienza, ritenendo inutile far seguire l’inoltro del documento originale. A completare il disposto del citato articolo, il Legislatore è intervenuto, poi, al comma 2 riconoscendo valore giuridico all’invio telematico dei documenti se recapitati all’indirizzo di posta elettronica dichiarato del destinatario.

    E vogliamo evitare di girare il dito nella piaga, fingendo di non ricordare che lo stesso Codice dell’Amministrazione Digitale pone per le pubbliche amministrazioni la precisa regola di consentire ai cittadini l’inoltro delle proprie istanze e comunicazioni direttamente on line, previa identificazione (tramite Spid – Sistema Pubblico di Identità Digitale; Cie – Carta d’Identità Elettronica o Cns – Carta Nazionale dei Servizi). Ma questa “è un’altra storia”, per rimanere in tema di citazioni cinematografiche.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/...e-poi-in-pdf-ma-anche-via-fax/3366241
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  4. “Se lo scorso anno abbiamo denunciato che si stavano abituando i cittadini a considerare il privato e l’intramoenia come prima scelta, ora ne abbiamo la prova: le persone sono state abituate a farlo per le prestazioni a più basso costo (ecografie, esami del sangue, etc.). Non perché non vogliano usufruire del SSN, ma perché vivono ogni giorno un assurdo: per tempi e peso dei ticket, a conti fatti, si fa prima ad andare in intramoenia o nel privato. E il Sistema sanitario nazionale, in particolare sulle prestazioni meno complesse, e forse anche più “redditizie”, ha di fatto scelto di non essere la prima scelta per i cittadini. Secondo assurdo: si tratta di prestazioni previste nei Livelli Essenziali di Assistenza, quindi un diritto. E’ questa la revisione dei Lea “in pratica” che i cittadini già sperimentano ogni giorno”, è il commento di Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva.
    http://www.repubblica.it/salute/2016/..._del_sistema_sanitario-154112216/?rss
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  5. Per quanto riguarda poi la tipologia di professionisti ricercati, dalle job description pubblicate emerge poca consapevolezza dei meccanismi della pubblica amministrazione e delle figure che sono davvero necessarie per digitalizzarla: avremo nel team lo sviluppatore di mobile e app ma non un esperto di semplificazione dei procedimenti amministrativi, si ricerca l'esperto in business metrics e analytics ma non quello in informatica giuridica, benché nel "nuovo" Codice dell'Amministrazione digitale si preveda espressamente che Cdo, dirigenti, funzionari pubblici e persino cittadini (previsione quest'ultima forse esagerata) debbano possedere delle competenze in questa disciplina. A meno che, a voler pensar male, anche gli esperti di informatica giuridica non siano stati già scovati e messi sotto contratto senza passare attraverso alcuna candidatura pubblica ...o magari anche loro sono dei "buoni samaritani" (e quindi selezionati pro bono e senza procedure trasparenti)? A tal proposito, che fine farà il Direttore generale di AgID, Antonio Samaritani? Deve ritenersi commissariato anche lui? E che senso ha rafforzare nella riforma del Cad tutte le competenze di AgID, se poi intendiamo metterla "sotto sequestro" per ben tre anni?
    http://www.huffingtonpost.it/andrea-l...-digitale-piacentini-_b_12307846.html
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  6. The company officially calls itself “cloud-based legal intelligence”, but is essentially Dropbox for the legal world.

    Lawyers can bulk-upload all the messy information they need to examine (even if it’s an entire hard drive of different types of files) and Logikcull will organize all the different file types into one searchable database.
    https://techcrunch.com/2016/08/23/log...ts-at-the-speed-of-a-thousand-interns
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  7. A soggiornare in un paese della costa sarda — che non sia la Costa Smeralda — sembra di tornare indietro agli anni 80–90 del secolo scorso. Tutto è fermo ad allora: prendi la casa del cugino del cognato, entri in un bar a prenderti un caffè al volo, vai in spiagge bellissime e piene di ambulanti che passano ogni quarto d’ora, e il giorno di Ferragosto il menù dei ristoranti è fisso — e se sei vegetariano, vegano, celiaco, allergico ai crostacei, devi discutere per farti fare un’insalata. Ci è successo anche questo, e non è stato piacevole.

    E non è un peccato, cara Sardegna?
    https://medium.com/italia/cara-sardegna-71ace0d8f490#.yv9i5uayb
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  8. Secondo quanto ribadito anche da Renzi, avere un ''pin unico'', al posto di tante password diverse, per accedere a tutti i servizi digitali ne avrebbe semplificato l'uso. Al tempo stesso, avrebbe incentivato il lancio di nuovi servizi digitali da parte di PA e aziende private. Insomma poteva essere l'asso nella manica per salvare l'Italia da un destino di arretratezza digitale. Può esserlo ancora, ma a questo punto bisogna correre.

    Le ultime mosse. Il call center dedicato - a cura dell'Agenzia per l'Italia Digitale - è una presa di coscienza che attivare Spid può essere troppo complicato. L'altro problema è che ''finché saranno pochi e poco interessanti i servizi disponibili, accessibili con questa identità unica, saranno pochi anche gli utenti'', dice Eugenio Prosperetti, avvocato esperto di diritto digitale. Serve raggiungere una massa critica, ovviamente, per scatenare ''l'effetto valanga'' che traini domanda e offerta di servizi digitali.

    Nessun privato finora ha voluto sopportare l'investimento necessario per adottare Spid. Nemmeno le aziende che lo forniscono (Poste, Tim e Infocert, a cui si aggiungeranno a breve due altri, Aruba Pec e Sielte) finora hanno reso i propri servizi compatibili con Spid. Per entrare nella nostra pagina personale Tim, per gestire la Sim, dobbiamo usare il solito account dedicato, per esempio. Idem se vogliamo mandare (per esempio) una raccomandata online con Poste.

    ''Aspettiamo anche che la massa dei Comuni e delle scuole - che gestiscono molti servizi di immediata utilità per gli utenti - adottino questo sistema'',
    http://www.repubblica.it/tecnologia/2...tita_digitale_nel_caos-145666742/?rss
    Tags: , , , by M. Fioretti (2016-08-09)
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  9. Il presidente del Tribunale bustocco affronta la questione (questa sì riportata fedelmente negli interventi sulla stampa) delle copie cartacee definendo l’ordine di deposito «motivato in maniera inutilmente colorita».

    D’Avossa non manca di bacchettare l’operato del giudice sottolineando che quella modalità « non corrisponde minimamente alla posizione del Tribunale sul Processo Civile Telematico, e posso documentare tale affermazione richiamando il protocollo stipulato con il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Busto Arsizio, nella cui ultima stesura è espressamente escluso l’obbligo del deposito delle copie cartacee, a differenza di quanto previsto – credo – nella totalità dei protocolli stipulati da vari uffici giudiziari sul tema».

    Il Tribunale di Busto, prosegue nella nota «è un convinto assertore della bontà dell’introduzione del processo civile telematico e della sua ineliminabile funzione di assicurare mezzi utili alla velocizzazione del processo con il conseguente miglioramento dell’attività di avvocati, giudici e cancellieri. E’ stato istituito un tavolo di confronto con l’Ordine degli Avvocati che ne segue ogni possibile evoluzione; analizza periodicamente i problemi che talvolta ne derivano e soprattutto valuta insieme le possibilità di facilitarne e diffonderne sempre più l’uso. In tale ottica, oltre alla stipulazione del suddetto protocollo, il Tribunale ha partecipato ad incontri locali su questi temi, ha predisposto un servizio per assistenza agli utenti ed ha previsto di escludere dalle nomine i Consulenti Tecnici che non si avvalgono del sistema telematico. In definitiva il Tribunale di Busto Arsizio non può essere in alcun modo iscritto alla categoria degli uffici che boicottano o che pongono ostracismo all’uso del questo sistema
    http://www.varesenews.it/2016/04/il-p...nea-per-il-processo-telematico/511577
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  10. "Non posso sottolineare e piegare le pagine del pc": giudice respinge il ricorso telematico
    Con questa singolare motivazione il giudice Giuseppe Limongelli ha bocciato l'esecuzione provvisoria del decreto ingiuntivo. La decisione ha scatenato polemiche tra gli avvocati: la magistratura fa ostruzione al processo civile telematico
    http://espresso.repubblica.it/attuali...spinge-il-ricorso-telematico-1.262362
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