mfioretti: calatrava*

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  1. La posizione definitiva dell’amministrazione comunale, successiva al blitz romano di Beppe Grillo, non è ancora ufficiale. Ma quello che trapela da fonti vicine alla sindaca Raggi sembra proprio essere ciò che i vertici di Palazzo Senatorio porteranno questo pomeriggio all’incontro con il costruttore Luca Parnasi, numero uno della Eurnova Spa, e il direttore generale della Roma, Mauro Baldissoni. In sostanza, Raggi e gli avvocati capitolini chiederanno al proponente di spostare gli impianti sportivi (stadio compreso) in modo da salvaguardare la struttura dell’ex Ippodromo di Tor di Valle che potrebbe essere vincolata dal Mibact e di ridurre “sensibilmente” le cubature per la parte relativa al business park, dunque alle torri di Libeskind. Il problema è che nel progetto originario proprio quelle cubature dovevano giustificare la realizzazione di opere pubbliche come il potenziamento della Roma-Lido e il ponte sul Tevere, indispensabili per la fruizione del futuro stadio. L’arma in mano ai vertici capitolini è quella della “illegittimità” della delibera prodotta dalla Giunta guidata dall’ex sindaco Ignazio Marino; la carta della Roma, invece, è la minaccia di una richiesto di risarcimento monstre insostenibile per le flebili casse del Comune di Roma.

    PRESSING DI TIFOSI E CONI
    L’ipotesi rottura ovviamente non piace ai tifosi giallorossi, che al grido di #FamoStoStadio si stanno dando appuntamento, su Twitter, per stamattina in Campidoglio, mentre il presidente Pallotta ha già parlato di “catastrofe per il futuro dell’As Roma e del calcio italiano”, lasciando intendere che potrebbe anche decidere di mettere in vendita il club giallorosso. “Si può dire sì o no allo stadio. Dire facciamolo ma facciamolo da un’altra parte mi sembra poco serio”, è il giudizio del presidente Coni, Giovanni Malagò. “L’unica cosa che so è che se non si farà lo stadio sarà un disastro non solo per la Roma ma anche per il calcio italiano”, avverte il presidente della Uefa, Aleksander Ceferin, a margine dell’incontro con Carlo Tavecchio. Parole come “catastrofi” e “disastro” non piacciono però all’ex vicesindaco e assessore allo Sport, Daniele Frongia: “Lavoriamo proprio per evitarle”, ha dichiarato.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/...ice-no-pronte-tre-alternative/3412122
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  2. quella che in una grammatica naturale sarebbe una semplice considerazione di buon senso, soprattutto pensando alla storia personale, senza aloni, di Giachetti, nell’attuale realtà romana si trasforma in un’arma a doppio taglio, capace, a meno di sorprese, di aprire le porte del Campidoglio al Movimento 5 Stelle.

    Perchè se il frutto di quella esperienza comprende anche le tasse più alte d’Italia, un sistema dei rifiuti fallimentare, le municipalizzate gestite in maniera clientelare e per questo sull’orlo del crac, i nuovi quartieri privi di servizi o quelli senza fogne da oltre 30 anni, le scuole insufficienti, le strade piene di buche o le decine di opere incompiute che hanno fagocitato centinia di milioni di euro, come la Nuvola di Fuksas o le vele di Calatrava a Tor Vergata, a quel punto, la decantata esperienza, più che un vanto da esibire, diventa quasi un affronto per un elettore indeciso, che si trova a scegliere fra le mille incognite del “nuovo” e un partito commissariato da quasi due anni, dopo un’inchiesta giudiziaria che ha scoperchiato una cupola mafiosa in seno all’amministrazione.
    http://www.glistatigenerali.com/parti...le-patenti-di-politica-ma-che-davvero
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