mfioretti: benetton*

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  1. Paghe ai limiti del salario minimo legale, ma ben al di sotto di un salario dignitoso che dovrebbe essere di quattro o cinque volte superiore per permettere a una famiglia di provvedere almeno ai bisogni primari. Il che significherebbe in Ucraina uno stipendio da almeno 438 euro. Salari dunque al di sotto delle rispettive soglie di povertà e dei livelli di sussistenza. Paghe letteralmente da fame, come testimoniano le 110 interviste a operai e operaie. «A volte semplicemente non abbiamo niente da mangiare», racconta una lavoratrice ucraina. «I nostri salari bastano appena per pagare le bollette elettriche, dell'acqua e dei riscaldamenti», conferma un'altra donna ungherese.

    Lavoratrice tessile ucraina

    Lavoratrice tessile ucraina

    Non basta. Molti degli intervistati hanno raccontato di condizioni di lavoro pericolose: esposizione al calore o a sostanze chimiche tossiche, condizioni antigieniche, straordinari forzati illegali e non pagati, abusi da parte dei dirigenti. I lavoratori si sentono intimiditi e sotto costante minaccia di licenziamento o trasferimento: quando gli operai serbi chiedono perché durante la calda estate non c’è aria condizionata, perché l’accesso all’acqua potabile è limitato, perché sono costretti a lavorare di nuovo il sabato, la risposta minacciosa è sempre la stessa: «Quella è la porta».

    Fabbrica tessile ucraina

    Fabbrica tessile ucraina

    Le griffe alla moda delocalizzano nei Paesi dell’Est e Sud-Est Europa perché questi paesi rappresentano veri e propri paradisi per i bassi salari. Molti degli 1,7 milioni di lavoratori e lavoratrici di queste regioni vivono in povertà, affrontano condizioni di lavoro pericolose, tra cui straordinari forzati, e si trovano in una situazione di indebitamento significativo. «Ci pare evidente che i marchi internazionali stiano approfittando in maniera sostanziosa di un sistema foraggiato da bassi salari e importanti incentivi governativi», dichiara Deborah Lucchetti, portavoce della Campagna Abiti Puliti. »In Serbia, ad esempio, oltre ad ingenti sovvenzioni, le imprese estere ricevono aiuti indiretti come esenzione fiscale fino a dieci anni, terreni a titolo quasi gratuito, infrastrutture e servizi. E nelle zone franche sono pure esentate dal pagamento delle utenze. Mentre i lavoratori fanno fatica a pagare le bollette della luce e dell’acqua, in continuo vertiginoso aumento», continua Deborah Lucchetti.
    https://www.avvenire.it/attualita/pag...r-i-grandi-marchi-dell-abboigliamento
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  2. L'idea è quella di espropriare a caro prezzo i terreni dei Benetton per fare due piste, alberghi e centri commerciali. Ma un atto presentato al Consiglio di Stato dall'avvocato Federico Sorrentino smonta punto per punto i presupposti invocati dai fautori dell’opera. Tra cui l’Ente nazionale per l’aviazione civile
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/...-inutile-e-fuori-dalle-regole/2371909
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  3. Scivolone in Borsa di Wdf. Il titolo del gruppo che opera nel settore del duty free aeroportuale perde terreno di schianto (segui in diretta) dopo la cessione del 50,1% alla svizzera Dufry da parte della famiglia Benetton tramite Edizione e Schematrentaquattro. Reazione diversa per il titolo di Zurigo, che è in netto rialzo e mostra come il mercato creda sia un'operazione vantaggiosa per gli acquirenti.
    http://www.repubblica.it/economia/fin..._dell_offerta_di_dufry-110806891/?rss
    Tags: , , by M. Fioretti (2015-03-31)
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  4. Air France, che le anime belle credevano che avrebbe comprato il 75% di Alitalia che le mancava, allo scadere del vincolo quinquennale, fissato a suo tempo da Silvio Berlusconi per vantare una finta italianità, è fuggita dal tavolo delle trattative nello scorso settembre, lasciando le banche con il cerino in mano e costringendole a partecipare a un aumento di capitale d’emergenza organizzato dalla premiata ditta Enrico e Gianni Letta snc, che dal 2001 coltivava con costanza l’alienazone della nostra compagnia di bandiera a favore dei francesi.

    Sotto la sapiente regia del Governo gli italiani sono stati buggerati. Etihad e Air France-KLM da tempo hanno molti accordi di collaborazione, prima o poi Alitalia sarà un loro condominio, con il traffico verso l’Asia che passerà per Abu Dhabi e quello verso le Americhe che continuerà a passare attraverso Parigi e Amsterdam. A Roma Fiumicino, il cosiddetto grande hub di cui la retorica governativa vanterà il salvataggio, resterà qualche volo intercontinentale come onore della bandiera.

    Con la scusa di salvare i residui posti di lavoro di Alitalia, si salvano gli interessi delle grandi famiglie mescolate con la politica, i Colaninno che comandano in Alitalia nonostante l’abbiano gestita con risultati da corte marziale e i Benetton, sfortunati proprietari degli Aeroporti di Roma.

    Roberto Maroni oggi ha dichiarato pubblicamente che Alitalia pretende la super-liberalizzazione di Linate, aeroporto la cui pista è troppo corta perché decollino voli intercontinentali. Malpensa ne sarebbe definitivamente e mortalmente colpita, il nord Italia dipenderebbe per l’eternità da hub stranieri, pur godendo già il solo Nord-Ovest di una massa di passeggeri potenziale che è tra le prime cinque in Europa. Non si capisce perché Etihad dovrebbe volere la rovina di un aeroporto, quello di Malpensa, in cui vola da anni, sia con voli passeggeri che con voli cargo, mentre si fidanza con Alitalia a Roma che non ha mai incluso nelle sue destinazioni. La spiegazione è che dietro c’è il partner nascosto Air France, che vuole spargere sale sulla potenziale concorrente Malpensa e già ispirò il ritorno a Roma di Alitalia. Allora si diceva che Alitalia perdeva a causa di Malpensa, ma Alitalia a Roma è fallita nel 2008 e viene salvata da un secondo fallimento oggi, nonostante l’incredibile serie di favori concessi dal Governo Berlusconi ovverosia da Gianni Letta.
    http://www.linkiesta.it/alitalia-etihad-futuro-malpensa
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  5. Benetton che attraverso Atlantia ha in mano l’8,85% di Alitalia e tramite Gemina la maggioranza relativa di Aeroporti di Roma. La società che gestice lo scalo di Fiumicino alla vigilia del cda di Alitalia che dovrebbe varare una ricapitalizzazione da almeno 100 milioni di euro e spianare la strada al raddoppio della quota di Air France-Klm dal 25 al 50 per cento, ha chiesto alla politica che si vigili affinché l’eventuale controllo dei soci transalpini non fagociti l’aeroporto romano.

    C’è “forte preoccupazione per la situazione economica, finanziaria e societaria di Alitalia, che potrebbe determinare difficoltà nel mantenimento della connettività intercontinentale e internazionale della compagnia di bandiera sul mercato italiano, con pregiudizio del ruolo di Hub carrier”, sostiene una nota di Adr. Secondo la quale ci sono da temere “gravi riflessi economici, finanziari ed occupazionali sull’indotto, con una conseguente riconsiderazione del progetto di sviluppo delle infrastrutture dello scalo di Fiumicino”.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/...-chiede-al-governo-di-vigilare/722754
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  6. Anche in quel documento l’ampliamento a nord di Fiumicino viene dato per scontato sulla base di due scelte tra loro collegate. La prima è il definitivo accantonamento dell’aeroporto di Viterbo, la seconda è la chiusura di Ciampino dove ora sono concentrate le compagnie low cost. Con queste premesse, i 7 milioni di passeggeri di Ciampino dovrebbero essere inevitabilmente spostati a Fiumicino. Altra scelta che porterebbe acqua al mulino dei fautori del raddoppio a Maccarese.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/...rno-da-via-libera-al-banchetto/687333
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  7. Trentuno le strutture che riceveranno il bollino di “aeroporti di interesse nazionale”. In prima linea Malpensa, di proprietà di quella Sea nelle scorse settimane al centro di un duro scontro tra il Comune di Milano e Vito Gamberale, l’ad del fondo d’investimento pubblico-privato F2i che proprio di aeroporti sta facendo incetta da tempo, con l’ultimo colpo piazzato sotto Natale a Torino, Firenze e Bologna, oltre che in Lombardia. Segue Fiumicino, che fa capo alla famiglia Benetton, ma anche a Mediobanca, Silvano Toti, Unicredit, Generali e Unipol, che sono tra gli azionisti Gemina, la holding quotata che controlla Aeroporti di Roma, fresca di festeggiamenti in Borsa per i guadagni in arrivo dal nuovo piano tariffario approvato dal governo sempre sotto Natale e in procinto di fondersi con la società dei Benetton che ha in mano le autostrade, Atlantia. La terna, poi, include anche lo scalo di Venezia, in mano alla Save anch’essa in pieno riassetto azionario con i pesi del pubblico e del privato in via di ridefinizione.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/...no-che-favorisce-grandi-gruppi/483011
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  8. Ciaccia, Passera e Monti vanno comunque benedetti per averci fatto risparmiare uno spreco multi-miliardario, l’aeroporto di Viterbo che deo gratias è stato cancellato. Progettato per soddisfare i capricci di Alitalia, ma a dire il vero di Air France che la comanda, cioè non avere low cost e in particolare Ryanair a far sgradita concorrenza a Fiumicino, avrebbe comportato non solo la deportazione dei passeggeri, che vogliono andare a Roma, a cento chilometri da Roma, ma anche la costruzione o ricostruzione di apposite ferrovie e autostrade. Grazie per aver abortito questa idea sciocca, ma tanto cara al viterbese ministro Fioroni del fu Governo Prodi.
    http://www.linkiesta.it/fiumicino-roma
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  9. Nel silenzio più assoluto, l’ultimo atto dell'esecutivo guidato da Mario Monti ha garantito ai poteri forti che gestiscono lo scalo di Fiumicino più tasse aeroportuali a carico dei passeggeri. Nel piano: il raddoppio delle piste, ma soprattutto una cascata di cemento sul litorale romano. Affare da 12 miliardi che conviene a molti
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/...imo-regalo-di-monti-a-benetton/456079
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  10. Dice Gilberto Benetton:

    Adr è stata privatizzata nel luglio del 2000, ad agosto dello stesso anno sono cambiate le regole. Da quel momento la società ha lavorato in un vuoto normativo e senza adeguamenti tariffari, per oltre dieci anni. Non sto dicendo che tutto ciò debba essere fatto con noi. Si faccia con chiunque lo si voglia, ma il mondo non aspetta. In Vietnam ad esempio stanno partendo investimenti per 40 miliardi per modernizzare gli aeroporti, e non aspetteranno anni per realizzarli».

    Parliamo però del Vietnam...
    «Appunto: a Roma già oggi per circa 50-60 giorni all'anno l'aeroporto non può ospitare più voli aggiuntivi. E' saturo. Ma sa questo cosa significa per una città che è unica al mondo?
    http://www.corriere.it/economia/12_gi...ade-bdcc-11e1-a8f4-59710be8ebe6.shtml
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