mfioretti: archeologia*

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  1. New genomic data suggests that when Europeans emerged from the last ice age they were close to becoming extinct.

    In some cases, small bands of potentially as few as 20 to 30 people could have been moving over very large areas, over the whole of Europe as a single territory, according to Professor Ron Pinhasi, principal investigator on the EU-funded ADNABIOARC project.

    This demographic model is based on new evidence that suggests populations were much smaller than is generally thought to be a stable size for healthy reproduction, usually around 500 people. Such small groupings may have led to reduced fitness and even extinctions.

    ‘As an archaeologist and anthropologist, I was quite shocked to see how limited, how small the population numbers were. You know, shockingly small,’ said Prof. Pinhasi, based at University College Dublin, Ireland.

    ‘I think that what happened, it’s on a catastrophic level of demography for a long time in human evolution,’ he said.


    Prof. Pinhasi’s team has found that the genomes sequenced from hunter-gatherers from Hungary and Switzerland between 14 000 to 7 500 years ago are very close to specimens from Denmark or Sweden from the same period.

    These findings suggest that genetic diversity between inhabitants of most of western and central Europe after the ice age was very limited, indicating a major demographic bottleneck triggered by human isolation and extinction during the ice age.

    ‘We’re starting to be able to reconstruct the actual dynamics of migrations and colonisation of the continent by modern humans and that’s never been done before the genomic era,’ explained Prof. Pinhasi.
    http://horizon-magazine.eu/article/ic...nds-fewer-30-brink-extinction_en.html
    Tags: , by M. Fioretti (2015-04-02)
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  2. Gli scavi per fermata San Giovanni della metro C hanno portato alla luce "il più grande bacino idrico mai ritrovato" che si trova all'interno "di un'azienda agricola della Roma imperiale, la più vicina al centro di Roma che sia mai stata ritrovata". Lo ha annunciato Rossella Rea, responsabile scientifico degli scavi archeologici nel cantiere.
    http://roma.repubblica.it/cronaca/201...o_della_roma_imperiale-102020582/?rss
    Tags: , , by M. Fioretti (2014-12-03)
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  3. Bella risorsa per insegnare storia, geografia e forse anche altro: mappa interattiva per calcolare percorsi e tempi di viaggio nell'Impero Romano
    http://orbis.stanford.edu/#mapping
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  4. Scoperta una parte di Ostia Antica fino ad oggi 'segreta', più grande di Pompei. Recenti indagini archeologiche svelano infatti che l'area era molto più vasta di quanto ritenuto. La Soprintendenza archeologica di Roma parla di "risultati eccezionali: nel I secolo a.C, il Tevere non chiudeva la città a nord, ma la divideva in due parti".

    Torri, magazzini, nuove mura di cinta e tracciati stradali finora sconosciuti. Ostia antica "diventa ora una vera e propria città" e rivela tutta la sua grandezza, come nessuno l'aveva mai immaginata fino a oggi. Per la prima volta, la sua pianta integrale scavalca le sponde del Tevere e arriva fino a Isola Sacra, nella zona settentrionale del fiume.
    http://roma.repubblica.it/cronaca/201...egreta_pi_grande_pompei-83783253/?rss
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  5. Bray ha tentato, e con successo, di ridare dignità a un mondo – quello della tutela del patrimonio – umiliato, delegittimato, marginalizzato.

    E gli italiani hanno capito: tutti gli ultimi occupanti del Collegio Romano sono stati cacciati a furor di popolo, inseguiti con i forconi di roventi contestazioni, mentre ieri – un’ora prima che Renzi salisse al Quirinale con il suo compitino – l’Ansa dava notizia che 180.000 persone chiedevano, sui social networks, che Bray rimanesse al suo posto. In quest’ultima settimana ci sono stati 400 diversi appelli a suo favore, e i sondaggi hanno rilevato che proprio a lui andava il gradimento più alto tra i ministri di Letta. E questo non si deve solo alla capacità comunicativa (antitelevisiva, ma efficacissima) di Bray, ma soprattutto ad alcuni importanti risultati concreti. Egli è riuscito ad evitare che Pompei finisse in mani inaffidabili e pericolose, trovando e imponendo una soluzione eccellente; ha rimesso in piedi e riesposto i Bronzi di Riace; ha mantenuto la promessa di ricomprare la Reggia di Carditello, e si potrebbe continuare a lungo.

    Certo, Bray avrebbe potuto osare di più. Ogni volta che annunciava qualche cambiamento radicale – per esempio nella struttura del ministero – si sollevava un coro di «non si può!». Un capo di gabinetto prudente fino al letargo, un segretario generale garante dell’immobilismo assoluto, una pletora di direttori generali preoccupati solo della loro poltrona: tutto ha congiurato nell’inibire ogni tentativo di spiccare il volo.

    E quando Bray ha provato ad andare al cuore del problema, rimuovendo questi stessi signori, da Palazzo Chigi partiva l’allarme rosso sui possibili ricorsi. L’esperienza di Bray – cioè del primo ministro davvero deciso a cambiare i Beni culturali – dimostra che la prima cosa di cui ha bisogno il nostro disgraziato patrimonio è proprio uno spietato azzeramento del quartier generale, la cui unica missione è oggi la conservazione di se stesso.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/...ray-e-larrivo-del-vicedisastro/891010
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  6. il Mibact non fa quasi più ricerca archeologica e i capitali che la finanziano provengono sempre più dall’estero. A tenere alta la bandiera della gloriosa scuola italiana sono le università, ma con risorse sempre più esigue: un po’ ovunque gli atenei hanno ridotto i budget a causa della scarsità dei fondi provenienti dal Miur. “Gli stranieri spendono molto più di noi – spiega Salvatore Settis, decano degli archeologi italiani e storico dell’arte – una vergognosa mortificazione iniziata con i tagli operati nel 2008 dal ministro Bondi”. E mentre la ricerca langue, un numero notevole e crescente di giovani archeologi disoccupati se ne va a lavorare ad altissimi livelli all’estero. Per poi tornare in Italia a fare i loro scavi con i soldi degli enti stranieri.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/...cheologia-fondi-stranieri-miba/816157
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  7. L’area archeologica c’è. Sta lì, senza mostrarsi. Quasi ignota. Sostanzialmente confusa nel verde spontaneo. Contribuendo, inconsapevolmente, al degrado del parco. Completamente persa la valenza che avrebbe dovuto avere. Quella di elemento distintivo ed identificativo di un luogo nel quale a segnalarsi non sembra essere l’architettura. L’esito, invece, opposto. L’immagine che piazza Omiccioli restituisce lontanissima dalle aspirazioni del progetto. Non luogo di condivisione e aggregazione. Non spazio per ritrovarsi. Una piazza che ha fallito la sua missione. Sembra piuttosto di essere proiettati nelle piazze metafisiche dipinte da De Chirico, come Piazza Souvenir d’Italie, nelle quali ogni cosa sembra bloccata nel tempo e i resti di edifici greci e romani fanno da quinte alla scena principale.

    In fondo in quest’angolo di Roma, nel quale l’urbanistica dissennata degli ultimi decenni ha esercitato malamente sé stessa, accade proprio questo. Che l’archeologia si faccia metafisica Che la villa romana sia solo un elemento della rappresentazione del paesaggio. A quanto sembra il più trascurabile.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/...mana-e-larcheologia-metafisica/758499
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  8. All’estremità occidentale della tenuta, lungo la moderna Via Laurentina, nei pressi di Ponte della Chiesaccia, sono stati rinvenuti i resti di un tracciato stradale che risaliva, dopo aver attraversato il fosso omonimo, verso il pianoro del comprensorio di Tor Pagnotta. Una strada di grande importanza, considerando che molto probabilmente si dirigeva verso l’abitato protostorico della Laurentina Acqua Acetosa. Più recentemente, a sud di questa zona, durante i lavori di raddoppio dell’attuale via Laurentina, all’incrocio con Via di Castel di Leva, è stato rinvenuto un altro tratto di strada, probabilmente risalente già ad epoca arcaica, che si raccordava con il tracciato stradale scavato in precedenza. Infine, sul limite sud ovest del comprensorio, sono state individuate alcune aree di cava prolungatesi fino ad epoca tardo imperiale.

    Di tutto questo non rimane nulla in vista. L’archeologia inghiottita dal cemento oppure lasciata nel più completo abbandono nell’unico angolo nel quale non è stato possibile costruire nuove cubature.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/...ologia-inghiottita-dal-cemento/628124
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  9. What has happened to 50 years of stratigraphic archaeology and methodological meditations? What are we able to transmit to a wide audience of all the methodological developments of the last decades? I’d say: little or nothing.

    I cannot otherwise explain why, despite the fact our reliefs are more precise and an increasing amount of data are being stored in our database and queried in our GIS, the Ancient Rome that appears in the media looks like a Hollywood blockbuster of the 50s.
    http://www.passatoefuturo.com/2013/01/the-great-illusion-part-one.html
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  10. Ville, case, casali ristrutturati, box, piscine, serre trasformate in saloni: il totale delle costruzioni illegali raggiunge quota un milione e trecentomila metri cubi su un'area vincolata di 3.500 ettari alle porte di Roma. Le ville affittate per feste e set televisivi. L'impotenza della Soprintendenza. I proprietari si difendono: "Siamo noi i veri custodi dell'integrità di questi luoghi"
    http://inchieste.repubblica.it/it/rep...2Fla_storia_in_ostaggio%2D48270327%2F
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